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Aereo in ritardo: cosa fare per ottenere il risarcimento

11 marzo 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 11 marzo 2018



Cassazione: in caso di ritardo aereo basta avere il biglietto per ottenere il risarcimento. Sta alla Compagnia aerea dimostrare di non avere colpa

Problemi come il ritardo aereo, la cancellazione del volo o l’overbooking accomunano ormai la maggior parte dei viaggiatori. Non è raro che i voli vengano, di punto in bianco, cancellati. A chi non è mai successo di rimanere molte ore in aeroporto in attesa di un volo in ritardo? Ovviamente dal ritardo del volo o dalla sua cancellazione possono derivare per i passeggeri pregiudizi più o meno gravi: si pensi a chi, a causa del ritardo di un aereo, perda la coincidenza di un altro volo già prenotato e profumatamente pagato. Chi prende l’aereo perché ha un appuntamento di lavoro improrogabile in un’altra città verosimilmente sarà più danneggiato del passeggero che vi si doveva recare in vacanza, ma certamente in entrambi i casi è indubbio il disagio patito. Cosa fare, dunque, per ottenere il risarcimento del danno subito a causa di un volo ritardo? Ebbene, quando un volo atterra in ritardo basta possedere il biglietto aereo per ottenere il risarcimento del danno. Ciò in quanto non è il passeggero che deve dimostrare l’inadempimento della Compagnia aerea. Sarà, dunque, quest’ultima a doversi difendere. Il passeggero, invece, potrà limitarsi a dimostrare di aver comprato il biglietto di un volo che poi ha fatto ritardo. Ciò è quanto chiarito dalla Suprema Corte in una recentissima pronuncia [1]. Vediamo, dunque, come ottenere il risarcimento nel caso di volo cancellato o in ritardo, quando sorge il diritto al risarcimento e quali sono le cifre spettanti a titolo di rimborso quando il volo viene cancellato o atterra in ritardo.

Volo cancellato o in ritardo: che risarcimento spetta

Ebbene, la compensazione dovuta ai passeggeri in caso di cancellazione del volo o in caso di ritardo prolungato deve essere calcolata in funzione della distanza radiale tra gli aeroporti di partenza e di arrivo. A confermarlo è stata la Corte di giustizia dell’Unione Europea con una recente sentenza [2]. Ma analizziamo, nel dettaglio, i casi in cui sorge il diritto al risarcimento e a quanto esso ammonta. 

Volo cancellato o in ritardo: qual è la cifra del risarcimento

Cominciamo innanzitutto con il precisare che tra il passeggero e la compagnia aerea – al momento dell’acquisto di un biglietto – si instaura un vero e proprio contratto di trasporto, dove appunto il passeggero è la parte più debole.  Per tale motivo, in questi  casi, le norme in materia sono volte al riconoscimento ed alla tutela dei suoi diritti.  In particolare, alla luce del regolamento europeo [3]:

  • per il ritardo di due o più ore, per tutte le tratte aeree, pari od inferiori a 1.500 Km, il risarcimento sarà pari a 250 euro;
  • in caso di ritardo di tre o più ore, per tutte le tratte aeree intracomunitarie superiori ai 1.500 Km e per tutte le altre tratte comprese tra i 1.500 e 3.500 Km, spetterà al passeggero un importo di 400 euro;
  • se il ritardo dura quattro o più ore, per tutte le tratte superiori a 3.500 Km, il risarcimento spettante equivale a 600 euro [4].

Attenzione: con la sentenza appena citata la Corte Europea ha precisato che non si può distinguere a seconda che i passeggeri raggiungano la loro destinazione finale tramite un volo diretto o un volo con coincidenza: in entrambi i casi, i passeggeri saranno trattati in modo uguale in sede di calcolo dell’importo della compensazione pecuniaria.
In conclusione, quindi, nella determinazione dell’importo della compensazione, si deve tenere in considerazione soltanto il tempo di attesa e la distanza radiale che un volo diretto percorrerebbe tra l’aeroporto di partenza e l’aeroporto di arrivo, non avendo – al contrario – alcuna rilevanza la distinzione tra voli diretti e voli con coincidenze.

Ritardo dei voli in coincidenza e risarcimento

Sempre con riferimento al ritardo dei voli in coincidenza si è, da ultimo, pronunciata la Corte di Giustizia dell’Unione Europea con una recentissima sentenza [5]. Con la sentenza in commento i giudici europei hanno affermato che la compagnia aerea che ha operato in uno Stato membro dell’Unione europea solo la prima tratta di un volo con coincidenza può essere portata davanti ai giudici della destinazione finale situata in un altro Stato membro, per il riconoscimento di una sanzione pecuniaria per ritardo. È sufficiente, infatti, che i voli siano stati oggetto di una sola prenotazione da parte del cliente.

