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Polizza Rc Avvocato: quando deve risarcire?

26 Gennaio 2018 | Autore:
Polizza Rc Avvocato: quando deve risarcire?

La Compagnia assicurativa è tenuta a risarcire al cliente anche i danni provocati dal sostituto dell’Avvocato

Secondo la Cassazione l’assicurazione dell’avvocato deve risarcire i danni derivanti da responsabilità professionale anche quando l’attività sia compiuta da un suo sostituto [1]. La Corte di Cassazione, infatti, ha confermato la decisione della Corte di appello riguardante la vicenda di alcuni familiari di vittime di un disastro aereo che avevano avanzato richiesta di risarcimento per responsabilità professionale nei confronti del loro avvocato. In particolare, con una lunga motivazione la Cassazione ha chiarito che nel caso di attività illecita posta in essere da un avvocato, in sostituzione di altro incaricato dai clienti, questi possono agire direttamente nei confronti del sostituto per farne accertare la responsabilità.

La questione al vaglio della Cassazione

La questione portata all’esame della Cassazione riguardava il caso di un professionista che dopo essere stato incaricato di promuovere un’azione di risarcimento da parte dei familiari di alcune vittime di un disastro aereo , aveva a sua volta dato mandato ad altro legale per la redazione dell’atto di appello. Questi però, per errore, ometteva di inserire i nominativi dei singoli clienti. Dal giudizio era derivata una sentenza giudiziale in favore degli appellanti indicati nell’atto, tra i quali non comparivano, però, alcuni nominativi. Gli esclusi, dunque, promuovevano così un giudizio di risarcimento per responsabilità professionale.

La sentenza d’appello

La sentenza d’appello conteneva la condanna in solido sia del primo che del secondo legale, a pagare il risarcimento in favore degli eredi delle vittime sul presupposto dell’esistenza di un rapporto professionale con entrambi gli avvocati e, quindi, di una responsabilità professionale anche del secondo avvocato. Così l’assicurazione di quest’ultimo era stata dichiarata tenuta a manlevarlo. La Compagnia assicuratrice aveva impugnato tale decisione dinanzi alla Corte di Cassazione, escludendo il proprio coinvolgimento in considerazione del fatto che i clienti non avevano mai avuto nessun rapporto professionale con il secondo legale, suo assicurato.

Cassazione: corresponsabilità dei due avvocati

La Cassazione ha abbracciato le conclusioni della Corte di Appello e respinto le censure mosse dalla Compagnia assicuratrice, ritenendo sussistente la corresponsabilità anche del secondo avvocato (illegittimamente delegato) e, dunque legittima la condanna in manleva in suo favore della società di assicurazione professionale. Il ragionamento seguito dalla Cassazione, però, risulta diverso da quello operato dai giudici di secondo grado.

La Corte, infatti, ha precisato che il mandato a svolgere un incarico professionale non ammette sostituzioni che non siano autorizzate.  Da ciò consegue che l’avvocato che, senza essere stato espressamente incaricato dal cliente, ma su incarico del difensore di fiducia intervenga nella difesa compiendo atti difensivi, rientra nell’ipotesi di sostituzione del mandatario non autorizzata e non necessaria per la natura dell’incarico [2].

In queste circostanze, la legge prevede la possibilità per il mandante (i clienti in questo caso) di agire direttamente contro la persona del sostituto per far valere le proprie pretese frustrate dal comportamento del sostituto. Ne consegue che a fronte dell’attività pregiudizievole compiuta dall’avvocato illegittimamente sostituitosi all’avvocato di fiducia, i clienti possono agire direttamente nei confronti del sostituto per farne accertare la responsabilità. Secondo la Suprema Corte dalla affermazione di responsabilità del professionista verso i clienti danneggiati discende l’obbligo della sua assicurazione professionale di tenerlo indenne dalle conseguenze dannose provocate ai clienti dallo svolgimento dell’attività professionale compiuta.


note

[1] Cass. sent. n. 1580 del 23.01.2018.

[2] art. 1717 Cod. Civ.


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