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Pignoramento presso terzi: ultime sentenze

13 Giugno 2019
Pignoramento presso terzi: ultime sentenze

Pignoramento presso terzi; notificazione dell’atto di intimazione; quantificazione del contributo unificato; espropriazione immobiliare; pignoramento in forma speciale; avviso ad eleggere domicilio o dichiarare la residenza.

Cosa comporta l’omessa notifica del pignoramento presso terzi? E’ legittima la sospensione dalla professione se l’avvocato agisce nei confronti del cliente senza aver prima rinunciato al mandato? E’ rilevante l’avvenuta impugnazione dell’atto di pignoramento dinanzi alla Commissione tributaria? Per saperne di più, leggi le ultime sentenze.

Cos’è il pignoramento presso terzi?

Per quanto riguarda il pignoramento presso terzi, va rimarcato che tale istituto costituisce una fattispecie complessa che si perfeziona non con la sola notificazione dell’atto di intimazione di cui all’art. 543 c.p.c., ma anche con la dichiarazione positiva del terzo o con l’accertamento giudiziale del credito di cui all’art. 549 c.p.c.; ne consegue che il credito pignorato può essere individuato e determinato nel suo preciso ammontare in data anche successiva a quella della notificazione dell’atto, senza che lo si possa considerare sorto dopo il pignoramento.

Tribunale Vasto, 15/03/2019, n.90

Impugnazione contro il pignoramento presso terzi

In caso di impugnazione avverso un pignoramento presso terzi e le prodromiche cartelle di pagamento, il contributo unificato deve essere quantificato secondo il disposto di cui all’art. 14, comma 3-bis D.P.R. n. 115 del 2000.

Comm. trib. reg. Pescara, (Abruzzo) sez. VII, 28/01/2019, n.85

Omessa notifica dell’atto di pignoramento presso terzi

L’omessa notifica al debitore esecutato dell’atto di pignoramento presso terzi non comporta una nullità sanabile ma la giuridica inesistenza del pignoramento per mancanza del requisito essenziale dell’ingiunzione di cui all’art. 492 c.p.c. che deve essere fatta dall’ufficiale giudiziario nei confronti del debitore esecutato.

Tribunale Tivoli, 05/12/2018

Come inizia l’esecuzione?

Pur se il pignoramento presso terzi è una fattispecie complessa, che si completa con la dichiarazione positiva di quantità, l’esecuzione, ai sensi dell’art. 481 c.p.c., inizia dalla notifica dell’atto di cui all’art. 543 c.p.c.. Difatti da tale momento decorre anche il termine per l’opposizione agli atti esecutivi (art.617 c.p.c.) da parte del debitore, soggetto al quale, a preferenza di ogni altro, deve riconoscersi, ancor prima che il terzo renda la dichiarazione positiva di quantità, l’interesse a fare dichiarare il vizio della procedura introdotta in suo danno.

Corte appello Roma sez. lav., 11/10/2018, n.3633

Sospensione dalla professione inflitta all’avvocato

È legittima la sanzione della sospensione per due mesi dalla professione inflitta all’avvocato che agisca giudizialmente nei confronti del cliente senza avere prima rinunciato al mandato. Le sezioni Unite respingono così il ricorso del legale contro il provvedimento sanzionatorio del Consiglio nazionale forense, irrogato nei confronti del professionista per aver costui avviato una procedura di pignoramento presso terzi a carico del proprio assistito per recuperare degli onorari, senza avere però fatto un passo indietro rispetto al mandato in una causa giunta in appello e ancora pendente.

Cassazione civile sez. un., 07/05/2019, n.11933

Decreto ingiuntivo esecutivo

In base all’art. 336, comma 2, c.p.c., deve ritenersi che il decreto ingiuntivo esecutivo (ottenuto sulla base di una sentenza che aveva statuito in punto di an debeatur) posto a base di una procedura esecutiva di pignoramento presso terzi non possa ulteriormente spiegare i suoi effetti, anche esecutivi, laddove sia stata riformata, a seguito di appello o cassazione, la sentenza che si era pronunciata positivamente sull’an debeatur.

