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Concorso detenzione stupefacenti: ultime sentenze

21 Giugno 2019
Concorso detenzione stupefacenti: ultime sentenze

In questo articolo, troverai le ultime sentenze su: detenzione di stupefacenti; cessione di stupefacenti; concorso nel reato; attività di spaccio; azioni agevolatrici della detenzione, dell’occultamento e del controllo delle sostanze stupefacenti; disfarsi della sostanza all’irruzione della polizia.

Comproprietà del box e responsabilità penale per detenzione di stupefacenti

Chiunque coabiti con l’autore del reato di spaccio di stupefacenti ne risponde a titolo di concorso laddove abbia quanto meno agevolato la detenzione della sostanza, mentre non ne risponde ove si sia limitato a conoscere tale attività.

Per la punibilità del concorrente è, dunque, necessario un contributo causale in termini di agevolazione della condotta delittuosa (escluso il concorso del fratello convivente e comproprietario del box in cui era stata ritrovata la sostanza stupefacente, poiché egli aveva tenuto un comportamento negativo ed inerte, limitandosi ad assistere in modo passivo alla realizzazione del reato, senza ostacolarlo ma senza nemmeno facilitarlo mediante contributo morale o materiale, presupposto necessario affinché possa configurarsi il reato di concorso all’altrui attività criminosa).

Cassazione penale sez. III, 05/02/2019, n.18015

Quando il convivente non risponde di detenzione di sostanze stupefacenti?

In tema di detenzione di sostanze stupefacenti, il convivente non risponde dell’attività illecita dell’altro soggetto se egli non abbia compiuto alcuna attività agevolatrice nella detenzione della sostanza non essendo sufficiente per la colpevolezza cercare di disfarsi della sostanza stupefacente all’atto dell’irruzione della polizia.

(Nel caso di specie, l’imputata veniva assolta dal concorso in detenzione di sostanza stupefacente con il marito pur avendo della fatto cadere all’atto del controllo nell’autovettura un pezzetto di hashish pari ad 1 gr. dovendosi inquadrare la condotta nella connivenza non punibile e non in un’attività agevolatrice).

Tribunale S.Maria Capua V. sez. III, 20/11/2018, n.4831

Cessione di stupefacenti

In tema di concorso di persone nel reato di cessione di stupefacenti, il medesimo fatto storico può essere ascritto ad un imputato ai sensi dell’art.73, comma 1, e ad un altro imputato a norma dell’art.73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n.309, qualora il contesto complessivo nel quale si collochi la condotta assuma caratteri differenziali per ciascun correo.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che correttamente il medesimo episodio di cessione di stupefacenti era stato ritenuto di lieve entità per il solo imputato estraneo al più ampio contesto organizzativo al quale risultava partecipe altro imputato, nei cui confronti era emersa l’illecita detenzione, in un ristretto arco temporale, di rilevanti quantitativi di stupefacente).

Cassazione penale sez. VI, 09/11/2018, n.2157

Concorso di persone nel reato: quando assume rilevanza?

Ai fini della configurabilità della fattispecie del concorso di persone nel reato, il contributo concorsuale assume rilevanza non solo quando abbia efficacia causale, ponendosi come condizione dell’evento lesivo, ma anche quando assuma la forma di un contributo agevolatore, e cioè quando il reato, senza la condotta di agevolazione, sarebbe ugualmente commesso ma con maggiori incertezze di riuscita o difficoltà.

(In applicazione di questo principio la Corte ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva affermato la responsabilità, a titolo di concorso nel reato di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, dell’imputato che aveva svolto la funzione di “vedetta“, con il compito di avvisare i concorrenti, dediti all’attività di spaccio, dell’arrivo della polizia giudiziaria).

Cassazione penale sez. IV, 08/11/2018, n.52791

Condotte agevolatrici

Per provare il concorso nel reato di detenzione, devono essere ricondotte all’agente delle azioni agevolatrici della detenzione, dell’occultamento e del controllo delle sostanze stupefacenti. Il contributo può assumere molteplici forme e, certamente, può consistere anche nella presenza sul luogo del misfatto, purché tale presenza non sia meramente casuale (nella specie, all’imputato era stato contestato di aver occultato in auto la sostanza stupefacente, che – dopo un inseguimento finito male – veniva sorpreso a gettare dal finestrino).

Cassazione penale sez. IV, 17/05/2018, n.25136

Detenzione di stupefacenti: aggravante

In tema di stupefacenti, la circostanza aggravante prevista dall’art. 80, comma primo, lett. b), d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 opera, per il principio di dinamicità delle fonti del diritto ed in base all’interpretazione letterale della norma, un rinvio formale a tutte le ipotesi richiamate dall’art. 112, comma primo, n. 4, cod. pen., che non è limitato soltanto alla condotta di colui che abbia “determinato a commettere il reato un minore di anni diciotto”, ma si estende alle ulteriori ipotesi successivamente introdotte di “essersi comunque avvalso degli stessi” o di aver con questi “partecipato nella commissione di un delitto” (Fattispecie relativa alla detenzione, in concorso con un minore, di stupefacenti del tipo rami e fiori di ” cannabis iudica”).

