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Violenza sessuale tentata: ultime sentenze

10 Maggio 2021
Violenza sessuale tentata: ultime sentenze

Modalità attuative del reato; palpeggiamenti, toccamenti, espressioni verbali a sfondo sessuale; sanzioni accessorie; ricorso in Cassazione.

Cos’è il reato di violenza sessuale tentata? Quali sono le sanzioni previste? Quando si configura l’attenuante del fatto di minore gravità? Rileva solo l’azione che l’agente voleva compiere? Quali conseguenze per chi costringe la vittima a subire palpeggiamenti? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

La pericolosità sociale dell’imputato

Per l’imputato per il reato di tentata violenza sessuale e per lesioni personali gravissime, la pericolosità sociale determinata dalla patologia psichiatrica di tipo psicotico, umore depresso, angoscia e assenza di controllo degli impulsi e scarso contatto con la realtà, con allucinazioni e deliri, pur non potendo ritenere il soggetto non imputabile per il reato ascritto in quanto non completamente incapace d’intendete, tuttavia il parziale vizio di mente porta alla condanna del soggetto, cui però la pena ridotta deve essere attuata mediante una misura di sicurezza con ricovero in una casa di cura e custodia ovvero altro luogo adeguato.

Tribunale Campobasso, 17/03/2021, n.110

Tentativo di bacio: è violenza sessuale?

Integra il tentativo violenza sessuale colui il quale, si avvicini al viso altrui nel tentativo di dare un bacio con modalità idonee a compromettere la libertà della persona al fine di soddisfare un istinto dell’agente (nel caso di specie attuato mediante l’apposizione di una mano sul collo della vittima), il cui esito è stato evitato solo dalla pronta reazione della p.o.

Tribunale Cassino, 18/01/2021, n.1057

Adescamento di minore e tentativo di violenza: differenze

In forza della clausola di riserva prevista dall’art. 609-undecies c.p., il reato di adescamento di minori si configura soltanto in quanto la condotta non integri gli estremi del reato fine, neanche nella forma tentata, dovendosi ritenere che, ove la condotta si sia spinta sino alla esplicita prospettazione e pianificazione di incontri diretti alla consumazione di rapporti sessuali con un soggetto infraquattordicenne sia già stato integrato il tentativo di violazione dell’art. 609-quater, essendo stati travalicati i limiti del mero adescamento.

Cassazione penale sez. III, 13/07/2020, n.25431

Violenza sessuale: configurabilità forma tentata

Il delitto di violenza sessuale è configurabile nella forma tentata solo se la condotta violenta o minacciosa non abbia determinato una immediata e concreta intrusione nella sfera sessuale della vittima, in quanto l’agente non ha raggiunto le zone intime, genitali o erogene della vittima, ovvero non ha provocato un contatto di questa con le proprie parti intime. In caso contrario e, dunque, in presenza di un contatto dell’agente con le parti intime della persona offesa, il tentativo va escluso (come nel caso concreto, ove, peraltro, il delitto aggravato ex art. 609 ter, n. 1, c.p.).

Corte appello Roma sez. III, 31/10/2019, n.11813

Attenuante del fatto di minore gravità

In tema di tentativo di violenza sessuale, ai fini della configurabilità della circostanza attenuante del fatto di minore gravità, non si deve tenere conto dell’azione effettivamente compiuta dall’agente, ma di quella che lo stesso aveva intenzione di porre in essere e che non è stata realizzata per cause indipendenti dalla sua volontà, non potendo tuttavia prescindersi, nell’ambito di una valutazione globale del fatto, dalla considerazione delle modalità attuative del reato, degli atti compiuti, del grado di invasività della condotta realizzata nonché del danno psichico direttamente cagionato e non di quello che ipoteticamente sarebbe derivato dal compimento degli atti sessuali.

(Nella fattispecie, la Suprema Corte ha annullato con rinvio la sentenza che aveva escluso l’attenuante prevista dall’art. 609 bis, comma 3, c.p. senza valutare l’invasività degli atti diretti alla masturbazione commessi dall’imputato, svoltisi in tempi ridotti, la consequenziale assenza di un contatto fisico con la vittima e la mancanza di indici di traumatizzazione di quest’ultima).

Cassazione penale sez. III, 11/04/2018, n.47700

Delitti contro la libertà personale di natura sessuale: sanzioni

Le sanzioni accessorie previste dall’articolo 609-nonies cod. pen., a seguito di condanna per delitti contro la libertà personale di natura sessuale trovano applicazione anche in caso di tentativo, essendo identiche, in tale ipotesi, le esigenze tutelate dalla norma sanzionatoria.

Cassazione penale sez. III, 11/07/2017, n.52637

Violenza sessuale tentata: quando si configura l’attenuante del fatto di minore gravità?

Ai fini della configurabilità della circostanza attenuante del fatto di minore gravità nel tentativo di violenza sessuale, non si deve tenere conto dell’azione effettivamente compiuta dall’agente, ma di quella che lo stesso aveva intenzione di porre in essere e che non è stata realizzata per cause indipendenti dalla sua volontà.

Cassazione penale sez. IV, 06/04/2017, n.18793

Palpeggiamenti attraverso le vesti: violenza sessuale o tentativo?

I palpeggiamenti, anche se avvenuti attraverso le vesti, assurgono ad atto sessuale e non a mero tentativo, tanto più se, come nella specie, gli indumenti indossati dalla vittima consistevano solamente in un leggero costume da bagno.

Cassazione penale sez. III, 03/02/2017, n.45531

Tentativo di violenza sessuale e omicidio

L’aggravante di cui all’art. 576, comma 1, n. 5 c.p. sussiste anche quando il delitto di omicidio sia stato commesso nell’atto di un tentativo di violenza sessuale, in quanto l’espressione “in occasione della commissione di taluno dei delitti previsti dagli artt. 572, 600 bis, 600 ter, 609 bis, 609 quater e 609 octies cod. pen.” si riferisce a tutto il processo esecutivo di tali reati e, quindi, anche al tentativo.

Cassazione penale sez. I, 13/05/2016, n.38331

Mancato soddisfacimento delle richieste a sfondo sessuale

Integra il reato di violenza sessuale tentata, e non un’ipotesi di desistenza volontaria, il mancato soddisfacimento delle richieste a sfondo sessuale del reo, conseguente al rifiuto opposto dalla vittima della violenza o della minaccia, in quanto l’impossibilità di portare a consumazione il reato per l’opposizione della parte offesa costituisce un fatto indipendente dalla volontà dell’agente. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la configurabilità dell’art. 56, comma 3, c.p., nella condotta del soggetto che, dopo aver percosso, tentato di immobilizzare e spogliare la propria convivente, l’aveva poi costretta ad uscire dall’abitazione per le minacce di costei di urlare ed attirare l’attenzione dei vicini).

Cassazione penale sez. III, 18/09/2014, n.51420

Reato di violenza sessuale tentata: quando si configura?

Sussiste il reato di violenza sessuale tentata e non consumata allorquando l’atto posto in essere dal soggetto agente, indirizzato verso una zona erogena della persona offesa, raggiunga invece una zona non erogena per la pronta reazione della vittima o per altri fattori indipendenti dalla volontà dell’agente.(Nella specie la Corte ha ritenuto sussistente il tentativo in un caso in cui, per la reazione della vittima, il toccamento, indirizzato alla coscia e alla zona genitale, aveva attinto la gamba).

Cassazione penale sez. III, 05/06/2008, n.27469

Toccamento non casuale e lascivo di una parte del corpo

In tema di reati sessuali, il toccamento non casuale di una parte del corpo non considerata come zona erogena ma suscettibile di eccitare la concupiscenza sessuale, configura il delitto di violenza sessuale tentata e non quello di molestia sessuale (art. 660 c.p.), dovendosi quest’ultimo ritenere integrato solo in presenza di espressioni volgari a sfondo sessuale ovvero di atti di corteggiamento invasivo ed insistito diversi dall’abuso sessuale.

Cassazione penale sez. III, 06/06/2008, n.27762

Ricorso in Cassazione

La possibilità di ricorrere per Cassazione avverso la sentenza di applicazione della pena su richiesta per errata qualificazione giuridica del fatto deve ritenersi limitata alle ipotesi in cui trattisi di un errore manifesto e tale, quindi, da far ritenere che vi sia stato un indebito accordo non sulla pena ma sul reato, dovendosi, per converso, escludere detta possibilità, anche sotto il profilo del difetto di motivazione, qualora la diversa qualificazione presenti oggettivi margini di opinabilità.

(Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso del procuratore generale con il quale si denunciava l’asserita erroneità dell’avvenuta qualificazione di un determinato comportamento come violenza sessuale tentata e non invece consumata).

Cassazione penale sez. III, 23/10/2007, n.44278



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5 Commenti

  1. Ma ormai non si può fare più niente che si rischia una querela per violenza sessuale? Cioè uno prova a strappare un bacio ad una donna e quella si rivolge alle autorità? Mi sembra un tantino esagerato. Basta che si scansi e la cosa finisce lì

  2. C’è chi approfitta dei pullman affollati per metterti le mani sul fondoschiena e fa finta di nulla se poi ti giri di scatto verso di lui e lo accusi di aver commesso quell’atto. Certa gente è davvero squallida. Eh si, è proprio per questi soggetti che poi si arriva all’esasperazione delle pronunce giurisprudenziali

  3. C’era un uomo particolarmente appiccicoso che nella compagnia di amici mi girava intorno e cercava insistentemente un approccio. Una volta, la mano sulla spalla, una volta una carezza sul braccio. Io mi sono sempre allontanata e non ho mai lasciato intendere alcun interesse, anzi ero visibilmente infastidita. Quando ci siamo salutati dopo una serata con amici e mi ha raggiunto un attimo fuori ha tentato di bloccarmi e baciarmi. Io ho evitato il bacio, gli ho conficcato il tacco nel piede e l’ho spinto lontano da me. Ecco. Quella era proprio una violenza tentata. Avrei potuto benissimo denunciarlo, ma non ho voluto anche perché il suo era un goffo approccio che sono riuscita ad evitare e a fargli passare ogni futuro pensiero di riprovarci. Ma se al posto mio ci fosse stata una persona meno reattiva e indifesa? ecco, la legge deve intervenire ed è giustissimo a mio parere che ci siano certe tutele rafforzate

  4. Penso a quanti casi ci sono nel mondo e a quante violenze consumate e non che restano nell’ombra sia per paura, sia perché si crede di superare certe ferite da soli, sia perché non si vogliono “Problemi” di giustizia (che poi sarebbero dell’autore della violenza). Insomma, tanti pervertiti restano a piede libero e tante vittime restano nella paura e nell’insicurezza che si portano dietro anche nei rapporti con il prossimo

  5. Ma dico io, come si fa a non capire certi chiari segnali? E’ tanto difficile comprendere il significato di un «NO»? Cioè si dovrebbe intendere se una vi dice di NO perché vuole creare suspance, non vuole cedere subito alle avances oppure se vi dice NO perché chiaramente non è interessata al vostro corteggiamento e alla vostra persona? Perché allora andare oltre e invadere la sua sfera privata e personalissima? Che senso ha se una persona vi respinge? Non è forzandola che avrete il suo interesse e il suo rispetto

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