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Pensione per esaurimento nervoso

27 Maggio 2019 | Autore:
Pensione per esaurimento nervoso

Nevrastenia, sindrome da burnout, depressione, stress: chi soffre di queste patologie può ottenere la pensione?

Complice la crisi, sono molto numerosi, in Italia e nel mondo, i lavoratori che soffrono di esaurimento nervoso. Di che cosa si tratta? L’esaurimento nervoso, o nevrastenia, consiste in uno stato mentale che comporta un forte turbamento emotivo (ansia, angoscia…), associato a una forte stanchezza sia fisica che psicologica.

In genere, l’esaurimento nervoso è una condizione acuta e dall’insorgenza improvvisa, ma è temporanea e si risolve abbastanza in fretta: condizioni prolungate di stress possono però dar luogo a complicazioni, che possono portare anche all’invalidità, cioè alla riduzione della capacità lavorativa.

Si può dunque ottenere la pensione per esaurimento nervoso?

La possibilità di ottenere la pensione dipende dal riconoscimento dell’invalidità al di sopra di una determinata percentuale, dall’eventuale riscontro di una malattia professionale (per la rendita Inail) e, a seconda della tipologia di prestazione richiesta, dal versamento di contributi o dal reddito personale.

Chi soffre di esaurimento nervoso può inoltre aver diritto ai benefici della legge 104, nel caso in cui sia riconosciuto portatore di handicap a causa delle difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa che questo stato e le patologie conseguenti possono comportare. Ma procediamo con ordine.

Come capire se ho l’esaurimento nervoso?

La sindrome da burnout, o esaurimento nervoso o nevrastenia, si può presentare in tanti modi: senso di affaticamento, ansia ed angoscia, facile irritabilità, umore instabile, disturbi psicosomatici come tachicardia, gastrite, mal di testa, sfoghi cutanei.

Il lavoratore in burnout è spesso assalito dal panico alla sola idea di portare a termine gli incarichi lavorativi, e si fa prendere dalla disperazione per motivi futili: dall’esaurimento e dalla depressione può dunque derivare la riduzione della capacità lavorativa.

Invalidità civile per esaurimento nervoso

Allo stato di nevrastenia prolungato non è direttamente collegata una percentuale d’invalidità dalle tabelle ministeriali per il riconoscimento dell’invalidità civile: la riduzione della capacità lavorativa è però riconosciuta in relazione a numerose patologie psichiche, che possono anche essere conseguenti allo stato di prolungata nevrastenia.

Elenchiamo di seguito le patologie psichiche in questione e le percentuali d’invalidità civile ricollegate:

  • nevrosi fobica ossessiva e/o ipocondriaca di media entità: invalidità dal 21 al 30%;
  • nevrosi fobica ossessiva lieve: 15%;
  • nevrosi fobica ossessiva grave: dal 41 al 50%;
  • psicosi ossessiva: dal 71 all’80%;
  • nevrosi isterica lieve: 15%;
  • nevrosi isterica grave: dal 41 al 50%;
  • sindrome delirante cronica grave con necessità terapia continua: 100%;
  • sindrome schizofrenica cronica con riduzione della sfera istintivo-affettiva e diminuzione della attività pragmatica: dal 31 al 40%;
  • sindrome schizofrenica cronica grave con autismo delirio o profonda disorganizzazione della vita sociale: 100%;
  • sindrome schizofrenica conica con disturbi del comportamento e delle relazioni sociali e limitata conservazione delle capacità intellettuali: dal 71 all’80%;
  • sindrome delirante cronica: dal 71 all’80%;
  • disturbi ciclotimici con crisi subentranti o forme croniche gravi con necessità di terapia continua: 100%;
  • disturbi ciclotimici che consentono una limitata attività professionale e sociale : 36%;
  • disturbi ciclotimici con ripercussioni sulla vita sociale: dal 51 al 60%;
  • sindrome depressiva endoreattiva lieve: 10%;
  • sindrome depressiva endoreattiva media: 25%;
  • sindrome depressiva endoreattiva grave: dal 31 al 40%;
  • nevrosi ansiosa: 15%;
  • sindrome depressiva endogena lieve: 30%;
  • sindrome depressiva endogena media: dal 41 al 50%;
  • sindrome depressiva endogena grave: dal 71 all’80%.

