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Truffa internet: ultime sentenze

19 Giugno 2019
Truffa internet: ultime sentenze

Reato di truffa; truffa su internet; vendita di beni inesistenti su internet; pagamento del prezzo; mancata consegna dei beni acquistati; raggiri, artifizi; silenzio su alcuni elementi del contratto; comportamento del venditore.

In quali casi si è di fronte ad una truffa online? Chi pubblica online un annuncio di vendita e non consegna all’acquirente il bene già pagato commette reato di truffa. Come riconoscere la condotta fraudolenta del venditore? Scoprilo nelle ultime sentenze.

Cos’è la truffa contrattuale?

Deve ritenersi integrata la truffa contrattuale in caso di mancata consegna di merce offerta in vendita ed acquistata sul web, allorché al versamento di un acconto non faccia seguito la consegna del bene compravenduto e il venditore risulti non più rintracciabile giacché tale circostanza evidenzia sintomaticamente la presenza del dolo iniziale del reato, da ravvisarsi nella volontà di non adempiere all’esecuzione del contratto sin dal momento dell’offerta on -line.

Cassazione penale sez. II, 02/03/2017, n.18821

Cos’è la minorata difesa?

In relazione al reato di truffa commesso mediante vendite on line, è configurabile la circostanza aggravante della c.d. minorata difesa, prevista dall’art. 61, n. 5, c.p. richiamata dall’art. 640, comma 2, n. 2-bis c.p.; tale aggravante, in particolare, con riferimento alla truffa on line, si connota per la distanza tra il luogo di commissione del reato, ove l’agente si trova e quello dell’acquirente del prodotto, distanza idonea a indebolire la reazione pubblica o privata rispetto alla condotta illecita.

Cassazione penale sez. II, 29/09/2016, n.43705

Vendita online di un cellulare

Integra il reato di cui all’art. 640 e 81 c.p., chi in esecuzione di un medesimo disegno criminoso ed al fine di trarne ingiusto profitto, pubblica su un sito internet la messa in vendita di un cellulare, successivamente dà indicazioni all’interessato acquirente delle modalità di pagamento e successivamente omette di adempiere all’obbligazione della consegna del telefono rendendosi irreperibile.

Tribunale Trento, 07/03/2016, n.102

Visione gratuita di film on-line e richieste di pagamento

In tema di truffa, è chiamato a rispondere del reato di cui agli art. 56 e 640 c.p., colui che, con artifizi e raggiri, consistiti nell’offrire tramite un sito internet la visione gratuita di film on-line, invitava gli utenti a compilare un “form” con i loro dati anagrafici per usufruire del servizio e, successivamente, recapitava agli stessi una richiesta di pagamento di € 96,00 da effettuarsi tramite bonifico ad una società con sede alle Seychelles e, poi, solleciti di pagamento con l’aggravio delle spese di commissione e sollecito.

Tribunale Campobasso, 01/03/2016, n.11

Artifici e raggiri della truffa

La vendita tramite un sito internet noto e serio non seguita dalla consegna del bene a fronte del pagamento dello stesso integra gli artifici e raggiri della truffa. (Nel caso di specie, era stato venduto un telefono cellulare i-phone 4 al prezzo di Euro 300,00 e il venditore aveva rassicurato l’acquirente della consegna del bene fornendo il proprio numero di telefono al quale tuttavia non rispondeva dopo aver ricevuto la somma di denaro richiesta per la vendita).

Tribunale Roma sez. VIII, 04/02/2016, n.1066

Condotta del venditore

La messa in vendita di un bene per via telematica attraverso un sito e-commerce noto e serio, nella fattispecie eBay, costituisce sicuramente un mezzo per indurre in errore i potenziali acquirenti sulle effettive intenzioni truffaldine di chi offre in vendita beni senza alcuna intenzione di consegnarli, risultando così configurato non un semplice inadempimento civile, ma il reato di truffa ex art. 640 c.p.

Gli artifizi e raggiri vanno ricavati dalla complessiva condotta del venditore, tenuto conto della particolare modalità di questo tipo di compravendite che avvengono tramite internet, senza che le parti possano avere contatti diretti e senza che alle stesse siano conoscibili le rispettive esatte generalità e che sono caratterizzate dal fatto che il compratore deve pagare anticipatamente il bene che si è aggiudicato all’asta e sperare poi che il venditore glielo faccia pervenire.

Tale meccanismo di vendita pone l’acquirente in una particolare situazione di debolezza e di rischio e di questo approfittano truffatori, seriali o meno, che realizzano cospicui guadagni vendendo beni che in realtà non hanno alcuna intenzione di alienare e dei quali non hanno il più delle volte neppure l’effettiva disponibilità. Gli elementi da cui ricavare la sussistenza della frode si riducono a quelli ricavabili dai messaggi di posta elettronica e dalle telefonate eventualmente intercorse tra le parti.

Tribunale Trento, 05/05/2012, n.307

Vendita di oggetti inesistenti via internet

In tema di truffa commessa in Internet con la vendita di oggetti inesistenti, la predisposizione di una carta Lis destinata ad operazioni truffaldine impedisce l’applicazione delle circostanze attenuanti generiche.

Tribunale Napoli sez. I, 18/10/2018, n.1640

Pagamento del prezzo senza garanzie di adempimento

In tema di  acquisto di beni tramite sito Internet, il pagamento del prezzo della merce senza alcuna garanzia di adempimento della controprestazione e la mancata consegna del bene non integrano il reato di truffa ma mero inadempimento di natura civilistica essendo assenti gli artifici e raggiri.

Tribunale Napoli sez. I, 04/10/2018, n.9832

Acquisti online: quali sono gli elementi sintomatici della fraudolenza?

Riguardo alle truffe consumate mediante internet, gli elementi sintomatici della fraudolenza vanno ricavati dalla complessiva condotta del venditore, in contesti negoziali immateriali, ove le parti non hanno contatti diretti, né alle stesse si palesano le rispettive esatte generalità, e ciononostante il compratore deve pagare anticipatamente il bene che si è aggiudicato e confidare poi che il venditore glielo faccia pervenire.

Tale meccanismo di vendita pone l’acquirente in una particolare situazione di debolezza e di rischio, particolarmente esposta all’approfittamento da parte di truffatori, talvolta seriali, che realizzano cospicui guadagni vendendo beni che in realtà non hanno alcuna intenzione di alienare e dei quali non hanno il più delle volte l’effettiva disponibilità.

Tribunale Chieti, 16/04/2018, n.532

Vendita di beni online e mancata consegna

Il silenzio serbato su alcune circostanze rilevanti del contratto integra il raggiro della truffa contrattuale se è idoneo a determinare il soggetto passivo a prestare il consenso nel contratto.

(Nel caso di specie si trattava di una truffa on line dove su un sito internet si vendevano beni che non venivano consegnati dopo il pagamento del prezzo degli stessi).

Tribunale Napoli sez. I, 20/10/2017, n.9913

Truffa contrattuale e conclusione del contratto

In materia di truffa contrattuale anche il silenzio serbato maliziosamente su alcune circostanze rilevanti sotto il profilo sinallagmatico da parte di colui che debba farle conoscere integra il raggiro idoneo a determinare nel soggetto passivo il consenso alla conclusione del contratto.

(Nel caso di specie si trattava della vendita tramite un sito internet di un bene inesistente e percepiva il prezzo dello stesso).

Tribunale Napoli, 06/04/2018, n.3406

Truffa e truffatore: quando sussiste la diffamazione?

Deve considerarsi diffamatoria la semplice associazione al nome di una persona con le parole “truffa” e “truffatore”, operata dal motore di ricerca attraverso il servizio web search denominato Suggest/Autocomplete. Difatti, l’utente che legge tale abbinamento è indotto immediatamente a dubitare dell’integrità morale del soggetto il cui nome appare associato a tali parole ed a sospettare una condotta non lecita da parte dello stesso.

