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Gay: in quale bagno devono andare?

28 Maggio 2019
Gay: in quale bagno devono andare?

Trans e omosessuali: la toilette a seconda del sesso di nascita o di appartenenza interiore?

Immagina di essere all’interno del bagno delle donne, in attesa di una porta che si apra per fare la pipì. Sul più bello, da una di queste, esce un uomo. Dopo esserti ripresa dalla meraviglia, gli fai notare di trovarsi nel bagno sbagliato, ma lui asserisce di essere gay e, perciò, resta lì piantato, davanti allo specchio proprio mentre tu ti defili dentro lo stanzino con il water. Quando esci, l’uomo è ancora lì. Vorresti cambiarti la camicia ma non puoi farlo: ti senti decisamente imbarazzata.

Diciamoci la verità: anche se la società ha accettato l’omosessualità, ci sarà sempre chi, in una situazione del genere, sospetterà che dietro il presunto gay ci sia solo un guardone eterosessuale. Di qui l’interrogativo: i gay in quale bagno devono andare?

La novità è che una interessantissima sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che spetta al transgender stabilire in quale bagno andare. Il termine “transgender” è comunque un concetto diverso da quello di gay; viene usato per indicare una persona che si è sottoposta al cambio di sesso chirurgicamente. La decisione è assai importante perché proviene da una corte a maggioranza conservatrice. È stata così confermata la decisione di un distretto scolastico della Pennsylvania di consentire agli studenti transgender di usare i bagni che corrispondono alla loro identità di genere.

Cosa è previsto in Italia? Nel nostro Paese – appena fresco del Decreto Cirinnà sulle unioni civili dei gay – la legge non ha ancora disciplinato questa materia, né ci sono sentenze che se ne sono occupate. In assenza di una regolamentazione, resta ad oggi necessario che gli omosessuali, nonostante si sentano intimamente appartenere all’altro sesso, vadano nel bagno che per loro è quello “sbagliato”, ossia a quello relativo alla registrazione anagrafica.

Diverso potrebbe essere il discorso – in una società che preferisce l’apparenza alla sostanza – per chi cambia sesso attraverso la chirurgia; questi potrà cambiare anche la porta della toilette.


Diamo spazio alla comunicazione provenutaci dall’Arcigay

Gentile Direttore,

le scrivo quale responsabile del Settore Giuridico di Arcigay in merito al vostro articolo  dal titolato: “Gay: in quale bagno devono andare?”. Le faccio osservare che  una persona omosessuale è una persona che ha una identità sessuale corrispondente al sesso anagrafico, gli omosessuali quindi non ritengono “di appartenere all’altro sesso”, pertanto l’articolo da, a nostro avviso,  una rappresentazione falsa e fuorviante della notizia.

La Corte Suprema degli Stati Uniti, a maggioranza conservatrice, ha stabilito che resterà in vigore la politica di un distretto scolastico della Pennsylvania,  in base alla quale gli studenti transgenderpossono scegliere quali bagni e spogliatoi usare a seconda della loro identità di genere

L’identità di genere è il senso di appartenenza di una persona a un genere con il quale essa si identifica. L’identità di genere non deriva necessariamente da quella biologica della persona non riguarda l’orientamento omosessuale e prescinde dall’adeguamento chirurgico del sesso (come invece scritto nell’articolo) . Quindi anche “identità di genere” e “sesso biologico” sono due “concetti” diversi. La corte ha solo (giustamente) rispettato e dato “rilevanza giuridica” all’identità di genere degli studenti.

Distinti Saluti , Avv. Salvatore Simioli- Responsabile Settore Giuridico Arcigay



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6 Commenti

  1. In questo articolo si parla di omosessuali/gay e transgender/transessuali come fossero la stessa cosa, trovo ciò estremamente diseducativo, la questione di quale bagno usare non ha nulla a che fare con gli omosessuali, non più di quanto abbia a che fare con gli eterosessuali. Gli omosessuali o gay sono persone sessualmente attratte da altre persone del loro stesso sesso, i transessuali sono persone che si sentono del sesso opposto rispetto a quello biologico di nascita. Non c’è nessun nesso tra l’appartenere all’una o all’altra categoria. La maggior parte dei uomini omosessuali si sentono uomini, ed esistono persone nate uomini, sessualmente attratte da donne e che si sentono donne anch’esse. Per favore correggete l’articolo

  2. C’è poco da scervellarsi…, se c’è l’ha ancora appiccicato deve andare in quello degli uomini, se è un transgender e quindi che non c’è l’ha più appiccicato, deve andare obbligatoriamente in quello delle donne. Ve la immaginate una donna che piscia in piedi?

  3. il prossimo commerciante , il piu’ sveglio, salirà agli onori della cronaca per aver costruito 5 diveri tipi di bagno :
    1-per gli uomini eterosessuali
    2-per le donne eterosessuali
    3-per gli omossessuali gay
    4-per le omossessuli donne (lesbiche)
    5-per i transgender ( trasformazione da genere da maschile a femminile per intervento chirurgico plastico )

  4. SENZA ALCUNA INTOLLERANZA PENSO CHE SI DOVREBBE USARE IL WC DELLA PROPRIA FISICITA’,PROPRIO PERCHE’ ANATOMICAMENTE SI FA PIPì IN DUE MODI DIVERSI. QUANTO AL SENTIRSI, O ESSERE DIVENTATI, O VOLER RIMORCHIARE, DEVE RESTARE FUORI DEI BAGNI PUBBLICI.

  5. Mi chiedo se è così difficile informarsi un attimo sui concetti di base necessari per parlare di questo tema. Qui non si conosce nemmeno la differenza tra orientamento sessuale e identità di genere. Mai nessun uomo omosessuale vorrebbe andare nel bagno delle donne, così come nessuna lesbica andrebbe in quello degli uomini. Per quanto riguarda le persone transessuali – che per informazione dell’autore non sono soltanto coloro che hanno fatto l’intervento ai genitali – è ovvio che il loro bagno è quello del sesso di destinazione… Se una donna ha problemi ad aggiustarsi la camicia davanti a una persona transessuale MtoF, ha bisogno di un buono psicologo.

  6. Non so con quale scopo questo articolo sia stato scritto ma sicuramente non con quello informativo o giornalistico.
    Un’articolo a tal punto fuorviante e scorretto può solo aumentare la grave situazione di intolleranza che esiste oggi in Italia e non faccio fatica ad ipotizzare che l’autore (che non si firma neanche) sia un’omofobo e come tale un’ignorante, gay e transgender non sono assolutamente la stessa cosa.
    Inoltre i gay non si sentono “intimamente” dell’altro sesso, un uomo gay si sente uomo e una lesbica si sente donna. E questo punto non è opinabile, il fatto che un gay possa sentire l’esigenza di andare in un bagno di donne mi è del tutto nuova come non conosco nessuna lesbica che senta la necessità di andare nel bagno degli uomini.
    Per finire, dato che l’intolleranza verso le persone transgender è molto più accesa credo che abbiano tutto il diritto di poter scegliere il bagno in cui andare, se si sentono più “sicur*” in quello delle donne che ben venga. O più semplicemente potrebbero tranquillamente creare un 3° bagno ed evitare questa polemica sterile da bigotti.

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