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Chi non paga la Tasi?

29 Maggio 2019 | Autore:
Chi non paga la Tasi?

Cos’è la Tasi e chi deve pagarla? Presupposti della tassazione ed esenzioni Tasi.

Tra le tasse che il Comune può richiedere al cittadino, oltre all’Imu e alla Tari, troviamo la Tasi, cioè il tributo sui servizi indivisibili. L’acronimo “Tasi” spesso crea confusione con la Tari, mentre il nome per esteso del tributo non aiuta a comprendere con immediatezza i presupposti della tassazione. In tale articolo cercheremo di fare chiarezza, analizzando cos’è esattamente la Tasi, quando e chi deve pagarla e quali sono i casi di esenzione.

È bene conoscere i presupposti di applicazione della tassa anche per comprendere quando è dovuta o meno e capire chi non paga la Tasi.

Cos’è la Tasi

La Tasi è un tributo locale da versare al Comune per la copertura dei cosiddetti “servizi indivisibili“. Si tratta di tutti quei servizi erogati dal Comune a favore della collettività (per esempio: verde pubblico, illuminazione pubblica, protezione civile ecc.).

Il presupposto della Tasi è rappresentato dal possesso o dalla detenzione di fabbricati e di aree fabbricabili, con esclusione dell’abitazione principale non di lusso e dei terreni agricoli.

In generale, dunque, chiunque possiede o detiene un immobile deve versare la Tasi, secondo le aliquote deliberate dal Comune di competenza.

Chi paga la Tasi

La Tasi deve essere pagata da chi possiede o detiene, a qualsiasi titolo, fabbricati e aree edificabili: quindi, dal titolare del diritto reale (proprietario dell’immobile, titolare del diritto di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie).

Se i possessori o detentori sono più di uno, tutti sono tenuti al pagamento in solido.

Vediamo però alcuni casi particolari:

  • locazione o affitto dell’immobile. Sono tenuti al pagamento della Tasi sia il proprietario che l’inquilino, a meno che quest’ultimo non abbia adibito l’immobile a propria abitazione principale. In ogni caso, le obbligazioni delle parti restano autonome e non vi è responsabilità solidale per il pagamento della Tasi: ciascuno deve pagare la propria quota. Di solito, la percentuale stabilita dal Comune a carico dell’occupante è compresa tra il 10% e il 30%, mentre la restante parte è a carico del titolare del titolare del diritto reale. Se il regolamento comunale non prevede la ripartizione dell’imposta tra le parti, la Tasi è dovuta dal titolare del diritto reale nella misura del 90% e dall’occupante nella misura del 10%;
  • detenzione temporanea dell’immobile di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, è tenuto al pagamento della Tasi il possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e superficie;
  • multiproprietà e centri commerciali integrati: per i locali e le aree scoperte di uso comune la Tasi è dovuta dal dal gestore dei servizi comuni; per i locali e aree di suo esclusivo, dai singoli possessori o detentori;
  • immobile assegnato dal giudice in sede di separazione o divorzio, la Tasi è dovuta dal coniuge assegnatario.

Chi non paga la Tasi

I casi di esenzione della Tasi sono i seguenti:

  • immobili destinati ad abitazione principale non di lusso: deve trattarsi di immobile non rientrante nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Per abitazione principale si intende l’unità immobiliare in cui il contribuente e il suo nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente. L’abitazione principale può quindi essere tale anche per l’inquilino in affitto o, in generale, per chi occupa l’immobile in qualità di soggetto diverso dal proprietà/possessore. In tali ipotesi, l’occupante dell’immobile destinato a propria abitazione principale è esente dal pagamento della Tasi, mentre il proprietario o possessore deve pagarla nella misura prevista dal regolamento comunale;
  • terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina;
  • immobili posseduti dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
  • fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9 (stazioni per servizi di trasporto, ponti comunali o provinciali con pedaggio ecc.);
  • fabbricati con destinazione ad usi culturali;
  • fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto;
  • alcuni fabbricati di proprietà della Santa Sede;
  • fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
  • fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e recuperati allo scopo di essere utilizzati per finalità assistenziali;
  • immobili, utilizzati da enti non commerciali, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali o previdenziali.

L’esenzione spetta per il periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte. Se nel corso dell’anno vengono meno le condizioni dell’esenzione, il Comune riscuote l’imposta nella misura dovuta.



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1 Commento

  1. Buon giorno,
    Sono Cristiana Iliescu,coproprietario assieme a mio marito,Ioan Corneliu Dinu,di un appartamento in Via dei Pesci 10,Anzio.Questo appartamento è la nostra abitazione principale,di categoria catastale A/3.
    Abbiamo ricevuto ciascuno di noi due dal Comune un avviso di pagamento per la TASI per l’anno 2014 e abbiamo gia pagato con tasse di sanzioni.Mi può spiegare qualcuno se è giusto o no?
    Grazie,
    Cristiana Iliescu

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