L’esperto | Articoli

Decadenza impugnazione licenziamento: ultime sentenze

17 Giugno 2019
Decadenza impugnazione licenziamento: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 17 Giugno 2019



Lavoro subordinato; estinzione e risoluzione del rapporto; termine di decadenza; ragioni di licenziamento; sospensione dei termini di decadenza; impugnazione del licenziamento; impugnativa stragiudiziale; inefficacia del licenziamento verbale.

Il termine di decadenza per l’impugnazione del licenziamento decorre dalla trasmissione dell’atto scritto di impugnazione. Per maggiori informazioni, leggi le ultime sentenze.

Termine di decadenza per l’impugnazione del licenziamento

In tema di impugnativa del licenziamento individuale ex art. 6 l. n. 604/1966, come modificato dall’art. 32, comma 1, l. n. 183/2010, ove alla richiesta, effettuata dal lavoratore, di tentativo di conciliazione o arbitrato nel termine di 180 giorni dall’impugnazione stragiudiziale consegua il mancato accordo necessario al relativo espletamento, in quanto la controparte non depositi presso la commissione di conciliazione, entro 20 giorni dal ricevimento della copia della richiesta, la memoria prevista dall’art. 410, comma 7, c.p.c., dallo scadere di detto termine di 20 giorni decorre l’ulteriore termine di 60 giorni entro il quale il lavoratore medesimo è tenuto a presentare, ai sensi dell’ultima parte del comma 2 del citato art. 6, il ricorso al giudice a pena di decadenza.

Cassazione civile sez. lav., 21/03/2019, n.8026

Da quando decorre il termine di decadenza per l’impugnazione del licenziamento?

In tema di licenziamento, il termine di decadenza previsto dall’art. 6 comma 2 legge n. 604/1966 sopra richiamato, decorre dalla trasmissione dell’atto scritto di impugnazione del licenziamento stabilito dal primo comma dell’articolo citato e non dal perfezionamento dell’impugnazione stessa per effetto della sua ricezione da parte del datore di lavoro. Ed infatti, come correttamente ritenuto, l’impugnazione del licenziamento, così come legislativamente strutturata a seguito dell’ultimo intervento di riforma, costituisce una fattispecie a formazione progressiva, soggetta a due distinti e successivi termini decadenziali, rispetto alla quale risulta indifferente il momento perfezionativo dell’atto di impugnativa vero e proprio.

La norma non prevede, infatti, la perdita di efficacia di una impugnazione già perfezionatasi (dunque già pervenuta al destinatario) per effetto della successiva intempestiva attivazione dell’impugnante in sede contenziosa, ma impone un doppio termine di decadenza affinché l’impugnazione stessa sia in sé efficace.

Tribunale Forli’ sez. lav., 08/01/2019, n.2

Datore di lavoro: può integrare i motivi del licenziamento già intimato?

In caso di azione giudiziale proposta per dedurre un vizio del licenziamento diverso da quello fatto valere con un precedente ricorso, il termine di decadenza di cui all’art. 6, comma 2, della l. n. 604 del 1966, come sostituito dall’art. 32, comma 1, della l. n. 183 del 2010 e modificato dall’art. 1, comma 38, della l. n. 92 del 2012, decorre comunque dalla data di spedizione dell’impugnativa del licenziamento, senza che rilevi che tale azione si fondi su motivi di recesso nuovi, addotti nel corso del primo giudizio.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva ritenuto irrilevante, ai fini della decadenza, che le circostanze poste a fondamento dell’azione di nullità del licenziamento per motivi discriminatori fossero emerse in sede di libero interrogatorio del datore di lavoro, nel giudizio avente ad oggetto l’annullabilità dello stesso licenziamento intimato per giustificato motivo oggettivo).

Cassazione civile sez. lav., 20/03/2019, n.7851

Successione di contratti a termine

In caso di successione di rapporti di lavoro a termine, prima della cessazione dell’ultimo contratto, l’imposizione di termini decadenziali per l’impugnazione del licenziamento di ogni singola frazione di lavoro a termine alle dipendenze del medesimo datore di lavoro non può legittimamente attagliarsi al lavoratore, indotto assai ragionevolmente a non impugnare nell’attesa di un possibile rinnovo contrattuale, magari a tempo indeterminato. Quei termini possono applicarsi, secondo una lettura costituzionalmente orientata, a rapporti di lavoro cessati, non a rapporti di lavoro a termine reiterati senza apprezzabile soluzione di continuità.

Di conseguenza la decadenza dall’impugnazione del licenziamento non decorre dalla cessazione di ogni singolo contratto a termine, e non dall’ultimo della eventuale serie, come la tesi della necessità di una eventuale declaratoria di illegittimità costituzionale, per violazione dell’art. 24 Cost., essendo impossibile o estremamente difficile l’esercizio del diritto per la condizione di debolezza del lavoratore.

Tribunale Siena sez. lav., 11/01/2019, n.63

Decadenza dall’impugnazione del licenziamento: è rilevabile d’ufficio?

A norma dell’art. 2969 cod. civ., la decadenza prevista dalla legge n. 604 del 1966 art. 6 – che impone al lavoratore l’onere dell’impugnativa del licenziamento entro il termine di sessanta giorni – non può essere rilevata d’ufficio, attenendo ad un diritto disponibile, ma necessita di un’eccezione (in senso stretto), che, nel rito del lavoro, deve essere proposta, dalla parte convenuta nella memoria di costituzione.