Né appare idonea a svuotare l’abbinamento in oggetto del ritenuto contenuto lesivo, la circostanza che i risultati di ricerca correlati ai due suggerimenti di ricerca di cui si tratta – una volta attivata la ricerca stessa – siano obiettivamente del tutto privi di contenuti offensivi. Il software che consente l’accesso al servizio “Suggest/Autocomplete” costituisce unicamente un’agevolazione offerta da Google ai suoi utenti, la cui eventuale modifica e/o eliminazione non comprimerebbe in alcun modo la libertà degli stessi di accedere alle ricerche offerte dal motore di ricerca Google – alla stessa maniera di quanto accade per gli altri motori di ricerca.

Per tale ragione è il risultato improprio ottenuto con l’applicazione di detto sistema a determinare la responsabilità di chi dello stesso si avvale – irrilevante essendo, in tale prospettiva, l’assenza di ogni intenzionalità lesiva nel provider che lo utilizza.

La ritenuta valenza diffamatoria dell’associazione di parole che riguarda il reclamato è innegabilmente di per sé foriera di danni al suo onore, alla sua persona ed alla sua professionalità. La potenzialità lesiva della condotta addebitata alla reclamante – suscettibile, per la sua peculiare natura e per le modalità con cui viene realizzata, di ingravescenza con il passare del tempo stante la notoria frequenza e diffusione dell’impiego del motore di ricerca Google – giustifica il legittimo accoglimento, da parte del giudice di prime cure, del ricorso in via d’urgenza pure sotto il profilo del “periculum in mora”; anche in considerazione della difficoltà obiettiva di provare e quindi liquidare il danno nella sua effettiva consistenza, avuto riguardo altresì alla circostanza che il reclamato utilizza il web per la propria attività professionale.

Tribunale Milano, 31/03/2011


6 Commenti

  1. Che disgraziati! Su un sito mi hanno truffato alla grande. C’è da dire che io non sono molto pratica con il web, lo uso solo per fare ricerche e leggere articoli per informarmi (infatti leggo sempre i vostri articoli perché trovo nella legge per tutti tante notizie interessanti), e poi per fare acquisti vantaggiosi online. Solo che un giorno sono incappata su un sito farlocco. Dovevo fare dei regali alla mia nipotina che ama un noto marchio di gioielli e allora ho trovato un sito che vendeva alcuni ciondolini ad un ottimo prezzo e c’erano anche gli introvabili nelle gioiellerie, così visto il prezzo basso, ne ho acquistati più di uno. Che dirvi? Non sono mai arrivati, all’email non mi hanno mai risposto. Una truffa terribile perché la mia nipotina con occhi pieni di gioia aveva scelto i suoi ciondolini preferiti. Come spiegare ad una bambina che ci sono queste truffe e che i suoi ciondolini non sarebbero mai arrivati!?

  2. Buonasera. Io tempo fa ho ordinato un telefono cellulare su un sito. Il prezzo era abbastanza vantaggioso, le foto erano veritiere, ho anche contattato il venditore prima di fare l’ordine per informarmi e lui gentile e cordiale, mi è sembrato affidabile… Che belle illusione! Ecco, una volta pagato e ordinato il cellulare è trascorso un mese. Ho aspettato con tanta pazienza. Poi, avevo urgenza del mio cellulare e ho ricontattato il venditore. Il numero di cellulare era inesistente! Magari l’avrà bloccato o avrà disdetto l’utenza. Che grandissimo imbroglione. Ho fatto una ricerca ed ho visto che il suo nome era falso e l’indirizzo di invio della merce era quello di un altro soggetto. Quante truffe e quanti delinquenti a piede libero! Attenzione, non ordinate mai online, a meno che non si tratti di siti ufficiali.

