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Sciopero aereo: ultime sentenze

11 Giugno 2019


Sciopero aereo: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 11 Giugno 2019



Sciopero, serrata e boicottaggio; responsabilità del vettore; danni al passeggero; ritardo e cancellazione dei voli; sciopero dei servizi pubblici essenziali.

In caso di sciopero selvaggio del personale di volo, i passeggeri vittime dei ritardi e della cancellazione dei voli hanno diritto all’indennizzo? Leggendo le ultime sentenze sullo sciopero aereo, scoprirai quali sono i danni derivati al passeggero dal ritardo o dalla mancata esecuzione del trasporto e quali i danni alla persona del passeggero.

Sciopero selvaggio del personale di volo

L’assenza spontanea di una parte significativa del personale di volo – cosiddetto “sciopero selvaggio” – che trae origine dall’annuncio a sorpresa da parte del vettore aereo di una ristrutturazione dell’impresa, “a seguito di un appello diffuso non dai rappresentanti dei dipendenti dell’impresa, bensì spontaneamente dai dipendenti stessi, i quali si sono messi in congedo di malattia, non rientra nella nozione di circostanze eccezionali”, di cui all’articolo 5 del Regolamento Ce 261/2004.

Di conseguenza, in tal caso la compagnia aerea è tenuta a indennizzare i passeggeri vittime di ritardi e cancellazione dei voli.

Tale interpretazione del regolamento europeo sui diritti dei passeggeri aerei è fornita dalla Corte di giustizia dell’Unione europea che, pronunciandosi su un caso riguardante la compagnia aerea TUlfly, in tal modo apre a un ampliamento del diritto all’indennizzo per i passeggeri che subiscono cancellazioni o ritardi per modifiche su vasta scala degli operativi dei voli a causa di assenza in massa, per malattia, del personale.

Corte giustizia UE sez. III, 17/04/2018, n.195

Scioperi nel trasporto aereo

La proclamazione di uno sciopero, anche se oggetto di indicazione immediata ai sensi dell’art. 13, lett. d), l. n. 146 del 1990 e succ. mod., rileva ai fini della rarefazione oggettiva con la successiva proclamazione di altri scioperi fino a quando non sia intervenuta la revoca.

Nella indicazione immediata ex art. 13, lett. d), l. n. 146 del 1990 della violazione della regola della rarefazione oggettiva deve essere espressamente precisato che l’indicazione stessa ha valore soltanto nell’ipotesi in cui lo sciopero proclamato in precedenza non sia revocato.

Diversamente, nel settore del trasporto aereo, l’indicazione immediata non assume rilevanza ai fini della rarefazione oggettiva con altri scioperi proclamati successivamente.

Comm. gar. l. sciopero SS.PP., 22/04/2004

Giurisdizione ordinaria e amministrativa

In materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali, le funzioni che l’art. 13, comma 1, lett. a), l. 12 giugno 1990, n. 146, riserva alla commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero, non hanno rilevanza esterna se non in forma di proposta, priva di qualsivoglia carattere dispositivo o vincolante, alle parti che non abbiano raggiunto un accordo sulle prestazioni minime da garantire lo svolgimento dei servizi pubblici, ma incidente sulla posizione di diritto soggettivo perfetto, su cui si basa la facoltà riconosciuta alle parti di negoziare; pertanto la controversia che ha per oggetto la legittimità del provvedimento della commissione di garanzia di delega al Ministro dei trasporti di identificare materialmente i voli da garantire in caso di sciopero nei servizi pubblici di trasporto aereo e navigazione è devoluta all’autorità giudiziaria ordinaria.

T.A.R., (Lazio) sez. I, 11/11/1995, n.1948

Condotta antisindacale

Costituisce comportamento antisindacale l’emanazione da parte di un’azienda di trasporto aereo di un comunicato con cui, nonostante la garanzia di effettuazione delle prestazioni indispensabili, si invita la generalità dei dipendenti a dichiarare la propria eventuale non adesione a uno sciopero già proclamato, prospettando, in caso contrario, un’automatica valutazione aziendale di adesione con conseguente trattenuta retributiva.

Pretura Tempio Pausania, 08/05/1995

Astensione collettiva dal lavoro del personale addetto al trasporto aereo

Durante lo sciopero indetto dai dipendenti di Civilavia, l’ordinanza ministeriale emanata sulla base dell’art. 8, l. 12 giugno 1990, n. 146, legittimamente dispone che vengano assicurate, quali servizi pubblici essenziali, le misure idonee deliberate dalla commissione di garanzia ex art. 12 legge citata in data 23 ottobre e 7 novembre 1991, al fine di garantire l’adeguato funzionamento del servizio del trasporto aereo in occasione di astensione collettiva dal lavoro del personale addetto a tale trasporto.