La destinazione finale del volo, quindi, può essere considerata come il luogo di esecuzione delle prestazioni da fornire non solo per quanto riguarda il secondo volo, ma anche per quanto concerne il primo volo (in coincidenza con il seguente). Ne consegue che il risarcimento del danno causato dal ritardo del volo potrà essere richiesto alla compagnia aerea della destinazione finale anche con riferimento ai problemi ed ai ritardi che si sono verificati  sul primo volo.

Volo cancellato o in ritardo: cosa dimostrare?

Alle predette somme di denaro si deve aggiungere anche il diritto alla assistenza spettante al passeggero e concernente, ad esempio, l’elargizione (gratuita) di cibi, bevande e – se del caso – anche il pernottamento in albergo.

Tutte le somme elencate sopra vengono ridotte della metà se al passeggero è offerto un volo alternativo per arrivare a destinazione entro e non oltre – rispettivamente – due, tre o quattro ore. Da quanto detto, può chiaramente evincersi che in caso di ritardo non si otterrà il rimborso del biglietto, ma una forma di compensazione alternativa. Tale ristoro alternativo, talvolta, può costituire un beneficio economico di gran lunga superiore se raffrontato all’acquisto di un biglietto aereo (soprattutto per biglietti acquistati a prezzi stracciati con compagnie low cost). Dunque, è sempre opportuno – al ricorrere dei presupposti suddetti – avanzarne richiesta. Si consideri, infatti, che il diritto ad ottenere detto ristoro – in tali ipotesi – è “automatico”. 

Ritardo aereo: per ottenere il risarcimento basta il biglietto

Al passeggero, per essere risarcito, basterà dimostrare esclusivamente di aver acquistato un biglietto di un volo aereo che ha subito un ritardo prolungato o che è stato cancellato. Dal canto suo, la compagnia aerea sarà ritenuta responsabile e dovrà corrispondere le somma previste dal regolamento (di cui sopra) a meno che non provi che il ritardo e la cancellazione siano dipese «da circostanze eccezionali».

Ciò è quanto da ultimo ha confermato la Suprema Corte con la pronuncia citata ad incipit del presente articolo e pubblicata in data 23.01.2017. In sostanza, quindi, per ottenere il risarcimento il passeggero non deve dimostrare alcunché se non la fonte negoziale del suo diritto, vale a dire l’acquisto del biglietto aereo, mentre la responsabilità della Compagnia aerea si presume. Dunque, sta alla compagnia provare di non avere colpa o documentare che il ritardo rientra entro le sopra elencate soglie di tolleranza di cui al Regolamento europeo.

Assistenza e risarcimento dell’ulteriore danno subito

Fino ad ora abbiamo parlato esclusivamente di un ristoro avente natura prestabilita (in misura determinata in base alle ore di ritardo e alla tratta che avrebbe dovuto percorrere l’aereo). Quanto detto, però, non esclude la risarcibilità dell’ulteriore danno subito. Infatti, tutte le ulteriori spese sostenute dal passeggero per via del ritardo, purché opportunamente documentate, consentiranno di ottenere il risarcimento del corrispettivo danno patrimoniale subito. Altrettanto dicasi per il danno non patrimoniale causato ai danni del passeggero che, ad esempio, doveva arrivare a destinazione per partecipare ad un evento o ad una cerimonia o semplicemente che si è visto rovinare i programmi della propria vacanza.

In queste circostanze al ristoro suddetto si aggiungerà, quindi, il diritto ad al risarcimento di danni ulteriori  (patrimoniali e non patrimoniali). Tali richieste, però, (sebbene più che lecite) non sempre trovano – per evidenti ragioni di cassa – facile accoglimento da parte delle compagnie aeree. Proprio per questo motivo, molto spesso si finisce col rivolgersi ai giudici. In proposito si segnala l’esistenza di un ulteriore valido rimedio, noto come «Procedimento Europeo per le controversie di modesta entità» attivabile nei casi di danno di entità inferiore ai 2.000 euro [6]. Si tratta di un procedimento che si svolge in tempi brevissimi e con costi decisamente inferiori rispetto a quelli di un normale giudizio.

note

[1] Cass. ord. n. 1584 del 23.01.2018.

[2] Nella causa C-559/16 (Birgit Bossen, Anja Bossen e Gudula Gräßmann/Brussels Airlines SA/NV).

[3] Regolamento CE n. 261 dell’ 11.02.2004.

[4] Al riguardo, è bene precisare che le cifre esposte (trattasi, per la precisione, di una compensazione pecuniaria forfettariamente predeterminata) valgono solo per i voli che partono o che hanno come destinazione un Paese situato all’interno dell’Unione Europea.

[5] Corte Ue, sent. del 07.03.2018, relativa alle cause riunite C-274/16, C-447/16 e C-448/16.

[6] Regolamento CE n. 861 dell’ 11.07.2007.

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