L’esperto | Articoli

Abbandono di incapace: ultime sentenze

29 Agosto 2022
Abbandono di incapace: ultime sentenze

Abbandono di persone minori o incapaci; maltrattamenti; stato di pericolo; dovere di cura; dovere di assistenza.

Qualsiasi condotta contraria al dovere di assistenza integra il reato di abbandono di incapace. Per maggiori informazioni, leggi le ultime sentenze.

Abbandono di minore o di persona incapace

Il delitto di abbandono di minore o di persona incapace (art. 591 c.p.), anche nella sua forma aggravata dall’evento morte (art. 591, comma 3, c.p.), non può a priori farsi rientrare fra le ipotesi di indegnità a succedere previste dall’art. 463, n. 2, c.c., atteso che la legge penale non dichiara applicabili, a tale fattispecie criminosa, le disposizioni sull’omicidio; nondimeno, qualora l’abbandono sia stato realizzato con la volontà di cagionare la morte del soggetto passivo del reato, ovvero il soggetto agente si sia rappresentato tale evento come probabile o possibile conseguenza della propria condotta, accettando il rischio implicito della sua verificazione, il fatto può farsi rientrare nelle ipotesi previste dall’art. 463, n. 1, c.c..

Cassazione civile sez. II, 28/04/2022, n.13266

Sussistenza dell’elemento soggettivo per i conviventi

Per la sussistenza dell’elemento soggettivo del reato di abbandono d’incapace è evidente per i soggetti conviventi con la persona offesa e pertanto perfettamente consapevoli dei rischi connessi alle sue gravi condizioni cognitive e nonostante ciò abbiano posto in essere una condotta omissiva nell’assistenza della vittima viveva in pessime condizioni igieniche, lasciata a vagare fuori casa ed era stata privata dell’assistenza di una badante, licenziata dai parenti conviventi.

Tribunale Napoli sez. V, 02/11/2021, n.9141

Punibilità

L’errore sul fatto che, ai sensi dell’art. 47 c.p., esime dalla punibilità, è quello che cade su un elemento materiale del reato e che consiste in una difettosa percezione o in una difettosa ricognizione della percezione che alteri il presupposto del processo volitivo, indirizzandolo verso una condotta viziata alla base; mentre, se la realtà è stata esattamente percepita nel suo concreto essere, non v’è errore sul fatto, bensì errore sull’interpretazione tecnica della realtà e sulle norme che la disciplinano, ininfluente ai fini dell’applicazione della citata disposizione. (In applicazione del principio è stato escluso, in tema di abbandono di persone minori o incapaci, l’errore di fatto scusante nell’errata percezione, da parte dei genitori, del pericolo, anche solo potenziale, per i figli di tenera età lasciati addormentati in auto, dinanzi ad un locale in ore serali e con i finestrini aperti).

Cassazione penale sez. V, 26/10/2021, n.1780

Delitto di abbandono di persone minori o incapaci: il dolo può anche essere eventuale?

Il dolo del delitto di abbandono di persone minori o incapaci è generico e può assumere la forma del dolo eventuale quando si accerti che l’agente, pur essendosi rappresentato, come conseguenza del proprio comportamento inerte, la concreta possibilità del verificarsi di uno stato di abbandono del soggetto passivo, in grado di determinare un pericolo anche solo potenziale per la vita e l’incolumità fisica di quest’ultimo, persiste nella sua condotta omissiva, accettando il rischio che l’evento si verifichi.