T.A.R., (Lazio) sez. I, 29/04/1992, n.588

Diritto di sciopero

Gli interessi generali prevalenti sul diritto di sciopero sono da identificarsi nella categoria dei fini di conservazione dello Stato, comprendente la difesa esterna, l’ordine pubblico e la libertà ed integrità fisica dei cittadini. Il trasporto aereo non riveste alcuno dei caratteri specifici del servizio pubblico essenziale nel senso attribuito a tale locuzione della Corte costituzionale, essendo tra l’altro evidente che le esigenze che esso deve soddisfare possono essere attuate con altri mezzi di trasporto.

Tribunale Roma, 20/01/1988

Trasporto aereo e servizio pubblico essenziale

Il trasporto aereo non riveste alcuno dei caratteri specifici del servizio pubblico essenziale giacché le esigenze che esso deve soddisfare possono essere attuate anche con altri mezzi di trasporto. Ne segue che l’esercizio del diritto di sciopero, tra l’altro riconosciuto dalla giurisprudenza costituzionale anche nell’ambito dei servizi essenziali pur se con adeguate modalità deve considerarsi ammesso in applicazione della regola generale secondo la quale gli interessi che su di esso possono prevalere devono identificarsi nella categoria dei fini di conservazione dello Stato, comprendente la difesa esterna, l’ordine pubblico e la libertà ed integrità fisica dei cittadini.

In base a tale criteri, senza che possa venire in rilievo la libertà di circolazione, notoriamente, riguardante le persone e non i mezzi, non è configurabile la fattispecie della interruzione di pubblico servizio nel comportamento di astensione collettiva dal lavoro per effetto della quale, senza preavviso, si sia cagionata la cancellazione di numerosi voli.

Nè rileva che tale comportamento sia stato tenuto da aderenti ad un sindacato autonomo non ancora riconosciuto dalla controparte poiché la libertà di associazione sindacale è garantita a tutti i lavoratori ed implica, non solo il diritto di aderire ad associazioni ma anche quello di crearne delle nuove.

Inoltre, non può attribuirsi alcun valore al fatto che l’iniziativa di sciopero attuata da autonome associazioni non rispetti codici di comportamento elaborati da organizzazioni anche molto rappresentative ad esempio, prevedendo l’obbligo di un congruo preavviso giacché trattasi di regole che non possono vincolare i lavoratori non appartenenti a dette organizzazioni.

Tribunale Roma, 13/01/1988

Negato imbarco: cosa significa?

La nozione di “negato imbarco“, ai sensi degli art. 2, lett. j), e 4 del regolamento (Ce) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento (Ce) n. 295/91, deve essere interpretata nel senso che essa comprende non soltanto il negato imbarco dovuto a situazioni di sovra-prenotazione, ma anche il negato imbarco per altri motivi, quali ragioni operative.

Tali articoli devono essere interpretati nel senso che la sopravvenienza di “circostanze eccezionali” che inducono un vettore aereo a riorganizzare voli posteriormente a queste ultime non può giustificare un “negato imbarco” sui suddetti voli ulteriori né esonerare tale vettore dal suo obbligo di compensazione pecuniaria, sul fondamento dell’art. 4, paragrafo 3, del medesimo regolamento, nei confronti del passeggero al quale nega l’imbarco su uno di tali voli effettuati posteriormente alle suddette circostanze (la Corte si è così pronunciata nell’ambito di una controversia fra una compagnia area ed un passeggero per rifiuto del vettore di accordare una compensazione pecuniaria per il negato imbarco sul volo Barcellona Helsinki, in seguito alla riorganizzazione dei voli dovuta ad un precedente sciopero).

Corte giustizia UE sez. III, 04/10/2012, n.22

Sciopero e cancellazione del volo

La cancellazione del volo, a causa di uno sciopero, dà luogo ad impossibilità sopravvenuta della prestazione con conseguente obbligo del vettore di rimborso del prezzo pagato per l’acquisto del biglietto. Nel caso in cui il passeggero non sia stato correttamente informato dalla compagnia aerea degli scioperi e delle conseguenti cancellazioni dei voli, egli ha diritto ad essere risarcito dalla compagnia aerea responsabile a titolo di responsabilità extracontrattuale di tale circostanza.

Giudice di pace Martina Franca, 20/08/2004

Sciopero nei servizi pubblici essenziali

In materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali, le funzioni che l’art. 13, comma 1, lett. a), l. 12 giugno 1990, n. 146, riserva alla commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero, non hanno rilevanza esterna se non in forma di proposta, priva di qualsivoglia carattere dispositivo o vincolante, alle parti che non abbiano raggiunto un accordo sulle prestazioni minime da garantire lo svolgimento dei servizi pubblici, ma incidente sulla posizione di diritto soggettivo perfetto, su cui si basa la facoltà riconosciuta alle parti di negoziare; pertanto la controversia che ha per oggetto la legittimità del provvedimento della commissione di garanzia di delega al Ministro dei trasporti di identificare materialmente i voli da garantire in caso di sciopero nei servizi pubblici di trasporto aereo e navigazione è devoluta all’autorità giudiziaria ordinaria.

T.A.R., (Lazio) sez. I, 11/11/1995, n.1948


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