Invalidità Inps per esaurimento nervoso

Le linee guida dell’Inps per il riconoscimento degli stati invalidanti, relativamente alle patologie depressive più diffuse, indicano le seguenti percentuali d’invalidità:

  • sindrome depressiva endoreattiva lieve: 10%;
  • sindrome depressiva endoreattiva media: 25%;
  • sindrome depressiva endoreattiva grave: dal 31% al 40%;
  • sindrome depressiva endogena lieve: 30%;
  • sindrome depressiva endogena media: dal 41% al 50%;
  • sindrome depressiva endogena grave: dal 71% all’80%;
  • nevrosi fobico ossessiva e/o ipocondriaca di media entità: dal 21% al 30%;
  • nevrosi fobico ossessiva lieve: 15%;
  • nevrosi fobico ossessiva grave: dal 41% al 50%;
  • nevrosi ansiosa: 15%;
  • psicosi ossessiva: dal 71% all’80%.

Ulteriori percentuale di invalidità possono essere riconosciute nel caso in cui dall’esaurimento scaturiscano patologie differenti, anche di origine psicosomatica, che danno luogo alla riduzione della capacità lavorativa, come ad esempio: ulcere, disturbi al fegato, al cuore, all’intestino.

Legge 104 per esaurimento nervoso

Chi soffre di esaurimento nervoso/ nevrastenia prolungata, o di patologie conseguenti a questa stato, può chiedere il riconoscimento dell’handicap, nel caso in cui dall’esaurimento derivi una minorazione causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa.

Il riconoscimento dello stato di handicap comporta il diritto ai benefici della legge 104, come i permessi retribuiti mensili, il rifiuto al trasferimento, numerose agevolazioni fiscali.

Come si chiedono l’invalidità e la legge 104 per esaurimento nervoso?

È possibile chiedere il riconoscimento dell’invalidità e dell’handicap, a causa del prolungato stato di nevrastenia e delle patologie conseguenti, inviando una domanda d’invalidità all’Inps, dopo aver fatto redigere dal proprio medico un certificato introduttivo.

Per conoscere tutta la procedura: Domanda d’invalidità, legge 104 e accompagnamento.

Quale pensione per esaurimento nervoso?

Se al lavoratore con esaurimento nervoso è riconosciuta l’invalidità, e questa è al di sopra di specifiche percentuali, può essere riconosciuto il diritto a pensione: il trattamento spettante può essere una prestazione di previdenza, quindi una pensione “vera e propria”, però, solo se l’interessato possiede un minimo di contributi. In caso contrario, l’invalido può aver diritto a un trattamento di assistenza, come la pensione d’inabilità civile, ma solo se, oltre a raggiungere una certa percentuale d’invalidità, si trova in una condizione di bisogno economico.

In particolare, l’invalido può aver diritto:

  • all’assegno ordinario d’invalidità, in possesso di un’invalidità lavorativa almeno superiore ai due terzi, e di 5 anni di contributi, dei quali 3 versati nell’ultimo quinquennio; l’assegno è calcolato come la futura pensione, sulla base dei contributi versati, ed è cumulabile limitatamente con eventuali redditi di lavoro;
  • all’assegno d’invalidità civile (assegno di assistenza mensile per invalidi civili parziali), in assenza dei requisiti contributivi, ma in presenza di un reddito personale non superiore a 4.906,72 e di un’invalidità civile riconosciuta dal 74% al 99%; l’assegno ammonta a 285,66 euro al mese;
  • se l’invalidità è del 100%, ha diritto alla pensione d’inabilità civile, in presenza di un reddito personale inferiore a 16 814,34 annui; anche la pensione d’inabilità civile ammonta a 285,66 euro al mese;
  • per chi possiede i requisiti prescritti, può poi spettare, in aggiunta a queste prestazioni, la pensione di cittadinanza o il reddito di cittadinanza;
  • se l’interessato ha un’invalidità civile riconosciuta dal 74% in su, e matura entro il 2019 30 anni di contributi e 63 anni di età, può aver diritto all’Ape sociale;
  • con lo stesso requisito d’invalidità civile, almeno 41 anni di contributi e 12 mesi di effettiva contribuzione da lavoro accreditata prima del compimento dei 19 anni, può ottenere la pensione anticipata precoci;
  • con un minimo di 61 anni di età (56 anni se donna) e 20 anni di contributi, e un’invalidità pensionabile almeno pari all’80%, l’interessato può chiedere la pensione di vecchiaia anticipata (sono esclusi i dipendenti pubblici e i lavoratori autonomi);
  • infine, l’interessato, se in possesso d’invalidità dal 75% in su, ha comunque diritto a 2 mesi di contributi figurativi ogni 12 mesi di effettivo lavoro, a partire dalla data di riconoscimento dell’invalidità in misura pari o superiore al 75%, sino a un massimo di 5 anni.


