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Obblighi di sicurezza del datore di lavoro

28 Maggio 2019 | Autore:
Obblighi di sicurezza del datore di lavoro

I doveri del titolare dell’azienda a tutela dell’integrità e della salute dei dipendenti. Le sanzioni previste dalla legge per chi non rispetta la normativa.

Lo dice la Costituzione italiana, lo dicono anche le leggi entrate in vigore successivamente, lo dice il Codice civile: l’azienda è tenuta a garantire la sicurezza sul luogo di lavoro. A dire la verità, lo dice anche il buon senso. Ma siccome «fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio», tanto vale che ci siano nero su bianco gli obblighi di sicurezza del datore di lavoro. Almeno così si sa dove attaccarsi quando succede qualche disgrazia.

La Costituzione lo sancisce in ben due passaggi: il primo dice che la salute è un diritto fondamentale dell’individuo [1], il secondo precisa che l’iniziativa economica privata deve svolgersi in modo tale da non arrecare danno alla sicurezza [2].

Dal canto suo, il Codice civile ripete quanto già si lege sulla Costituzione e dice: nell’esercizio dell’impresa, l’imprenditore deve adottare le misure necessarie a garantire l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori. Un altro modo per ricordare che esistono degli obblighi di sicurezza del datore di lavoro.

Più prolissa la legge, in particolare il Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro [4] rinnovato da un successivo decreto legislativo [5], entrambi eredi della famosa legge 626 del 1994. Si tratta di normative che spiegano i vincoli in materia di prevenzione del rischio in azienda.

In questa partita hanno un ruolo fondamentale anche i lavoratori, ammessi a partecipare alle iniziative di prevenzione e di protezione della salute. Ma non c’è dubbio che il gioco ricade sulle spalle del «capitano», cioè del datore di lavoro: è lui che deve predisporre la tattica e procurare gli strumenti necessari per portare a casa ogni giorno il risultato.

Diamo uno sguardo agli obblighi di sicurezza del datore di lavoro, ma anche alle sanzioni a cui va in contro se non rispetta i suoi doveri.

Sicurezza sul lavoro: i doveri del datore

Gli obblighi di sicurezza in un’azienda spettano soprattutto al datore di lavoro. È lui il responsabile dell’adozione delle misure per la prevenzione dei rischi a qualsiasi livello. Non si parla soltanto della manutenzione dei macchinari o di tenere la struttura a norma di legge ma anche di tutelare la salute psicofisica dei dipendenti (evitare i casi di mobbing, tanto per citare uno dei problemi più frequenti). È tenuto, dunque, ad organizzare l’attività dell’impresa ma anche ad eliminare al massimo i rischi che si possono correre nello svolgimento del lavoro.

A questo proposito, il datore di lavoro deve mettere i dipendenti nelle condizioni di usare macchinari o strumenti che non siano in grado di procurare un pericolo per la loro incolumità e per la loro salute.

Aspetto fondamentale della sicurezza sul posto di lavoro è quello della formazione e dell’informazione per la prevenzione del rischio. Anche questa è una garanzia che deve dare il datore di lavoro, così come quella della verifica e del controllo del rispetto delle norme da parte di dipendenti e collaboratori.

Gli aspetti inerenti alla sicurezza e alla salute in azienda devono essere contenuti nel Documento per la valutazione dei rischi, sempre a carico del datore di lavoro. Questo documento deve raccogliere tutte le misure di prevenzione e di protezione adottate per migliorare la tutela dei dipendenti.

Sicurezza sul lavoro: la formazione

Come dicevamo, tra gli obblighi di sicurezza del datore di lavoro rientra anche quello della formazione dei dipendenti e di chiunque abbia un compito all’interno dell’azienda (collaboratori, stagisti ecc.). Il titolare dell’attività deve, quindi, creare i percorsi necessari all’apprendimento delle regole del sistema di prevenzione.

Non si tratta di creare nuovi medici o vigili del fuoco ma di mettere i lavoratori nelle condizioni di svolgere la loro attività evitando dei rischi e tutelando la loro salute. Ad esempio, insegnare loro il corretto utilizzo di un macchinario, gli strumenti che lo possono proteggere (mascherine, guanti, casco, ecc.) così come la procedura da seguire in una situazione di rischio o in caso di emergenza.

Non è un compito che deve per forza fare il datore di lavoro in persona. Egli deve, però, organizzare il sistema di formazione delegando la fase di istruzione a delle persone competenti ma verificando che il percorso venga seguito da tutti i lavoratori. Per arrivare a tutto ciò, sarà sua premura informarsi a sua volta con un medico competente e con i servizi di prevenzione sui rischi che presenta l’attività della sua azienda.

Particolare attenzione si deve prestare nei confronti dei lavoratori immigrati: il datore di lavoro deve verificare che la diversità linguistica non ostacoli la comprensione delle regole di prevenzione.

Sicurezza sul lavoro: gli altri responsabili

Per la lege, dunque, è il datore di lavoro chi è gravato dai principali obblighi di sicurezza in azienda. Ma non è l’unico a dover garantire la tutela dell’integrità e della salute dei dipendenti, anche se ne resta il principale responsabile.

Compito di vigilanza spetta anche al dirigente, che deve attuare le direttive ricevute dal datore di lavoro ed organizzare e controllare l’attività svolta dai dipendenti.

C’è, infine, il preposto, cioè la persona che vigila più da vicino il corretto svolgimento dell’attività da parte dei lavoratori.

A queste figure si può affiancare quella predisposta dal datore di lavoro come responsabile della sicurezza in azienda. Chi riveste questo ruolo deve aver ricevuto e accettato una delega dal datore per iscritto. Dovrà avere l’esperienza necessaria per svolgere il suo compito. Tuttavia, il datore non può in alcun caso delegare la valutazione dei rischi e la nomina del responsabile della prevenzione e della protezione di tali rischi.

Sicurezza sul lavoro: le sanzioni

Le sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro non minacciano soltanto il datore di lavoro inadempiente, ma anche le altre figure che abbiamo appena visto e perfino i lavoratori che non rispettano le adeguate misure di prevenzione dei rischi.

Per quanto riguarda il datore di lavoro, ecco le principali sanzioni previste dalla legge quando non vengono osservate queste norme:

  • valutazione dei rischi in azienda e non elaborare il Dvr: arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro;
  • nomina dei responsabili della prevenzione: arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro;
  • rielaborazione del Dvr in caso di necessità: arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro;
  • indire una volta l’anno la riunione periodica nelle aziende con più di 15 lavoratori: ammenda da 2.000 a 4.000 euro;
  • valutare i rischi insieme al medico e ai responsabili della prevenzione: arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro;
  • controllo di eventuale azienda appaltatrice per lavori all’interno di quella propria: arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.000 a 4.800 euro;
  • fornire le informazioni necessarie sui rischi ad eventuale azienda appaltatrice che lavora all’interno di quella propria: arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro;
  • coordinare la prevenzione dei rischi nell’azienda in cui si effettuano lavori di appalto: arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro;
  • redazione, in caso di appalto, del Documento di valutazione dei rischi per interferenze: arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro;
  • redazione di un piano operativo di sicurezza per un cantiere mobile: arresto da 3 a 8 mesi o ammenda da 2.000 a 8.000 euro a seconda dei rischi;
  • obbligo di formazione del responsabile della prevenzione: arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro;
  • obbligo di formazione dei lavoratori sui rischi in azienda: arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro;
  • obbligo di sottoporre a sorveglianza sanitaria i lavoratori che si occupano di movimentazione manuale dei carichi: arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro;
  • obbligo di verificare che il luogo di lavoro, le apparecchiature e i dispositivi di sicurezza siano a norma di legge: arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.000 a 4.800 euro.

Ci sono delle sanzioni previste anche per i lavoratori che non rispettano gli obblighi previsti. Si tratta di sanzioni pecuniarie che vanno da 50 a 600 euro.


note

[1] Art. 32 Costituzione italiana.

[2] Art. 41 Costituzione italiana.

[3] Art. 2087 cod. civ.

[4] Dlgs. n. 81/2008.

[5] Dlgs. n. 106/2009.


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