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Cartella esattoriale: notifica, rateazione e impugnazione

26 Maggio 2019
Cartella esattoriale: notifica, rateazione e impugnazione

Chi chiede l’estratto di ruolo può sempre impugnare le cartelle esattoriali non notificate. Ma se chiede la dilazione decade.

Hai ricevuto, di recente, una intimazione di pagamento da parte di Agenzia Entrate Riscossione. La lettera ti dà cinque giorni di tempo per saldare l’arretrato e ti preannuncia che, in caso contrario, saranno avviate azioni di recupero forzoso nei tuoi riguardi: pignoramenti, fermi, ipoteche e chi più ne ha, più ne metta. Temendo tali conseguenze, ti sei recato con urgenza presso l’ufficio dell’Agenzia Entrate Riscossione per chiedere un estratto di ruolo con l’elenco delle cartelle insolute. Si tratta di un elenco lunghissimo. Non avendo il tempo per passarlo al setaccio, hai richiesto subito una rateazione del debito in sei anni in modo da bloccare possibili pignoramenti.

Nei mesi successivi, però, hai consegnato l’estratto di ruolo a un avvocato per verificare se vi sia la possibilità di fare ricorso e cancellare una parte del debito. Secondo lui alcune cartelle sono cadute in prescrizione e altre, invece, potrebbero non essere mai state notificate. A questo punto ti chiedi se si possa ancora impugnare l’estratto di ruolo e cancellare i debiti non dovuti.

Le istruzioni in proposito sono state fornite più volte dalla Cassazione che, proprio di recente [1], ha ribadito i principi in materia di cartella esattoriale, notifica, rateazione e impugnazione. Di tanto parleremo qui di seguito. Ti forniremo, in particolare, le istruzioni operative per risolvere questi comuni dubbi: se chiedo la rateazione delle cartelle posso poi impugnarle? Se tra le cartelle ce ne sono alcune non notificate posso fare opposizione dopo aver chiesto la dilazione di pagamento? E se invece alcune cartelle sono cadute in prescrizione, posso farle annullare dopo aver iniziato a pagare con la rateazione? I termini di prescrizione continuano a decorrere anche dopo l’inizio del programma di pagamento a rate?

Ecco le risposte alle tue domande.

Posso impugnare le cartelle se pago o chiedo la rateazione?

Se la regola generale, in tema di obbligazioni civili, è che il pagamento si considera una ammissione di debito e non è più possibile contestare il diritto del creditore dopo aver versato anche un semplice anticipo, questo non vale in materia tributaria. Il contribuente che voglia saldare il debito potrebbe essere semplicemente mosso dall’intenzione di evitare il pignoramento, riservandosi però la possibilità di fare opposizione in un un momento successivo.

Quindi, chi paga una cartella o chiede una rateazione può comunque impugnarla in un momento successivo. Ma solo a patto che i termini per il ricorso non siano scaduti. Come noto, tali termini sono di 60 giorni dalla notifica della cartella o dalla consegna dell’estratto di ruolo.

Posso impugnare una cartella non notificata dopo la richiesta di rateazione?

Se chiedi un estratto di ruolo e poi la rateazione del debito, puoi sempre impugnare le cartelle risultanti dall’estratto stesso che non siano state notificate correttamente. Tale principio è stato sancito più volte dalla Cassazione [1, 2]. Tuttavia, anche in questa ipotesi, è possibile impugnare l’estratto di ruolo – a rateazione già in corso – a condizione che non siano trascorsi più di 60 giorni dalla sua consegna, oltre i quali il ricorso è inammissibile.

In buona sostanza, secondo la Cassazione, fermo restando che le cartelle rateizzate possono essere impugnate, è necessario comunque rispettare i termini per il ricorso. E se si è presa conoscenza dell’esistenza delle cartelle dall’estratto di ruolo, è necessario muoversi entro 60 giorni dal ricevimento di quest’ultimo.

Il pagamento delle rate di una dilazione sospende la prescrizione?

Come noto, il decorso del tempo può essere utile a far compiere i tempi di prescrizione delle cartelle esattoriali, termini che, secondo una recente sentenza della Cassazione, sarebbero sempre di cinque anni (questa tesi però non è condivisa da tutti i giudici). Tuttavia, una volta richiesta la rateazione, la prescrizione si sospende. Per cui, i termini non si contano più da quando si iniziano a pagare le rate, ma possono essere calcolati di nuovo, da capo, se il contribuente dovesse interrompere il pagamento e risultare di nuovo in mora. Ad esempio, se un contribuente chiede una rateazione a soli 6 mesi dal giorno in cui potrebbe compiersi la prescrizione di una cartella per Imu, tale prescrizione non può più essere fatta valere; se però dovesse smettere di pagare la rateazione, si calcolano di nuovo 5 anni da quel momento per la nuova prescrizione.

La rateazione quindi sospende la prescrizione.

Si può impugnare una cartella prescritta dopo la richiesta di rateazione?

Al punto precedente abbiamo analizzato l’ipotesi di una cartella non ancora prescritta alla data di presentazione della domanda di rateazione. Ma che succede invece se la cartella è già caduta in prescrizione? In tal caso si ritiene possibile il ricorso. E questo perché, come detto, l’inizio del pagamento non impedisce l’impugnazione delle cartelle in corso di rateazione.

Approfondimenti

Per maggiori chiarimenti su notifica, rateazione e impugnazione delle cartelle esattoriali leggi:

Chiedere la dilazione di una cartella: quali conseguenze?

Cartella esattoriale: prescrizione dopo rateazione.


note

[1] Cass. sent. n. 3068/19 del 1.02.2019.

[2] Cass. sent. n. 16098/2018. Cass. sent. n. 13584/17


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