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Acquisto tra privati di auto usate da Paesi UE e immatricolazione

22 Giugno 2019
Acquisto tra privati di auto usate da Paesi UE e immatricolazione

Ho acquistato un’auto usata da un privato francese. L’auto ha più di 6 mesi, ha percorso più di 6000km e rientra nel caso di trattative fra privati. Non c’è stato un concessionario né un intermediario o interlocutore. La trattativa si è consumata direttamente fra due persone fisiche private.  Ho fatto domanda di nazionalizzazione una volta rientrato con il veicolo in Italia, all’ufficio della motorizzazione della mia città e la pratica si è bloccata su un automatismo da parte dell’Agenzia delle Entrate che a quanto pare non riconosce assolvimento dell’IVA sul veicolo in questione. Alla motorizzazione mi è stato detto di rivolgermi all’Agenzia delle Entrate, che però mi ha comunicato di non poter fare niente sulle trattative fra privati. Come posso risolvere detta situazione?

In materia di importazione di auto usate da Paesi UE e di relativi adempimenti amministrativi e fiscali, è recentemente intervenuto un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (decreto del 26 marzo 2018). È stato, in particolare, previsto che anche i privati (cioè i soggetti non operanti nell’esercizio di imprese, arti e professioni) devono comunicare al Dipartimento per i trasporti i dati riepilogativi degli acquisti a qualsiasi titolo effettuati di autoveicoli, di motoveicoli e di rimorchi, nuovi o usati, in altri Paesi dell’Unione europea. 

In ipotesi di acquisti intracomunitari di veicoli nuovi o usati effettuati direttamente da importatori privati non soggetti Iva, come nel caso specifico, per ottenere l’immatricolazione in Italia, occorre produrre, ai sensi del D.P.R. n. 445/2000, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante: 

a) il codice fiscale, il nome e il cognome del soggetto non operante nell’esercizio di imprese, arti e professioni intestatario del documento d’acquisto, tenuto alla comunicazione, a nome del quale sarà immatricolato il veicolo; 

b) il numero di identificazione individuale di cui all’art. 214 della direttiva 2006/112/CE del 28 novembre 2006 nonché la denominazione del soggetto passivo d’imposta intracomunitario, ovvero i dati anagrafici del fornitore desunti dalla copia di un suo documento d’identità qualora quest’ultimo non sia soggetto passivo d’imposta; 

c) il numero di telaio dell’autoveicolo, del motoveicolo e del rimorchio oggetto dell’acquisto, con l’indicazione se si tratta di veicolo nuovo o usato, nonché l’eventuale data di prima immatricolazione all’estero; tali informazioni sono tratte, a seconda dei casi, dal certificato di omologazione comunitario o dalla carta di circolazione, emessa nel Paese dell’Unione europea di provenienza del veicolo e prodotta in visione in originale al momento della comunicazione, dalla quale deve potersi rilevare l’avvenuta radiazione per «esportazione»; 

d) la data e il prezzo di acquisto del veicolo; tali informazioni sono tratte dal documento di acquisto prodotto in visione in originale al momento della comunicazione; 

e) il codice fiscale dell’intermediario delegato a presentare la comunicazione, a titolo gratuito e in via occasionale, nei casi in cui questa non sia effettuata personalmente dal privato acquirente. 

L’immatricolazione dei veicoli avviene previa verifica nell’archivio informatico del Dipartimento per i trasporti che: 

a) risultino tutti i dati sopra elencati; 

b) risultino trasmesse in via telematica dall’Agenzia delle Entrate, le informazioni disponibili relative all’assolvimento degli obblighi IVA da parte dei soggetti istanti nei confronti dei quali tali obblighi sussistano; 

c) non risultino, al momento dell’istanza di immatricolazione, eventuali cause ostative derivanti da istruttoria su fenomeni di frode IVA connesse all’introduzione sul territorio nazionale dell’autoveicolo. 

L’esito negativo della verifica suddetta non consente di procedere all’immatricolazione. 

Il Dipartimento dei Trasporti e l’Agenzia delle Entrate verificano la completezza e la correttezza dei dati per consentire di procedere o meno con l’immatricolazione/nazionalizzazione del veicolo. 

Nel caso specifico, evidentemente, la pratica di immatricolazione/nazionalizzazione si sarà bloccata a causa di assenza, incompletezza o errore dei dati/documenti comunicati al momento dell’istanza del lettore, oppure a causa di ragioni ostative di carattere fiscale. 

Poiché lo stesso decreto ministeriale del 2018 prevede che l’immatricolazione di un autoveicolo che in precedenza non ha superato i controlli potrà essere procedibile laddove risultino acquisiti per via telematica i dati/documenti necessari o rimosse le cause ostative Iva, si consiglia al lettore innanzitutto di farsi rilasciare per iscritto dalla Motorizzazione o dall’Agenzia delle Entrate le ragioni del diniego di immatricolazione. Sulla base di esse è possibile integrare l’eventuale documentazione necessaria o contestare l’operato dell’Amministrazione qualora il diniego sia causato da errori della stessa e sia pertanto ingiustificato. 

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone 



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