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Convocazione assemblea condominiale: raccomandata non ritirata

27 Maggio 2019
Convocazione assemblea condominiale: raccomandata non ritirata

In che momento si presume conosciuta la comunicazione con la convocazione della riunione di condominio se il condomino non ritira la raccomandata o la ritira in ritardo?

Non è facile indire un’assemblea di condominio. Oltre ai consueti assenteisti, distaccati e disinteressati alla gestione comune, c’è spesso chi, per spirito di contestazione, non ritira le raccomandate con l’avviso di convocazione. Quanto possono questi comportamenti ostacolare o ritardare la riunione? Il Codice civile stabilisce [1] che l’avviso, con l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo ove avverrà l’assemblea, deve essere comunicato almeno 5 giorni prima della data fissata per la prima convocazione e può essere trasmesso tramite raccomandata a.r., posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mani. In pratica, tra la data del ricevimento della lettera e quello della riunione devono decorrere cinque giorni (non importa se alcuni di questi sono festivi).

Il metodo più usato per la convocazione dell’assemblea resta sempre quello della raccomandata a.r. Gli altri, infatti, richiedono una collaborazione del singolo condomino: la Pec e il fax non possono essere impiegati se l’interessato non dispone di questi strumenti mentre la consegna a mani è tutt’altro che agevole, specie nei palazzi più grandi. Ma che succede se la raccomandata con la convocazione dell’assemblea condominiale non viene ritirata? Cosa prevede la legge se il postino lascia nella buca delle lettere l’avviso di giacenza alla posta e l’interessato non ne cura il ritiro nei termini?

La questione è stata di recente analizzata da una sentenza della Cassazione [2]. Ecco cosa ha detto la Corte in merito.

Convocazione assemblea condominiale: raccomandata non ritirata o ritirata in ritardo

Analizziamo meglio la questione e il problema pratico che si può verificare. La questione si pone tutte le volte in cui l’amministratore spedisce la raccomandata a ridosso della data di convocazione. A questo punto, si possono verificare quattro situazioni diverse:

  • il condomino non è presente a casa quando bussa il postino il quale, pertanto, lascia nella cassetta delle lettere l’avviso di giacenza della raccomandata presso l’ufficio postale. Il condomino va a ritirare la raccomandata dopo diversi giorni, ma è ormai troppo tardi: l’assemblea si è già tenuta;
  • il condomino non è presente a casa quando arriva il postino e, dopo aver trovato l’avviso di giacenza nella cassetta delle lettere, ritira la raccomandata a pochi giorni dall’assemblea, senza che vi sia quindi quello spazio di 5 giorni richiesto dal Codice;
  • il condomino volontariamente non ritira la raccomandata dalle mani del postino (in questo caso il plico viene immediatamente restituito al mittente con la dicitura “rifiutato”) oppure, assente al momento dell’arrivo del postino e ricevuto l’avviso di giacenza nella buca delle lettere, non si cura di ritirare la raccomandata all’ufficio postale (il plico, in questo caso, dopo la cosiddetta “compiuta giacenza” di 30 giorni, viene restituito al mittente).

Quando è valida la convocazione dell’assemblea condominiale se la raccomandata non viene ritirata?

In verità, i tre casi appena esposti possono essere risolti allo stesso modo. In tutte queste ipotesi, infatti, vale la regola indicata nel Codice civile [3] secondo cui la raccomandata – e qualsiasi altra comunicazione – si presume conosciuta nel momento in cui arriva all’indirizzo del destinatario, salvo che questi dimostri di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia.

Ebbene, secondo la Cassazione [4], nel caso della raccomandata non ritirata con la convocazione dell’assemblea condominiale, questa regola si interpreta nel seguente modo: la comunicazione dell’amministratore si presume conosciuta dal condomino quando il postino arriva a casa sua o, se questi non è presente, con il rilascio nella cassetta delle lettere dell’avviso di giacenza.

In sintesi, qualora la convocazione dell’assemblea di condominio sia stata inviata mediante lettera raccomandata e questa non sia stata consegnata per l’assenza del condomino (o di altra persona abilitata a riceverla), la presunzione di conoscenza coincide con il rilascio, da parte del portalettere, del relativo avviso di giacenza del plico presso l’ufficio postale.

Non si considerano quindi altri momenti successivi come ad esempio il momento in cui la raccomandata sia stata effettivamente ritirata alle poste o in cui venga a compiersi la giacenza.

Raccomandata non ritirata: ultime sentenze

Tale principio ha trovato conferma già in precedenti pronunce della Cassazione [4]. Secondo la Corte, è dal momento in cui la comunicazione giunge all’indirizzo del destinatario, sia pure assente, che la stessa entra nella sfera di conoscenza del ricevente e ciò avviene dal tempo del rilascio dell’avviso di giacenza del plico presso l’ufficio postale «e non già con il momento in cui la missiva fu consegnata».

Quindi, «la raccomandata, nel caso di momentanea assenza del destinatario (e di altra persona abilitata a riceverla), deve ritenersi entrata nella sfera di conoscibilità del destinatario nel momento in cui viene rilasciato l’avviso di giacenza del plico presso l’ufficio postale».

note

[1] Art. 66 disposizioni di attuazione del codice civile.

[2] Cass. sent. n. 8275/19 del 25.03.2019: «In tema di condominio, con riguardo all’avviso di convocazione di assemblea, ai sensi dell’articolo 66 delle disposizioni di attuazione del Cc, la Suprema corte ha ritenuto che, posto che detto avviso deve qualificarsi quale atto di natura privata (del tutto svincolato, in assenza di espresse previsioni di legge, dall’applicazione del regime giuridico delle notificazioni degli atti giudiziari) e in particolare quale atto unilaterale recettizio ai sensi dell’articolo 1335 del codice civile, al fine di ritenere fornita la prova della decorrenza del termine dilatorio di cinque giorni antecedenti l’adunanza di prima convocazione, condizionante la validità delle deliberazioni, è sufficiente e necessario che il condominio, in applicazione della presunzione dell’articolo 1335 del codice civile, dimostri la data di pervenimento dell’avviso all’indirizzo del destinatario, salva la possibilità per questi di provare di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia».

[3] Art. 1335 cod. civ.

[4] Cass. sent. n. 22311/2016. Cass. 7370/98; Cass. 2847/97; Cass. 8399/96; Cass. 14909/81; Cass. 628/78. Cfr. da ultimo Cass. 16330/2016.


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