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Nullità pignoramento: ultime sentenze

26 Maggio 2019
Nullità pignoramento: ultime sentenze

Esecuzione forzata; pignoramento immobiliare viziato; decorrenza del termine; procedimento civile; atto di pignoramento; sanatoria; nullità del pignoramento immobiliare per invalidità formale dell’atto.

L’omessa notifica dell’atto di pignoramento presso terzi al debitore esecutato determina l’inesistenza del pignoramento. Quando sussiste la nullità del pignoramento? E’ nullo il pignoramento che viene notificato personalmente al debitore esecutato privo di capacità processuale? Scoprilo nelle ultime sentenze.

Inesistenza del pignoramento

L’omessa notifica al debitore esecutato dell’atto di pignoramento presso terzi non comporta una nullità sanabile ma la giuridica inesistenza del pignoramento per mancanza del requisito essenziale dell’ingiunzione di cui all’art. 492 c.p.c. che deve essere fatta dall’ufficiale giudiziario nei confronti del debitore esecutato.

Tribunale Tivoli, 05/12/2018

Dichiarazione di nullità del pignoramento

In tema di esecuzione esattoriale, l’opposizione agli atti esecutivi riguardante l’atto di pignoramento che si assume viziato per vizi di notifica dell’atto prodromico sotteso deve essere proposta davanti al giudice tributario.

Non appare, infatti, convincente ripartire la giurisdizione in base al petitum formale contenuto nell’impugnazione, ossia alla giurisdizione tributaria, ove sia richiesto l’annullamento dell’atto presupposto del pignoramento e alla giurisdizione ordinaria, ove sia richiesta la dichiarazione di nullità del pignoramento.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. IX, 14/03/2018, n.1088

Opposizione agli atti esecutivi

La deduzione della nullità del pignoramento immobiliare per mancata o incompleta identificazione del bene staggito, concernendo la validità formale dell’atto e non già il diritto del creditore di procedere ad esecuzione forzata, configura motivo di opposizione agli atti esecutivi ed è pertanto soggetto alla relativa disciplina, fatta eccezione per la preclusione derivante dalla decorrenza del termine di cui all’art. 617 c.p.c., trattandosi di una nullità che non ammette sanatoria, in quanto impedisce al processo esecutivo di pervenire al suo scopo con l’espropriazione del bene.

Cassazione civile sez. VI, 15/09/2017, n.21379

Incapacità processuale

In tema di esecuzione forzata, l’atto di pignoramento notificato personalmente al debitore esecutato privo di capacità processuale, perché in stato di interdizione legale, è nullo, ma tale nullità – qualora il debitore interdetto, già costituito in proprio, e non in persona del tutore, legale rappresentante, riacquisti la capacità processuale in pendenza di processo esecutivo – è destinata a sanarsi con efficacia “ex tunc”, ciò che vale ad escludere l’invalidità dell’atto di pignoramento, ma non anche degli atti del processo esecutivo svolto in violazione del principio del contraddittorio, che va fatta valere con opposizione agli atti esecutivi da proporsi nel termine di venti giorni dalla data di cessazione dello stato di incapacità processuale.

Cassazione civile sez. III, 23/03/2017, n.7403

Declaratoria di inefficacia del pignoramento

L’estinzione della procedura esecutiva con conseguente inefficacia del pignoramento, essendo stata dichiarata prima dell’introduzione della presente causa, rende l’attore, pertanto, carente dell’interesse ad agire in relazione alla prima domanda diretta alla declaratoria (in via principale e non solo incidentale) della nullità del pignoramento.

Tribunale Parma, 02/01/2017, n.6

Riscossione di crediti tributari

Ai sensi dell’articolo 57 del d.p.r. n. 602 del 1973, in materia di riscossione coatta dei crediti aventi natura tributaria, l’ammissibilità dell’opposizione agli atti esecutivi dipende dal tipo di atto impugnato e non dal vizio che se ne deduce, ossia, mentre il contribuente non può impugnare la cartella esattoriale o l’avviso di mora davanti al giudice ordinario, essendo ciò di competenza del giudice tributario, può proporre opposizione, ex art. 617 cpc, avverso il pignoramento anche per far valere la nullità della cartella di pagamento, conseguente all’omessa notificazione degli atti presupposti.

Comm. trib. prov.le Siracusa sez. III, 11/07/2016, n.2961

Notifica dell’atto di pignoramento

In tema di opposizione tardiva a decreto ingiuntivo, la “ratio” dell’art. 650 comma 3 cod. proc. civ., secondo cui il termine decorre dal primo atto di esecuzione, va ravvisata nel fatto che la relativa notifica è di per sé idonea a porre la parte che assuma di non avere avuto conoscenza dell’ingiunzione per difetto di notifica di venire a conoscenza della stessa, e ciò indipendentemente dalla nullità di cui sia affetto pignoramento.

Tribunale Roma sez. IX, 13/01/2016, n.519

Quando si può pronunciare la nullità del pignoramento?

Il giudice ordinario adito con l’opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell’art. 617 c.p.c. avverso l’atto di pignoramento, al fine di pronunciarsi sull’atto consequenziale, dovrà verificare se la notifica sia giuridicamente inesistente e, solo in tale eventualità, potrà pronunciare la nullità del pignoramento; laddove sia nulla dovrà verificare l’eventuale sanatoria per il raggiungimento dello scopo.

Cassazione civile sez. III, 27/11/2015, n.24235

Pignoramento di una cosa per una quota superiore

In tema di esecuzione forzata, con riguardo al pignoramento, nell’ipotesi in cui venga pignorata una cosa per una quota superiore rispetto a quella di cui il debitore esecutato è effettivamente titolare non può essere dichiarata la nullità del pignoramento. Questo è valido nei limiti della quota di cui l’esecutato è effettivamente titolare.

Tribunale Napoli Nord sez. III, 11/11/2015

Nullità del precetto e del pignoramento 

La nullità del precetto, e del conseguente pignoramento, nei confronti degli eredi del debitore deceduto, per mancato rispetto dell’art. 477, comma 1, cod. proc. civ., è conseguenza di una irregolarità formale del procedimento seguito dal creditore, per avere egli disatteso un onere imposto a garanzia della legittimità dell’azione esecutiva nei confronti degli eredi del debitore, e non una condizione di esistenza del diritto ad agire “in executivis”, sicché l’opposizione fondata su di essa, riguardando il “quomodo” e non l'”an” dell’esecuzione forzata, va qualificata come opposizione agli atti esecutivi.

Cassazione civile sez. III, 14/07/2015, n.14653

Espropriazione presso la Banca d’Italia

Nel caso in cui la Banca d’Italia, chiamata a rendere la dichiarazione di terzo quale tesoriere nell’ambito di un procedimento di espropriazione presso terzi per crediti nei confronti del Ministero dell’Interno, dichiari l’esistenza di somme soggette a vincolo di impignorabilità ex art. 27, comma 13, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (nel testo introdotto dall’art. 3 quater del d.l. 22 febbraio 2002, n. 13, conv. con modif. dalla legge 24 aprile 2002, n. 75), la rilevabilità ufficiosa di tale vincolo impone al giudice dell’esecuzione di svolgere, nell’ambito dei poteri a lui attribuiti dall’art. 484, primo comma, cod. proc. civ., una sommaria attività accertativa, procedendo alla declaratoria di nullità del pignoramento e di improseguibilità del processo esecutivo ovvero, per il caso di ritenuta inoperatività del vincolo, all’assegnazione del credito, previo riscontro delle relative condizioni. In entrambi i casi, la tutela contro i provvedimenti resi dal giudice dell’esecuzione resta affidata al rimedio dell’opposizione ex art. 617 cod. proc. civ., salva l’opposizione del debitore esecutato volta a far valere l’impignorabilità del credito, proposta prima del provvedimento del giudice dell’esecuzione ai sensi dell’art. 615 cod. proc. civ.

Cassazione civile sez. III, 20/05/2015, n.10243

note

Autore immagine: 123rf com.


2 Commenti

    1. Grazie mille. Continua a seguire il nostro portale di informazione giuridica. Su La Legge per Tutti potrai trovare ogni giorno tantissime news e le ultime sentenze su temi sempre attuali.

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