Diritto e Fisco | Editoriale

Quanto dura l’ergastolo?

29 Maggio 2019 | Autore:
Quanto dura l’ergastolo?

Cos’è l’ergastolo e quanti anni di detenzione deve scontare chi riceve questa condanna?

Sei stato condannato all’ergastolo e ti chiedi se dovrai trascorrere in carcere tutto il resto della tua vita? O un tuo parente è accusato di aver ucciso un uomo, a sangue freddo e con premeditazione, e temi che l’eventuale condanna all’ergastolo non gli permetterà mai più di tornare a casa? La risposta non è così automatica e in questo articolo cercheremo di chiarire per quale ragione. La premessa è che le leggi, oggi più che mai, stanno diventando molto severe nei confronti di chi commette reati di sangue particolarmente gravi, anche perché i cittadini non credono più nella risocializzazione del reo e non vogliono più giustificare chi commette dei reati.

In Italia, l’ergastolo è la pena detentiva perpetua, è inflitta a chi commette delitti molto gravi e deve essere scontata in uno degli stabilimenti a ciò destinati con l’obbligo del lavoro e con l’imposizione dell’isolamento notturno. In particolare, si tratta della pena massima riconosciuta nel nostro Paese che consiste (secondo la definizione astratta più precisa) nella detenzione a vita, dal momento dell’ingresso in carcere fino alla morte del reo.

L’ergastolo viene inflitto per reati come l’omicidio o per quelli di stampo mafioso. Ma il condannato all’ergastolo resterà per sempre in carcere? Quanto dura l’ergastolo? Come dicevamo, benché l’ergastolo sia definito carcere a vita non sempre costringe il detenuto a non vedere più la luce del sole. Tutto dipende dal tipo di ergastolo che viene inflitto: esso, infatti, può essere semplice ovvero ostativo. Nel primo caso, si ha diritto alle misure premiali riconosciute dal nostro ordinamento; nel secondo, invece, non è concesso nulla (nessun beneficio, nessuna misura diversa dal carcere per scontare la tua condanna).

Negli anni, nonostante sia stato dichiarato, sia nello scenario italiano che europeo, come una pena troppo severa e contraria ai diritti dell’uomo, l’ergastolo è ancora una realtà. Analizziamo l’istituto dell’ergastolo e le misure premiali cercando di comprendere praticamente quanto dura l’ergastolo.

Cos’è l’ergastolo?

L’ergastolo è la pena più alta prevista dal nostro ordinamento e, nella sua definizione, equivale alla reclusione a vita [1]. Questo istituto è da sempre molto discusso nel nostro Paese perché deve fare i conti con il principio costituzionale della risocializzazione del reo che si scontra con l’idea di una condanna perpetua, tutta da scontare all’interno di un istituto di pena. Proprio per questo motivo, l’ergastolo, pur privando il condannato della sua libertà a vita, gli riconosce il diritto di beneficiare di permessi premio, semilibertà e liberazione condizionale. Vediamo allora che benefici può ottenere un soggetto condannato all’ergastolo e se questi sono tali da consentirgli di uscire dal carcere.

L’ergastolano ha diritto ad uscire dal carcere?

I condannati, che in carcere serbano una condotta regolare e che non risultano socialmente pericolosi, hanno diritto ad ottenere i permessi-premio [2], ovvero uscite dal carcere di durata non superiore a 15 giorni consecutivi, ideati per consentirgli di coltivare interessi affettivi, culturali e di lavoro; la durata complessiva dei permessi non può superare 45 giorni in ciascun anno di espiazione della condanna. I condannati all’ergastolo hanno diritto ai permessi premio? Assolutamente si, anche i condannati all’ergastolo hanno diritto alle cosiddette uscite dal carcere, ma solo dopo aver espiato almeno dieci anni di pena. Questi permessi consentono al condannato in occasioni particolari (ad esempio una festività) di trascorrere dei giorni fuori dell’istituto penitenziario, magari insieme alla sua famiglia.

L’ergastolano può trascorrere parte del giorno fuori del carcere?

Un ulteriore beneficio previsto dalla legge, a cui possono accedere i condannati a pena definitiva (cioè non più impugnabile), è la semilibertà [3], ovvero la possibilità di trascorrere parte del giorno fuori dell’istituto penitenziario per partecipare ad attività lavorative, istruttive o comunque utili al reinserimento sociale. Anche il condannato all’ergastolo, dopo avere espiato almeno venti anni [4], può essere ammesso a scontare la pena in modalità diversa dalla detenzione carceraria.

L’ergastolo dura a vita?

I permessi premio e la semilibertà non incidono sulla durata dell’ergastolo, ma ci consentono di capire che, anche durante l’espiazione di una pena perpetua (e, dunque, a vita) l’ergastolano ha la possibilità di uscire per incontrare i suoi familiari (seppure per un numero di giorni determinato) o di lavorare fuori dell’istituto penitenziario: ciò proprio al fine di consentirne una graduale risocializzazione.

Perché consentire all’ergastolano di uscire (e lavorare all’esterno) se poi dovesse essere condannato a restare in carcere a vita? Che tipo di risocializzazione sarebbe prevista per lui? In realtà, ogni soggetto condannato può ottenere la liberazione condizionale che gli consente di trascorrere la parte finale della sua pena in libertà vigilata (quindi fuori del carcere) al fine di realizzare la risocializzazione ed il riavvicinamento alla società [5].

La liberazione condizionale costituisce un momento successivo rispetto all’ammissione al regime di semilibertà e viene concessa quando il detenuto abbia dato prova del suo ravvedimento (ovvero si è pentito di ciò che ha commesso) ed abbia scontato in carcere almeno trenta mesi (e comunque almeno metà della pena che gli sia stata inflitta), sempre che non gli restino da scontare più di cinque anni.

Anche l’ergastolano può uscire dal carcere prima della fine dei suoi giorni? Assolutamente si, anche all’ergastolano, nonostante questo tipo di pena sia perpetua, dopo 26 anni di carcere può ottenere la libertà condizionale per buona condotta.

L’ergastolo ostativo

Cosa cambia in caso di ergastolo ostativo? Quest’ultimo (in quanto ergastolo) è la pena massima prevista nel nostro ordinamento ma, a differenza dell’ergastolo (che abbiamo definito semplice), non consente di ottenere alcun beneficio penitenziario, né di scontare la pena in misure diverse dal carcere, a meno che l’ergastolano non collabori con la giustizia (o la sua collaborazione sia divenuta impossibile).

Il condannato all’ergastolo ostativo (nonostante tante battaglie e ricorsi alla Corte Costituzionale), a meno che non decida di diventare un pentito, morirà in carcere. L’ergastolo ostativo si applica ai condannati per reati particolarmente gravi [6] (come ad esempio terrorismo, associazione mafiosa, sequestro a scopo di estorsione o associazione per traffico di stupefacenti.


note

[1] Art. 22 cod. pen.

[2] Art. 30 L. n. 354 del 26.07.1975.

[3] Art. 48 L. n. 354 del 26.07.1975.

[4] Art. 50 L. n. 354 del 26.07.1975.

[5] Art. 176 cod. pen.

[6] Art. 4 bis L. n. 354 del 26.07.1975.

 


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube