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Imputabilità penale

27 Maggio 2019 | Autore:
Imputabilità penale

Quando una persona non è imputabile penalmente? Cos’è la capacità di intendere e di volere? Quali sono le cause di esclusione dell’imputabilità?

Si può processare una persona che non sia capace di intendere e di volere? Mettiamo il caso che un individuo, totalmente non in grado di comprendere la realtà circostante, colpisca al volto un passante, cagionandogli una ferita. È possibile denunciarlo e portarlo in tribunale? Ebbene, secondo la legge penale, non si può punire chi è incapace di intendere e di volere, in quanto sarebbe ingiusto condannare chi non ha piena coscienza di ciò che fa. Fondamentale per capire meglio ciò che ti ho appena detto è il concetto di imputabilità penale.

Secondo la legge, una persona incapace è una persona non imputabile: questa equazione permette di giungere alla conclusione per cui non è possibile infliggere una pena a chi abbia infranto la legge. Questo non significa, però, che l’incapace la faccia sempre franca. Se ne vuoi sapere di più su questo argomento, ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo quali sono le cause che escludono l’imputabilità e cosa può succedere a chi delinque. In pratica, ti dirò tutto ciò che c’è da sapere sull’imputabilità penale.

Cos’è l’imputabilità secondo il diritto penale?

Il codice penale è molto chiaro: è imputabile chi ha la capacità di intendere e di volere [1]. Chiarito ciò, il problema si sposta altrove, e cioè sulla definizione del concetto di capacità di intendere e di volere.

Quando una persona è capace di intendere e di volere?

Una persona è capace di intendere e di volere (e, di conseguenza, è imputabile) quando è in grado di percepire la realtà esterna che lo circonda e di determinarsi agendo (o reagendo) in maniera cosciente.

Detto in altri termini, un individuo è capace di intendere e di volere se:

  • riesce a comprendere ciò che gli accade intorno;
  • ha il controllo dei propri stimoli e impulsi ad agire, anche in conseguenza a ciò che percepisce dall’esterno.

La legge penale, chiedendo, ai fini dell’imputabilità, tanto la capacità di intendere quanto quella di volere, presuppone che un soggetto possa rispondere del proprio reato solamente se abbia entrambe le capacità: di conseguenza, chi è capace di intendere ma non di volere, oppure di volere ma non di intendere, non è imputabile penalmente.

Facciamo degli esempi. Una persona è capace di intendere ma non di volere se, ad esempio, è colto da un attacco epilettico: in un caso del genere, l’individuo può anche essere perfettamente cosciente della realtà esterna, ma non può impedire al suo corpo di compiere quei gesti (movimenti convulsi, ad esempio) che sono conseguenza della crisi.

Una persona è incapace di intendere ma capace di volere, invece, se, a causa di una malattia (ad esempio, un delirio psichico) o dell’assunzione di sostanze stupefacenti, non ha una corretta percezione della realtà esterna e reagisce di conseguenza: pensa a colui che, soffrendo di psicosi, ritiene che la persona che gli sta andando incontro sia un maniaco omicida e, per difendersi, lo colpisce con un pugno in pieno viso.

Imputabilità penale: perché è importante?

L’imputabilità penale, ossia la capacità di intendere e di volere, è di fondamentale importanza in quanto, secondo la legge, nessuno può essere punito per un fatto preveduto come reato, se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile.

In sintesi, dunque, una persona non imputabile è una persona a cui non può essere comminata una pena; ciò non significa, però, che la legge non preveda alcuna sanzione: come ti spiegherò più avanti, è sempre possibile la condanna ad una misura di sicurezza.

Quando è possibile escludere l’imputabilità penale? Cosa sono le misure di sicurezza? Prosegui nella lettura se cerchi le risposte a queste domande.

Quali sono le cause che escludono l’imputabilità penale?

Abbiamo spiegato cos’è l’imputabilità penale e come essa incida sulla punibilità di una persona. Vediamo ora quando l’imputabilità può essere esclusa, cioè quando una persona, secondo la legge, è incapace di intendere e di volere.

Come vedremo di qui a breve, l’ordinamento giuridico italiano prevede alcune cause al ricorrere delle quali è da escludersi l’imputabilità penale: esse sono riconducibili al vizio di mente, all’età, all’utilizzo di sostanze stupefacenti oppure di alcol e in presenza di sordomutismo. Analizziamole singolarmente.

Il malato di mente è imputabile?

Innanzitutto, la legge esclude che la persona affetta da una malattia mentale possa essere imputabile; ciò a condizione, però, che la patologia in questione sia tale da escludere totalmente la capacità di intendere o di volere [2]. Al contrario, se la malattia ha come effetto solamente quello di ridurre tale capacità, allora si risponderà comunque del reato, ma con pena diminuita [3].

Il malato di mente non è perciò automaticamente non imputabile solamente perché affetto da una patologia: occorre che concretamente si determini il grado di incidenza di quest’ultima sulla sua capacità di intendere o (si badi bene l’utilizzo della congiunzione disgiuntiva) di volere.

Pertanto, potranno aversi queste due situazioni:

  • se il malato di mente è affetto da una patologia tale da escludere del tutto la sua capacità di intendere o di volere, allora non sarà imputabile e, pertanto, il giudice non potrà condannarlo all’ordinaria pena della reclusione;
  • se il malato di mente, invece, è ritenuto parzialmente capace di intendere o di volere, allora egli risponderà del reato, nel senso che è imputabile, solamente che il giudice dovrà diminuirgli la pena.

Come si fa a sapere se una persona soffre di una patologia che lo rende incapace? Semplice: occorre una perizia medica che sia in grado di determinare il grado di incidenza della patologia sulla capacità di intendere o di volere.

L’ubriaco e il drogato sono capaci di intendere o di volere?

L’altra categoria presa in considerazione dalla legge è quella di coloro che sono dediti all’alcol oppure alle sostanze stupefacenti. In linea di massima, chi commette un reato in preda ai fumi dell’alcol risponde delle sue azioni; lo stesso si dica per chi ha assunto sostanze stupefacenti.

Secondo la legge, però, ci sono due casi in cui l’ubriachezza e l’assunzione di droghe elimina l’imputabilità e, pertanto, rende la persona incapace di intendere o di volere:

  • quando l’ubriachezza oppure l’assunzione di sostanze stupefacenti sia dipesa da una causa di forza maggiore oppure dal caso fortuito [4];
  • quando l’ubriachezza o l’assunzione di stupefacenti diventi uno stato cronico [5].

In pratica, se una persona si ubriaca e poi commette un reato, sarà senz’altro imputabile; addirittura, la legge prevede un aumento di pena per chi si è ubriacato (o drogato) al fine proprio di compiere il delitto, oppure chi si trovi abitualmente in stato di ubriachezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti.

Tuttavia, se l’incapacità derivante dall’assunzione di alcol o di stupefacenti deriva da una causa esterna alla volontà dell’agente, oppure l’intossicazione sia oramai cronica, la legge prevede l’esclusione della punibilità. Di conseguenza, l’autore di un reato non può essere punito se l’ubriachezza o lo stato di alterazione derivante dall’uso di droghe:

  • sia attribuibile ad una causa di forza maggiore (ad esempio, un’altra persona l’ha costretto a bere oppure a drogarsi) o al caso fortuito (pensa al guasto dei macchinari presenti in una distilleria, la cui fuoriuscita dei fumi, rendendo l’aria circostanza satura, faccia ubriacare chi vi lavora);
  • sia divenuta una vera e propria malattia, giustificando così l’applicazione delle norme sul vizio di mente viste nel paragrafo precedente.

L’imputabilità dei sordomuti

Altra categoria presa in considerazione dalla legge è quella dei sordomuti: secondo il codice penale, colui che ha compiuto un reato, se si trova in uno stato d’incapacità d’intendere o di volere a causa del suo sordomutismo, non è imputabile. Se però l’incapacità non è totale, si applica una pena diminuita [6]. In poche parole, il sordomuto è equiparato a colui che sia affetto da vizio di mente.

I minorenni sono imputabili?

Infine, la legge considera la situazione dei minorenni. Secondo il codice penale, il minore di quattordici anni non è imputabile [7]; colui che ha compiuto i quattordici anni ma non ancora i diciotto, invece, è imputabile, a meno che non si dimostri che egli non fosse in grado di intendere e di volere; in ogni caso, la pena gli è diminuita [8].

Schematicamente, possiamo dire che:

  • il minore di quattordici anni è sempre non imputabile;
  • il minore di diciotto anni che abbia però compiuto i quattordici è imputabile, a meno che non si fornisca la prova della sua incapacità. Se condannato perché capace, la pena gli è diminuita;
  • il maggiorenne, invece, si presume sempre imputabile, a meno che non ricorra una delle cause di esclusione della capacità di intendere e di volere che abbiano visto nei paragrafi precedenti.

La persona non imputabile viene punita?

La legge dice testualmente che nessuno può essere punito per un fatto preveduto come reato se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile. Da tanto deriverebbe che il malato di mente totale, il minore di quattordici anni, il sordomuto e colui che sia affetto da cronica intossicazione da alcol o da stupefacenti dovrebbero farla sempre franca, qualsiasi sia il loro reato. In realtà, non è proprio così.

Il diritto penale italiano prevede, accanto alle pene tradizionali (reclusione, ergastolo, arresto, multa e ammenda), un ulteriore apparato di sanzioni definite misure di sicurezza: queste, a differenza delle pene, possono essere comminate anche alle persone imputabili. Vediamo di cosa si tratta.

Cosa sono le misure di sicurezza?

Le misure di sicurezza sono sanzioni previste per persone socialmente pericolose; esse possono sommarsi alla pena classica prevista per i reati (cioè la reclusione), oppure essere applicate in via esclusiva, quando il soggetto non è imputabile, ad esempio per vizio di mente o per età.

In pratica, quindi, il codice penale italiano, per evitare che le persone non imputabili potessero perennemente sottrarsi allo Stato, ha previsto un doppio binario sanzionatorio:

  • pene, che presuppongono l’imputabilità del soggetto, cioè la sua capacità di intendere e di volere;
  • misure di sicurezza, che prescindono dall’imputabilità e si basano sulla pericolosità sociale del soggetto.

Questo significa che, se il minore di quattordici anni oppure il malato totale di mente commettono un reato e sono ritenute pericolose dal giudice, è possibile comminare loro una misura di sicurezza in luogo della detenzione.


note

[1] Art. 85 cod. pen.

[2] Art. 88 cod. pen.

[3] Art. 89 cod. pen.

[4] Art. 91 e 93 cod. pen.

[5] Art. 95 cod. pen.

[6] Art. 96 cod. pen.

[7] Art. 97 cod. pen.

[8] Art. 98 cod. pen.

Autore immagine: Unsplash.com


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