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Divisione ereditaria: ultime sentenze

12 Giugno 2019


Divisione ereditaria: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 12 Giugno 2019



Divisione ereditaria; formazione dello stato attivo dell’eredità; immobili non divisibili; mutamento della natura ereditaria della comunione; redazione del progetto di divisione; diritto dell’erede sulla propria quota; vendita di un bene ereditario prima della divisione da parte di uno solo dei coeredi; operazioni divisionali; criteri di assegnazione.

Cosa succede in caso di morte di uno dei coeredi a seguito dell’apertura della successione e dell’accettazione dell’eredità? L’azione di riduzione può ritenersi implicitamente proposta con la domanda di divisione? Leggi le ultime sentenze.

Quali sono i criteri per la divisione ereditaria?

In tema di divisione ereditaria o di cose in comunione, qualora nel patrimonio comune vi siano più immobili da dividere, spetta al giudice del merito accertare se il diritto della parte sia meglio soddisfatto attraverso il frazionamento delle singole entità immobiliari oppure per mezzo dell’assegnazione di interi immobili ad ogni condividente, salvo conguaglio.

Corte appello L’Aquila, 02/11/2018, n.2071

Giudizio di divisione ereditaria

Nel giudizio di divisione ereditaria, la comunione su un bene immobile non comodamente divisibile ex art. 720 c.c., esistente tra medesimi soggetti ma in virtù di titoli diversi, dando luogo alla formazione di autonome masse, impone la diversificazione delle operazioni divisionali che, secondo un criterio logico–cronologico, devono essere compiute partendo dallo scioglimento della comunione più risalente per poi procedere via via allo scioglimento di quelle successive, senza che la valutazione delle richieste concorrenti di attribuzione sia influenzata dall’esito delle precedenti attribuzioni che hanno posto termine allo stato di indivisione su autonome comunioni.

(Nella specie, il giudice d’appello aveva invece attribuito a una condividente la proprietà esclusiva di un bene immobile comune non divisibile, tenendo conto, ai fini dell’individuazione del maggior quotista sul predetto bene, della precedente assegnazione ad altro condividente della proprietà piena di un diverso bene immobile comune proveniente da titolo diverso).

Cassazione civile sez. II, 06/02/2019, n.3512

L’azione di riduzione

L’erede che agisca per la nullità del contratto di compravendita stipulato dal de cuius perché dissimulante una donazione e per la ricostruzione del patrimonio ereditario e la conseguente divisione dello stesso, senza anche far valere, rispetto alla donazione impugnata, la lesione del suo diritto di legittimario, non propone, nemmeno per implicito, una domanda di riduzione della donazione per lesione di legittima in particolare l’azione di divisione e quella di riduzione sono nettamente distinte e autonome, atteso che la seconda tende, indipendentemente dalla divisione dell’asse ereditario, al soddisfacimento dei diritti dei legittimari nei limiti in cui siano lesi dalle disposizioni testamentarie, con la conseguenza che non può ritenersi implicitamente proposta con la domanda di divisione, la quale presuppone il già avvenuto recupero alla comunione ereditaria dei beni che a essa siano stati eventualmente sottratti dal testatore con un atto che abbia violato la riserva per legge in favore dei legittimari.

Cassazione civile sez. II, 07/01/2019, n.125

Quali sono i parametri per la liquidazione dell’onorario del consulente tecnico d’ufficio?

Per liquidare l’onorario del consulente tecnico d’ufficio incaricato di redigere un progetto di divisione ereditaria il giudice deve utilizzare il parametro di cui all’art. 3 del decreto ministeriale 30 maggio 2002, riguardante la valutazione di patrimoni.

Tale articolo 3 stabilisce – in particolare – che per la perizia o la consulenza tecnica in materia di valutazione di aziende, enti patrimoniali, situazioni aziendali, patrimoni, avviamento, diritti a titolo di risarcimento di danni, diritti aziendali e industriali nonché relativi a beni mobili in genere, spetta al perito o al consulente tecnico un onorario determinato ai sensi del precedente articolo 2 e ridotto alla metà. Il richiamato articolo 2, a sua volta, dispone che per la perizia o consulenza tecnica in materia amministrativa, contabile e fiscale, spetta al perito o al consulente tecnico un onorario a percentuale calcolato per scaglioni.

Cassazione civile sez. II, 20/12/2018, n.33070

Cosa rileva per la divisibilità?

In sede di divisione ereditaria, ai fini dell’accertamento della comoda divisibilità degli immobili a norma dell’articolo 720 del Cc e della individuazione del titolare della quota maggiore, onde poter applicare il criterio preferenziale previsto da tale articolo, deve aversi riguardo alla situazione economica (consistenza e valore) e giuridica (numero ed entità delle quote) dei beni al momento della divisione e, quindi, alla situazione presa in esame dalla relativa pronuncia giudiziale e non a quella esistente al momento dell’apertura della successione, dovendosi tener conto, pertanto, anche delle successive vicende negoziali e della eventuale concentrazione delle quote in capo ai coeredi.

