Diritto e Fisco | Articoli

Pubblicazione annunci di lavoro: regole

26 Maggio 2019
Pubblicazione annunci di lavoro: regole

Multe a giornali e siti se pubblicano annunci di lavoro anonimi senza inviare i dati al collocamento.

Il web consente di guadagnare bene se si lavora tenacemente e in modo costante. Laddove c’è interesse dell’utenza – e quindi traffico di lettori – i siti internet possono offrire una discreta rendita al suo gestore. Uno degli argomenti più battuti di questi tempi è il lavoro. Se hai quindi deciso di dedicarti alla pubblicazione di annunci di lavoro e vuoi sapere quali sono le regole da rispettare, devi necessariamente conoscere un’ordinanza della Cassazione [1] di questi giorni che ti spiega come funziona il Decreto Biagi proprio in merito alle offerte lavorative.

Ma procediamo con ordine.

Decreto Biagi e pubblicazioni offerte di lavoro

Come dicevamo, il famoso decreto legislativo n. 276 del 2003, chiamato «Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro», meglio noto come Decreto Biagi, regola la pubblicazione di annunci di lavoro. Esso vieta [2] la pubblicazione in forma anonima – a mezzo stampa, internet, tv o altri mezzi di informazione – delle attività di ricerca e selezione del personale.

Sono dunque vietate le comunicazioni anonime. Sono altresì vietate le comunicazioni relative ad attività di ricerca e selezione del personale, ricollocamento professionale, intermediazione o somministrazione effettuate a mezzo stampa, internet, televisione o altri mezzi di informazione che non siano effettuate da parte di soggetti, pubblici o privati, autorizzati o accreditati. Possono, tuttavia, effettuare le comunicazioni in oggetto i potenziali datori di lavoro, purché ciò avvenga in forma non anonima a garanzia della trasparenza del mercato del lavoro e del pieno rispetto delle norme poste a tutela della protezione dei dati personali.

Gli editori, i direttori responsabili e i gestori di siti sui quali siano pubblicati annunci in violazione delle disposizioni appena indicate sono puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 a 12.000 euro.

Offerte di lavoro in forma anonima 

Preso atto di ciò, la Cassazione ammonisce: si applica una multa al direttore di giornale o al gestore di un sito internet se pubblicano annunci di lavoro senza scrivere il nome dell’azienda che cerca personale. Salvo comunicare entro dieci giorni, al centro per l’impiego, i dati del committente; diversamente l’inserzione si considera come “anonima” e in tal caso scatta la sanzione prevista dal decreto Biagi.

Le imprese in cerca di personale possono evitare di indicare i propri estremi (ragione sociale, indirizzo, ecc.) e così restare nell’ombra, ma solo se gli editori e i gestori di siti Internet si fanno carico dell’osservanza delle norme sulla privacy: anche tramite la concessionaria di pubblicità sono dunque tenuti a comunicare al centro per l’impiego competente il nome di chi ha commissionato l’inserzione e il codice fiscale o la partita Iva – a seconda se si tratta di persona fisica o giuridica – oltre al testo dell’annuncio con la posizione di lavoro oggetto di recruiting; altrimenti la pubblicazione sul cartaceo o sul web deve ritenersi anonima e scatta la multa da parte della direzione provinciale del lavoro.

Insomma, il titolare del sito o il direttore responsabile della testata giornalistica deve necessariamente mandare all’ufficio di collocamento (oggi chiamato “Centro per l’Impiego”) tutti i dati di chi ha pubblicato gli annunci sulla propria testata.

Come chiarito dalla circolare del ministero Lavoro del 2004 [3], «se il potenziale datore di lavoro vuole di fatto conservare l’anonimato la comunicazione in oggetto potrà essere veicolata, a titolo oneroso o gratuito, per il tramite un soggetto autorizzato o accreditato ovvero, gratuitamente, per il tramite dei centri dell’impiego della sede/residenza del committente che si faranno garanti nei confronti dei titolari dei dati inviati in risposta all’annuncio, del rispetto di quanto stabilito in materia di trattamento dei dati personali. In quest’ultimo caso, ai fini del controllo da parte della Amministrazione di vigilanza, gli editori e i gestori di siti sui quali sono pubblicati detti annunci inviano entro 10 giorni dalla pubblicazione al Centro per l’impiego competente, anche per il tramite della concessionaria di pubblicità, il nominativo del committente, con gli estremi del codice fiscale se persona fisica o della partita Iva se persona giuridica, e il testo della relativa ricerca con indicata la posizione di lavoro oggetto della inserzione».


Estratto dalla circolare n. 30/2004 Min. Lavoro

Ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono vietate comunicazioni, a mezzo stampa, internet, televisione o altri mezzi di informazione, in qualunque forma effettuate, relative ad attività di ricerca e selezione del personale, ricollocamento professionale, intermediazione o somministrazione effettuate in forma anonima e comunque da soggetti, pubblici o privati, non autorizzati o accreditati all’incontro tra domanda e offerta di lavoro eccezion fatta per quelle comunicazioni che facciano esplicito riferimento ai soggetti in questione, o entità ad essi collegate perché facenti parte dello stesso gruppo di imprese o in quanto controllati o controllanti, in quanto potenziali datori di lavoro. Il successivo articolo 19 precisa, al comma 1, che gli editori, i direttori responsabili e i gestori di siti sui quali siano pubblicati annunci in violazione delle disposizioni di cui all’articolo 9 sono puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 a 12.000 euro.

Sono dunque vietate le comunicazioni anonime. Sono altresì vietate le comunicazioni relative ad attività di ricerca e selezione del personale, ricollocamento professionale, intermediazione o somministrazione effettuate a mezzo stampa, internet, televisione o altri mezzi di informazione che non siano effettuate da parte di soggetti, pubblici o privati, autorizzati o accreditati.

Possono tuttavia effettuare le comunicazioni in oggetto i potenziali datori di lavoro, purché ciò avvenga in forma non anonima a garanzia della trasparenza del mercato del lavoro e del pieno rispetto delle norme poste a tutela della protezione dei dati personali (d.lgs. n. 196 del 2003). A questo fine, se il potenziale datore di lavoro vuole di fatto conservare l’anonimato la comunicazione in oggetto potrà essere veicolata, a titolo oneroso o gratuito, per il tramite un soggetto autorizzato o accreditato ovvero, gratuitamente, per il tramite dei centri dell’impiego della sede/residenza del committente che si faranno garanti nei confronti dei titolari dei dati inviati in risposta all’annuncio, del rispetto di quanto stabilito in materia di trattamento dei dati personali. In quest’ultimo caso, ai fini del controllo da parte della Amministrazione di vigilanza, gli editori e i gestori di siti sui quali sono pubblicati detti annunci inviano entro 10 giorni dalla pubblicazione al Centro per l’impiego competente, anche per il tramite della concessionaria di pubblicità, il nominativo del committente, con gli estremi del codice fiscale se persona fisica o della partita IV A se persona giuridica, e il testo della relativa ricerca con indicata la posizione di lavoro oggetto della inserzione.

note

[1] Cass. ord. n. 14249/19

[2] Art. 9 d.lgs. n. 276/2003.

[3] Min. Lavoro circolare n. 30/2004.oro


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube