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Diligenza del buon padre di famiglia: ultime sentenze

11 Giugno 2019
Diligenza del buon padre di famiglia: ultime sentenze

Contratto di parcheggio e sottrazione della cosa depositata; responsabilità civile del medico e del paramedico; responsabilità professionale dell’avvocato; diligenza del buon padre di famiglia; violazione del dovere di diligenza.

Le obbligazioni relative all’esercizio dell’attività professionale dell’avvocato sono obbligazioni di mezzo o di risultato? È consentito il cumulo dell’azione contrattuale ed extracontrattuale contro l’amministratore di un’associazione se la condotta fa sorgere entrambe le responsabilità? E’ nullo il contratto di prestazione d’opera che ha ad oggetto la progettazione di un edificio non conforme alla disciplina edilizia? Cos’è la diligenza del buon padre di famiglia? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Assicurazione: quando opera la clausola bonus-malus?

Qualora la compagnia assicuratrice abbia ricevuto una richiesta di risarcimento di un danno asseritamente cagionato da un suo assicurato e quest’ultimo venga tempestivamente a contestarne l’esistenza e/o le modalità, al fine di evitare il maggiore onere economico, grava sulla impresa assicuratrice che ritenga, invece, opportuno risarcire il terzo, ignorando o considerando infondata l’opposizione dell’assicurato, fornire la prova della esistenza delle condizioni al cui verificarsi opera la variazione in aumento del premio, in applicazione della clausola “bonus-malus“, e dunque la prova di avere agito con la diligenza del buon padre di famiglia nell’accertamento del danno, in relazione all’art. 1218 c.c., e nella tutela degli interessi del proprio assicurato, in relazione all’art. 1375 c.c.

Tribunale Torre Annunziata sez. II, 01/03/2019, n.530

Contratto di parcheggio ed onere probatorio

Il contratto di parcheggio è da qualificare come contratto atipico, per la cui disciplina occorre far riferimento alle norme relative al deposito. L’offerta della prestazione di parcheggio, cui segue l’accettazione attraverso immissione del veicolo nell’area, ingenera l’affidamento che in essa sia compresa la custodia.

Con riferimento, quindi, alla regola del riparto dell’onere probatorio, in tema di responsabilità del depositario, l’art. 1780 c.c., che prevede il caso della sottrazione della cosa depositata per ricollegarvi un obbligo di avviso al depositante, ripete la regola stabilita dall’art. 1218 c.c.; per ottenere la liberazione il depositario è tenuto a fornire la prova che l’inadempimento è dipeso da causa a lui non imputabile.

La prova liberatoria verte non tanto sulla diligenza quanto sul fatto che ha causato l’evento; la prova sulla diligenza può rilevare sotto il profilo dell’evitabilità del fatto mediante lo sforzo diligente esigibile secondo il modello del buon padre di famiglia. Pertanto, il depositario non si libera della responsabilità provando di avere usato nella custodia della cosa la diligenza del buon padre di famiglia, ma deve a questo fine provare che l’inadempimento è dipeso da causa a lui non imputabile.

Tribunale Milano sez. VI, 14/02/2019, n.1483

Responsabilità professionale dell’avvocato

La prestazione professionale dell’avvocato si sostanzia in un’obbligazione di mezzi e non di risultato, per cui la responsabilità professionale presuppone la violazione del dovere di diligenza, secondo i canoni della diligenza professionale media esigibile, ai sensi dell’art. 1176, comma 2, c.c., da commisurarsi alla natura dell’attività esercitata e al modo con cui tale attività è stata svolta.

La diligenza esigibile dall’avvocato, infatti, non è quella ordinaria del buon padre di famiglia, ma la diligenza professionale di cui all’art. 1176, comma 2, c.c., sicché la diligenza che il professionista deve impiegare nello svolgimento della sua attività è quella media, cioè la diligenza posta nell’ esercizio della propria attività dal professionista di preparazione professionale e di attenzione medie.

Ciò detto, la responsabilità professionale dell’avvocato può configurarsi anche per inadempimento al dovere di informazione e dissuasione del cliente dall’intraprendere un’azione giudiziaria avventata e senza prospettiva di esito favorevole.

Tribunale Milano sez. V, 08/02/2019, n.1307

Componenti degli organi di vertice delle PA: diligenza

I componenti degli organi di vertice delle amministrazioni devono mantenere un grado di diligenza elevato, specifico, in virtù del ruolo ricoperto, e diverso da quello comune del buon padre di famiglia.

Consiglio di Stato sez. V, 14/01/2019, n.299

Diligenza del debitore qualificato e risponde anche per colpa lieve

La responsabilità del professionista è normalmente regolata dall’art. 1176 comma 2 cit. del codice, che fa obbligo al prestatore d’opera intellettuale di usare, nell’adempimento delle obbligazioni inerenti la propria attività professionale, una diligenza che non è solo del buon padre di famiglia, ma del debitore qualificato, da valutarsi con riguardo alla natura dell’attività esercitata; più precisamente, deve farsi riferimento a tutte quelle regole che, nel loro insieme, costituiscono la conoscenza della professione, in quanto acquisite, per comune consenso e consolidata esperienza e, quindi, costituiscano il necessario corredo del professionista che si dedichi ad un determinato settore. Pertanto, la regola è che si risponde anche soltanto per colpa lieve.

Tribunale Trieste, 12/01/2019, n.14

Contratto di prestazione d’opera intellettuale

Il contratto di prestazione d’opera intellettuale, in base al quale sia stato progettato un edificio in tutto o in parte non conforme alla vigente disciplina edilizia, non è di per sé nullo per contrasto con le norme imperative e con l’ordine pubblico, e neanche per impossibilità dell’oggetto, essendo la prestazione a cui è contrattualmente vincolato il progettista eseguibile anche dal punto di vista giuridico.

Deve, infatti, reputarsi che poiché il professionista che si obbliga alla redazione di un progetto edilizio deve usare la diligenza del buon padre di famiglia nel porre in essere tutte le attività finalizzate ad ottenere il provvedimento amministrativo che consenta la legittima esecuzione dell’opera che ne costituisce oggetto, ivi compresa la presentazione della documentazione richiesta dal Comune ai fini del rilascio della concessione edilizia, così che il mancato rispetto di tale canone può determinare la responsabilità per inadempimento.

Cassazione civile sez. VI, 11/01/2019, n.562

Diligenza richiesta al professionista

In materia di esercizio di un’attività professionale, la diligenza si valuta in modo più severo rispetto all’ordinaria diligenza del buon padre di famiglia prevista dall’art. 1176 C.C.

Se il professionista non utilizza tale diligenza, la sua responsabilità verso il cliente è disciplinata dai comuni principi della responsabilità contrattuale, rispondendo dunque, sia per dolo che per colpa lieve.

Tribunale Firenze sez. III, 10/01/2019, n.77

Come valutare la diligenza di un medico chirurgo?

In tema di responsabilità del medico chirurgo, la diligenza nell’adempimento della prestazione professionale deve essere valutata assumendo a parametro non la condotta del buon padre di famiglia, ma quella del debitore qualificato, ai sensi dell’art. 1176, comma 2 c.c.

Quest’ultimo parametro può ritenersi rispettato quando la condotta del professionista non è difforme da quella del “professionista medio”, locuzione che non deve essere declinata nel senso di “professionista mediocre”, bensì di professionista “bravo”: ovvero serio, preparato, zelante, efficiente. Affinchè sia soddisfatto detto criterio di diligenza, nel caso di di paziente con sintomi aspecifici, il medico è tenuto a prenderne in considerazione tutti i possibili significati ed a segnalare le alternative ipotesi diagnostiche.

Cassazione civile sez. III, 30/11/2018, n.30999

Medici e paramedici: responsabilità civile

In tema di adempimento dell’obbligazione professionale il modello di condotta da osservare è quello della diligenza qualificata che non è quella ordinaria del “buon padre di famiglia” bensì quella ordinaria del buon professionista.

La condotta del medico deve quindi essere improntata sia alla generica diligenza che si richiede nell’adempimento di qualsivoglia obbligazione sia alla diligenza specifica richiesta dalla natura della prestazione professionale.

Da ciò deriva che in tema di responsabilità del sanitario non rileva la distinzione fra obbligazione di mezzi e di risultato in quanto anche nelle obbligazioni di mezzi lo sforzo diligente del debitore è in ogni caso rivolto al perseguimento del risultato dovuto.

Tribunale Torre Annunziata, 14/05/2018, n.1187

Cumulo di azione contrattuale ed extracontrattuale

Nel caso di azione di responsabilità contro l’amministratore di un’associazione, è ammesso il cumulo fra azione contrattuale e azione extracontrattuale quando una medesima condotta è fonte sia di responsabilità contrattuale, che di responsabilità extracontrattuale. Infatti l’amministratore dell’Associazione deve adempiere ai suoi doveri con la diligenza del buon padre di famiglia stante il richiamo espresso dell’art. 18 c.c. alle norme del mandato e quindi all’art. 1710 c.c. e la violazione di detti canoni di diligenza è foriera di responsabilità in capo agli amministratori nei confronti dell’ente.

Tale responsabilità ha natura contrattuale, giacché trova fondamento nello statuto dell’associazione, fonte dei doveri e dei poteri dell’organo gestorio. Allo stesso tempo, si può profilare la responsabilità extracontrattuale – ad esempio, la condotta distruttiva ed appropriativa dell’Amministratore in qualità di rappresentante legale dell’Associazione che integra gli elementi costitutivi del reato di appropriazione indebita aggravata ex artt. 646 c.p.

Tribunale Milano sez. I, 07/03/2018, n.2652

Responsabilità dell’avvocato: criterio della diligenza professionale

La responsabilità professionale dell’avvocato configura un’obbligazione di mezzi e non di risultato e quindi presuppone l’osservanza del dovere di diligenza, per il quale trova applicazione, in luogo del criterio generale della diligenza del buon padre di famiglia, quello della diligenza professionale media esigibile, ai sensi dell’art. 1176, comma 2, c.c., da commisurare alla natura dell’attività esercitata.

Ne discende che l’eccezione d’inadempimento, ai sensi dell’art. 1460 c.c., può essere opposta dal cliente all’avvocato che abbia violato l’obbligo di diligenza professionale, purché la negligenza sia idonea a incidere sugli interessi del cliente ove non sia pregiudicata la “chance” di vittoria in giudizio.

Corte appello Venezia sez. IV, 02/03/2018, n.518

Misure di prevenzione: la buona fede del terzo creditore

In tema di misure di prevenzione reali, la sussistenza della buona fede del terzo creditore va verificata con riferimento sia al momento dell’affidamento che al momento dell’eventuale rinnovo, ampliamento o rimodulazione delle linee di credito, essendo necessario che questi, adoperando la diligenza del buon padre di famiglia, abbia proceduto all’analisi globale dell’attività d’impresa del debitore e alla valutazione di attendibilità delle scritture contabili e delle poste di bilancio.

(In applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto corretta la decisione che aveva rigettato, per insussistenza del requisito della buona fede, l’opposizione, proposta dal terzo creditore ex art. 59 d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, atteso che, al momento della concessione del fido, l’impresa beneficiaria risultava, tra l’altro, esposta per importi rilevanti nei confronti di istituti previdenziali ed era stata raggiunta da iscrizioni a ruolo, fermi amministrativi di mezzi e iscrizioni ipotecarie).

Cassazione penale sez. II, 21/02/2018, n.41016

Attività professionale legale

Le obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale sono, di regola, obbligazioni di mezzo e non di risultato, in quanto il professionista, assumendo l’incarico, si impegna alla prestazione della propria opera per raggiungere il risultato desiderato, ma non al suo conseguimento.

Ne deriva che l’inadempimento del professionista (nella specie: avvocato) alla propria obbligazione non può essere desunto, “ipso facto”, dal mancato raggiungimento del risultato utile avuto di mira dal cliente, ma deve essere valutato alla stregua dei doveri inerenti lo svolgimento dell’attività professionale e, in particolare, del dovere di diligenza, per il quale trova applicazione, in luogo del tradizionale criterio della diligenza del buon padre di famiglia, il parametro della diligenza professionale fissato dall’art. 1176, comma 2, c.c. – parametro da commisurarsi alla natura dell’attività esercitata -, sicché, non potendo il professionista garantire l’esito comunque favorevole auspicato dal cliente, il danno derivante da eventuali sue omissioni intanto è ravvisabile, in quanto, sulla base di criteri probabilistici, si accerti che, senza quella omissione, il risultato sarebbe stato conseguito.

Tribunale Roma sez. XIII, 12/02/2018, n.3159

Locazione: inadempimento degli obblighi del conduttore

A norma dell’art. 1587 c.c. – i cui principi, sebbene dettati in materia di locazione, sono ben applicabili anche ai contratti di affitto di fondi rustici – il conduttore ha l’obbligo di usare la cosa, secondo la sua destinazione, con la diligenza del buon padre di famiglia, con il conseguente divieto di eseguire innovazioni che ne mutino la natura e la destinazione.

Nel caso di specie, appare evidente che la trasformazione del fondo rustico destinato alla coltivazione, e concesso in affitto a tale specifico fine, in discarica abusiva di rifiuti speciali non pericolosi integra un inadempimento degli obblighi del conduttore, previsti sia dall’art. 1587 c.c., in quanto si risolve in una utilizzazione del fondo incompatibile con la coltivazione dello stesso, coltivazione a cui il conduttore era tenuto sia ai sensi del menzionato art. 1587 c.c., sia del contratto di affitto sottoscritto.

Tribunale Salerno sez. V, 04/01/2018, n.4999

Condominio: mandato dell’amministratore

L’amministratore ha, nei riguardi dei partecipanti al condominio, una rappresentanza volontaria, talché i poteri di lui sono quelli di un comune mandatario, conferitigli, come stabilito dall’art. 1131 c.c., sia dal regolamento di condominio sia dalla assemblea condominiale.

Pertanto è gravato dall’obbligo di eseguire il mandato conferitogli con la diligenza del buon padre di famiglia a norma dell’art. 1710 c.c., con la conseguenza che, nei riguardi dei condomini morosi, dopo averli messi in mora, egli ha la facoltà e non l’obbligo di ricorrere all’emissione di un decreto ingiuntivo

Cassazione civile sez. VI, 20/10/2017, n.24920

note

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