Cassazione penale sez. V, 21/10/2021, n.44657

Madre si reca in discoteca lasciando i figli soli ed addormentati nell’auto parcheggiata fuori dal locale

L’elemento oggettivo del reato di abbandono di persone minori o incapaci, di cui all’art. 591 c.p., è integrato da qualsiasi condotta, attiva od omissiva, contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia), gravante sul soggetto agente, da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità del soggetto passivo (confermata la condanna per l’imputata che in quattro diverse occasioni aveva abbandonato i propri figli minori, lasciandoli, soli ed addormentati, nella propria autovettura parcheggiata, in ora notturna, all’esterno di alcuni locali di pubblico divertimento, ove ella si era recata per trascorrere la serata)

Cassazione penale sez. V, 21/10/2021, n.44657

Maltrattamenti in famiglia e abbandono di minori o incapaci

Tra i reati di maltrattamenti in famiglia e di abbandono di persone minori o incapaci esistono differenze strutturali ed eziologiche tali fa consentire il concorso tra figure di reato. In particolare, sotto il profilo del bene giuridico tutelato, oltre all’incolumità fisica e psichica del soggetto passivo i maltrattamenti tutelano anche la personalità nello svolgimento di un rapporto fondato su vincoli familiari. Sotto il profilo materiale, invece, la prima ipotesi risulta integrata dalla condotta di programmatici e continui maltrattamenti psico-fisici ai danni di persone di famiglia o comunque conviventi, l’altra dall’abbandono ingiustificato di un soggetto incapace di provvedere a sé stesso e che si abbia l’obbligo giuridico di custodire, che lo esponga ad un pericolo anche solo potenziale.

Cassazione penale sez. VI, 20/10/2021, n.3661

Abbandono di minore e verifica dell’obbligo di custodia

Il disvalore della condotta del reato di cui all’art. 591 c.p., si concentra, nell’economia della fattispecie incriminatrice, sulla nozione di “abbandono” di persona minore o incapace di cui si abbia la custodia o debba aversi cura; la tipicità oggettiva del reato ricorre, dunque, in presenza di qualunque azione od omissione contrastante con il dovere giuridico di cura o custodia, gravante sull’agente (cassata, nella specie, la condanna per una collaboratrice scolastica rea di avere omesso di controllare un bambino che era uscito dall’edificio scolastico facendo ritorno nella propria abitazione; la Corte ha rinviato ai giudici del merito per individuare con certezza l’effettivo e concreto affidamento della persona offesa alla custodia dell’imputata).

Cassazione penale sez. V, 10/06/2021, n.27926

La condotta di abbandono di minore

Ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 591 c.p., la condotta di “abbandono” è integrata da qualunque azione od omissione contrastante con il dovere giuridico di cura o di custodia che grava sul soggetto agente e da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità del soggetto passivo.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto sussistente il reato con riguardo alla condotta del genitore che, dopo aver accoltellato a morte il coniuge all’interno dell’abitazione familiare, si allontanava lasciando, sul luogo del delitto, i figli in tenera età, in balia di se stessi).

Cassazione penale sez. I, 11/05/2021, n.5

Stato di pericolo per la vita o l’incolumità del soggetto passivo

Nel reato di abbandono di persone minori o incapaci l’elemento materiale è integrato da qualsiasi condotta, attiva od omissiva, contrastante con il dovere giuridico di cura o di custodia, gravante sul soggetto agente, da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità del soggetto passivo (confermata la condanna per l’uomo che aveva lasciato la figlia, che all’epoca aveva 5 anni, nell’automobile parcheggiata nel parcheggio di un supermercato mentre egli si presentava alla caserma dei Carabinieri dove era stato convocato per una identificazione; irrilevanti gli elementi eccepiti dall’imputato, e cioè che il veicolo era parcheggiato all’ombra, il finestrino non era completamente chiuso e la bambina era assicurata al seggiolino).

