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Appello: costi del giudizio e parcella all’avvocato

22 Giugno 2019
Appello: costi del giudizio e parcella all’avvocato

Quanto costa un appello alla corte del riesame di secondo grado? Quanto devo pagare in anticipo all’avvocato? 

Si può dedurre dal quesito che, quando il lettore parla di “appello alla corte del riesame di secondo grado”, si riferisce all’impugnazione di una sentenza davanti alla Corte di Appello, giudice di secondo grado. Ciò perché il tribunale del riesame è altro giudice, solamente penale, che decide in merito alle misure cautelari coercitive personali. 

Fatta questa necessaria premessa, proporre appello avverso una sentenza comporta il pagamento di un contributo unificato a favore dello Stato proporzionato al valore della causa. Di seguito si riporta la tabella:

Valore della Causa /Contributo 

  • Valore fino a € 1.100,00: € 64,50 
  • Valore superiore a € 1.100,00 e fino a € 5.200,00: € 147,00 
  • Valore superiore a € 5.200,00 e fino a € 26.000,00: € 355,50 
  • Valore superiore a € 26.000,00 e fino a € 52.000,00: € 777,00 
  • Valore superiore a € 52.000,00 e fino a € 260.000,00: € 1.138,50 
  • Valore superiore a € 260.000,00 e fino a € 520.000,00: € 1.821,00 
  • Valore superiore a € 520.000,00: € 2.529,00

Per quanto riguarda il pagamento della parcella dell’avvocato, essa può essere individuata solamente in linea di massima, poiché ogni avvocato può determinarne l’importo in base alla concreta difficoltà del caso prospettato. Secondo la legge, l’onorario varia in base al valore della causa, alla complessità del giudizio e al numero delle parti. 

Volendosi attenere ai parametri forensi stabiliti dalla legge (D.M. n. 55/2014), ipotizzando un giudizio d’appello civile di medio valore (per tale dovendosi intendere un processo il cui valore sia ricompreso tra i 5mila e i 26mila euro), la parcella dell’avvocato si aggira intorno ai cinquemila euro (Iva del 22% e cassa forense del 4% escluse). 

Un appello in ambito penale, invece, si dovrebbe attestare intorno ai quattromila euro (Iva e cassa escluse). Per l’appello penale non si deve corrispondere alcun contributo unificato. 

Se, al contrario, nel quesito in esame, il lettore si riferiva al tribunale del riesame inteso come giudice penale che valuta l’opportunità di una misura cautelare personale, i costi sono di molto ridotti: i parametri forensi parlano di circa duemila euro. 

Queste cifre si riferiscono alla parcella totale del difensore, il quale ha ovviamente il diritto di chiedere un acconto al proprio cliente: si considerino almeno cinquecento euro di anticipo. 

Si noti che queste cifre sono solo orientative, nel senso che sono calcolate seguendo ciecamente i parametri forensi e impostando, nel caso del giudizio civile, un valore della causa di tipo medio (scaglione da cinquemila a 26mila euro). Nella realtà dei fatti, gli avvocati sono piuttosto liberi di determinare la propria parcella: di conseguenza, il lettore troverà senz’altro molti legali disposti a preparargli un onorario di gran lunga inferiore. 

Si tenga altresì presente che, nel caso di vittoria del giudizio d’appello, il giudice può porre a carico della controparte soccombente le spese legali e processuali che il lettore ha dovuto anticipare: questo significa che l’avvocato  del lettore (salvo patto contrario con quest’ultimo) verrà pagato dal suo antagonista, nel senso che questi sarà tenuto per sentenza a pagarlo direttamente (se il difensore si è dichiarato antistatario) oppure a rimborsare al lettore le somme date da quest’ultimo al suo avvocato. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva 



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