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Legittima difesa: ultime sentenze

24 Giugno 2019
Legittima difesa: ultime sentenze

Legittima difesa; proporzionalità fra offesa e reazione; uso delle armi; violenza dei tifosi; risentimento o ritorsione; riconoscimento della provocazione; lesioni; offese verbali; omicidio.

La scriminante della legittima difesa non è applicabile in presenza di condotte di difesa anticipata o preventiva; né alla violenza dei tifosi che si scontrano volontariamente fuori dallo stadio. Leggi le ultime sentenze sulla legittima difesa.

Quando è configurabile la legittima difesa?

È configurabile l’esimente della legittima difesa solo qualora l’autore del fatto versi in una condizione di pericolo attuale per la propria incolumità fisica, tale da rendere necessitata e priva di alternative la sua reazione all’offesa mediante aggressione, essendo la reazione necessaria solo quando inevitabile, ovvero non sostituibile da altra meno dannosa ma ugualmente idonea ad assicurare la tutela dell’aggredito.

Cassazione penale sez. V, 16/03/2018, n.33837

Quando non è applicabile la scriminante della legittima difesa?

L’attualità del pericolo richiesta per la configurabilità della scriminante della legittima difesa implica un effettivo, preciso contegno del soggetto antagonista, prodromico di una determinata offesa ingiusta, la quale si prospetti come concreta e imminente, così da rendere necessaria l’immediata reazione difensiva, sicché resta estranea all’area di applicazione della scriminante ogni ipotesi di difesa preventiva o anticipata.

(Fattispecie in cui la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito che avevano ravvisato gli estremi del delitto di omicidio doloso nella condotta dell’imputata, la quale, sottoposta da tempo a gravi violenze fisiche e psicologiche da parte del marito, aveva inferto a quest’ultimo, mentre si trovava addormentato, numerose ferite mortali con un coltello, nel timore di subire ulteriori aggressioni che si sarebbero verificate al risveglio della vittima).

Cassazione penale sez. I, 21/06/2018, n.48291

Offese verbali e lesioni

L’art. 2044 c.c. opera un rinvio implicito alla disciplina penalistica dell’istituto della legittima difesa di cui all’art 52 c.p. In virtù di tale rinvio, la responsabilità aquiliana di chi cagiona un danno ingiusto è esclusa solo nel caso in cui ricorrano gli elementi della necessità di difendere un diritto proprio od altrui da un pericolo attuale d’una offesa ingiusta e della proporzionalità tra offesa e difesa.

(Nella fattispecie: non è esclusa la responsabilità extracontrattuale di colui il quale abbia arrecato ad un soggetto una lesione punibile ai sensi dell’art 582 c.p. in risposta a delle offese verbali subite).

Tribunale Potenza, 07/06/2018, n.557

Comportamento ingiusto dell’agente

Non può essere invocata l’attenuante della provocazione quando il fatto apparentemente ingiusto della vittima, cui l’agente abbia reagito, sia stato determinato a sua volta da un precedente comportamento ingiusto dello stesso agente o sia frutto di reciproche provocazioni.

(Fattispecie relativa a reato di stalking in cui la Corte ha escluso sia la scriminante della legittima difesa, sia l’attenuante della provocazione invocata dal ricorrente, poichè le reciproche azioni violente si erano verificate nel contesto di una perdurante condotta persecutoria da parte dell’imputato in danno della vittima, che era stata attesa sotto casa e lì aggredita).

Cassazione penale sez. V, 04/05/2018, n.27698

Proporzione tra offesa e difesa

In tema di legittima difesa l’eccesso colposo si verifica quando la giusta proporzione fra offesa e difesa venga meno per colpa, intesa come errore inescusabile, ovvero per precipitazione, imprudenza o imperizia nel calcolare il pericolo e i mezzi di salvezza, mentre si fuoriesce da esso tutte le volte in cui i limiti della necessità della difesa vengano superati in conseguenza di una scelta cosciente e volontaria, così trasformando la reazione in uno strumento di aggressione.

Cassazione penale sez. III, 27/04/2018, n.30910

Legittima difesa domiciliare putativa

Nei casi in cui ricorre la legittima difesa domiciliare putativa non vi è spazio per la sussistenza dell’eccesso colposo, giacché la norma scriminante stabilisce in via preventiva l’esistenza del rapporto di proporzione tra aggressione e reazione difensiva.

Cassazione penale sez. I, 04/04/2018, n.13851

Violenza dei tifosi fuori dallo stadio

Non è applicabile la legittima difesa alla violenza dei tifosi scontratisi fuori dallo stadio che sono animati dall’intento reciproco di offendersi e di accettare la situazione di pericolo nella quale si sono posti. (Nel caso di specie, tutti gli ultrà avanzavano volontariamente verso il pericolo rappresentato dai rivali, scesi armati di bottiglie dalle loro auto).

Tribunale Chieti, 09/10/2018, n.1057

Scelta dei mezzi di reazione alla violenza

L’esimente della legittima difesa è configurabile solo se l’autore del fatto si trova in una situazione di pericolo attuale per la propria incolumità fisica, tale da rendere necessitata e priva di alternative la sua reazione all’offesa mediante aggressione; pertanto, la scelta di mezzi di reazione o la prosecuzione di una condotta reattiva che superi i limiti imposti o comunque non sia più necessaria, perché il pericolo non è più attuale, esclude qualsiasi collegamento tra la iniziale situazione, che eliminava l’antigiuridicità della condotta, e l’evento, perseguito per autonoma decisione (esclusa, nella specie, la esimente de quo per l’evidente sproporzione tra gli schiaffi ricevuti dall’imputato e il suo tentativo di colpire l’aggressore con un cacciavite).

Cassazione penale sez. VI, 27/09/2018, n.3769

Attenuante della provocazione: quando può essere riconosciuta?

L’attenuante della provocazione e l’esimente della legittima difesa, pur avendo entrambe quale antecedente logico l’offesa ingiusta altrui, differiscono in quanto, solo ai fini della sussistenza della seconda, e non della prima, è necessario che l’offesa sia in atto; pertanto è legittimo il riconoscimento della provocazione anche quando, esauritasi l’offesa nel tempo permanga nell’autore del reato lo stato d’ira dalla medesima determinato.

(In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto immune da censure la decisione con cui i giudici di merito avevano escluso la sussistenza di un’ipotesi di legittima difesa e riconosciuto la circostanza di cui all’art. 62 n. 2 cod. pen. in relazione alla condotta dell’imputato il quale, aggredito e accoltellato in bagno dalla moglie, dopo aver ingaggiato con lei un duello, era riuscito ad allontanarsi dall’abitazione, ma vi aveva fatto immediatamente rientro e, chiusa la porta d’ingresso ed alzato il volume del televisore, aveva affrontato la donna uccidendola).

Cassazione penale sez. I, 19/09/2018, n.53387

Rinnovazione dell’assunzione della prova dichiarativa

Non sussiste l’obbligo di rinnovazione dell’assunzione della prova dichiarativa nel caso in cui il giudice di appello, che riformi “in peius” la sentenza di condanna di primo grado, proceda solo ad una diversa qualificazione giuridica dei fatti, senza rivalutare il contenuto dichiarativo delle deposizioni dei testi escussi o modificare il giudizio sulla loro attendibilità.

(Fattispecie in cui l’imputato era stato assolto in primo grado dal reato di lesioni, perché commesso in situazione di legittima difesa, e successivamente condannato in appello sulla base ad una diversa interpretazione in ordine alla sussistenza dell’attualità del pericolo di un danno grave alla persona, da cui era conseguita l’esclusione, invece, della scriminante).

Cassazione penale sez. V, 02/07/2018, n.42577

Uso delle armi per legittima difesa

Nelle ipotesi in cui per legittima difesa, reale o putativa, si faccia uso delle armi, il vaglio circa la proporzionalità tra l’offesa e la reazione deve essere particolarmente rigoroso, tanto più quando l’agente stia svolgendo un’attività tipica di polizia e sia ragionevole attendersi un elevato livello di autocontrollo ed un’accorta ponderazione nell’uso dei mezzi coercitivi a disposizione.

Il giudizio inerente alla causalità della colpa, dunque alla prevenibilità dell’evento, va, infatti, determinato in concreto, avendo presenti tutte le circostanze in cui il soggetto si trova ad operare ed in base al parametro relativistico dell’agente modello, dell’homo eiusdem condicionis et professionis, considerando le specializzazioni ed il livello di conoscenze dell’agente concreto. In base a tale regola, al giudice di merito non è consentito considerare gli stati d’animo o i timori personali dell’agente che faccia uso delle armi, ove non supportati da circostanze oggettive in cui sia ragionevolmente maturata l’erronea percezione del pericolo di vita.

Cassazione penale sez. IV, 28/02/2018, n.24084

Omicidio preterintenzionale ad eccesso colposo

In tema di giudizio abbreviato, la riqualificazione del fatto da omicidio preterintenzionale ad eccesso colposo in legittima difesa comporta una modifica del titolo di reato contestato, da cui consegue che il pubblico ministero è legittimato, ai sensi dell’art.443, comma 3, cod. proc. pen., a proporre appello avverso la sentenza di condanna (In motivazione, la Corte ha chiarito che l’art. 55 cod. pen. configura un titolo autonomo di reato, di natura strutturalmente colposa, e non contiene una disciplina meramente sanzionatoria).

Cassazione penale sez. V, 02/02/2018, n.15713

Accesso abusivo al sistema informatico

La ricezione di un Cd contenente dati illegittimamente carpiti, costituente provento del reato di cui all’articolo 615-ter del Cp, pur se finalizzata ad acquisire prove per presentare una denuncia a propria tutela, non può scriminare il reato di cui all’articolo 648 del Cp, così commesso, invocando l’esimente della legittima difesa, giusta i presupposti in forza dei quali tale esimente è ammessa dal codice penale.

L’articolo 52 del Cp, infatti, configura la legittima difesa solo quando il soggetto si trovi nell’alternativa tra subire o reagire, quando l’aggredito non ha altra possibilità di sottrarsi al pericolo di un’offesa ingiusta, se non offendendo, a sua volta l’aggressore, secondo la logica del vim vi repellere licet, e quando, comunque, la reazione difensiva cada sull’aggressore e sia anche, oltre che proporzionata all’offesa, idonea a neutralizzare il pericolo attuale.

Ciò che non può configurarsi nella condotta incriminata, perché la condotta di ricettazione non è comunque rivolta, in via diretta e immediata, nei confronti dell’aggressore e non è, in ogni caso, idonea a interrompere l’offesa altrui, perché la ricezione del Cd di provenienza delittuosa, pur se finalizzata alla presentazione della denuncia difensiva, non risulta strutturalmente in grado di interrompere l’offesa asseritamente minacciata o posta in essere dalla controparte, né a elidere la disponibilità da parte di questa dei dati e dei documenti asseritamente carpiti in modo illegittimo e da fare oggetto della denuncia a fini difensivi.

Cassazione penale sez. VI, 11/01/2018, n.17770

Risentimento: è applicabile l’esimente della legittima difesa?

Non è configurabile l’esimente della legittima difesa allorché il soggetto non agisce nella convinzione, sia pure erronea, di dover reagire a solo scopo difensivo, ma per risentimento o ritorsione contro chi ritenga essere portatore di una qualsiasi offesa.

Cassazione penale sez. I, 14/11/2017, n.52617



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