Diritto e Fisco | Articoli

Preferenze in famiglia

26 Maggio 2019
Preferenze in famiglia

Discriminazioni tra fratelli: che succede se uno dei genitori fa più regali e donazioni a un figlio piuttosto che agli altri?

Sono legittime le discriminazioni tra figli? Un genitore può donare dei soldi a un solo discendente senza dare nulla agli altri? Che succede se il padre spende tutta la liquidazione per aiutare la figlia che deve sposarsi, lasciando a secco i suoi fratelli? Cosa prevede la legge se ci sono preferenze in famiglia? L’invidia è abbastanza comune e quando ad essa si aggiungono le difficoltà economiche ci si sente giustificati a fare i conti sull’unghia. Ma un genitore non è tenuto a trattare i figli allo stesso modo. Né è possibile contestarne le scelte finché è in vita. Bisognerebbe attendere la sua morte per mettere tutto sulla bilancia e verificare se questi è stato davvero giusto. “Giusto” non secondo la morale, ma in base alla legge visto che solo questa può essere fatta valere in un’aula di tribunale.

È proprio la legge, infatti, a disciplinare entro quali termini sono legittime le preferenze in famiglia. Lo fa in due modi: da un lato stabilendo l’obbligo di mantenimento dei genitori in favore dei figli economicamente non autosufficienti; dall’altro fissando le regole sulla ripartizione dei beni del defunto tra gli eredi più stretti. In pratica, coniuge e figli hanno sempre diritto a una quota (cosiddetta «legittima») del suo patrimonio, a prescindere dalla volontà espressa col testamento. Per calcolare il rispetto di tali quote non si prende in considerazione solo il residuo patrimonio al momento del decesso, ma anche quello donato in vita dal relativo titolare. Questo affinché una persona non possa eludere facilmente le disposizioni di legge provvedendo a regalare case, terreni e conti correnti quando ancora è nel pieno delle proprie capacità.

Per comprendere bene come funziona questo meccanismo e come tutelarsi in caso di discriminazioni tra fratelli, ricorriamo al consueto esempio pratico.

Discriminazioni tra fratelli: se un genitore preferisce uno dei figli

Immaginiamo che un padre abbia due figli. Al primo, ancora disoccupato nonostante i trent’anni avanzati, regala una casa ove vivere e, mensilmente, gli accredita una parte della propria pensione. All’altro, invece, non da’ nulla poiché già dispone di un lavoro e di un reddito adeguato a mandare avanti la propria famiglia.

Un giorno, l’uomo riceve un risarcimento da un’assicurazione che gli viene accreditato sul conto corrente. Ne regala quasi metà al figlio disoccupato e all’altro fa un semplice regalo da destinare al nipotino. Il fratello discriminato vuole opporsi a questa divisione: è disposto anche a chiedere l’interdizione del padre, seppur questi non presenti malattie gravi e invalidanti. Cosa può fare per tutelare i propri diritti? È infatti convinto che scelte di questo tipo, oltre a demotivare il fratello dalla ricerca di un’occupazione, siano una vera e propria ingiustizia. Ecco cosa dice la legge.

Il dovere di mantenere i figli finché non sono indipendenti

Il genitore è tenuto a mantenere i figli, anche se maggiorenni, finché non raggiungono una loro autonomia. Tutto ciò che regala a un figlio non autosufficiente è quindi adempimento di un dovere non tanto morale quanto giuridico. Non si può pertanto contestare la scelta del padre o della madre di versare, in favore del figlio disoccupato, un assegno mensile affinché questi possa vivere. Il fratello non potrà contestare questa scelta neanche appellandosi alla violazione delle regole sulla legittima (di cui a breve parleremo), regole che entrano in gioco solo quando le donazioni vengono effettuate nei confronti di soggetti già autosufficienti.

Anche se non esiste un limite di età legale entro cui il genitore deve provvedere ad aiutare i figli non autonomi, secondo la Cassazione questo obbligo viene meno raggiunti i 35 anni, età in cui si può presumere che lo stato di disoccupazione dipende da pigrizia del giovane e non dai limiti del mercato.

A quanto ammonta il mantenimento del figlio?

La legge non pone un limite quantitativo al dovere di assistenza dei genitori verso i figli, ma solo un “minimo”, che – come abbiamo visto – consiste nel dovere di mantenimento. Questo significa che un genitore è libero di dare di più ad un figlio piuttosto che a un altro, a condizione che a ciascuno di essi sia garantito il mantenimento. Se un figlio è già autonomo, non può opporsi al fatto che il padre e la madre aiutino il fratello ancora non indipendente, a meno che tali “aiuti” travalichino il mantenimento. Ad esempio la donazione di una casa e di un conto in banca di diverse decine di migliaia di euro va oltre il dovere di mantenimento. Ma per contestare tali scelte bisognerà – come vedremo a breve – attendere la morte del genitore.