Cassazione penale sez. III, 23/02/2018, n.23848

Distinzione tra connivenza non punibile e concorso di persone nel reato

In tema di detenzione di sostanze stupefacenti, la distinzione tra connivenza non punibile e concorso nel reato commesso da altro soggetto va individuata nel fatto che, mentre la prima postula che l’agente mantenga un comportamento meramente passivo, privo cioè di qualsivoglia efficacia causale, il secondo richiede, invece, un contributo partecipativo positivo – morale o materiale – nell’altrui condotta criminosa, anche in forme che agevolino la detenzione, l’occultamento e il controllo della droga, assicurando all’altro concorrente, anche implicitamente, una collaborazione sulla quale questi può contare.

(Fattispecie nella quale è stato rigettato il ricorso avverso la condanna motivata evidenziando che l’imputato, nel manifestarsi disponibile a custodire la droga in casa consegnatagli dall’ignoto detentore originario che doveva allontanarsi, con il proprio comportamento aveva assicurato una oggettiva collaborazione, fornito un evidente sostegno psicologico alla protrazione della condotta illecita altrui, e comunque contribuito con la propria condotta positiva alla materiale detenzione della droga, agevolando l’occultamento e il controllo della stessa).

Cassazione penale sez. VI, 25/01/2018, n.40343

Concorso di persone nel reato continuato di detenzione e spaccio di stupefacenti

L’elemento aggiuntivo e distintivo del delitto di cui all’art. 74 d.P.R. n. 309 del 1990, rispetto alla fattispecie del concorso di persone nel reato continuato di detenzione e spaccio di stupefacenti, va individuato non solo nel carattere dell’accordo criminoso, avente ad oggetto la commissione di una serie non preventivamente determinata di delitti e nella permanenza del vincolo associativo, ma anche nell’esistenza di un’organizzazione che consenta la realizzazione concreta del programma criminoso.

(In motivazione, la Corte ha precisato che il reato associativo richiede la predisposizione di mezzi concretamente finalizzati alla commissione dei delitti ed il contributo effettivo da parte dei singoli per il raggiungimento dello scopo, poiché solo nel momento in cui diviene operativa e permanente la struttura organizzativa si realizza la situazione antigiuridica che giustifica le gravi sanzioni previste per tale fattispecie).

Cassazione penale sez. VI, 10/01/2018, n.18055

Concorso nel reato e favoreggiamento personale

In tema di illecita detenzione di stupefacenti, il discrimine tra la condotta che costituisca concorso nel reato e la condotta che invece dia luogo all’autonomo reato di favoreggiamento personale va rintracciato nell’elemento psicologico dell’agente, da valutarsi in concreto, per verificare se l’aiuto da questi consapevolmente prestato ad altro soggetto, che ponga in essere la condotta criminosa costitutiva del reato permanente, sia l’espressione di una partecipazione al reato oppure nasca dall’intenzione – manifestatesi attraverso individuabili modalità pratiche – di realizzare una facilitazione alla cessazione del reato.

(Nella fattispecie la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di condanna per la detenzione di stupefacente a titolo di concorso, in ragione della mancata verifica dell’elemento soggettivo relativo alla condotta dell’imputata, integrata dall’aver gettato gli involucri contenenti lo stupefacente fuori dal veicolo in cui si trovava il coimputato, reo confesso, precisando la necessità di desumerlo da individuabili modalità pratiche, riferibili ad epoca antecedente all’attività elusiva).

Cassazione penale sez. IV, 16/11/2017, n.6128

Concorso formale nel reato di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti

Il concorso formale tra i reati di illecita detenzione e cessione di sostanza stupefacente è escluso nel caso in cui le condotte abbiano come oggetto materiale la medesima sostanza stupefacente, siano contestuali e poste in essere dal medesimo soggetto o dai medesimi soggetti che ne rispondano a titolo di concorso, poiché, in tal caso, la condotta illecita minore perde la propria individualità per essere assorbita in quella più grave, il che, per contro, porta astenere sussistente il concorso di reati quando le condotte non abbiano ad oggetto “la medesima sostanza stupefacente” bensì sostanze di tipo diverso come nel caso oggetto del presente processo, in cui sono state sequestrate sia hashish che eroina.

Tribunale Napoli sez. I, 12/07/2017, n.6941


note

Autore immagine: 123rf com.


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