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Bollette a 30 giorni: Wind e Tre si adeguano

25 Gennaio 2018
Bollette a 30 giorni: Wind e Tre si adeguano

La fatturazione torna a 30 giorni e i gestori telefonici annunciano l’adeguamento delle loro tariffe

La legge ha detto no alle bollette a 28 giorni, imponendo il ritorno alla fatturazione a 30 giorni. Ecco che, però, fatta la legge trovato l’inganno: d’ora in poi le bollette saranno 12 all’anno, ma alcuni gestori hanno annunciato aumenti per coprire le perdite. Tutto ciò si traduce in una vera e propria beffa per gli utenti, per i quali nulla cambia e che continueranno a vedere svuotate le proprie tasche per arricchire quelle delle compagnie telefoniche.

Ma dopo le dichiarazioni di Tim in ordine all’aumento delle tariffe per la telefonia fissa, sul sito web di Wind si leggono le novità della società in ordine alle condizioni previste per i contratti di telefonia fissa. A partire dal 5 aprile 2018, infatti, le offerte non avranno più fatturazione ogni ventotto giorni ma torneranno ad essere mensili. Tre Italia, invece, informa che dal 24 marzo 2018 tutti i servizi saranno a base mensile.

Stop alla fatturazione a 28 giorni

È ormai a tutti noto il tema concernente la fatturazione a 28 giorni. Stiamo parlando del famosissimo “trucchetto” ideato da molte compagnie telefoniche (tra cui Tim, Wind, TreVodafone e Fastweb e anche dalla pay tv Sky) per lucrare ai danni degli utenti, che – del tutto ignari – hanno contribuito a gonfiare le tasche delle aziende telefoniche svuotando le proprie. Pagare una bolletta telefonica ogni 28 giorni anziché con cadenza mensile ha rappresentato per molto tempo la normalità ed è parso quasi indifferente per gli utenti. In realtà – calcolatrice alla mano – così facendo, ciascun utente ha letteralmente regalato ogni anno alla propria compagnia telefonica il pagamento di una bolletta non dovuta. Pagare una bolletta telefonica ogni 28 giorni anziché con cadenza mensile, a conti fatti, significa pagarne 13 e non 12 in un anno. Tradotto in denaro: il rincaro per il cittadino si aggira intorno all’8,6% in più ogni anno, mentre l’illegittimo guadagno per la compagnia telefonica corrisponde ad una vera e propria tredicesima.

Bollette a 30 giorni: la situazione di Wind e Tre

In ossequio alle disposizioni previste dalla legge del 2017 in merito alla fatturazione mensile, la Wind informa che a decorrere dal 5 aprile 2018, il costo delle offerte relative ai servizi sarà addebitato su base mensile e la fatturazione avverrà con cadenza bimestrale. In caso di modifica delle condizioni dell’offerta sarà inviata una comunicazione personalizzata. Allo stesso modo anche la compagnia telefonica Tre Italia informa che a partire dal 24 marzo 2018, il costo dei servizi sarà addebitato su base mensile. In caso di modifica delle condizioni dell’offerta sarà inviata una comunicazione personalizzata.

Da quanto si legge sui siti web delle due compagnie, dunque, non sembrano esservi aumenti connessi all’obbligo di fatturazione mensile.

Bollette a 30 giorni: i rincari di Tim

Di diverso avviso rispetto a Wind e Tre è la compagnia Tim. Ne abbiamo parlato in Bollette a 30 giorni: aumenti dell’8,6%. Come annunciato sul sito web della società, i rincari di Tim scatteranno dal 1° aprile 2018 e incideranno sul costo dei canoni di rete fissa in misura dell’8,6%. La natura dell’aumento nasce per «compensare la perdita che la compagnia subisce attraverso la modifica» voluta dalla legge di stabilità 2018, precisano dall’azienda. Tradotto in cifre significa che se un’utenza generalmente affronta una spesa annuale pari a 300 euro, nel 2018-2019 si troverà a dover spendere 325,8 euro. In sostanza nulla cambia, perché il rincaro equivale sostanzialmente alla tredicesima mensilità che il gestore si garantiva con la fatturazione a 28 giorni.  Dunque anche con il ritorno alla bolletta mensile, i costi per l’utente resteranno uguali: prima pagava 13 mensilità per la fatturazione a 28 giorni, adesso sarà come se pagasse 13 mensilità per via del rincaro.



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1 Commento

  1. Non è colpa delle compagnie, che fanno comunque i loro interessi…. ma la maggiore responsabilità è stata del governo che non ha fatto leggi chiare ed inequivocabili, sembrano quasi complici di una fregatura…..!

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