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Esenzione ticket: ultime sentenze

29 Maggio 2019
Esenzione ticket: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: esenzione dal ticket sanitario; reato di truffa ai danni dello Stato; reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche; grado di invalidità; prestazioni previdenziali o assistenziali.

Risponde dei reati di falsità ideologica e di truffa ai danni dello Stato il medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale che rilascia ricette mediche false con la prescrizione di farmaci in esenzione totale dal pagamento del ticket.

Minori affidati a famiglie ospitanti e minori in adozione

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 17 l. reg. Sicilia 11 agosto 2017, n. 16, censurato, in riferimento all’art. 117, comma 3, Cost., e agli artt. 14 e 17 dello statuto della Regione Siciliana, in quanto allarga la platea dei beneficiari dell’esenzione dal pagamento del ticket sanitario, includendo i minori affidati dall’autorità giudiziaria a famiglie ospitanti e i minori in adozione, per i primi due anni di presa in carico.

La disposizione impugnata, infatti, si riferisce in tutti i casi a minori destinati all’assistenza da parte dei servizi sociali, sicché l’estensione alle famiglie ospitanti ovvero ai casi di affidamento preadottivo non è destinata ad alterare il numero dei beneficiari, altrimenti affidati alle già esonerate case-famiglia e case-alloggio. In considerazione della natura sociale della spesa, va poi esclusa la violazione del principio di coordinamento della finanza pubblica derivante dalla sottoposizione della Regione Siciliana al piano di rientro da disavanzo sanitario.

Corte Costituzionale, 23/07/2018, n.172

Opera creativa del lavoratore subordinato e diritto d’autore

Le opere creative realizzate dal lavoratore subordinato al di fuori del rapporto di lavoro sono protette ai sensi dell’art. 1 della l. n. 633 del 1941, come modificato dall’art. 1 del d.lgs. n. 518 del 1992, sicchè, in caso di lesione dell’esercizio del diritto di utilizzazione economica di tali opere, è prevista la tutela di cui all’art. 158 della stessa legge, che consente di agire per ottenere la distruzione o rimozione dello stato di fatto da cui risulta la violazione ovvero per il risarcimento del danno, con conseguente inammissibilità dell’azione di ingiustificato arricchimento, la cui natura sussidiaria comporta che può essere esercitata soltanto quando manchi un titolo specifico sul quale possa fondarsi un diritto di credito (fattispecie relativa a ideazione di un software da parte di un dipendente di una ASL avvenuta in occasione di una ricerca epidemiologica sugli aventi diritto all’esenzione dal ticket, svolta al di fuori dell’orario di lavoro)..

Cassazione civile sez. lav., 09/04/2018, n.8694

Assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti

È inammissibile la domanda di accertamento dell’esistenza di un grado di invalidità finalizzata a fruire di prestazioni previdenziali o assistenziali, non essendo proponibili azioni autonome di mero accertamento di fatti giuridicamente rilevanti che costituiscano solo elementi frazionati della fattispecie costitutiva di un diritto.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, ritenendo inammissibile l’azione di mero accertamento del grado di invalidità, il cui interesse ad agire era stato specificato solo nel corso del giudizio di primo grado come volto a fruire del beneficio di cui all’art. 80 della l. n. 388 del 2000 o dell’esenzione dal pagamento del “ticket” sanitario).

Cassazione civile sez. VI, 05/05/2016, n.9013

Ticket di parcheggio

Deve ritenersi pienamente legittimo che il gestore del parcheggio possa pattuire con il cliente l’esenzione dall’obbligo di custodia qualora tale esenzione sia prospettata in tempo utile per scegliere se utilizzare o meno il parcheggio. Nel caso specifico, ad ognuna delle barriere d’ingresso al parcheggio risulta affisso, esattamente nel punto in cui il cliente ritira il ticket di parcheggio al momento dell’entrata, l’avviso con la scritta ‘parcheggio incustodito’, con la possibilità di uscire senza ritardo dal parcheggio e senz’alcun esborso. Ne deriva che appare pienamente rispettata la libertà contrattuale.

Deve quindi ritenersi che la causa del contratto sia da ravvisarsi non già nella custodia a titolo di deposito bensì nella locazione di un’area dove lasciare in sosta l’autovettura. In tale ottica si comprende come non possa sostenersi essere vessatoria la clausola di esenzione di responsabilità che opererebbe invece ove si trattasse di un contratto di deposito, sia pure atipico.

Tribunale Mantova sez. II, 05/11/2015, n.1057

Ricette mediche false

Il medico convenzionato con il servizio sanitario nazionale che rilasci tre ricette mediche false con la prescrizione di farmaci in esenzione totale dal pagamento del ticket risponde dei reati di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative (art. 480 c.p.) e di truffa ai danni dello Stato (art. 640 cpv c.p.), non venendo meno l’offensività della condotta in ragione del valore venale dei farmaci medesimi.

Cassazione penale sez. II, 12/05/2015, n.20184

Indebita percezione di erogazioni pubbliche

Integra il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche di natura assistenziale a danno dello Stato di cui all’art. 316 ter c.p. la falsa attestazione circa le condizioni reddituali per l’esenzione dal pagamento del ticket per prestazioni sanitarie e ospedaliere che non induca in errore, ma determini il provvedimento di esenzione sulla base della corretta rappresentazione dell’esistenza dell’attestazione stessa.

Cassazione penale sez. V, 26/11/2013, n.1574

Falsa attestazione delle condizioni reddituali

Integra il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato la falsa attestazione circa le condizioni reddituali per l’esenzione dal pagamento del ticket per prestazioni sanitarie e ospedaliere che non induca in errore ma determini al provvedimento di esenzione sulla base della corretta rappresentazione dell’esistenza dell’attestazione stessa.

Il reato di falso di cui all’art. 483 c.p. resta assorbito in quello di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato in tutti i casi in cui l’uso o la presentazione di dichiarazioni o documenti falsi costituiscano elementi essenziali di quest’ultimo, pur quando la somma indebitamente percepita o non pagata dal privato, non superando la soglia minima di erogazione – Euro 3.999,96 – dia luogo a una mera violazione amministrativa.

Cassazione penale sez. II, 15/11/2013, n.47128

Contrassegno per invalidi

Non dà luogo alla configurabilità dei reati, neppure tentati, di sostituzione di persona e di truffa, ma soltanto all’illecito amministrativo di cui all’art. 188, comma 4, c.strad. il solo fatto che taluno, al fine di accedere all’interno di zone a traffico limitato (ancorché presidiate da “telepass”) o percorrere corsie preferenziali, esponga sul parabrezza dell’autovettura da lui condotta un contrassegno per invalidi rilasciato ad altra persona che non si trova a bordo del veicolo, quando a tale condotta non si accompagni, in caso di controlli, quella di spacciarsi per il soggetto a nome del quale il detto contrassegno sia stato rilasciato e neppure risulti che l’agente abbia utilizzato parcheggi a pagamento fruendo indebitamente della esenzione dal “ticket”.

Cassazione penale sez. II, 18/01/2012, n.4490

Quota di compartecipazione alla spesa sanitaria

In riferimento alla q.l.c. dell’art. 13, commi 1 e 2, l. reg. Puglia 31 dicembre 2010 n. 19, pur essendo intervenuta la rinuncia all’impugnativa da parte del ricorrente, deve escludersi, stante l’assenza di una formale accettazione e tenuto conto del fatto che, in considerazione dell’oggetto delle disposizioni censurate (concernente l’esenzione dal pagamento della quota di compartecipazione alla spesa sanitaria, e cioè il cosiddetto ticket), la norma ha verosimilmente trovato applicazione nel periodo di circa sei mesi in cui è stata in vigore, che si sia verificata la cessazione della materia del contendere (ord. n. 199 del 2010).

Corte Costituzionale, 02/12/2011, n.325

Falsa dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà

La presentazione di una falsa dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà relativa al reddito del nucleo familiare dell’imputato al fine di ottenere l’esenzione dal ticket per una visita medica specialistica integra la fattispecie di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e non quella di truffa aggravata.

Cassazione penale sez. II, 25/10/2011, n.40299

Esenzione del ticket per prestazioni sanitarie

Integra il delitto di cui all’art. 316 ter c.p., anche la indebita percezione di erogazioni pubbliche di natura assistenziale, tra le quali rientrano quelle concernenti l’esenzione del ticket per prestazioni sanitarie e ospedaliere, in quanto nel concetto di conseguimento indebito di un’erogazione da parte di enti pubblici, rientrano tutte le attività di contribuzione ascrivibili a tali enti, non soltanto attraverso l’elargizione precipua di una somma di danaro ma pure attraverso la concessione dell’esenzione dal pagamento di una somma agli stessi dovuta, perché anche in questo secondo caso, il richiedente ottiene un vantaggio e beneficio economico che viene posto a carico della comunità.

(Nel caso di specie, infatti, non si è in presenza di un attestato o di un certificato di esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria, in relazione al reddito rilasciato dall’azienda Asl in seguito alla compilazione di un’autocertificazione del beneficiario, ma l’assistita ha apposto la propria firma in calce a un timbro impresso sul retro dell’impegnativa di prescrizione in base al quale la struttura sanitaria ha erogato la prestazione in regime di esonero e quindi non vi è l’artifizio e il raggiro che inducono in errore e integrano l’elemento costitutivo del reato di truffa, ma, piuttosto, si configura la fattispecie di cui all’art. 316 ter c.p., attesa la lettura ampia del contenuto di fruizione di prestazione ed esenzione contributiva consentita dalla norma e legittimata dalle sezioni unite con la sentenza n. 16568/2007, C.).

Tribunale Bari sez. II, 03/03/2011, n.9613

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