6 Commenti

  1. articolo chiarissimo e utilissimo con i richiami proposti anche per i sepmlici profani che spesso ricevono informazioni da pit stop da F1 ai caf!!!!!!!!!!!!!!!!!

    1. Gentilissimo Luca. Continua a seguire il nostro portale di informazione giuridica. Ogni giorno, su La Legge per Tutti puoi trovare tantissime news per essere aggiornato su temi sempre attuali.

    1. Grazie mille. Continua a seguire il nostro portale di informazione giuridica. Su La Legge per Tutti puoi trovare ogni giorno tantissime news e articoli sempre aggiornati.

  2. Allora,io per me ci ho anche pensato ma mi esaurisce ancora di più capirci in tutti questi moduli.
    Se uno ha già un esaurimento nervoso perenne causato da mobbing precedenti sul lavoro e varie peripezie ostacolanti per il suo mestiere che voleva svolgere felicemente…ma qualcuno invece ha”ben”pensato di dargli addosso,con tutti questi regolamenti deve cercare di costruirsi la pensione…Un pò si prende di qui un pò di là dice Inps…Il fatto è che chi non sa come regolarsi viene confuso da una pensione che dovrebbe essere UNICA e di circa almeno 1100 euro mensili,però prendendo 200 di qui 300 di là e mettendoci insieme Rdc e altro,viene esaurito dinuovo invece di cercare di migliorarsi la meritata vita.
    Ora facendo un punto l’unica cosa più sensata è il calcolare la fase contributiva precedente (e io per esempio ne ho abbastanza)…solo che con tutto questo offuscarsi di cose continuo a lavorare stressandomi di più e finendo poi dal dottore,e questo causa problemi alla ditta e a me.E non siamo contenti entrambi.Il punto è che Inps dovrebbe organizzare bene queste cose e curarsi di liberare la gente affetta da esaurimento in giusto modo che non è questo,in maniera che se i rapporti tra ditte e dipendenti vengono rovinati per una malattia si risani l’ambiente.E altra cosa sarebbe anche giusto eliminare lo straordinario vietandolo a tutti e rispettare i week end.Si può fare assumendo gente nelle aziende.Io non dico che l’esaurimento si guarisca così dall’oggi al domani ma di sicuro se c’è rispetto delle vite altrui,del tempo altrui che non si costituisce in denaro ma in riposo,e dello stare attenti a far delle rate fuori dalla portata delle tasche degli altri,non si incorre di certo nello stressare altre persone per comprare la propria auto esagerata,la propria casa esagerata,e tutto quello che non si risolva in due tre rate.Meglio comprare con i soldi alla mano che indebitarsi per aver fatto il passo più lungo delle proprie gambe.Se poi il mercato è troppo costoso si può anche equilibrare i prezzi senza abbassarli troppo o alzarli troppo.In sostanza chi ha precedenti di stress con un giro del genere per avere la propria pensione fa prima a finire in ospedale.Sicuramente se tutto va dato così nell’incertezza è un’altra causa di stress anche se venisse seguito da qualcuno che si occupa dello sbroglio delle pratiche e che poi lo lascia vivere senza incollarcisi addosso.Finchè uno rimane lucido ci arriva,poi cosa fa?Chiede l’elemosina per strada?(Che è anche vietato tra l’altro)…e allora?Cosa fanno i grandi capi statali per risolvere anche questi guai?Nulla per paura che tutti si infilino in quel giro per avere la pensione…MA se i controlli e i test si facessero una volta per tutte e onestamente e bene e non per il cugino e per l’amico…si potrebbe dire che qualcuno se ne può andare in pensione tipo io…e altri che l’esaurimento sanno che cos’è e che gli va ancora di lusso.Perchè se non sai che cos’è e lo hai che vita puoi fare più?Se non organizzano le leggi Inps per l’esaurimento ci saranno ancora più esaurimenti gravi e le spese saranno anche maggiori.Non è una cosa normale sperare che muoia tanta gente per non pagare la pensione a chi la deve avere.

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