Tribunale Roma, 27/09/2018

Riscossione delle imposte sul reddito e pignoramento dei crediti presso terzi

In tema riscossione delle imposte sul reddito, il pignoramento dei crediti presso terzi nelle forme di cui all’art. 72-bis del d.P.R. n. 602 del 1973 rappresenta una forma speciale di espropriazione nella quale l’avviso ad eleggere domicilio o dichiarare la residenza nonchè l’avvertimento della facoltà e dei termini per proporre istanza di conversione (previsti, rispettivamente, al secondo e terzo comma dell’art. 492 c.p.c.) sono incompatibili con l’ordine di pagamento diretto di cui all’art. 72-bis cit. che, ove adempiuto da parte del terzo pignorato, produce immediato effetto satisfattivo, e per il quale non è previsto l’intervento del giudice dell’esecuzione a meno che non vengano proposte le opposizioni all’esecuzione o agli atti esecutivi.

Cassazione civile sez. VI, 09/08/2018, n.20706

Giudizio di ottemperanza

Nel giudizio di ottemperanza a favore del ricorrente può essere riconosciuta sia la corresponsione degli interessi sulle somme liquidate in giudicato, che delle spese accessorie successive al decreto ingiuntivo azionato, e in quanto tali non liquidate nello stesso, tuttavia non possono essere riconosciute anche le spese effettuate per atti di precetto ed procedure di pignoramento presso terzi risultate infruttuose.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 24/07/2018, n.8342

Opporre in compensazione i propri crediti nei confronti del creditore originario

L’ordinanza di assegnazione resa dal giudice dell’esecuzione all’esito di un procedimento di pignoramento presso terzi determina, dal momento della sua emissione, la modificazione soggettiva del rapporto obbligatorio nel lato attivo, in quanto, con la sostituzione dell’assegnatario all’originario creditore, muta il soggetto nei cui confronti il debitore è tenuto ad adempiere per liberarsi dal vincolo.

Ne consegue che da tale momento (e prima di procedere alla “solutio”), la banca, terzo pignorato, ha facoltà di opporre in compensazione i propri crediti nei confronti del creditore originario, anche ove formati anteriormente all’assegnazione, poiché la coesistenza di reciproche e contrapposte ragioni di debito e credito tra originario creditore e terzo pignorato si verifica per effetto ed in conseguenza della pronuncia ex art. 533 c.p.c.

Cassazione civile sez. VI, 04/07/2018, n.17441

Giurisdizione tributaria

Nella specie, sussiste la giurisdizione tributaria, in quanto questa si estende alla cognizione “di tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere o specie”, con la sola esclusione degli atti dell’esecuzione tributaria, fra i quali non rientrano, per espressa previsione degli artt. 2 e 19 del D.Lgs. n. 546 del 1992, né le cartelle esattoriali né gli avvisi di mora – include anche la controversia relativa ad una opposizione all’esecuzione, nella specie attuata con un pignoramento presso terzi promosso con riguardo al mancato pagamento di tasse, laddove oggetto del giudizio sia la fondatezza del titolo esecutivo: in tali casi infatti trattandosi di valutare l’an del tributo la giurisdizione non può che appartenere al giudice tributario.

Comm. trib. reg. Bari, (Puglia) sez. VI, 22/06/2018, n.2069

Assolvimento degli obblighi tributari

Con riferimento alla sussistenza del requisito di partecipazione relativo all’assolvimento degli obblighi tributari, è irrilevante la circostanza dell’avvenuta impugnazione dell’atto di pignoramento dinanzi alla Commissione tributaria, in quanto l’impugnazione è rivolta avverso l’atto esecutivo (il pignoramento) e non avverso cartella esattoriale, impugnata solo come atto presupposto, che avrebbe dovuto invece costituire oggetto di apposito gravame entro i termini di legge al fine di porre in discussione la violazione tributaria.

La definitività del relativo accertamento rileva pertanto ai fini della causa di esclusione dell’art. 80, comma 4, d.lg. 18 aprile 2016 n. 50; ciò anche se nel giudizio di impugnazione del pignoramento presso terzi è stato domandato l’accertamento della nullità della cartella di pagamento.

Consiglio di Stato sez. V, 11/06/2018, n.3606



1 Commento

  1. Mi è stato pignorato è venduto all,asta L,appartamento,che era stato già pagato per intero e con rogito Notarile con L,impresa costruttrice che poi aveva dichiarato fallimento.

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