Cassazione civile sez. lav., 11/01/2019, n.523

Tentativo di conciliazione

In tema di impugnativa del licenziamento individuale ex art. 6 della l. n. 604 del 1966, come modificato dall’art. 32, comma 1, della l. n. 183 del 2010, ove alla richiesta, effettuata dal lavoratore, di tentativo di conciliazione o arbitrato consegua un esplicito rifiuto datoriale – che si perfeziona senza necessità di una sua comunicazione alla DTL -, il lavoratore medesimo è tenuto a depositare, ai sensi dell’ultima parte del comma 2 del citato art. 6, il ricorso al giudice entro il termine di decadenza, decorrente dal rifiuto in questione, di 60 giorni, il quale assume, per la specifica regola che lo prevede, un evidente connotato di specialità che lo rende insensibile alla disciplina generale della sospensione dei termini di decadenza di cui all’art. 410, comma 2, c.p.c.; ne consegue che al predetto termine di sessanta giorni non possono sommarsi i venti giorni previsti in tale ultima disposizione.

Cassazione civile sez. lav., 31/10/2018, n.27948

Inefficacia del licenziamento verbale

L’azione per far valere l’inefficacia del licenziamento verbale non è subordinata all’impugnazione stragiudiziale, anche a seguito delle modifiche apportate dall’art. 32 della l. n. 183 del 2010 all’art. 6 della l. n. 604 del 1966, mancando l’atto scritto da cui la norma fa decorrere il termine di decadenza.

Cassazione civile sez. VI, 12/10/2018, n.25561

Termine per l’impugnazione del licenziamento: ambito applicativo

L’articolo 32, comma 1 bis, della legge 4 novembre 2010, n. 183, introdotto dal d.l. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, nel prevedere “in sede di prima applicazione” il differimento al 31 dicembre 2011 dell’entrata in vigore delle disposizioni relative al termine di sessanta giorni per l’impugnazione del licenziamento, riguarda tutti gli ambiti di novità di cui al novellato articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e dunque non solo l’estensione dell’onere di impugnativa stragiudiziale ad ipotesi in precedenza non contemplate, ma anche l’inefficacia di tale impugnativa, prevista dal comma 2 del medesimo articolo 6 anche per le ipotesi già in precedenza soggette al relativo onere, per l’omesso deposito, nel termine di decadenza stabilito, del ricorso giudiziale o della richiesta del tentativo di conciliazione o arbitrato.

Corte appello Roma sez. lav., 01/10/2018, n.3448

Risoluzione del rapporto: licenziamento

Il termine di decadenza di cui all’art. 6, comma 2, della l. n. 604 del 1966, come sostituito dall’art. 32, comma 1, della l. n. 183 del 2010 e modificato dall’art. 1, comma 38, della l. n. 92 del 2012, decorre dalla data di trasmissione dell’atto scritto d’impugnazione del licenziamento, di cui al comma 1 del citato art. 6, e non dal perfezionamento dell’impugnazione stessa per effetto della sua ricezione da parte del datore di lavoro.

Cassazione civile sez. lav., 08/08/2018, n.20666

Sentenza del tribunale sull’impugnativa di licenziamento

Il termine breve di trenta giorni, previsto dall’art. 1, comma 58, della l. n. 92 del 2012, per la proposizione del reclamo alla corte di appello avverso la sentenza del tribunale sulla impugnativa di licenziamento di cui all’art. 18 st. lav., decorre solo dalla comunicazione della sentenza o dalla notificazione della stessa se anteriore, senza che rilevi la lettura del provvedimento in esito all’udienza ai sensi dell’art. 429 c.p.c., attesa la specialità del rito rispetto alla disciplina ordinaria e la necessità di interpretare restrittivamente la norma in tema di decadenza dall’impugnazione, escludendosi pertanto la possibilità di individuare un momento di decorrenza della stessa diverso da quello indicato dalla legge.

Cassazione civile sez. lav., 26/07/2018, n.19862

Doppia impugnazione del licenziamento: il decorso del termine per il deposito del ricorso

L’organizzazione sindacale è idonea a valutare gli interessi del lavoratore iscritto e a proporre, nel suo interesse e a prescindere dalla conoscenza di questi, l’impugnativa del licenziamento entro il termine di sessanta giorni, ma qualora, entro lo stesso termine di legge, il lavoratore abbia avanzato autonoma impugnazione, personalmente o a mezzo di difensore munito di mandato speciale, il successivo termine di decadenza per proporre il ricorso giudiziale non potrà che decorrere da tale ultima impugnazione, in relazione alla quale vi è la certezza della cognizione da parte dell’interessato, in una prospettiva di un pieno ed effettivo esercizio del suo diritto alla tutela giudiziaria che è un bene, a livello ordinamentale, costituzionalmente riconosciuto e garantito.

Cassazione civile sez. lav., 22/06/2018, n.16591

Trasmissione dell’atto scritto di impugnazione del licenziamento

Il termine di decadenza previsto dall’art. 6 della legge n. 604/1966 decorre dalla trasmissione dell’atto scritto di impugnazione del licenziamento e non dal momento del perfezionamento dell’impugnazione stessa per effetto della sua ricezione da parte del datore di lavoro né dallo spirare del termine di sessanta giorni.

Cassazione civile sez. lav., 19/03/2019, n.7659

Impugnazione stragiudiziale del licenziamento

L’onere della tempestività di impugnazione nel caso, quale quello di interesse, sottoscritta solo da un terzo, implica certamente la dimostrazione del regolare conferimento al terzo del potere rappresentativo e quindi dell’anteriorità del conferimento della procura, nella forma ex lege prevista ad substantiam, rispetto alla formazione dell’atto di impugnazione, o in alternativa (ma è ipotesi estranea al caso di cui è processo, in cui l’impugnazione giudiziale si è data oltre il termine di decadenza) dell’avvenuta ratifica dell’operato del rappresentante nel termine decadenziale di legge, comunque a mezzo di atti di data certa.

Corte appello Firenze sez. lav., 27/02/2018, n.1276


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA