Donna e famiglia | Articoli

Pensione sociale casalinghe

24 Maggio 2019 | Autore:

> Donna e famiglia Pubblicato il 24 Maggio 2019



Le casalinghe hanno diritto a un assegno a carico dello Stato una volta raggiunta l’età pensionabile?

Sul diritto a pensione delle casalinghe in molti hanno le idee confuse: c’è chi pensa che al compimento dei 65 anni, per il solo fatto di essere casalinga, spetti una pensione minima dallo Stato, e chi pensa che spetti l’assegno sociale o la pensione di cittadinanza per il fatto di non aver diritto alla pensione sulla base dei contributi.

C’è chi invece ritiene che la pensione sia dovuta alle casalinghe in virtù dell’obbligo di versare un premio annuale all’Inail. Altri ancora ritengono che solo le casalinghe che hanno versato i contributi all’apposito fondo Inps abbiano diritto alla pensione. Chi ha ragione? Come funziona la pensione sociale casalinghe?

Innanzitutto, bisogna chiarire che i contributi che ogni anno le casalinghe sono obbligate a versare all’Inail servono per assicurarle contro gli infortuni domestici: solo nel caso in cui riportino un’inabilità permanente dal 6% hanno diritto a una pensione, o meglio a una rendita.

C’è poi la possibilità, per le casalinghe, di ottenere la pensione, versando un minimo di 25,82 euro al mese in un apposito fondo dell’Inps.

Infine, per le casalinghe che non hanno mai versato contributi, c’è la possibilità di ottenere l’assegno sociale, nel caso in cui il reddito personale, assieme a quello del coniuge, non superi una determinata soglia. Ma procediamo con ordine.

Pensione Inail casalinghe

Le casalinghe, o meglio tutte le persone tra i 18 e i 67 anni non coperte da assicurazione, in quanto non svolgono un’attività lavorativa, sono obbligate a versare un premio annuale all’Inail.

Questo premio, che ammonta a 12,91 euro, e che è pagato dallo Stato per chi si trova in una determinata situazione economica, serve a coprire gli infortuni che si verificano in occasione di attività finalizzate alla cura della famiglia, compresi i lavoretti di piccola manutenzione e le attività di cura degli animali.

Non tutti gli infortuni sono indennizzati, ma solo quelli da cui deriva un’inabilità permanente almeno pari al 6%. Se l’inabilità va dal 16% in su, non spetta un indennizzo in capitale, ma una vera e propria rendita. La pensione Inail spettante, a seconda del grado d’inabilità, arriva sino a 1.292, 90 euro mensili.

Dunque, solo le casalinghe che riportano un’inabilità permanente a seguito di infortunio hanno il diritto di ricevere la pensione dall’Inail.

Per approfondire: Pensione Inail per casalinghe.

Pensione Inps casalinghe

Non c’è bisogno di subire un infortunio, per fortuna, per ottenere la pensione per casalinghe dall’Inps: tuttavia, è necessario versare dei contributi.

Il minimo che si può versare perché sia accreditato un mese di contribuzione è pari a 25,82 euro: per vedersi accreditato un anno di contributi bisogna dunque versare almeno 310 euro.

La pensione Inps casalinghe viene liquidata a 57 anni, ma soltanto se l’assegno supera di 1,2 volte l’assegno sociale (che per il 2019 ammonta a 457,99 euro). In pratica, si pensiona chi raggiunge una prestazione almeno pari a 549,59 euro al mese: chi non ce la fa, deve aspettare i 65 anni. Le casalinghe con almeno 65 anni possono infatti ottenere la pensione senza dover raggiungere una soglia minima di assegno.

In ogni caso, per raggiungere la pensione bisogna aver versato almeno 5 anni di contributi.

È da tener presente, poi, che l’Inps non regala nulla: la pensione è calcolata sulla sola base dei contributi versati. Chi, ad esempio, ha versato un totale di 15mila euro, ha diritto a una pensione pari a circa 70 euro al mese. Per approfondire: Pensione casalinghe Inps

Assegno sociale casalinghe

Le casalinghe hanno diritto all’assegno sociale? Sì, ma solo se possiedono i seguenti requisiti:

  • almeno 67 anni di età;
  • sono cittadine italiane, europee, o di un Paese terzo, con regolare permesso per soggiornanti di lungo periodo;
  • hanno la residenza effettiva, stabile e continuativa per almeno 10 anni nel territorio italiano;
  • hanno un reddito annuo non superiore a 5.953,87 euro, se non sposate;
  • se sono spostate, il reddito proprio, sommato a quello del coniuge, non deve superare 11.907,74 euro.

Per il 2019, l’assegno sociale ammonta a 457,99 euro al mese. L’assegno ha importi diversi per gli invalidi, può essere maggiorato e ottenere il cosiddetto incremento al milione. Per saperne di più: Assegno sociale 2019.

Pensione di cittadinanza casalinghe

Le casalinghe hanno diritto alla pensione di cittadinanza? Sì, ma tutta la loro famiglia deve soddisfare requisiti specifici, sia economici, che reddituali, che patrimoniali e relativi a beni durevoli.

Ad esempio, in famiglia nessuno può aver acquistato un’auto immatricolata da meno di 6 mesi, l’Isee del nucleo familiare deve essere inferiore a 9.360 euro, gli immobili posseduti da tutti i membri della famiglia non devono superare il valore di 30mila euro (esclusa l’abitazione principale).

Inoltre, bisogna considerare che la pensione di cittadinanza non è un sussidio mensile che spetta in misura fissa, ma è un’integrazione del reddito familiare: se qualcuno dei componenti della famiglia percepisce un reddito, gli importi ricevuti diminuiscono la quota di sussidio spettante.

Facciamo un esempio per capire meglio:

  • famiglia con due over 67: moglie casalinga senza pensione, il marito percepisce una pensione di 600 euro mensili; pagano un affitto pari a 300 euro al mese; possiedono tutti i requisiti per la pensione di cittadinanza;
  • la pensione di cittadinanza mensile spettante in teoria è pari alla quota base di 630 euro, aumentata del 40% perché ci sono due componenti adulti, più 150 euro spettanti perché la famiglia paga un affitto: totale teoricamente spettante al mese, 1032 euro;
  • la pensione di cittadinanza spettante in concreto è pari a 432 euro al mese in totale, e non a 780 euro a persona come molti erroneamente ritengono: dall’importo vanno decurtati, infatti, i redditi percepiti dai componenti del nucleo.

Per approfondire: Come funziona la pensione di cittadinanza.


2 Commenti

  1. Il prossimo Gennaio compio 67 anni ho diritto alla pensione sociale vist che anche il r di c.mi e’ stato rifiutato ?.

    1. Per potersi iscrivere al Fondo casalinghe è necessario soddisfare le seguenti condizioni: età tra i 16 e i 65 anni; svolgimento di un’attività dedita alla cura della famiglia e connessa con le proprie responsabilità familiari, senza vincoli di subordinazione; non essere titolari di una pensione diretta (cioè di una pensione che non sia di reversibilità); non avere rapporti di lavoro dipendente o autonomo per i quali si sia obbligati a iscriversi ad un altro ente o cassa previdenziale, a meno che non sia un’attività part time con uno stipendio così basso da ridurre le settimane utili alla pensione (in pratica la paga settimanale deve risultare inferiore a 205 euro circa). Una volta iscritti al fondo casalinghe, non si è obbligati a versare un minimo di contributi; tuttavia, perché risulti accreditato almeno un mese di contributi, è necessario versare almeno 25,82 euro, mentre, perché sia accreditato tutto l’anno, bisogna versare all’Inps 310 euro. Se si versa di meno, saranno accreditati i soli mesi corrispondenti alla cifra versata: ad esempio, se si versano 150 euro, l’Inps accredita 5 mesi di contributi utili alla pensione. Se in un anno si versano più di 310 euro, i contributi non possono essere “spalmati” in anni diversi, anche se non interamente coperti, ma servono soltanto ad aumentare la misura dell’assegno di pensione. Puoi trovare maggiori informazioni nel nostro articolo Pensione casalinghe, cos’è e come funziona? https://www.laleggepertutti.it/229500_pensione-casalinghe-cose-e-come-funziona

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA