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Lavoro badante: ultime sentenze

3 Dicembre 2021
Lavoro badante: ultime sentenze

Lavoro irregolare; procedura di regolarizzazione; stipulazione del contratto di soggiorno; rilascio del permesso di soggiorno; lavoro di badante.

L’attività assistenziale svolta dalla badante

L’attività assistenziale svolta dalla badante a beneficio della persona assistita nelle giornate non lavorative (festive) si presume, salvo prova contraria, connotata da gratuità, stante anche il regime di coabitazione, con conseguente esclusione del diritto alla retribuzione per lavoro straordinario.

Cassazione civile sez. VI, 16/12/2020, n.28703

Rivendicazione differenze retributive avanzate da badante

Nel procedimento avente ad oggetto differenze retributive avanzate da badante, questione nodale da risolvere riguarda le parti dell’eventuale rapporto dedotto in giudizio. Se la lavoratrice, reale o meno, può essere facilmente individuata, va, invece, chiarito se la parte datoriale, reale o meno, debba individuarsi nella persona della reale beneficiaria delle prestazioni, o, in caso di mancanza di autosufficienza di quest’ultima, nella persona che aveva l’onere di accudirla.

Corte appello Catanzaro sez. lav., 19/05/2020, n.381

Reato di violenza sessuale tentata: quando non sussiste?

Non integra il reato di violenza sessuale tentata, la condotta del datore di lavoro che rivolge alla badante della suocera una pressante richiesta di amore “ancillare”, neppure se supportata da un’offerta di denaro, qualora l’avance sia accompagnata da espressioni come “per favore” o “per piacere”, non riscontrandosi, in tali ipotesi, l’elemento della minaccia. Per la stessa ragione, il successivo licenziamento presumibilmente legato al mancato soddisfacimento delle richieste osé, non sì potrà ritenere illegittimo senza una prova certa della subìta minaccia.

Cassazione penale sez. III, 19/03/2019, n.31195

Richiesta di differenze retributive

Nel procedimento avente ad oggetto la richiesta di differenze retributive avanzate da badante e convivente, legittimata passiva è l’assistita datrice di lavoro, non ai figli eredi di quest’ultima.

Tribunale Pistoia sez. lav., 04/01/2019, n.1

Alloggio popolare: la badante può subentrare dopo la morte dell’assegnatario?

La persona legata da un rapporto di lavoro subordinato all’assegnatario di un alloggio di edilizia residenziale pubblica non può succedere nel rapporto di locazione alla morte di questi (fattispecie relativa al subentro di una badante in luogo della persona assistita) .

Cassazione civile sez. VI, 19/10/2017, n.24665

Reato di maltrattamenti in famiglia e badante della vittima

Ai fini della configurabilità del reato previsto dall’art. 572 cod. pen., è sufficiente la sussistenza di un rapporto di convivenza caratterizzato dalla situazione di fatto della sottoposizione di una persona all’autorità di un’altra, che non deriva da un rapporto di familiarità o di lavoro, ma si sviluppa in un contesto di affidamento e di soggezione del sottoposto rispetto a chi assume una posizione di supremazia.

(Fattispecie in cui la Corte ha riconosciuto la configurabilità del reato commesso da una persona, da tutti riconosciuta come “badante” della vittima, pur in mancanza della consacrazione di tale relazione in un formale rapporto di lavoro).

Cassazione penale sez. I, 19/04/2017, n.206

Rapporto di lavoro subordinato

Nel caso in cui la prestazione dedotta in contratto sia estremamente elementare, ripetitiva e predeterminata nelle sue modalità di esecuzione, oppure, all’opposto, nel caso di prestazioni lavorative dotate di notevole elevatezza e di contenuto intellettuale e creativo, al fine della distinzione tra rapporto di lavoro autonomo e subordinato, il criterio rappresentato dalla subordinazione può non risultare, in quel particolare contesto, significativo per la qualificazione del rapporto di lavoro, ed occorre allora far ricorso a criteri distintivi sussidiari, quali la continuità e la durata del rapporto, le modalità di erogazione del compenso, la regolamentazione dell’orario di lavoro, la presenza di una pur minima organizzazione imprenditoriale (anche con riferimento al soggetto tenuto alla fornitura degli strumenti occorrenti) e la sussistenza di un effettivo potere di autorganizzazione in capo al prestatore.

Non essendo altrimenti giustificata la presenza della ricorrente all’interno dell’abitazione dei familiari della resistente, ed anzi, essendo stato provato che la ricorrente nel periodo interessato, svolgeva le mansioni di badante, in mancanza di diverso accordo tra le parti, il rapporto di lavoro va, dunque, valutato, secondo il suo concreto atteggiarsi, all’interno del paradigma della subordinazione; anche la modulazione temporale prospettata dalla ricorrente è stata confermata dai testi. Pertanto, può ritenersi congruamente provato che la ricorrente ha prestato lavoro subordinato.

Tribunale Teramo sez. lav., 22/09/2015, n.789

Svolgimento dell’attività di badante

La dichiarazione rilasciata dal medico, attestante la costante presenza della straniera svolgente l’attività di badante in occasione delle regolari visite effettuate al proprio paziente, pur essendo atipica rispetto all’attività del medico, può essere qualificata come documento rilasciato da un pubblico ufficiale.

Ciò in quanto attestante un fatto accertato nell’espletamento dell’attività propria del medico di famiglia (la visita domiciliare alla propria paziente, regolarmente iscritta al S.S.N.) e, quindi, nel corso dello svolgimento di quell’attività che è riconducibile alla funzione di pubblico ufficiale del medico stesso.

Di conseguenza la stessa, unitamente a dichiarazioni del parroco che ha potuto attestare la presenza della straniera nello propria parrocchia, pur non essendo direttamente e immediatamente riconducibili alla categoria delle dichiarazioni provenienti da organismi pubblici in senso stretto, appaiono idonee, ai fini probatori richiesti dalla legge (d.lg. n. 109 del 2012) per ottenere un provvedimento di accoglimento della domanda di emersione dal lavoro irregolare.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. II, 14/07/2015, n.961

Attività di badante in favore del legittimo conduttore

Ai fini della configurabilità del delitto di cui all’art. 633 c.p. (lnvasione di terreni o edifici), l’invasione va vista come immissione in una situazione di fatto di cui, in precedenza, il soggetto agente non era titolare, anche se, eventualmente, titolare di una diversa situazione di fatto.

(Fattispecie nella quale la Corte ha rigettato il ricorso proposto avverso l’ordinanza che disponeva la misura cautelare del sequestro preventivo di un alloggio popolare Iacp occupato senza titolo dall’indagata la quale – dapprima mera detentrice dell’immobile ove svolgeva l’attività di badante in favore del legittimo conduttore – si era immessa illegittimamente nel possesso dell’alloggio dopo la morte del suo datore di lavoro, comportandosi uti domina).

Cassazione penale sez. II, 03/07/2015, n.36546

Contratto di soggiorno

La stipulazione del contratto di soggiorno, presso il SUI, costituisce ad un tempo momento conclusivo del procedimento e atto negoziale che, dando contezza della volontà delle parti di confermare il rapporto di lavoro domestico o di badante tra loro in essere nonché di farlo emergere per approfittare della sanatoria di legge, segna il presupposto per l’avvio della fase successiva, quella del procedimento volto al rilascio del permesso di soggiorno.

Viceversa, mancando la conclusione del procedimento di emersione, non può essere rilasciato il permesso di soggiorno per motivi di lavoro – o in attesa i occupazione nel caso di motivata cessazione del rapporto – quand’anche debba ritenersi provata l’esistenza del rapporto di lavoro nel periodo di legge, dal momento che è ineludibile condizione della regolarizzazione la stipula del contratto di soggiorno, sia pure per il periodo pregresso in cui il rapporto ha avuto luogo.

La positiva conclusione della fase di cui sopra costituisce il presupposto per l’avvio del secondo procedimento, quello volto al rilascio del permesso di soggiorno.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 17/12/2014, n.12810

Contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato

Allorché lo straniero abbia inoltrato domanda diretta a ottenere il rilascio del permesso di soggiorno onde prestare assistenza come badante in forza di un regolare contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e successivamente sia avvenuto il decesso della persona alla quale avrebbe dovuto prestare assistenza (conseguendone la mancata concretizzazione dell’attività lavorativa per cui aveva fatto ingresso in Italia) e tuttavia lo straniero abbia trovato un altro lavoro come badante e depositato presso l’ufficio competente il nuovo contratto, è illegittimo il provvedimento della Questura con il quale si dispone il diniego del rilascio del permesso di soggiorno perché sarebbero venuti meno i presupposti di legittimità per l’accoglimento dell’istanza a suo tempo depositata: infatti, rileva la violazione dell’art. 5 comma 5, d.lg. n. 286 del 1998 nella parte in cui consente di considerare il mancato perfezionamento dell’autorizzazione originaria alla stregua di una « mera irregolarità », perciò sanabile, alla luce di “nuovi elementi”, consistenti, nel caso di specie, nell’instaurazione di un rapporto di lavoro, seppure con un diverso datore, tanto più quando ne sia data prontamente notizia all’Amministrazione.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. III, 30/07/2013, n.989

