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Prepensionamento quota 100 e calcolo dei contributi

22 Giugno 2019
Prepensionamento quota 100 e calcolo dei contributi

Tra un mese compirò 59 anni e a luglio avrò maturato 36 anni di contributi. Posso accedere al prepensionamento quota 100, ossia all’anticipo di tre anni con accordo ditta fondi bilaterali? I requisiti 59+35 valgono anche per il 2019, 2020, 2021 oppure solo se maturati entro il 31/12/2018? 

In base alla conversione in legge del DL 4/2019, che ha parzialmente riformulato il decreto in materia di Reddito di cittadinanza e pensioni, l’art. 22 ora prevede che possano accedere al cosiddetto prepensionamento Quota 100, cioè possono ricevere un assegno straordinario per il sostegno al reddito, i lavoratori che raggiungono i requisiti previsti per l’accesso alla pensione quota 100 entro il 31 dicembre 2021. 

In buona sostanza, entro il 31 dicembre 2021 bisogna aver compiuto 62 anni di età ed aver maturato 38 anni di contributi. 

Considerando che la lettrice compie 59 anni nel giugno 2019, alla data del 31 dicembre 2021 non arriva, sfortunatamente, all’età di 62 anni, mentre supererebbe i 38 anni di contributi richiesti. 

Purtroppo, per accedere all’assegno straordinario è richiesta la maturazione di entrambi i requisiti utili alla Quota 100, di età e contributivo, entro il 31 dicembre 2021. 

L’assegno, in ogni caso, può essere erogato solo in presenza di accordi collettivi di livello aziendale o territoriale, sottoscritti con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, nei quali sia stabilito a garanzia dei livelli occupazionali il numero di lavoratori da assumere in sostituzione dei lavoratori che accedono all’assegno. 

Considerando che la lettrice, in ogni caso, alla data del 31 dicembre 2018 risulta aver compiuto i 58 anni di età, e possedere almeno 35 anni di contribuzione, potrebbe accedere all’opzione donna, prevista dall’art.16 del decreto, nel caso in cui non possieda, nell’arco della vita lavorativa, contributi da lavoro autonomo (in caso contrario, alla data del 31 dicembre 2018 è richiesto il compimento di 59 anni, non di 58 anni. 

Ipotizzando che la lettrice non possieda contribuzione derivante da lavoro autonomo, la stessa potrebbe pensionarsi trascorsi 12 mesi dalla maturazione dei 35 anni di contributi. In cambio del pensionamento anticipato, però, dovrebbe accettare il calcolo integralmente contributivo della sua pensione, ricalcolo che solitamente è penalizzante, perché non si basa sugli ultimi stipendi, ma sui contributi effettivamente versati e sull’età pensionabile. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci 



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