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Tassa automobilistica: ultime sentenze

29 Maggio 2019
Tassa automobilistica: ultime sentenze

Tassa automobilistica; reato di falso in atto pubblico; accertamento costitutivo dell’Asi; riscossione della tassa automobilistica; mancata impugnazione della cartella di pagamento; termine di prescrizione.

E’ responsabile di peculato colui che si appropria delle somme riscosse per il pagamento delle tasse automobilistiche. Nei contratti di leasing la tassa automobilistica grava solo sull’utilizzatore? In caso di fermo della vettura è sospeso l’obbligo di pagamento della tassa automobilistica? Per saperne di più, leggi le ultime sentenze.

Tasse automobilistiche regionali: vanno ammesse al passivo con privilegio

Le tasse automobilistiche regionali vanno ammesse al passivo fallimentare con il privilegio di cui all’art. 2752, comma 3, c.c., quali tributi degli enti locali.

Tribunale Vicenza sez. I, 12/09/2018

Legittimazione passiva dell’ente impositore

Nel processo tributario, la legittimazione passiva dell’ente impositore sussiste in capo all’Agenzia delle Entrate per tutti i tributi oggetto di causa, ad eccezione delle tasse automobilistiche, in relazione alle quali è legittimatala la competente Regione.

Cassazione civile sez. trib., 07/09/2018, n.21799

Soggetto autorizzato a ricevere il pagamento delle tasse automobilistiche

Integra il delitto di peculato la condotta del soggetto autorizzato a ricevere il pagamento delle tasse automobilistiche che si appropri delle somme riscosse nell’adempimento della funzione pubblica, atteso che quel denaro entra nella disponibilità della P.A. nel momento stesso della consegna all’incaricato dell’esazione, sicchè non esclude la consumazione del reato l’esistenza di una fideiussione a garanzia dell’obbligo di versare all’ente pubblico gli importi riscossi.

Cassazione penale sez. VI, 29/11/2017, n.2693

Somme riscosse dalle ricevitorie per il pagamento delle tasse automobilistiche

Il mancato versamento all’erario delle somme riscosse dalle ricevitorie per il pagamento delle tasse automobilistiche costituisce peculato.

Cassazione penale sez. VI, 28/09/2017, n.52729

Attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto

I gravi abusi che possono giustificare la revoca dell’autorizzazione allo svolgimento dell’attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, ricorrono quando si siano concretizzati in occasione dello svolgimento di tale attività e non anche se siano attinenti – come nel caso di specie – alla riscossione delle tasse automobilistiche.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 03/07/2017, n.7586

Auto storiche

In tema di accertamento delle imposte sul reddito, il riferimento al possesso di autovetture da parte del contribuente, contenuto nei c.d. redditometri, deve intendersi esteso anche alle auto storiche, non rinvenendosi in dette disposizioni alcuna precisazione o restrizione al riguardo, e rappresentando tale circostanza un idoneo indice di capacità contributiva, dal quale possono correttamente desumersi elementi di valutazione, nell’ambito dell’apprezzamento riservato al giudice di merito, come fatto al quale notoriamente si ricollegano spese a volte anche ingenti.

Questo principio è ancor oggi attuale pur a fronte degli interventi legislativi, quali l’approvazione del nuovo codice della strada (d.lg. n. 285 del 1992) e l’art.63 della Legge n.342 del 2000 (in materia di tasse automobilistiche per particolari categorie di veicoli) che avrebbero riconosciuto l’appartenenza dell’auto storiche alla categoria di veicoli con caratteristiche atipiche, atteso che queste norme attuano tale classificazione a fini diversi da quelli fiscali ed in ogni caso tale diversificazione non vale ad escludere le auto storiche dalla categoria generale dell’autovetture il cui possesso è previsto dalle disposizioni tributarie quale indice di capacità contributiva.

Cassazione civile sez. VI, 26/06/2017, n.15899

Definizione agevolata: inapplicabilità alle tasse automobilistiche

La definizione agevolata ai sensi dell’art. 12 della l. n. 289 del 2002 è inapplicabile alle tasse automobilistiche quali tributi trasferiti alle regioni, ex art. 23 del d.lgs. n. 504 del 1992, dall’1 gennaio 1993.

Ne consegue l’irrilevanza dell’adesione prestata dal contribuente all’invito rivoltogli dall’agente della riscossione a far ricorso a detto condono, essendo, tale circostanza, inidonea ad impedire l’inefficacia della sanatoria ed a sottrarre all’Amministrazione finanziaria la titolarità del potere di valutare i presupposti di legge per l’accesso al beneficio fiscale.

Cassazione civile sez. trib., 17/05/2017, n.12254

Veicoli di persone disabili: esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche

L’esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche per i veicoli di persone disabili deve essere applicata in base ai limiti di cilindrata previsti per l’aliquota IVA agevolata (v. Tab. A, Parte II, punto 31 allegata al d.P.R. n. 633 del 1972), indipendentemente dal tipo di alimentazione.

Pertanto, tale esenzione opera anche per i veicoli a metano, anche se la normativa relativa non preveda tale alimentazione, ma solo quella a benzina e diesel, in quanto il motore a benzina può essere predisposto anche per l’alimentazione a metano.

(Nella fattispecie l’Agenzia delle Entrate aveva respinto la richiesta di esenzione dalle tasse automobilistiche da parte di persona affetta da sordomutismo in relazione ad autovettura di cilindrata di 1984 c.c. alimentata metano misto benzina).

Comm. trib. prov.le Verona, 03/04/2017, n.154

Accertamento e riscossione delle tasse automobilistiche

In materia di tasse automobilistiche trasferite dalla normativa alle Regioni, la legittimazione attiva sia sostanziale che processuale spettava comunque all’Agenzia delle Entrate fino al giorno in cui la loro amministrazione era nelle mani dello Stato, ossia fino al primo gennaio 1999, giorno a decorrere dal quale sono stati trasferiti alle Regioni a statuto ordinario sia l’ accertamento sia la riscossione delle suddette imposte.

Comm. trib. prov.le Asti sez. II, 29/03/2017, n.80

Leasing e pagamento della tassa automobilistica

In tema di leasing e individuazione del soggetto tenuto al pagamento della tassa automobilistica, la l. n. 160/2016, di conversione del d.l. n. 113/2016, deve essere intesa escludendosi che all’abrogazione della legge di interpretazione autentica n. 125/2015 di conversione del d.l. n.78/2015, in forza della quale in caso di locazione finanziaria il soggetto tenuto al pagamento della tassa automobilistica era esclusivamente l’utilizzatore, si correli l’introduzione per i rapporti sorti fino al 15 giugno 2016 di una regola d’interpretazione opposta.

Cassazione civile sez. trib., 16/05/2019, n.13131

Riscossione della tassa automobilistica

In tema di riscossione della tassa automobilistica in caso di mancata impugnazione della cartella di pagamento, si applica il termine triennale di cui all’art. 5, comma 51, d.l. n. 953/1982 convertito con legge n. 53/1983, in quanto la scadenza del termine perentorio previsto per l’impugnazione non produce la conversione del termine breve in termine lungo decennale previsto per l’actio iudicati dall’art. 2953 c.c., ma soltanto l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito.

Cassazione civile sez. trib., 26/02/2019, n.5577

Fermo della vettura e pagamento tassa automobilistica

L’esclusione della sospensione dell’obbligo di pagamento della tassa automobilistica nel periodo di fermo della vettura disposto dall’agente della riscossione – prevista dall’art. 1, comma 182, della legge della Regione Campania 6 maggio 2013, n. 5, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2013 e pluriennale 2013-2015 della Regione Campania (Legge finanziaria regionale 2013)” – non si pone in contrasto con la esenzione dal tributo (nella diversa ipotesi di fermo adottato dall’autorità amministrativa o da quella giudiziaria) disposta, in via di eccezione, dal d.l. n. 953/1982, come convertito in legge, e rientra, invece, nella regola – innovativamente introdotta dallo stesso d.l. – che vuole quel tributo correlato, non più alla circolazione, ma alla proprietà del mezzo ovvero, comunque, alla ricorrenza di un titolo equipollente, idoneo a legittimare il possesso del veicolo (usufrutto, leasing, acquisto con patto di riservato dominio).

Corte Costituzionale, 14/02/2019, n.19

Quando è dovuta la tassa automobilistica regionale?

Va dichiarata la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 8-quater, comma 4, della legge della Regione Toscana 22 settembre 2003, n. 49 (Norme in materia di tasse automobilistiche regionali) secondo cui, con riferimento ai titoli per la sospensione dell’obbligo di pagamento della tassa automobilistica regionale, la trascrizione presso il PRA del provvedimento di fermo derivante dalla procedura di riscossione coattiva di crediti di natura pubblicistica non esplica effetti ai fini della interruzione e sospensione dell’obbligo tributari.

L’esclusione della sospensione dell’obbligo di pagamento della tassa automobilistica nel periodo di fermo della vettura disposto dall’agente della riscossione non si pone in contrasto con la esenzione dal tributo (nella diversa ipotesi di fermo disposto dall’autorità amministrativa o da quella giudiziaria) prevista, in via di eccezione, dal d.l. n. 953 del 1982, e rientra, invece, nella regola innovativamente introdotta dallo stesso che vuole quel tributo correlato non più alla circolazione, ma alla proprietà del mezzo.

Corte Costituzionale, 05/11/2018, n.192

Interesse storico e collezionistico

L’esenzione dalla tassa di possesso automobilistica prevista dall’art. 63, comma 2, della l. n. 342 del 2000, per i veicoli di particolare interesse storico e collezionistico dipende dall’accertamento, avente carattere costitutivo, dell’ASI (Automobilclub Storico Italiano), il quale è limitato ad un elenco analitico di modelli e di marche ed ha portata generale e astratta, riferita, cioè, a categorie complessive di veicoli: ne deriva che è illegittimo l’avviso di accertamento per il pagamento della tassa se il veicolo rientra nel detto elenco e non è contestata, da parte dell’Ufficio, la corrispondenza delle caratteristiche dello stesso ad una delle relative categorie.

Cassazione civile sez. trib., 20/07/2018, n.19421

Accertamento e riscossione della tassa automobilistica regionale

Sono inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 34 l. reg. Sicilia 11 agosto 2017, n. 16, censurato per violazione degli artt. 3 e 97 Cost., nella parte in cui delimita nel tempo il perimetro di futura operatività del procedimento, configurato dall’art. 2, comma 2-bis, l. reg. Sicilia 11 agosto 2015, n. 16, di accertamento e riscossione della tassa automobilistica regionale al solo triennio 2017-2019. Le censure sono generiche in quanto prive di alcun sostegno argomentativo (sentt. nn. 13, 82, 142, 153, 251 del 2015, 107 del 2017)

Corte Costituzionale, 11/07/2018, n.152

Falsificazione della ricevuta di versamento della tassa automobilistica

In tema di reati di falso, integra il delitto previsto dagli artt. 476 e 482 c.p. la falsificazione della ricevuta di versamento di una tassa automobilistica, in quanto quest’ultima, attestando la ricezione della somma e il vincolo a effettuarne l’accreditamento al destinatario, documenta un’attività svolta personalmente dall’incaricato di pubblico servizio preposto alla riscossione e, pertanto, costituisce prova dell’avvenuto pagamento.

Cassazione penale sez. VI, 12/06/2018, n.8289

Vendita non seguita da annotazione nel pubblico registro automobilistico

In tema di tassa automobilistica, nel caso di vendita di autoveicolo non seguita da annotazione nel pubblico registro automobilistico, l’intestatario non è esonerato dal pagamento in via solidale del tributo, anche se il soggetto passivo dell’obbligazione tributaria è, da un punto di vista sostanziale, colui che, a prescindere dalle risultanze di detto registro, abbia la disponibilità reale ed effettiva del veicolo in base a documenti di data certa e verso il quale il primo, ove provveda al pagamento della tassa, ha diritto di rivalsa.

Cassazione civile sez. VI, 10/04/2018, n.8737

Scadenza del termine perentorio per impugnare un atto di riscossione coattiva

La scadenza del termine perentorio sancito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva, produce soltanto l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito, ma non anche la c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 c.c.. Tale principio si applica con riguardo a tutti gli atti, di modo che, ove per i relativi crediti sia prevista una prescrizione più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l’opposizione, non consente di fare applicazione dell’art. 2953 c.c., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo.

In ordine alla riscossione della tassa automobilistica, soggetta a termine di prescrizione triennale, per effetto di quanto stabilito dall’art. 5, comma 51, D.L. n. 953/1982, come convertito con modifiche dalla Legge n. 53/1983 e modificato dall’art. 3 del D.L. n. 2/1986, come convertito con modifiche dalla Legge n. 60/1986, la mancata impugnazione della cartella nei termini non comporta l’applicabilità del temine ordinario di prescrizione relativamente alla successiva notifica dell’intimazione di pagamento.

Comm. trib. prov.le Salerno sez. III, 08/02/2018, n.417

Esenzione dalla tassa di possesso automobilistica: da cosa dipende?

L’esenzione dalla tassa di possesso automobilistica prevista dalla legge n. 342 del 2000, art. 63, comma 2, in favore dei veicoli ritenuti di particolare interesse storico e collezionistico, dipende dall’accertamento costitutivo dell’ASI, delegata all’adempimento di tale compito dal D.P.R. n. 445 del 2000, art. 47 che non ha effetto “ad rem”, è limitato ad un elenco analitico di modelli e marche, ed ha portata generale e astratta, riferita, cioè, a categorie complessive di veicoli.

Cassazione civile sez. trib., 27/09/2017, n.22505


note

Autore immagine: 123rf com.


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