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Diritto di prelazione: ultime sentenze

14 Giugno 2019


Diritto di prelazione: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 14 Giugno 2019



Diritto di prelazione; diritto di riscatto; competenza del giudice ordinario; controversie relative ai provvedimenti di rilascio degli alloggi Erp, di decadenza e sgombero degli stessi.

Il lavoratore che assiste familiare con handicap ha titolo preferenziale rispetto al lavoratore vincitore del concorso? Cos’è il diritto di prelazione? Chi può esercitarlo? Leggi le ultime sentenze.

Come esercitare il diritto di prelazione

Qualora il bene sia stato dichiarato di interesse culturale sia per il valore archivistico, sia per il valore storico -artistico, sia per valore identitario, ciascun Responsabile di Settore è separatamente competente ad esercitare il diritto di prelazione, finalizzato a tutelare l’interesse a lui affidato.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 14/03/2019, n.3402

Diritto di scelta della sede di lavoro

Al lavoratore che assista con continuità un familiare portatore di handicap convivente è riconosciuto un diritto di scelta della sede di lavoro, che tuttavia non costituisce un titolo preferenziale o una prelazione in favore del lavoratore vincitore di concorso, non consentendo mai di sovvertire l’ordine di assegnazione delle sedi secondo la graduatoria finale.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 11/02/2019, n.1035

Pegno bancario: requisito della forma scritta

La garanzia pignoratizia è “naturalmente” destinata a conferire al creditore garantito anche il rango della prelazione e nell’ambito del pegno bancario il requisito della forma scritta posto dall’art. 2787, comma 3, c.c. deve ritenersi integrato anche qualora la costituzione della garanzia risulti da una scrittura proveniente – in quanto sottoscritta unicamente – dal solo datore del pegno. Ciò in applicazione del più generale principio per cui in tema di contratti bancari il requisito della forma scritta deve intendersi rispettato anche ove il contratto sia redatto per iscritto e riportante la sola firma del cliente.

Cassazione civile sez. VI, 04/02/2019, n.3199

Prelazione e riscatto in favore del conduttore

Le disposizioni degli articoli 38 e 39 della legge n. 392 del 1978, in tema di prelazione e riscatto in favore del conduttore di immobile urbano ad uso non abitativo, si applicano anche all’ipotesi in cui il locatore alieni la sola nuda proprietà del bene, riservandosene l’usufrutto, potendosi interpretare il riferimento al “proprietario”, contenuto nelle richiamate disposizioni, come afferente alla fattispecie della nuda proprietà, la quale non integra una situazione soggettiva diversa rispetto al diritto dominicale, ma rappresenta unicamente l’effetto di una temporanea compressione di talune facoltà connaturate a tale diritto.

Cassazione civile sez. III, 18/01/2019, n.1254

Bene su cui grava la garanzia

Al creditore che chiede di essere ammesso in rango ipotecario al passivo fallimentare è possibile riconoscere questa collocazione anche se il bene su cui grava la garanzia non faccia attualmente parte dell’attivo fallimentare. Per tale riguardo occorre, tuttavia, secondo il disposto dell’art. 93 l. fall., (nella versione introdotta dal d.lg. n. 5 del 2006), che la domanda di insinuazione indichi le oggettive ragioni della potenziale acquisibilità del bene alla procedura e descriva il bene su cui si intende far valere la prelazione.

L’effettivo dispiegarsi della prelazione in sede di riparto resterà comunque subordinato al caso di avvenuto recupero del bene in garanzia al compendio fallimentare.

Cassazione civile sez. I, 22/02/2019, n.5341

Controversie sul diritto di prelazione su beni pubblici disponibili

Le controversie riguardanti il riconoscimento del diritto di prelazione su beni pubblici disponibili devono essere devolute alla giurisdizione del giudice ordinario.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. IV, 10/12/2018, n.2766

Patto di prelazione: impegna il promittente a concludere il contratto?

La comunicazione con la quale è denunciato l’intento di voler procedere alla vendita del bene su cui insiste il diritto di prelazione non costituisce manifestazione della “promessa di vendita” atta a determinare l’attivazione del diritto di prelazione. In altre parole, tale comunicazione manifesta solo la volontà di procedere alla vendita del cespite oggetto del diritto di prelazione e la sussistenza di una proposta di acquisto del cespite.

Tuttavia non emergendo elementi per ritenere che tale proposta sia stata accettata, non può ritenersi manifestata la promessa di vendita. Infatti il patto di prelazione relativo alla vendita d’immobile non impegna il promittente a concludere il contratto, ma solo a preferire caeteris paribus il promissario se si deciderà a compierlo.

Tribunale Ragusa, 03/12/2018, n.1381

Giurisdizione del giudice ordinario

Il rapporto che nasce tra un privato che aspira ad un alloggio pubblico e il Comune che ne è proprietario va ricondotto alla discussa figura giuridica della concessione – contratto, nella cui tutela però i poteri del G.A. sono radicati solo nella prima fase dell’individuazione del soggetto con cui l’Amministrazione dovrà stipulare il contratto, a fronte dei quali nascono posizioni di interesse legittimo e che è caratterizzata da atti amministrativi pubblici (bando recante i requisiti per l’assegnazione, la graduatoria, l’assegnazione), laddove una volta stipulato lo stesso sorgono posizioni di diritto soggettivo, con conseguente incardinamento della giurisdizione del G.O. in ordine a tutte le vicende che si verificano quali il rilascio dell’alloggio, lo sgombero, la decadenza o, come nel caso di specie, il diritto di subentro nel contratto del precedente conduttore e il diritto di prelazione nell’acquisto.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 31/10/2018, n.10537

Responsabilità civile dell’ufficiale giudiziario

Non è possibile ipotizzare una responsabilità civile dell’ufficiale giudiziario nei confronti della parte per un atto ritardato in assenza dei presupposti richiesti dall’art. 60 c.p.c. (fattispecie relativa al ritardo nella notifica di una dichiarazione di esercizio del diritto di prelazione nell’acquisto ex art. 38 Legge n. 392/1978).

Cassazione civile sez. III, 04/10/2018, n.24203

Impegno all’assunzione del personale

In assenza di uno specifico impegno all’assunzione del personale, qualificabile alla stregua di diritto di opzione, il diritto contrattualmente previsto è riconducibile all’istituto della prelazione che richiede, quale condizione logico giuridica, la specifica volontà assunzionale del datore di lavoro che, laddove parifichi in termini quantitativi e qualitativi il personale già presente sull’appalto, non potrà che risultare appannaggio dei lavoratori dell’impresa uscente.

Tribunale Milano sez. lav., 06/09/2018, n.2032


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