Diritto e Fisco | Articoli

Salario minimo subito

28 Maggio 2019
Salario minimo subito

Di Maio spinge subito per la riforma del lavoro: orario, salario minimo, riduzione del cuneo fiscale e delle tasse.

Evidentemente Di Maio ha accusato il colpo. Non teme solo la rimonta dei partiti concorrenti, ma anche le aggressioni interne e le insoddisfazioni di chi comanda, più di lui, i fili del M5S. Del resto, come insegna la storia del PD, i veri nemici sono in casa. E così passa al contrattacco. Non appena comunicato il voto definitivo delle europee, accertato che il Movimento non ha preso neanche un sindaco, chiede un vertice di governo. Con quale obiettivo? Spingere sul salario minimo. Si tratta di una proposta che gli stessi pentastellati avevano messo in campo ad inizio mese. L’intenzione sarebbe quella di sottrarre alla contrattazione collettiva il cosiddetto “minimo sindacale” e disciplinarlo per legge. Detto in parole semplici: gli stipendi non potranno mai scendere al di sotto di 9 euro l’ora. Lordi, però. Il che significa una vittoria di Pirro visto che, salvo il caso del lavoro in nero, gran parte delle categorie lavorative raggiungono questa soglia. Non le colf e le badanti: ma per questa categoria è prevista già l’esclusione.

Paradossalmente – ma non troppo – sono contrari alla riforma del salario minimo anche i sindacati. E la ragione è probabilmente perché, in questo modo, perderebbero gran parte del proprio potere contrattuale. Ecco perché la Cisl ha fatto sapere che deve comunque rimanere centrale, nella definizione della retribuzione minima dei lavoratori dipendenti, la contrattazione collettiva, almeno quella dei sindacati maggiormente rappresentativi. «Un buon contratto nazionale è molto più ricco e tutelante di qualsiasi semplice salario minimo» ha detto Luigi Sbarra, rappresentante Cisl.

Oltre al salario minimo, sull’agenda di Di Maio c’è anche una nuova disciplina dell’orario di lavoro, la riduzione del cuneo fiscale e – ciliegina sulla torta – la riduzione delle tasse (evidentemente però con un termine diverso dalla «flat tax» che ormai è il cavallo di battaglia del suo nemico-allegato al Governo).

Bisognerà ora vedere quale forza avrà il M5S in seno all’esecutivo e quanto converrà spingere sulle riforme, ben sapendo che Salvini, al minimo ostacolo, potrebbe far saltare l’esecutivo.

Intanto, la proposta del salario minimo riceve molte critiche dai costituzionalisti che non vedono di buon grado la modifica della nostra Costituzione (come già era successo con Renzi). Questo perché è già la nostra carta fondamentale a disciplinare la determinazione del reddito dei lavoratori e ad attribuire ai sindacati il potere di rappresentate unitariamente in proporzione ai propri iscritti contratti collettivi con efficacia obbligatoria (erga omnes) per i lavoratori delle diverse categorie.

Nel disinteresse della pubblica opinione, con la sostanziale condivisione delle maggiori organizzazioni sindacali e utilizzando la bandiera del «salario minimo», si delinea un progetto sotterraneo di revisione costituzionale.

Già in passato vi furono analoghi tentativi, come accadde per la legge 741 del 1958, chiamata «Vigorelli», dal nome del ministro del Lavoro del tempo, che abilitava il Governo a emanare decreti legislativi ricettivi delle norme dei contratti collettivi di diritto comune. Fu abrogata dalla Corte costituzionale con la sentenza 106 del 1962 perché «avrebbe finito per sostituire al sistema costituzionale un altro sistema arbitrariamente costruito dal legislatore e pertanto illegittimo».

Dall’altro lato, se il salario minimo non fosse differenziato per territorio, spingerebbe nel mercato nero del lavoro quote importanti di occupati regolari.

Di Maio ostaggio? A parole sembrerebbe di no. Salvini si proclama tollerante e ribadisce di non avere né intenzione di creare una crisi di Governo, né di aumentare l’Iva. In questo spazio, il collega trova il modo di dichiarare alla stampa: « C’è tanto da fare, tante risposte da dare agli italiani, promesse da realizzare e che non abbiamo mantenuto: salario minimo orario, riduzione delle tasse. Sono temi al centro delle priorità degli italiani. Abbiamo chiesto di convocare subito nel pomeriggio un vertice di governo e mai come in questo momento c’è bisogno di umiltà per apprendere, non solo ascoltando i cittadini, ma anche il M5S, che ha bisogno della forza di tutti. È necessaria una riorganizzazione che deve portare il Movimento molto più vicino agli elettori e un’organizzazione che lo renda più efficiente. Voglio portare avanti le promesse fatte agli italiani e argineremo proposte fuori dal contratto e tuteleremo contratto di governo da idee che possono essere estreme o favorire privilegi».

Proprio su Di Maio però serpeggiano i principali dubbi del Governo: i dubbi sono in merito alla capacità di una sola persona di mantenere così tante cariche come quelle di capo politico del M5s, vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo.



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5 Commenti

  1. Secondo voi siamo in pochi a percepire meno fi 9,00 euro l’ora? Ricontrollate i i Ccnl. Io appartengo a quelli che percepiscono 5,00 euro lordi. Vedi servizi fiduciari.

  2. Chi ha scritto questo articolo è disinformato. Ci sono tanti contratti sottoscritti con sindacati nazionali, che hanno una paga da fame. 6 euro l’ora lorde. Anche meno. Grosse aziende spa. Se non ci credete, contattatemi.

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