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Furto supermercato: ultime sentenze

17 Giugno 2019
Furto supermercato: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 17 Giugno 2019



Furto nel supermercato; furto tentato e non consumato; impossessamento dei beni esposti alla pubblica fede; sorveglianza continua sulla condotta furtiva; telecamere; sistemi antitaccheggio; condotta punibile.

Quando ricorre il reato di tentato furto? Quando il reato di furto in un supermercato può definirsi consumato? Quali sono le circostanze aggravanti? Leggi le ultime sentenze.

Tentativo di furto in un supermercato

In tema di furto in supermercato il monitoraggio nella attualità della azione furtiva avviata, esercitato sia mediante la diretta osservazione della persona offesa (o dei dipendenti addetti alla sorveglianza o delle forze dell’ordine presenti in loco), sia mediante appositi apparati di rilevazione automatica del movimento della merce e il conseguente intervento difensivo in continenti, a tutela della detenzione, impediscono la consumazione del delitto di furto, che resta allo stadio del tentativo.

Laddove dunque l’impossessamento è escluso dalla concomitante vigilanza, attuale e immanente, della persona offesa e dall’intervento esercitato in continenti a difesa della detenzione del bene materialmente appreso, ma ancora non uscito dalla sfera del controllo del soggetto passivo, la incompiutezza dell’impossessamento osta alla consumazione del reato e circoscrive la condotta delittuosa nell’ambito del tentativo.

Tribunale Chieti, 17/07/2017, n.810

Chi risponde del reato di furto?

Rispondono del reato di tentato furto ex art. 110, 56, 624 e 625 n. 7 c.p. coloro che si impossessano di bottiglie di superalcolici all’interno di un supermercato quando non emerge l’effettiva consumazione del reato indicato poiché i soggetti non erano ancora usciti dalla sfera di vigilanza e di controllo degli addetti all’esercizio commerciale che vigilavano sul comportamento degli agenti (nella specie: le bottiglie erano state occultate all’interno della giacca e gli stessi avevano posto in essere un tentativo di allontanarsi di corsa dal negozio senza pagare il relativo prezzo).

Tribunale Perugia, 10/12/2015, n.829

Furto in supermercato: telecamere e controllo di un addetto alla sorveglianza

In tema di furto in un supermercato è integrato il tentativo e non il furto consumato se vi siano telecamere che monitorizzano l’azione ovvero vi sia il controllo di un addetto alla sorveglianza.(Nel caso di specie si trattava di furto di magliette in un grande magazzino).

Tribunale S.Maria Capua V. sez. II, 19/07/2018, n.2987

Superamento delle casse

Nel caso di furto commesso in un supermercato, ai fini della qualificazione della condotta illecita come tentativo e non come reato consumato, non rileva il fatto che il soggetto che ha sottratto la merce dai banchi di vendita abbia oltrepassato o meno le casse.

Cassazione penale sez. V, 25/09/2017, n.54311

Sottrazione di beni esposti in un supermercato e dotati di antitaccheggio

Sussiste la circostanza aggravante dell’esposizione a pubblica fede nel tentativo di furto dai banchi di un supermercato di beni dotati di un apposito dispositivo “antitaccheggio”, in quanto tale dispositivo non è idoneo ad assicurare un controllo costante e diretto sulla “res”. Correttamente, pertanto, il primo giudice ha ritenuto sussistente la circostanza aggravante in parola.

Corte appello Palermo sez. IV, 20/04/2017, n.1697

Impossessamento mediante la sottrazione della cosa altrui

È integrato il reato di furto tentato e non consumato solo se non vi sia impossessamento mediante la sottrazione della cosa altrui. (Nel caso di specie, si trattava del furto di oggetti in un supermercato ed anche se vi era la videosorveglianza e gli addetti al controllo della merce era da ritenersi furto consumato perché gli imputati non furono visti compiere l’azione e riuscirono a portare gli oggetti nell’autovettura che poi fu controllata dalla Polizia che si era insospettita dai movimenti degli stessi).

Corte appello L’Aquila, 18/05/2018, n.1338

Furto di portafoglio nel supermercato

Non si configura il tentativo ma l’ipotesi consumata del reato nel caso di furto nel supermercato consistente nella sottrazione di un portafogli ai danni di un cliente dello stesso, effettuata con l’aiuto di un complice che ha distratto la vittima, qualora gli addetti alla sorveglianza intervengano dopo che l’agente si sia impossessato dell’oggetto, sottraendolo, in via definitiva, al soggetto passivo, persona diversa dai titolari della signora sulla merce a tutela del quale il servizio di monitoraggio a distanza era stato predisposto.

Cassazione penale sez. V, 25/10/2018, n.54

Monitoraggio dell’azione furtiva

In caso di furto in supermercato, il monitoraggio dell’azione furtiva in essere, esercitato mediante appositi apparati di rilevazione automatica del movimento della merce ovvero attraverso la diretta osservazione da parte della persona offesa o dei dipendenti addetti alla sorveglianza ovvero delle forze dell’ordine presenti nel locale ed il conseguente intervento difensivo “in continenti”, impediscono la consumazione del delitto di furto che resta allo stadio del tentativo, non avendo l’agente conseguito, neppure momentaneamente, l’autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva, non ancora uscita dalla sfera di vigilanza e di controllo del soggetto passivo.

Cassazione penale sez. IV, 26/02/2016, n.27151

Aggravante della destrezza

In tema di furto, la circostanza aggravante della destrezza sussiste qualora l’agente abbia posto in essere, prima o durante l’impossessamento del bene mobile altrui, una condotta caratterizzata da particolati abilità, astuzia o avvedutezza e idonea a sorprendere, attenuare o eludere la sorveglianza del detentore sulla cosa, non essendo invece sufficiente che egli si limiti ad approfittare di situazioni, non provocate, di disattenzione o di momentaneo allontanamento da parte del detentore della cosa.

Nel caso di specie, la Corte d’appello, in riforma della sentenza di primo grado, non ha ritenuto integrata l’aggravante della destrezza ex articolo 625 n. 4 del Cp, in quanto l’imputato, colpevole di aver sottratto beni alimentari all’interno di un supermercato, si era limitato a profittare di un momento di distrazione del personale in servizio presso l’esercizio commerciale, senza mettere in atto alcun particolare artificio.

Corte appello Napoli sez. VI, 02/10/2018, n.7077

Intenzione delittuosa

In tema di delitto tentato, la condotta è punibile soltanto se sorretta da dolo e la volontà di realizzare l’evento delittuoso deve risultare dall’insieme degli atti posti in essere dall’agente, i quali devono presentare i requisiti della idoneità e della univocità e, quindi, devono poter denotare il proposito criminoso perseguito dall’agente con la consapevolezza e la volontà di realizzarlo. (Nella specie, relativa ad un tentativo di furto in supermercato, l’imputato è stato assolto per carenza degli elementi probatori idonei ad una affermazione di responsabilità ragionevolmente certa).

Tribunale Terni, 28/02/2015, n.114

note

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