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Pignoramento esattoriale opposizione: ultime sentenze

14 Giugno 2019
Pignoramento esattoriale opposizione: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: sanzione amministrativa pecuniaria; notificazione della cartella esattoriale; pignoramento; formazione del titolo esecutivo; opposizione all’esecuzione; mancata impugnazione e avvenuto pagamento, azione di ripetizione di indebito; esecuzione esattoriale; onere di dimostrazione dell’appartenenza del bene con atto pubblico, scrittura privata autenticata o sentenza passata in giudicato.

Riscossione delle imposte sul reddito

Sono inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 57, comma 1, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, censurato, per violazione degli artt. 3, 24, 97, 111, 113 e 117 Cost. e dell’art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), nella parte in cui, limitando la facoltà di proporre le opposizioni regolate dagli artt. 615 e 617 c.p.c. solo a quelle riguardanti la pignorabilità dei beni ed alle opposizioni agli atti esecutivi concernenti le patologie del titolo e del precetto, non contempla «la facoltà di proporre opposizione nei confronti delle patologie riguardanti il pignoramento o il procedimento di notificazione di detto atto, quand’anche si trattasse dell’inesistenza della notificazione», nonché nella parte in cui «avalla delle modalità di notificazione dell’atto di pignoramento presso terzi diverse da quelle previste dalla legge e per le quali non è consentita al debitore alcuna forma di tutela».

Nell’ordinanza di rimessione la fattispecie del giudizio a quo è solo richiamata in termini sommari e del tutto insufficienti, con conseguente carente motivazione in ordine alla rilevanza delle sollevate questioni di legittimità.

Corte Costituzionale, 31/05/2018, n.114

Tutela del giudice tributario

In materia di esecuzione forzata tributaria l’opposizione agli atti esecutivi riguardante l’atto di pignoramento, che si assume viziato per l’omessa o l’invalida notificazione della cartella di pagamento o degli altri atti presupposti dal pignoramento, è ammissibile e va proposta davanti al giudice tributario in applicazione degli artt. 2 e 19 del D.Lgs. n. 546/1992 e dell’art. 57 del D.P.R. n. 602/1973, e ciò a prescindere dalla fondatezza o meno dell’assunto difensivo che ha sostenuto l’omessa o l’invalida notificazione della cartella di pagamento o degli altri atti presupposti dal pignoramento: a fronte dell’invalida notifica dell’atto presupposto, il contribuente può trovare tutela di fronte al Giudice Tributario anche nello stadio procedimentale espropriativo perché la giurisdizione del giudice tributario include anche le controversie relative all’opposizione all’esecuzione quando oggetto del giudizio sia la fondatezza del titolo esecutivo relativo a pretese tributarie.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. III, 19/02/2018, n.677

Pignoramento esattoriale presso terzi

Nell’ambito della speciale forma di esecuzione presso terzi promossa dall’Agente della riscossione con l’atto di pignoramento ex art. 72-bis del DPR n. 602/1973, deve riconoscersi l’interesse del debitore esecutato a mettere il terzo a conoscenza della proposizione dell’opposizione, trattandosi del custode delle somme pignorate poiché il pagamento del terzo in favore del creditore procedente non è condizionato all’intervento del giudice dell’esecuzione e all’emissione dell’ordinanza di assegnazione, ma deve essere eseguito direttamente, sicché il terzo potrebbe procedere al pagamento anche nel caso in cui fosse proposta opposizione ed adottato inaudita altera parte il procedimento temporaneo di sospensione dell’esecuzione, per il sol fatto di non esserne a conoscenza.

Tribunale Roma sez. III, 19/10/2017, n.19711

Recupero del credito

In tema di cartelle esattoriali, in virtù del d.lg. n. 46 del 1999, la cartella esattoriale acquisisce efficacia di titolo esecutivo e quindi se non pagata consente al concessionario della riscossione di attivarsi per gli atti esecutivi (pignoramento, ipoteca, esproprio e tutte le misure cautelari a favore dell’erario consentite per legge) al fine del recupero del credito. In sostanza viene soppresso il cosiddetto “avviso di mora” e definitivamente sancito che la cartella contiene in sé anche l’atto i precetto.

Nel giudizio di opposizione al precetto quindi possono farsi valere solo fatti impeditivi, modificativi od estintivi del rapporto consacrato nel provvedimento passato in giudicato, costituente titolo esecutivo che si siano verificati successivamente alla sua formazione.

Tribunale Napoli sez. lav., 08/02/2012, n.4162

L’opposizione

L’opposizione, in ossequio agli art. 3, 24, 25, 42 e 113, cost., è data all’interessato al fine di tutelare il proprio diritto di proprietà dall’aggressione del provvedimento amministrativo posto in essere dall’esattore.

Ora, il cd. “preavviso di fermo amministrativo” non solo non è previsto come atto tipico della normativa di riferimento, ma non arreca alcuna menomazione al patrimonio del presunto debitore, non essendovi dubbio che, fino a quando il fermo amministrativo non sia stato iscritto nei pubblici registri, il presunto debitore può esercitare pienamente tutte le facoltà di utilizzazione e disposizione del bene, senza essere soggetto alla sanzione amministrativa di cui all’art. 214, C.d.S., comma 8, che punisce chiunque circoli con veicoli, autoscafi ed aeromobili sottoposti al fermo, e non al semplice preavviso di fermo amministrativo.

Ne deriva che il debitore destinatario del preavviso, ai sensi dell’art. 100, c.p.c., è carente di interesse ad adire il giudice, non essendosi prodotta alcuna lesione della sua sfera giuridica, anche in considerazione del fatto che il fermo precede l’esecuzione esattoriale in senso stretto, che inizia con il pignoramento.

Tribunale Bari sez. II, 07/07/2010, n.2480

Come proporre opposizione all’esecuzione?

A seguito della notificazione di una cartella esattoriale, dalla quale risulti l’iscrizione a ruolo di un importo a titolo di sanzione pecuniaria amministrativa, l’interessato, al fine di far valere fatti estintivi sopravvenuti alla formazione del titolo esecutivo, come la prescrizione, deve proporre opposizione all’esecuzione, per la quale è competente il giudice indicato dalla legge come competente in ordine alla opposizione al provvedimento sanzionatorio. Ove ometta, invece, tale opposizione e nondimeno provveda al pagamento onde evitare il pignoramento, egli non potrà poi agire in via di ripetizione d’indebito.

Cassazione civile sez. III, 17/11/2009, n.24215

Forma espropriativa senza indennizzo

Sono manifestamente inammissibili le q.l.c. dell’art. 63 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, nel testo vigente, come sostituito dall’art. 16 d.lg. 26 febbraio 1999 n. 46, censurato, in riferimento agli art. 3, 24 e 42 cost., nella parte in cui stabilisce che, nel caso di opposizione di terzo proposta avverso l’esecuzione esattoriale da soggetti diversi da quelli indicati dal comma 3 dell’art. 58 dello stesso d.P.R. n. 602 del 1973 (cioè diversi dal coniuge, dai parenti o dagli affini entro il terzo grado del debitore), l’ufficiale della riscossione deve astenersi dal pignoramento o desistere dal procedimento solo quando gli opponenti dimostrino di essere proprietari dei beni in forza di atto pubblico o di scrittura privata autenticata anteriori all’anno cui si riferisce l’entrata tributaria iscritta a ruolo o di sentenza passata in giudicato pronunciata su domanda proposta prima di detto anno.

Le questioni sono ipotetiche o comunque premature, con conseguente difetto di rilevanza attuale delle stesse, in quanto il rimettente, pur censurando i limiti che la disposizione denunciata pone ai terzi opponenti in ordine alla prova della loro proprietà dei beni oggetto di esecuzione esattoriale, non solo non precisa che tale prova, ove non operassero quei limiti, sarebbe stata già raggiunta nel giudizio a quo, ma addirittura espressamente esclude che i terzi, allo stato degli atti processuali, abbiano comunque dimostrato, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata od atti equipollenti di data certa, di essere proprietari dei beni e si limita a prospettare la mera eventualità che tale dimostrazione possa essere fornita dagli opponenti nel prosieguo del giudizio principale (sent. n. 272 del 2008; ordd. n. 209 del 2006, 293 del 2007, 12 e 398 del 2008).

Corte Costituzionale, 20/03/2009, n.77

Forma e competenza dell’impugnazione di una cartella esattoriale

Quanto alla forma e alla competenza dell’impugnazione di una cartella esattoriale riguardante la riscossione di sanzioni pecuniarie amministrative collegate ad infrazione al codice della strada, siccome la cartella esattoriale ha natura di precetto di pagamento e poiché prima del pignoramento manca il fascicolo dell’espropriazione ed il giudice dell’esecuzione, l’opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) si propone con atto di citazione dinanzi al giudice competente per materia e valore e territorio. Invece, se trattasi di opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.) il giudice competente è quello indicato dal 3 comma dell’art. 480, ferma restando la citazione come atto introduttivo del giudizio.

Giudice di pace Bari, 15/02/2008, n.731

Opposizione del terzo

L’art. 65 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, nel testo previgente, disponendo che “l’ufficiale esattoriale deve astenersi dal pignoramento o desistere dal procedimento quando sia dimostrato che i beni appartengono a persone diverse dal debitore o dai soggetti indicati dall’art. 52, lettera b), in virtù di titolo di data anteriore a quella di consegna del ruolo all’esattore.

Tale dimostrazione può essere offerta soltanto mediante esibizione di atti pubblici o scritture private autenticate di data certa anteriore a quella di consegna del ruolo all’esattore ovvero di sentenze passate in giudicato, pronunciate su domande proposte anteriormente alla data stessa”, impone al terzo opponente di fornire la prova documentale del suo diritto, dimostrando, con atti aventi data certa anteriore al pignoramento, sia il suo titolo di proprietà sui beni pignorati, sia l’affidamento di essi al debitore, in difetto, conseguendo il rigetto della proposta opposizione.

Tribunale Bari sez. II, 01/08/2007, n.2034

Esecuzione forzata: ricerca dei beni

In tema di esecuzione esattoriale mobiliare, con riferimento al momento della ricerca dei beni, se pure nella disciplina dell’esecuzione forzata si può ammettere un opposizione di forma esperita da un terzo – il quale sostenga essere stato il pignoramento eseguito in luogo che appartiene a sè e non era qualificabile come “casa del debitore” – tale forma di opposizione è di converso inammissibile nell’esecuzione esattoriale (quale quella di specie), essendovi di ostacolo il divieto sancito dall’art. 54 del d.P.R. n. 602 del 1973 (nel testo anteriore alla sostituzione operata dal d.lg. n. 46 del 1999), che non ammette, peraltro, neppure l’opposizione agli atti esecutivi.

Cassazione civile sez. III, 30/04/2005, n.9008


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