  3. Sono stato truffato nell’attività di trading online. Sono andato immediatamente alle autorità a sporgere denuncia. Ho fatto tutto di fretta e furia perché sapevo che la truffa può essere denunciata solamente entro tre mesi dalla sua scoperta. E sapete come ho fatto a sapere come muovermi in questa situazione? Leggendo il vostro articolo sull’argomento del trading online. Grazie come sempre per il servizio che ci fornite

  4. Il portalettere mi ha recapitato la fattura di una nota compagnia telefonica in riferimento al costoso acquisto di uno smartphone che io avrei acquistato. Ebbene, ero sicuro di non aver compiuto alcuna operazione, allora ho sporto denuncia e poi, con l’attestazione di ricezione che i carabinieri mi hanno rilasciato, ho comunicato immediatamente l’accaduto sia alla compagnia che ha emesso la fattura sia all’istituto di credito (banca o poste) in cui ho il mio conto. Ho bloccato qualsiasi prelievo. In realtà, avevano già prelavato dei soldi e poi ho ottenuto il rimborso da parte dell’ente. Infatti, il mio legale di fiducia mi ha spiegato che tanto le banche quanto le poste devono restituire il danaro che è stato illegittimamente prelevato dal conto dei propri clienti.

  5. Ho subìto una frode via web con tanto di fatture false inviatemi, dovuta all’acquisto per € 18.000 di un’autovettura di provenienza estera attraverso una “società”inesistente. Quest’ultima, attraverso altri siti web (anch’essi inesistenti), ha simulato l’invio dell’autovettura in Italia indicando anche un tracking number (rivelatosi alla fine falso) per seguire gli spostamenti dell’auto. Come posso denunciare tale frode?

    1. Il lettore deve sporgere immediatamente denuncia presso le autorità competenti: potrà recarsi indifferentemente dai Carabinieri, presso la Polizia di Stato, la questura o direttamente in Procura. Il consiglio è quello di rivolgersi alla Polizia postale presente sul territorio, la quale si occupa in maniera specifica delle frodi a mezzo internet. Il lettore può consegnare una denuncia già preparata e scritta dal lettore, oppure sporgerla oralmente innanzi all’ufficiale di p.g., il quale provvederà a trascriverla e a fargliela sottoscrivere. La denuncia può essere anche anticipata a mezzo web (di seguito il link alla polizia postale), ma la stessa andrebbe comunque sottoscritta poi di persona. Pertanto, alla fine il lettore dovrà comunque recarsi fisicamente presso il comando presente sul territorio. Si consiglia, qualora questi volesse sporgere denuncia oralmente, di preparare comunque un promemoria ove segnare tutte le tappe che l’hanno portato ad imbattersi in questi malintenzionati: dal primo contatto online fino alla conclusione dell’acquisto, sia sempre minuzioso nei dettagli. E’ bene che corredi il tutto con la documentazione in possesso (anche se le fatture sono false non fa nulla) e con le comunicazioni intercorso (email, pec, raccomandate, ecc.). E’ il caso che comunichi anche eventuali numeri di telefono in suo possesso.
      Una volta sporta la denuncia, il lettore deve recarsi immediatamente presso l’istituto di credito ove ha effettuato il pagamento e comunicare l’accaduto: è vero che la banca restituisce il danaro solamente nel caso di intrusione indebita nel proprio conto, ma è comunque opportuno segnalare tutto, in modo tale da bloccare eventuali prelievi non autorizzati. Altro non può fare, in quanto dovranno essere gli inquirenti ad effettuare le indagini. Deve mantenersi sempre disponibile per eventuali chiarimenti che dovessero servire all’autorità. Si consiglia infine al lettore, quando sporgerà denuncia, di precisare (o far precisare) al termine della stessa la sua volontà di essere informato dell’eventuale richiesta di archiviazione da parte della Procura al fine di manifestare opposizione. Spesso accade che, nei casi di truffe online, non si sia in grado di rintracciare gli autori; se il crimine resta senza colpevole, il p.m. potrebbe anche disporre l’archiviazione della notizia di reato senza che il lettore ne sappia nulla. Inserendo al termine della denuncia la volontà di essere informato dell’eventuale archiviazione, la Procura sarà obbligata a comunicarglielo e il lettore potrà manifestare la sua opposizione davanti al giudice.

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