Cassazione penale sez. V, 24/03/2021, n.27883

Esclusione dello stato di abbandono del minore

Deve escludersi lo stato di abbandono del minore qualora vi sia la presenza di familiari entro il quarto grado, idonei ad adempiere in modo adeguato ai doveri di cura nei confronti del minore tra i quali rientra senza dubbio l’obbligo di protezione verso quest’ultimo dalle condotte pericolose compiute dai genitori. In particolare, il corretto adempimento ai doveri di assistenza affettiva e materiale ai quali sono tenuti i parenti entro il quarto grado non può prescindere dalla presa di distanza dai comportamenti maltrattanti e devianti posti in essere dai genitori in danno dei figli. (Nel caso di specie è stato escluso lo stato di abbandono dei minori stante la presenza dei nonni paterni dei minori – parenti in linea retta ascendente di secondo grado- i quali sin da subito erano intervenuti a sopperire alla mancanza di assistenza dei nipotini prendendo altresì le distanze dai comportamenti devianti compiuti dai genitori anche in danno dei minori e impedendo che siffatte condotte potessero pregiudicare il benessere dei bambini).

Tribunale minorenni Caltanissetta, 24/02/2021

Pericoli per l’incolumità della donna

In tema di abbandono di persone minori o incapaci, il dovere di custodia implica una relazione tra l’agente e la persona offesa che può sorgere non solo da obblighi giuridici formali, ma anche da una sua spontanea assunzione da parte del soggetto attivo nonché dall’esistenza di una mera situazione di fatto, tale per cui il soggetto passivo sia entrato nella sfera di disponibilità e di controllo dell’agente, in ciò differenziandosi dal dovere di cura, che ha invece unicamente ad oggetto relazioni scaturenti da valide fonti giuridiche formali.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da vizi la sentenza con la quale era stata affermata la responsabilità dell’imputato che aveva lasciato in abbandono la madre incapace, con lui convivente, omettendo di richiedere l’intervento di soggetti esterni in grado di evitare l’insorgere di un pericolo per l’incolumità della donna ed impedendo a chiunque altro l’accesso all’ambiente domestico).

Cassazione penale sez. V, 03/02/2021, n.18665

Residenza sanitaria assistenziale

Non integra il delitto di cui all’art. 591 c.p. la condotta del direttore amministrativo di una residenza sanitaria assistenziale (R.S.A.) – sul quale grava soltanto un dovere di custodia delle persone incapaci, per malattia mentale, di provvedere a se stesse – che abbia adottato le misure organizzative e strutturali compatibili con le finalità meramente assistenziali della struttura e non anche più penetranti misure di contenzione “meccanica”, non essendo queste previste né consentite dalla normativa di settore, che riflette l’abbandono del modello cd. “custodialistico” nella cura dei malati psichiatrici.

(Fattispecie relativa al suicidio di un ospite della struttura assistenziale affetto da psicosi cronica, nella quale la Corte, ha annullato senza rinvio, per insussistenza del fatto, la condanna dell’imputato che aveva intensificato la sorveglianza dell’ospite, lo aveva ripetutamente inviato al Pronto soccorso, in occasione di pregressi episodi autolesionistici, e aveva più volte sollecitato la rivalutazione del quadro clinico e della risposta assistenziale più adeguata).

Cassazione penale sez. V, 13/09/2019, n.50944

L’accertamento tecnico sullo stato psichico di una persona

Non è atto irripetibile l’accertamento tecnico, mediante consulenza, sullo stato psichico di una persona, allorquando riguardi una condizione costante e non contingente e, per tale ragione, non suscettibile di modificazione.

(Fattispecie relativa all’accertamento sulle condizioni psico-fisiche della vittima del reato di abbandono di persone incapaci, che viveva da tempo segregata in casa, in stato semicomatoso e incapace di provvedere a se stessa).

Cassazione penale sez. V, 19/06/2019, n.40450

Qual è l’elemento oggettivo del reato di abbandono di persone minori o incapaci?

Se l’elemento oggettivo del reato di abbandono di persone minori od incapaci è integrato da qualsiasi condotta, attiva od omissiva, contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia), gravante sul soggetto agente, da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità del soggetto passivo, l’elemento soggettivo si configura solo quando l’agente abbia la consapevolezza che l’incapace sia esposto a tale stato di pericolo.

