Diritto e Fisco | Articoli

Che può fare il dipendente se il suo datore non lo paga?

22 Giugno 2019
Che può fare il dipendente se il suo datore non lo paga?

Lavoro come Guardia giurata per un’azienda con un contratto a tempo determinato fino al 13 Luglio 2019. È però da inizio marzo che non svolgo servizio senza avere alcuna motivazione e non ho risposte nè al telefono nè ai messaggi e neanche alle email certificate (pec). Sono oramai tre mesi che non ricevo lo stipendio. Cosa devo fare?

Il datore di lavoro, dal momento dell’assunzione, è obbligato ad adibire il dipendente alle mansioni contrattualmente stabilite ed a pagare la conseguente retribuzione. 

Anche nel caso in cui il dipendente, per mancanza di lavoro e dunque per motivi aziendali indipendenti dalla sua volontà, non presti servizio ha comunque diritto ad essere retribuito. 

Qualora, indipendentemente dalla presa o meno in servizio, il datore non paghi la retribuzione per almeno tre mesi consecutivi, il dipendente ha inoltre diritto a rassegnare le proprie dimissioni per giusta causa e ad accedere – se ne ha i requisiti – alla NaspI. 

Nel caso di specie, il lettore è stato assunto come guardia giurata, il datore non lo ha mai chiamato in servizio, assegnandogli regolari turni lavorativi, né gli ha pagato alcunchè a titolo di retribuzione. 

Conseguentemente, inviata all’azienda – personalmente o a mezzo di un legale o di un’associazione sindacale di fiducia del lettore – una pec nella quale formalmente mette a disposizione del datore la sua prestazione lavorativa, chiedendo di essere ammesso in servizio con effetto immediato, il lettore potrà in assenza di risposta rassegnare le sue dimissioni per giusta causa e chiedere all’azienda il pagamento delle retribuzioni arretrate. 

Le dimissioni dovranno essere presentate con modalità telematiche, motivo per cui si consiglia al lettore di rivolgersi ad un Caf o Patronato affinchè questo curi nel dettaglio tutta la relativa procedura, effettui altresì un controllo presso il Centro per l’Impiego per vedere se l’azienda ha trasmesso le comunicazioni obbligatorie previste dalla legge al momento della sua assunzione e provveda ad avviare la procedura per l’accesso alla NaspI. 

Rassegnate le dimissioni il lettore potrà, come detto, chiedere altresì al datore il pagamento delle retribuzioni arretrate. 

Per fare questo questi dovrà necessariamente rivolgersi ad un legale o ad un Sindacato affinchè, in primo luogo, trasmettano all’azienda una diffida chiedendo il pagamento di quanto gli spetta e, in mancanza di riscontro e/o pagamento, intraprendano una vera e propria causa nei confronti del datore di lavoro. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube