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Morso cane randagio

28 Giugno 2019 | Autore:
Morso cane randagio

Come fare per ottenere un risarcimento se mi morde un cane randagio

Negli ultimi anni, è tornata prepotente la moda di possedere un cane. Purtroppo, alcune volte, molti cani vengono abbandonati. Centinaia di esemplari vagano per le nostre città. E’ il triste fenomeno dei cosiddetti cani randagi.

Randagi perché sono stati tali da sempre o perché qualche loro “affettuoso” padrone ha cessato di amarli e li ha abbandonati ad una vita di strada. Chiaramente, per i cani randagi il problema diventa anche un problema di sicurezza pubblica e di igiene. Il morso di un cane randagio non è infatti un evento di secondaria importanza. Talvolta, essi vivono in branchi e la fame può diventare lo stimolo per renderli assai aggressivi. Le autorità, in casi del genere, dovrebbero disporre di un servizio attraverso il quale poterli catturare, renderli inoffensivi e garantire loro una vita decente. Molto spesso tutto questo non esiste e allora non c’è altro da fare che stare attenti ed evitare di molestarli o anche solo di avvicinarsi. Nel malaugurato caso di un’aggressione dovremo poi affrontare il problema, non certo secondario, di individuare il soggetto responsabile del danno che abbiamo subito. Nell’articolo che segue cercheremo di fare luce proprio su questo aspetto

Chi è responsabile per i cani randagi?

La legge italiana [1] si è occupata del fenomeno del randagismo attribuendo distinti compiti a differenti autorità. L’attacco di un cane randagio, infatti, non poteva restare senza alcuna disciplina legale e nemmeno senza alcun riferimento poteva essere lasciata la questione del risarcimento dei danni conseguenti. Ai Comuni è affidato il compito di curare i canili e provvedere ad allestirne di nuovi in modo da tutelare la sicurezza e l’igiene pubblica. Alle aziende sanitarie locali tocca, attraverso il loro servizio veterinario, la profilassi ed il controllo di tipo igienico – sanitario sul fenomeno. Alle regioni, infine, compiti di coordinamento della materia.

Tutto ciò significa che, almeno a parole ed in astratto, il fenomeno del randagismo è stato oggetto di attenzione da parte delle autorità.

C’è in sostanza la possibilità per i pedoni, ma anche per chi frequenta in bici e in moto le strade, di trovare tutela nel disgraziato caso di aggressione e di danni fisici riportati a seguito dell’incontro con uno o più cani randagi.

Comuni e aziende sanitarie locali hanno precisi compiti nell’ambito del fenomeno randagismo

A chi e come chiedere il risarcimento se un randagio ti ferisce?

Nel caso in cui, quindi, uno o più randagi dovessero aggredire e procurare danni fisici ad una persona (e, indirettamente, danni anche alle cose che la persona aveva con sé o dalle quali era trasportata) la legge individua il soggetto responsabile nei Comuni e nelle aziende sanitarie locali.

Il principio [2] è quello, generale, secondo cui qualunque danno ingiusto provocato con dolo o colpa deve essere risarcito.

Se il Comune non ha adottato le misure concrete che la legge richiede per eliminare o, perlomeno, attenuare il più possibile il pericolo rappresentato dai cani randagi (prevenzione sul territorio ed individuazione del pericolo) e l’azienda sanitaria locale dal canto suo ha latitato nei suoi compiti finalizzati alla cattura dei randagi (e successivo ricovero nei canili per le misure di cura e sterilizzazione), allora il cittadino che ne subisce danno potrà chiedere, nei loro confronti, il risarcimento del relativo danno [3].

Occorre precisare però, per evitare di creare illusioni, che la persona danneggiata dall’aggressione di un cane randagio per poter ottenere dal giudice un risarcimento dovrà dimostrare nel corso della causa:

  • di avere subito effettivamente un danno;
  • che il danno è stato causato da un cane randagio;
  • che comune e/o azienda sanitaria locale hanno con colpa omesso di mettere in atto le opportune misure necessarie per evitare che i cani randagi potessero aggredire le persone.

E quando si può dire che c’è stata colpa del comune o della azienda sanitaria locale?

A questo proposito, in una recente sentenza [4], è stato ribadito che non spetta alcun risarcimento se, ad esempio, la persona danneggiata non dimostra in giudizio che il Comune o l’azienda sanitaria locale non sono intervenuti (e non hanno adottato alcuna iniziativa) nonostante le segnalazioni a loro inviate sulla presenza di cani randagi, nel territorio di loro competenza.

Comuni e aziende sanitarie locali sono responsabili per la cattura e il ricovero dei randagi


note

[1] L. n. 281/1991.

[2] Art. 2043 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 17528/2011.

[4] Cass. sent. n. 11591/2018.


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