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Registrazioni audio sul posto di lavoro: cosa si rischia

22 Giugno 2019
Registrazioni audio sul posto di lavoro: cosa si rischia

Sul mio posto di lavoro ho avuto l’impressione di essere registrato dalla mia collega per avvalorare alcune lamentele sul mio comportamento, e allora almeno per una volta ho fatto una registrazione anche io per difendermi da eventuali accuse future, e senza volerlo ho registrato anche altre conversazioni con altri colleghi. Ho già provveduto a cancellare le registrazioni dal cellulare ma se qualcuno se ne fosse accorto sarei passibile ugualmente di qualche reato? Soprattutto in un ipotetico controllo del cellulare da parte delle autorità competenti? 

La registrazione nascosta di colloqui tra il lettore e gli altri lavoratori, o tra altri colleghi, non configura un illecito penale.

In ambito civile, invece, potrebbe avere conseguenze negative a seconda dell’utilizzo che se ne vorrà fare.

Secondo la giurisprudenza della Cassazione, la registrazione di conversazioni tra presenti, all’insaputa dei conversanti, configura una grave violazione del diritto alla riservatezza, con conseguente legittimità del licenziamento intimato (Cassazione civile, sez. lav., 16/05/2018, n.11999).

Quindi, l’interesse primario perseguito dal legislatore è quello di tutelare il diritto alla riservatezza. Tuttavia, tali conseguenze vengono meno se la registrazione e l’utilizzo vengano effettuate per tutelare la propria persona.

Infatti, l’utilizzo a fini difensivi di registrazioni di colloqui tra il dipendente e i colleghi sul luogo di lavoro non necessita del consenso dei presenti, in ragione dell’imprescindibile necessità di bilanciare le contrapposte istanze della riservatezza da una parte e della tutela giurisdizionale del diritto dall’altra e pertanto di contemperare la norma sul consenso al trattamento dei dati con le formalità previste dal codice di procedura civile per la tutela dei diritti in giudizio; ne consegue che è legittima, ed inidonea ad integrare un illecito disciplinare, la condotta del lavoratore che abbia effettuato tali registrazioni per tutelare la propria posizione all’interno dell’azienda e per precostituirsi un mezzo di prova, rispondendo la stessa, se pertinente alla tesi difensiva e non eccedente le sue finalità, alle necessità conseguenti al legittimo esercizio di un diritto (Cassazione civile, sez. lav., 10/05/2018, n. 11322).

Per tale motivo, a parere dello scrivente non si potrebbe rimproverare nulla al lettore nel caso di specie, visto che tali registrazioni sono state create per tutelare un eventuale ed ipotetica accusa in ambito lavorativo.

A ciò s’aggiunga che quelle registrazioni ad oggi sono state cancellate e nessun Giudice civile potrà avere il potere di disporre il sequestro del cellulare del lettore per recuperare i dati, poiché manca l’interesse pubblico che potrebbe sorgere con un’eventuale configurabilità di un reato penale, che in questa sede non esiste. 

Pertanto, alla luce della giurisprudenza sopra citata, è possibile tranquillamente affermare che la persona del lettore, dal punto di vista civile e penale, non potrà essere intaccata da nessuna denuncia/causa civile.

A parti invertite, se il lettore pensa che i suoi colleghi abbiano effettuato una registrazione dei suoi discorsi, può senza esitazioni intimare loro la cancellazione dei dati; in mancanza, si consiglia al lettore di procedere con un’azione di risarcimento danni finalizzata a tutelare il suo diritto alla riservatezza.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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