Cassazione civile sez. VI, 04/12/2018, n.31253

Successione ereditaria

In tema di successione ereditaria, l’azione di rendiconto e la conseguente azione di pagamento dell’eventuale saldo – manifestando l’intento di acquisire all’asse ereditario beni ad esso spettanti – rispondono all’interesse di tutti gli eredi e possono essere esercitate da ognuno di essi singolarmente, nell’esercizio dei poteri di gestione dell’eredità e dell’interesse comune: fermo restando ovviamente l’obbligo di rendere il conto ai coeredi e di ripartire fra tutti l’attivo ereditario, in sede di divisione.

Pertanto, tra coeredi, la resa dei conti, di cui all’art. 723 c.c., oltre che operazione inserita nel procedimento divisorio e quindi finalizzata a calcolare nella ripartizione dei frutti le eventuali eccedenze attive o passive della gestione e di definire conseguentemente tutti i rapporti inerenti alla comunione, può anche costituire obbligo a sè stante, fondato, pari di quanto può avvenire in qualsiasi stato di comunione, sul presupposto della gestione di affari altrui condotta da alcuno dei partecipanti, in base ad assunzione volontaria o ad un mandato ad amministrare.

Tribunale Siena, 07/11/2018, n.1284

Successione legittima: il diritto di abitazione ed uso

In tema di successione legittima, il diritto di abitazione ed uso ex art. 540, comma 2, c.c. è devoluto al coniuge del “de cuius” in base ad un meccanismo assimilabile al prelegato “ex lege”, sicché la sua concreta attribuzione, nell’ambito di una controversia avente ad oggetto lo scioglimento della comunione ereditaria, non è subordinata alla formulazione di una espressa richiesta in tal senso.

Tuttavia, ove il giudice di primo grado abbia disposto la divisione della comunione ereditaria senza detrarre il valore capitale del menzionato diritto spettante al coniuge superstite (in aggiunta alla quota attribuita dagli artt. 581 e 582 c.c.) e questa statuizione implicita negativa sul punto non abbia formato oggetto di uno specifico motivo di impugnazione, il riconoscimento del citato diritto di abitazione ad opera del giudice di appello è impedito dalle preclusioni processuali maturate e, in specie, dal giudicato interno formatosi al riguardo.

Cassazione civile sez. II, 26/03/2019, n.8400

Apertura della successione, accettazione dell’eredità e morte di uno dei condividenti

In tema di divisione ereditaria, la morte di uno dei condividenti successivamente all’apertura della successione ed alla stessa accettazione dell’eredità, con il subentro ad esso di una pluralità di soggetti, non determina il mutamento del titolo della comunione, da ereditaria in ordinaria, quanto, piuttosto, l’insorgere di una nuova comunione tra gli eventuali coeredi del condividente defunto, oggetto di distinta divisione rispetto a quella concernente i beni di cui il coerede defunto era comproprietario, con la persistente necessità, rispetto a quest’ultima, di procedere alla valutazione della comoda divisibilità della massa ed alla redazione del progetto di divisione in relazione al numero degli originari coeredi.

Cassazione civile sez. VI, 20/03/2019, n.7869

Cosa può fare il giudice in presenza di un bene non comodamente divisibile?

In tema di divisione ereditaria, il giudice, ai sensi dell’art. 720 c.c., può attribuire, per l’intero, un bene non comodamente divisibile, non solo nella porzione del coerede con quota maggiore, ma anche nelle porzioni di più coeredi che tendano a rimanere in comunione, come titolari della maggioranza delle quote.

Tribunale Rimini, 23/02/2019, n.170

Vendita di un bene della comunione ereditaria

La vendita, da parte di uno dei coeredi, di un bene rientrante nella comunione ereditaria ha solo effetto obbligatorio, essendo la sua efficacia reale subordinata all’assegnazione del bene medesimo al coerede-venditore attraverso la divisione, giacché, sino a tale momento, il detto bene continua a fare parte della comunione e, finché quest’ultima perdura, il compratore non può ottenere la proprietà esclusiva di una singola parte materiale della cosa né, tantomeno, la quota ideale di uno specifico bene, in proporzione alla quota di eredità che compete al coerede alienante, essendo quest’ultimo titolare esclusivamente di una quota di eredità – intesa come “universitas” e, dunque, di per sé già alienabile – al cui interno non è certo che rientri, in occasione della divisione, la proprietà della “res” alienata.

Cassazione civile sez. II, 19/02/2019, n.4831

Riduzione su bene immobile

In materia di azione di riduzione su bene immobile, l’art. 560 c. 1 c.c. non si applica all’ipotesi in cui la riduzione riguardi una disposizione testamentaria a titolo universale, perché in tal caso lo stato di comunione ereditaria che si crea, a seguito del vittorioso esperimento dell’azione di riduzione, fra l’erede beneficiario della disposizione lesiva ed il legittimario completamente pretermesso dal testatore o che si accresce quando la lesione della legittima è parziale, può sciogliersi solo attraverso l’esperimento dell’azione di divisione ereditaria sull’intero patrimonio della persona defunta.

Corte appello Venezia sez. II, 31/10/2018, n.2962

note

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