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Eredi legittimi: ultime sentenze

21 Giugno 2019
Eredi legittimi: ultime sentenze

In questo articolo, troverai le ultime sentenze su: successione legittima e necessaria; successione del coniuge superstite; assicurazione sulla vita; assicurazione contro gli infortuni; attribuzione dell’indennizzo a favore degli eredi testamentari o legittimi; quota di successione; dichiarazione giudiziale; eredi del genitore naturale.

Contratto di assicurazione per il caso di morte

Nel contratto di assicurazione per il caso di morte, il beneficiario designato acquista, ai sensi dell’art. 1920, comma 3, c.c., un diritto proprio che trova la sua fonte nel contratto e che non entra a far parte del patrimonio ereditario del soggetto stipulante non potendo, di conseguenza,essere oggetto delle sue (eventuali) disposizioni testamentarie, né di devoluzione agli eredi secondo le regole della successione legittima; sicché la designazione dei terzi beneficiari del contratto, mediante il riferimento alla categoria degli eredi legittimi o testamentari, non vale ad assoggettare il rapporto alle regole della successione ereditaria, trattandosi di una mera indicazione del criterio per la individuazione dei beneficiari medesimi in funzione della loro astratta appartenenza alla categoria dei successori indicata nel contratto, in modo che, qualora i beneficiari siano individuati negli eredi legittimi, gli stessi sono da identificarsi con coloro che, in linea teorica e con riferimento alla qualità esistente al momento della morte dello stipulante, siano i successibili per legge, indipendentemente dalla loro effettiva chiamata all’eredità.

Cassazione civile sez. VI, 15/10/2018, n.25635

Assicurazione per morte del terzo

In tema di assicurazione sulla vita, l’art. 1919, comma 2, c.c., nel subordinare la validità dell’assicurazione contratta per il caso di morte di un terzo al consenso scritto del medesimo, si riferisce all’ipotesi in cui il terzo si venga a trovare nella posizione di mero portatore del rischio, mentre i benefici del contratto assicurativo spettino esclusivamente al contraente o a persona da questo designata nel proprio interesse, sicchè la necessità del consenso del terzo non sussiste quando il beneficiario dell’assicurazione non sia il contraente ma il terzo stesso, ovvero i suoi eredi o comunque soggetti da lui indicati, configurandosi in tal caso un’assicurazione sulla vita a favore di un terzo, regolata dall’art. 1891 c.c..

(Nella specie, la S.C., confermando la decisione impugnata, ha ritenuto la validità, senza necessità di consenso scritto, dell’assicurazione sulla vita di un terzo, figlio del contraente, in quanto i beneficiari erano gli eredi legittimi e testamentari del terzo).

Cassazione civile sez. III, 15/02/2018, n.3707

Successione del mutuante

Non ha invero alcun concreto rilievo, in questo giudizio, che la Corte accerti se gli aventi causa della deceduta coniuge siano eredi, come opinano gli appellanti, o siano da considerare legatari, quindi privi di legittimazione ad agire, come opinano di contro gli appellati, essendo invero sufficiente che la domanda di pagamento sia stata formulata anche da un solo partecipante alla comunione ereditaria e, nella specie, tutti i successori del coniuge mutuante, deceduto “ab intestato”, sono certamente eredi legittimi di costui anche per concorde ammissione di tutte le parti.

Corte appello Campobasso, 16/02/2017, n.61

Morte dell’assicurato

Qualora in un contratto di assicurazione sulla vita per il caso di morte siano stati designati come beneficiari gli eredi legittimi dello stipulante, tale riferimento vale a identificare coloro che, in astratto, siano i successibili “ex lege” al momento della morte dell’assicurato, indipendentemente dalla loro effettiva vocazione, laddove la successiva istituzione testamentaria di uno di questi ultimi quale erede universale non è di per sé idonea a manifestare univocamente la volontà di revoca, anche tacita, della designazione avvenuta nel contratto.

Cassazione civile sez. II, 21/12/2016, n.26606

Azioni di divisione e di riduzione

Nel caso – ricorrente nella fattispecie in esame – di concorso di discendenti alla successione, pur potendo la collazione comportare di fatto l’eliminazione di eventuali lesioni di legittima, consentendo agli eredi legittimi di conseguire nella divisione proporzioni uguali, la contestuale proposizione della domanda di riduzione non può ritenersi priva di ogni utilità: solo l’accoglimento di tale domanda, infatti, può valere ad assicurare al legittimario leso la reintegrazione della sua quota di riserva con l’assegnazione di beni in natura, privando i coeredi della facoltà di optare per la imputazione del relativo valore.

Corte appello Roma sez. III, 07/08/2016, n.5322

Litisconsorzio necessario

Nel giudizio di impugnazione di un testamento olografo per nullità, stante l’unitarietà del rapporto dedotto in giudizio, sussiste litisconsorzio necessario anche nei confronti di tutti gli eredi legittimi, atteso che l’eventuale accoglimento della domanda porterebbe alla dichiarazione di invalidità del testamento ed alla conseguente apertura della successione legittima.

Cassazione civile sez. II, 07/03/2016, n.4452

Assicurazione contro gli infortuni a favore di un terzo

Nel contratto di assicurazione contro gli infortuni a favore di terzo, la disciplina secondo cui, per effetto della designazione, il terzo acquista un proprio diritto ai vantaggi assicurativi, si interpreta nel senso che ove sia prevista, in caso di morte dello stipulante, la corresponsione dell’indennizzo agli eredi testamentari o legittimi, le parti abbiano non solo voluto individuare, con riferimento alle concrete modalità successorie, i destinatari dei diritti nascenti dal negozio, ma anche determinare l’attribuzione dell’indennizzo in misura proporzionale alla quota in cui ciascuno è succeduto, atteso che, in assenza di diverse specificazioni, lo scopo perseguito dallo stipulante è, conformemente alla natura del contratto, quello di assegnare il beneficio nella stessa misura regolata dalla successione.

Cassazione civile sez. III, 29/09/2015, n.19210

Convivente more uxorio del defunto

Ai fini del diritto al risarcimento del danno iure haereditatis, il convivente more uxorio del defunto a cui sia stata negata la qualità di erede universale si trova in posizione di conflitto di interessi rispetto agli eredi legittimi. Pertanto, è inammissibile la loro costituzione in giudizio a mezzo di uno stesso procuratore.

Cassazione civile sez. III, 26/06/2015, n.13218

Eredi legittimi

Non è revocabile in dubbio che, in assenza di diverse disposizioni dell’atto concessorio, lo ius sepulchri, debba essere riconosciuto a tutti i parenti ed affini del concessionario, “in tutti gradi e linee”, secondo le disposizioni dell’art. 130 del D.P.R. n. 803/1975, di significato inequivocabile ove inserite nel complessivo contesto normativo di riferimento; ferma restando la necessità di far riferimento all’erede o agli eredi legittimi per la presentazione delle relative domande.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. II, 19/06/2015, n.907

Accertamento della paternità naturale ed eredi

Legittimato passivo nel giudizio per l’accertamento della paternità naturale è, ai sensi dell’art. 276, primo comma, cod. civ., il presunto genitore, ovvero, in caso di mancanza di questi, i suoi eredi.

La necessità di tale litisconsorzio può trovare deroga per ragioni di economia processuale e ragionevole durata del processo, laddove i figli del presunto genitore naturale, già costituiti in proprio nel giudizio di primo grado quali eredi di quello, non siano stati successivamente citati nella qualità di eredi legittimi anche dell’altro coniuge superstite, il quale, benché litisconsorte necessario, non sia stato a sua volta evocato nel giudizio e sia deceduto in pendenza di esso, non ravvisandosi alcuna violazione del diritto di difesa, onde va esclusa la rimessione al tribunale di primo grado, ai sensi dell’art. 354 cod. proc. civ., e la declaratoria di nullità della sentenza, posto che l’integrazione del contraddittorio si risolverebbe nella mera chiamata in causa di parti già in condizione di contrastare la domanda attorea fin dall’origine.

Cassazione civile sez. I, 02/01/2014, n.14

Successione legittima del coniuge superstite

In tema di successione legittima, spettano al coniuge superstite, in aggiunta alla quota attribuita dagli art. 581 e 582 c.c., i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, di cui all’art. 540 comma 2 c.c., dovendo il valore capitale di tali diritti essere detratto dall’asse prima di procedere alla divisione dello stesso tra tutti i coeredi, secondo un meccanismo assimilabile al prelegato, e senza che, perciò, operi il diverso procedimento di imputazione previsto dall’art. 553 c.c., relativo al concorso tra eredi legittimi e legittimari e strettamente inerente alla tutela delle quote di riserva dei figli del “de cuius”.

Cassazione civile sez. un., 27/02/2013, n.4847



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