Ore libere dal lavoro di badante

La circostanza secondo la quale lo straniero è stato rintracciato a svolgere un lavoro diverso da quello per cui è stata richiesta l’emersione del lavoro irregolare (vendita presso un mercato settimanale) non può ritenersi, di per sé sola, sufficiente a giustificare un provvedimento così gravemente pregiudizievole sia per il cittadino straniero che per il suo datore di lavoro; l’Autorità di polizia avrebbe dovuto aggiungere altri elementi istruttori dai quali si potesse desumere la ragionevole convinzione che lo straniero non svolgesse l’attività di assistenza personale in favore del ricorrente, bensì esclusivamente quella di venditore ambulante, che, perciò — in mancanza di un più completo accertamento —, deve presumersi (come dedotto in ricorso) che venisse effettuata durante le ore libere dal suo ordinario lavoro di badante.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. IV, 18/02/2013, n.497

Lavoro irregolare

La presenza di entrambe le parti (datore di lavoro e lavoratore straniero) dinanzi al competente SUI costituisce elemento essenziale per la definizione del procedimento di emersione del lavoro irregolare, ed è finalizzata a verificare l’effettiva identità degli interessati, a far assolvere ai medesimi i relativi oneri di documentazione, non surrogabili da altri, a rappresentare con la solennità formale le conseguenze della falsità delle dichiarazioni rese.

La stipulazione del contratto di soggiorno, sempre presso il SUI, costituisce un elemento fondamentale del procedimento di emersione, configurandosi come atto negoziale con cui viene concluso a posteriori il rapporto di lavoro domestico o di badante irregolare che è stato fatto emergere al fine di conseguire l’effetto giuridico di sanatoria previsto dalla legge.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 07/02/2013, n.1372

Assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica

Nella regione Umbria, ai sensi dell’art. 33, l. reg. Umbria 28 novembre 2003 n. 23 per componenti del nucleo familiare aventi diritto, purché conviventi, a subentrare automaticamente nell’assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica in caso di decesso dell’originario assegnatario ovvero di abbandono dell’alloggio, devono intendersi anche le persone a quello non legate da vincoli di parentela o affinità, ancorché conviventi, ma solo in presenza di una convivenza stabile e finalizzata alla reciproca assistenza morale e materiale; di conseguenza è legittimo il provvedimento che, dopo il decesso dell’assegnataria, nega il subentro alla sua collaboratrice domestica-badante, la cui convivenza trovava giustificazione in un rapporto di lavoro retribuito.

T.A.R. Perugia, (Umbria) sez. I, 14/02/2012, n.48


note

Autore immagine: 123rf com.


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2 Commenti

  1. Ho rescisso tramite mail il contratto con un’agenzia di badanti che mi aveva fornito una badante per mia mamma. Ho ricevuto un sms da loro circa la loro volontà di rescissione ma ieri ho ricevuto un loro messaggio di pubblicità via whatsapp. Devo fare una raccomandata per richiedere la cancellazione della mia anagrafica dai loro archivi per non ricevere più niente da questa agenzia?

    1. Il lettore ha tutto il diritto di veder cancellati i propri dati personali, già raccolti dall’agenzia nominata in quesito.Ne avrebbe pieno diritto un pò perché essendo venuto meno ogni rapporto professionale, tali dati non sono più essenziali agli scopi per i quali sono stati raccolti e un pò perché comunque ha piena facoltà di revocare il consenso al loro trattamento.A questo riguardo, non dovendo necessariamente ricorrere a particolari forme per esprimere la detta revoca, visto che il consenso può e deve essere revocato con la stessa semplicità con la quale è stato precedentemente concesso, una mail inviata alla detta agenzia potrebbe già risultare sufficiente per far cancellare i propri dati e per impedire il ricevimento di ulteriori messaggi pubblicitari.Se invece il lettore preferisce avere anche prova del ricevimento della sua revoca con contestuale richiesta esplicita di cancellazione di ogni suo dato, potrebbe altresì inviare una lettera raccomandata.Per meglio chiarire, in prima battuta il lettore potrebbe scegliere la via più facile ed economica, quale potrebbe essere la mail. Qualora, nonostante la medesima, lo stesso dovesse ancora ricevere messaggi pubblicitari, potrebbe quindi inviare una raccomandata, a seguito della quale l’agenzia non potrebbe certo sostenere di non aver ricevuto la sua richiesta.Sta semplicemente al lettore scegliere quale delle due alternative percorrere.

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