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Abbandono di incapace: ultime sentenze

9 Giugno 2019
Abbandono di incapace: ultime sentenze

Abbandono di persone minori o incapaci; maltrattamenti commessi ai danni di incapaci; stato di pericolo; dovere di cura; dovere di assistenza.

Qualsiasi condotta contraria al dovere di assistenza integra il reato di abbandono di incapace. Per maggiori informazioni, leggi le ultime sentenze.

Carenza di cure a persone anziane non autosufficienti

La reiterata e grave carenza di cure e assistenza di persone anziane non autosufficienti, pur potendo configurare il reato di maltrattamenti, non integra di per sé il diverso reato di abbandono di incapaci, per la cui configurabilità è necessario l’accertamento di una condotta, attiva od omissiva, contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia) da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità del soggetto passivo. Fattispecie in cui la Corte ha annullato con rinvio la sentenza con la quale la Corte di appello aveva condannato l’imputata, addetta, presso un residence per anziani, alla pulizia dei locali, all’igiene personale dei pazienti e alla loro assistenza durante i pasti, senza individuare se l’incuria nello svolgimento di dette mansioni e le condotte di maltrattamenti poste in essere nei confronti dei pazienti avessero determinato una situazione di abbandono.

Cassazione penale sez. VI, 25/01/2018, n.12866

Qual è l’elemento oggettivo del reato di abbandono di persone minori o incapaci?

Se l’elemento oggettivo del reato di abbandono di persone minori od incapaci è integrato da qualsiasi condotta, attiva od omissiva, contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia), gravante sul soggetto agente, da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità del soggetto passivo, l’elemento soggettivo si configura solo quando l’agente abbia la consapevolezza che l’incapace sia esposto a tale stato di pericolo.

Cassazione penale sez. V, 30/10/2017, n.53992

Condotta contraria al dovere di assistenza

L’elemento oggettivo del reato di abbandono di persone minori o incapaci, di cui all’art. 591 c.p., è integrato da qualsiasi condotta, attiva od omissiva, contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia), gravante sul soggetto agente, da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità dei soggetto passivo.

Cassazione penale sez. V, 02/05/2016, n.44089

Abbandono di persone minori o incapaci e omissione di soccorso

Il reato di abbandono di persone minori o incapaci è in rapporto di specialità rispetto a quello di omissione di soccorso, in quanto, a differenza di quest’ultimo che punisce chiunque si trovi occasionalmente a contatto diretto con una persona in stato di pericolo, sanziona la violazione di uno specifico dovere giuridico di cura o di custodia, che incombe su determinate persone o categorie di persone, da cui derivi una situazione di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità del soggetto passivo.

(In applicazione del principio, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza impugnata con la quale i giudici avevano qualificato come “omissione di soccorso”, anziché “abbandono di persona incapace”, la condotta dell’imputato che, rientrato a casa e trovata la moglie in gravissime condizioni di salute, aveva omesso di prestarle assistenza e di chiedere soccorso).

Cassazione penale sez. V, 14/01/2016, n.12644

Abbandono di incapace: prova

Deve escludersi che possa desumersi la prova del reato di cui all’art. 591 c.p., ipotizzato a carico del genitore, nella condotta del figlio minore (nella specie, minore degli anni sedici) che, anziché recarsi a scuola, abbia commesso un furto in un appartamento. Infatti, non può condividersi l’assunto, posto alla base dell’affermazione di responsabilità, in forza della quale la commissione di un reato, o anche solo l’attitudine di un minore a delinquere, sia elemento sempre e comunque sintomatico di uno stato di abbandono idoneo a integrare il suddetto reato, anche perché, avuto riguardo alla “ratio” della norma incriminatrice (che integra un reato contro la persona, che tende a tutelare la vita e l’integrità fisica di persone incapaci di provvedere da sé alla propria incolumità), l’abbandono richiesto deve essere anche tale da esporre il minore (o l’incapace) a una situazione di pericolo, anche potenziale, per la sua incolumità.

Cassazione penale sez. V, 05/04/2006, n.39411

Amministratore di sostegno

Pur avendo un dovere di relazionare periodicamente (secondo la cadenza temporale stabilita dal giudice) sull’attività svolta e sulle condizioni di vita personale e sociale del beneficiario, il compito dell’amministratore di sostegno resta fondamentalmente quello di assistere la persona nella gestione dei propri interessi patrimoniali e non anche la “cura della persona”, poiché l’art. 357 c.c.., che indica tale funzione a proposito del tutore, non rientra tra le disposizioni richiamate dall’art. 411 tra le “norme applicabili all’amministrazione di sostegno“.

Ciò significa che, in mancanza di apposite previsioni nel decreto di nomina, l’amministratore di sostegno non assume una posizione di garanzia rispetto ai beni della vita e dell’incolumità individuale del soggetto incapace (fattispecie relativa all’accusa mossa ad un amministratore di sostegno per il reato di abbandono di persona incapace, in quanto aveva omesso di accudire una donna per un fine settimana).

Cassazione penale sez. V, 19/10/2015, n.7974

Abbandono di persone minori o incapaci: dolo

Il dolo del delitto di cui all’art. 591 c.p. (Abbandono di persone minori o incapaci) è generico e consiste nella coscienza di abbandonare a sé stesso il soggetto passivo – incapace di provvedere alle proprie esigenze – in una situazione di pericolo per la sua integrità fisica di cui si abbia l’esatta percezione. Non occorre la sussistenza di un particolare malanimo da parte del reo.

Cassazione penale sez. V, 23/04/2015, n.34194

Abbandono di persona incapace aggravato dalla morte

Non comporta immutazione del fatto la diversa qualificazione giuridica dal reato di abbandono di persona incapace aggravato dall’evento morte in omicidio colposo presentandosi la nuova qualificazione del reato come uno dei possibili sviluppi prevedibili del fatto, se il giudice, a seguito di una probabile nuova qualificazione giuridica del fatto, dispone un rinvio per consentire alla difesa l’integrazione del contraddittorio con possibilità di ammettere prove nuove, non violando così il principio del giusto processo. (art. 6 par. 3 lett. a) e b) CEDU).

Corte assise Roma sez. I, 12/01/2015

Persona indifesa lasciata in balia di sé stessa

In tema di abbandono di incapace, intendendo per abbandono il fatto di lasciare la persona indifesa in balia di sé stessa così da esporla a pericolo per la sua incolumità o per la sua vita, l’elemento materiale del reato è costituito da qualunque azione od omissione contrastante con il dovere giuridico di custodia che grava sul soggetto agente e da cui derivi uno stato di pericolo anche potenziale per l’incolumità dello stesso incapace.

Di conseguenza, l’interesse giuridico tutelato dalla norma deve ritenersi violato anche quando l’abbandono sia solo relativo e parziale.

Cassazione penale sez. V, 12/06/2013, n.2149

Dovere di sorveglianza

È configuratile il reato di abbandono di persona incapace, aggravato dall’evento, in capo al personale medico e infermieristico addetto al reparto dì psichiatria di una struttura sanitaria che, avendo di fatto o per diritto il dovere di sorveglianza nei confronti di un paziente affetto da gravi problemi psichici, non adempia adeguatamente a tale obbligo, causandone in tal modo l’arbitrario allontanamento dal nosocomio e il conseguente decesso.

Cassazione penale sez. V, 21/02/2013, n.17976

Responsabilità penale della proprietaria di una casa di riposo

Per riconoscere la responsabilità penale della proprietaria di una casa di riposo per il contestato delitto di abbandono di persona incapace seguito da morte in seguito al decesso di un’anziana ospite, deceduta dopo il trasporto in ospedale a causa dell’avanzato stato di disidratazione, occorre la certezza che l’imputata sia stata a conoscenza delle condizioni in cui versavano gli anziani nella casa di riposo e, in particolare, della qualità delle cure prestate all’anziana vittima.

Cassazione penale sez. V, 09/03/2011, n.24580

Doveri di custodia e di cura

Integra il delitto di abbandono di persona incapace l’omesso adempimento, da parte dell’agente (nella specie, un ausiliare socio-sanitario), dei doveri di custodia e di cura sullo stesso incombenti in ragione del servizio prestato, in modo che ne derivi un pericolo per l’incolumità della persona incapace.

Cassazione penale sez. V, 25/02/2010, n.19476


2 Commenti

  1. Ogni giorno mi stupisco di quanta gente ignorante e opportunista ci sia al mondo. Conosco persone che si scannano per l’eredità e poi quando c’è da preoccuparsi di prendersi cura del nonno o della nonna malati prendono una badante. E loro se ne fregano perché ormai il povero vecchio lo hanno ridotto all’osso e ogni tanto vanno a trovarlo per farlo contento, ma guarda caso gli argomenti di discussione sono sempre terreni, proprietà e spese di qua e spese di là. Quanta gente cattiva e povera di cuore che esiste al mondo!!!
    PS: La Legge per Tutti, vi ringrazio a nome mio e di altri amici lettori per le informazioni sempre aggiornate che ci date, offrendoci l’opportunità di avere un quadro completo delle situazioni attuali e delle decisioni dei giudici con riferimento ai diversi casi. Continuate così!

  2. Avendo cognata disabile cioe sorella di mio marito, io nn ho obblighi di assistenza nei suoi riguardi? Avendo lei pensione, nn ho obbligo di tenerla a casa mia?

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