Cassazione penale sez. V, 30/10/2017, n.53992

Condotta contraria al dovere di assistenza

L’elemento oggettivo del reato di abbandono di persone minori o incapaci, di cui all’art. 591 c.p., è integrato da qualsiasi condotta, attiva od omissiva, contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia), gravante sul soggetto agente, da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità dei soggetto passivo.

Cassazione penale sez. V, 02/05/2016, n.44089

Abbandono di persone minori o incapaci e omissione di soccorso

Il reato di abbandono di persone minori o incapaci è in rapporto di specialità rispetto a quello di omissione di soccorso, in quanto, a differenza di quest’ultimo che punisce chiunque si trovi occasionalmente a contatto diretto con una persona in stato di pericolo, sanziona la violazione di uno specifico dovere giuridico di cura o di custodia, che incombe su determinate persone o categorie di persone, da cui derivi una situazione di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità del soggetto passivo.

(In applicazione del principio, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza impugnata con la quale i giudici avevano qualificato come “omissione di soccorso”, anziché “abbandono di persona incapace”, la condotta dell’imputato che, rientrato a casa e trovata la moglie in gravissime condizioni di salute, aveva omesso di prestarle assistenza e di chiedere soccorso).

Cassazione penale sez. V, 14/01/2016, n.12644

Abbandono di incapace: prova

Deve escludersi che possa desumersi la prova del reato di cui all’art. 591 c.p., ipotizzato a carico del genitore, nella condotta del figlio minore (nella specie, minore degli anni sedici) che, anziché recarsi a scuola, abbia commesso un furto in un appartamento. Infatti, non può condividersi l’assunto, posto alla base dell’affermazione di responsabilità, in forza della quale la commissione di un reato, o anche solo l’attitudine di un minore a delinquere, sia elemento sempre e comunque sintomatico di uno stato di abbandono idoneo a integrare il suddetto reato, anche perché, avuto riguardo alla “ratio” della norma incriminatrice (che integra un reato contro la persona, che tende a tutelare la vita e l’integrità fisica di persone incapaci di provvedere da sé alla propria incolumità), l’abbandono richiesto deve essere anche tale da esporre il minore (o l’incapace) a una situazione di pericolo, anche potenziale, per la sua incolumità.

Cassazione penale sez. V, 05/04/2006, n.39411

Amministratore di sostegno

Pur avendo un dovere di relazionare periodicamente (secondo la cadenza temporale stabilita dal giudice) sull’attività svolta e sulle condizioni di vita personale e sociale del beneficiario, il compito dell’amministratore di sostegno resta fondamentalmente quello di assistere la persona nella gestione dei propri interessi patrimoniali e non anche la “cura della persona”, poiché l’art. 357 c.c.., che indica tale funzione a proposito del tutore, non rientra tra le disposizioni richiamate dall’art. 411 tra le “norme applicabili all’amministrazione di sostegno“.

Ciò significa che, in mancanza di apposite previsioni nel decreto di nomina, l’amministratore di sostegno non assume una posizione di garanzia rispetto ai beni della vita e dell’incolumità individuale del soggetto incapace (fattispecie relativa all’accusa mossa ad un amministratore di sostegno per il reato di abbandono di persona incapace, in quanto aveva omesso di accudire una donna per un fine settimana).

Cassazione penale sez. V, 19/10/2015, n.7974

Abbandono di persone minori o incapaci: dolo

Il dolo del delitto di cui all’art. 591 c.p. (Abbandono di persone minori o incapaci) è generico e consiste nella coscienza di abbandonare a sé stesso il soggetto passivo – incapace di provvedere alle proprie esigenze – in una situazione di pericolo per la sua integrità fisica di cui si abbia l’esatta percezione. Non occorre la sussistenza di un particolare malanimo da parte del reo.

Cassazione penale sez. V, 23/04/2015, n.34194

Abbandono di persona incapace aggravato dalla morte

Non comporta immutazione del fatto la diversa qualificazione giuridica dal reato di abbandono di persona incapace aggravato dall’evento morte in omicidio colposo presentandosi la nuova qualificazione del reato come uno dei possibili sviluppi prevedibili del fatto, se il giudice, a seguito di una probabile nuova qualificazione giuridica del fatto, dispone un rinvio per consentire alla difesa l’integrazione del contraddittorio con possibilità di ammettere prove nuove, non violando così il principio del giusto processo. (art. 6 par. 3 lett. a) e b) CEDU).

Corte assise Roma sez. I, 12/01/2015

Persona indifesa lasciata in balia di sé stessa

In tema di abbandono di incapace, intendendo per abbandono il fatto di lasciare la persona indifesa in balia di sé stessa così da esporla a pericolo per la sua incolumità o per la sua vita, l’elemento materiale del reato è costituito da qualunque azione od omissione contrastante con il dovere giuridico di custodia che grava sul soggetto agente e da cui derivi uno stato di pericolo anche potenziale per l’incolumità dello stesso incapace.

Di conseguenza, l’interesse giuridico tutelato dalla norma deve ritenersi violato anche quando l’abbandono sia solo relativo e parziale.

Cassazione penale sez. V, 12/06/2013, n.2149

Dovere di sorveglianza

È configurabile il reato di abbandono di persona incapace, aggravato dall’evento, in capo al personale medico e infermieristico addetto al reparto dì psichiatria di una struttura sanitaria che, avendo di fatto o per diritto il dovere di sorveglianza nei confronti di un paziente affetto da gravi problemi psichici, non adempia adeguatamente a tale obbligo, causandone in tal modo l’arbitrario allontanamento dal nosocomio e il conseguente decesso.

Cassazione penale sez. V, 21/02/2013, n.17976

Responsabilità penale della proprietaria di una casa di riposo

Per riconoscere la responsabilità penale della proprietaria di una casa di riposo per il contestato delitto di abbandono di persona incapace seguito da morte in seguito al decesso di un’anziana ospite, deceduta dopo il trasporto in ospedale a causa dell’avanzato stato di disidratazione, occorre la certezza che l’imputata sia stata a conoscenza delle condizioni in cui versavano gli anziani nella casa di riposo e, in particolare, della qualità delle cure prestate all’anziana vittima.

Cassazione penale sez. V, 09/03/2011, n.24580

Doveri di custodia e di cura

Integra il delitto di abbandono di persona incapace l’omesso adempimento, da parte dell’agente (nella specie, un ausiliare socio-sanitario), dei doveri di custodia e di cura sullo stesso incombenti in ragione del servizio prestato, in modo che ne derivi un pericolo per l’incolumità della persona incapace.

Cassazione penale sez. V, 25/02/2010, n.19476



Sostieni laleggepertutti.it

"La Legge per Tutti" è una testata giornalistica indipendente che da oltre 10 anni informa gratuitamente milioni di persone ogni mese senza il supporto di finanziamenti pubblici. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale.Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. Ogni giorno mi stupisco di quanta gente ignorante e opportunista ci sia al mondo. Conosco persone che si scannano per l’eredità e poi quando c’è da preoccuparsi di prendersi cura del nonno o della nonna malati prendono una badante. E loro se ne fregano perché ormai il povero vecchio lo hanno ridotto all’osso e ogni tanto vanno a trovarlo per farlo contento, ma guarda caso gli argomenti di discussione sono sempre terreni, proprietà e spese di qua e spese di là. Quanta gente cattiva e povera di cuore che esiste al mondo!!!
    PS: La Legge per Tutti, vi ringrazio a nome mio e di altri amici lettori per le informazioni sempre aggiornate che ci date, offrendoci l’opportunità di avere un quadro completo delle situazioni attuali e delle decisioni dei giudici con riferimento ai diversi casi. Continuate così!

  2. Avendo cognata disabile cioe sorella di mio marito, io nn ho obblighi di assistenza nei suoi riguardi? Avendo lei pensione, nn ho obbligo di tenerla a casa mia?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube