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Pignoramento casa coniugale: ultime sentenze

5 Giugno 2019
Pignoramento casa coniugale: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: esecuzione forzata; espropriazione mobiliare presso il debitore; opposizione; casa e azienda del debitore; disponibilità materiale della cosa da parte del debitore; oneri del terzo rivendicante la proprietà della cosa; onere di dimostrazione dell’appartenenza del bene mediante atto pubblico, scrittura privata autenticata o sentenza passata in giudicato.

Espropriare la casa familiare: è possibile?

In tema di pignoramento immobiliare, con riguardo alla impignorabilità del bene nessuna disposizione impedisce di espropriare la casa familiare. L’unica eccezione è rappresentata dall’art. 76 d.P.R. 602/1973 ossia, l’agente di riscossione non da corso all’espropriazione se l’unico immobile di proprietà del debitore è adibito ad uso abitativo e lo stesso vi risiede anagraficamente.

Tribunale Castrovillari, 30/05/2016

Opposizione del terzo

In tema di opposizione del terzo (art. 619 c.p.c.) mobiliare, il terzo opponente non può provare con testimoni il suo diritto sui beni mobili pignorati nella casa o nell’azienda del debitore, tranne che l’esistenza del diritto stesso sia resa verosimile dalla professione o dal commercio esercitati dal terzo o dal debitore. Incombe pertanto sull’opponente l’onere di provare non solo di avere acquistato i beni staggiti con atto avente data certa anteriore al pignoramento, ma altresì di avere affidato tali beni al debitore a titolo diverso dalla proprietà.

Più precisamente per vincere tale presunzione, il terzo, che reclama la proprietà dei beni stessi, deve dimostrare: a) di averli acquistati con scrittura di data certa anteriore al pignoramento: a tal proposito, il terzo opponente può indubbiamente servirsi della fattura d’acquisto (atto giuridico a contenuto partecipativo costituente la dichiarazione fatta all’altra parte di fatti concretanti un rapporto già in precedenza costituito) purché a termini degli artt. 2702-2704 c.c. essa risulti sottoscritta dal venditore, accettata dall’acquirente e abbia data certa e anteriore al pignoramento; b) che, alla data del pignoramento, i mobili si trovassero presso il debitore per un titolo diverso da quello di proprietà, con i mezzi consentiti dall’art. 621 c.p.c.

Tribunale S.Maria Capua V. sez. III, 03/01/2018, n.4

Opposizione all’esecuzione mobiliare

La dimostrazione fornita da parte del terzo che propone opposizione alla esecuzione ai sensi dell’art. 619 c.p.c. che, alla data del pignoramento, il debitore esecutato non abitava nella casa ove sono stati pignorati i beni mobili, fa venir meno la presunzione di appartenenza di quei mobili al debitore esecutato, ma non esonera il terzo dall’onere dell’ulteriore prova relativa all’esistenza di un proprio diritto reale sui tali beni.

Tribunale Monza sez. III, 06/10/2016, n.2616

Assegnazione della casa familiare

Il provvedimento di assegnazione della casa familiare, anche se trascritto prima del pignoramento, non è opponibile alla procedura esecutiva della quale sia parte un creditore che ha iscritto ipoteca prima della trascrizione dell’assegnazione della casa.

Cassazione civile sez. III, 20/04/2016, n.7776

Prova dell’affidamento dei beni al debitore

In tema di pignoramento, la prova dell’affidamento al debitore dei beni non è sufficiente a fondare la prova della proprietà in capo al terzo opponente. Qualora il terzo opponente non viva nella casa ove è avvenuto il pignoramento, ciò può far venire meno la presunzione di appartenenza al debitore, ma non esonera il terzo dalla necessità di provare anche la esistenza del suo diritto sui beni pignorati.

Tribunale Bari sez. I, 25/02/2016, n.1040

Pignoramento mobiliare

In tema di espropriazione mobiliare presso il debitore, l’art. 513 c.p.c. pone una presunzione di titolarità in capo a quest’ultimo dei beni che si trovano nella sua casa e negli altri luoghi a lui appartenenti; pertanto, poiché l’attività svolta dall’ufficiale giudiziario in sede di pignoramento mobiliare è meramente esecutiva, è preclusa al medesimo qualsiasi valutazione giuridica dei titoli di appartenenza dei beni da sottoporre al pignoramento, rimanendo a disposizione degli eventuali terzi proprietari lo strumento processuale dell’opposizione di terzo all’esecuzione.

Cassazione civile sez. III, 20/12/2012, n.23625

Comunanza di abitazione

L’opposizione di terzo all’esecuzione, a norma dell’art. 619 c.p.c., è un’azione di accertamento negativo, diretta a vincere la presunzione “iuris tantum” di appartenenza al debitore dei beni staggiti nella casa di abitazione o nell’azienda dello stesso, mediante la prova della proprietà dell’opponente e la correlativa negazione del diritto del creditore di procedere alla loro espropriazione.

Tale prova deve essere fornita nel rispetto dei limiti fissati dall’art.621 c.p.c., che mira ad impedire situazioni fraudolenti in danno del creditore, in virtù del quale il terzo opponente non può provare con testimoni il suo diritto sui beni mobili pignorati nella casa o nell’azienda del debitore, tranne che l’esistenza del diritto stesso sia resa verosimile dalla professione o dal commercio esercitati dal terzo o dal debitore. Incombe pertanto all’opponente l’onere della prova dell’acquisto dei beni pignorati con atto avente data certa anteriore al pignoramento, nonché dell’affidamento degli stessi al debitore a titolo diverso dalla proprietà.

Di contro, nel caso di comunanza di abitazione o di coincidenza della sede aziendale del debitore e del terzo, questi deve fornire esclusivamente la prova della proprietà, con i limiti innanzi richiamati.

Tribunale Bari sez. II, 07/04/2011, n.1266

Casa ad uso abitativo arredata

Sono manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionali dell’art. 63 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, come sostituito dall’art. 16 d.lgs. 26 febbraio 1999 n. 46, censurato, in riferimento agli artt. 3, 24 e 42 Cost., nella parte in cui, nel disciplinare l’opposizione di terzo nell’esecuzione esattoriale, consente di dimostrare che i beni appartengono a persona diversa dal debitore solo con atto pubblico o scrittura privata autenticata, o sentenza passata in giudicato, anteriore all’anno a cui si riferisce l’imposta iscritta a ruolo, e non anche con documenti aventi data certa anteriori al pignoramento, da parte del locatore che abbia locato al debitore una casa ad uso abitativo arredata, con contratto avente data certa anteriore al pignoramento, ove l’opposizione abbia ad oggetto i mobili compresi in tale locazione.

Trattasi di questioni identiche ad altre che sono state già dichiarate non fondate con precedenti pronunce aventi ad oggetto l’art. 65 d.P.R. n. 602 del 1973 che, nel testo anteriore all’entrata in vigore dell’art. 16 d.lgs. n. 46 del 1999, era sostanzialmente corrispondente, per le parti considerate, alla norma censurata e a sostegno delle quali il rimettente non prospetta profili diversi da quelli già valutati in precedenza o, comunque, tali da indurre a modificare il precedente orientamento (sentt. nn. 4 del 1960, 4 del 1973, 351 del 1998; ord. n. 455 del 2000).

Corte Costituzionale, 16/05/2008, n.158

Immobile destinato ad abitazione della famiglia di fatto

Il comodato di un immobile destinato ad abitazione della famiglia di fatto è opponibile ai terzi creditori, ove risulti sicuro nella sua anteriore collocazione temporale, genuino nei suoi contenuti e si presenti in un contesto di sostanziale continuità con il successivo provvedimento di assegnazione, e ciò nell’ambito di una situazione già in qualche modo governata da un provvedimento giurisdizionale di affidamento del minore (quello del tribunale dei Minorenni) al genitore comodatario, anteriore al pignoramento, affidamento che costituisce l’infallibile presupposto per ottenere la casa coniugale.

Tribunale Venezia, 08/11/2007

Pignoramento e casa coniugale dell’ex coniuge

Il diritto dell’ex coniuge assegnatario della casa coniugale al momento dello scioglimento del matrimonio, ai sensi dell’art. 6 l. n. 898/1970, non è opponibile, anche se l’assegnazione è stata trascritta prima del pignoramento, all’acquirente dell’immobile in sede di esecuzione forzata.

Tribunale Roma, 22/06/2006



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