Si può revocare una donazione?

Finché una persona è in vita, le donazioni da questi compiute non possono essere revocate né dal donante né dai suoi futuri eredi salvo casi eccezionali.

La revoca della donazione, da parte del donante, è possibile solo se il donatario diviene indegno (ad esempio commette in suo danno dei crimini particolarmente rilevanti) o se sopraggiungono dei figli in capo al donante che non c’erano quando è stata fatta la donazione.

Un secondo caso in cui si può revocare la donazione – senza limiti di tempo – sia da parte del donante che di eventuali terzi (ad esempio i suoi familiari) è se la donazione non è stata eseguita nel rispetto della forma prescritta dall’ordinamento. E l’ordinamento stabilisce che, per le donazioni di «non modico valore» si deve sempre ricorrere al notaio (che redigerà un atto pubblico). Di “modico valore” sono tutte quelle donazioni il cui importo è basso rispetto al patrimonio del donante. Non è mai di modico valore la donazione di un immobile. Le donazioni di modico valore possono essere fatte quindi anche con la consegna materiale del bene o con una scrittura privata; le altre invece necessitano dell’atto pubblico notarile (il cosiddetto rogito).

L’unica eccezione è per le cosiddette «donazioni indirette» che possono essere fatte senza notaio anche quando di valore elevato. Si ha una donazione indiretta quando il donante bonifica una somma di denaro sul conto del donatario affinché questi acquisti un bene specifico (ad esempio una casa o un’auto) o quando versa i soldi direttamente al venditore con l’impegno da parte di questi di intestare il bene al donatario (ad esempio il padre paga la ditta costruttrice o la concessionaria). Le donazioni indirette quindi non possono essere impugnate per difetto di forma.

Come contestare le preferenze in famiglia

Detto ciò, si comprende come un figlio non possa intervenire per far revocare al giudice una donazione fatta dal padre in favore di un altro figlio anche se sproporzionata rispetto al suo patrimonio. Non c’è modo di aggredire la donazione fatta in favore di un figlio dell’unica casa di proprietà del genitore. Non almeno fino a quando questi muore.

Dopo la morte, invece, si può fare un altro ragionamento. Si può cioè ricorrere al giudice se le quote di “legittima” degli altri figli sono state lese.

Leggi anche: Se i genitori fanno differenze e Se il genitore aiuta solo un figlio e non l’altro.

Le cose stanno così. La legge consente, a ciascuno di noi, di disporre con testamento solo di una parte del patrimonio, mentre un’altra deve andare sempre a coniugi e figli (o, in loro assenza, ai genitori). Ogni familiare stretto (figli, genitore e coniuge) ha diritto a una quota minima del patrimonio del defunto. Questa quota si chiama legittima.

Per verificare il rispetto della legittima non si considera solo il patrimonio diviso col testamento ma anche le donazioni fatte in vita dal testatore. Con la conseguenza che, se una persona alla morte non lascia nulla, ma in vita ha fatto numerose donazioni queste vengono prese in considerazione per verificare se vi è stata lesione di legittima.

In sintesi, l’unico caso in cui il fratello discriminato può tutelarsi dalle preferenze in famiglia – ossia quando il genitore aiuta solo un figlio e non l’altro  – è nel caso di donazioni così consistenti (e documentabili) che abbiano leso la sua quota di legittima.

Quindi, nel caso di lesione di una di queste quote, il fratello che sia stato discriminato dal genitore può agire, alla morte di quest’ultimo, nei confronti dei fratelli “prediletti” per ottenere la quota di eredità da cui è stato estromesso.

Vediamo quindi qual è la quota di patrimonio del padre che deve essere riservata ai legittimari:

  • se il padre (o la madre) lascia in vita ancora il coniuge e ci sono due o più figli, al coniuge va 1/4 dell’eredità mentre 1/2 va diviso tra i figli;
  • se il padre (o la madre) muore vedovo/a e lascia in vita solo due o più figli, ai figli vanno i 2/3 dell’eredità da dividere in parti uguali.

note

L’unico modo per tutelarsi dalle preferenze in famiglia è di attendere la morte del donante e verificare se il suo patrimonio è stato distribuito rispettando le quote di legittima.

La donazione può essere impugnata anche quando il donante è ancora in vita se non ha la forma corretta ossia l’atto notarile. Ma questo non evita che il donante possa poi correggere la forma.

Non si possono impugnare gli aiuti fatti dai genitori ai figli ancora giovani perché non autosufficienti economicamente.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube