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Tettoie: normativa

30 Maggio 2019 | Autore:
Tettoie: normativa

Tettoie e attrezzature per esterni: linee guida per districarsi nella confusione normativa delle autorizzazioni edilizie.

Possiedi un terrazzo che vorresti coprire almeno in parte, con una tettoia. Devi chiedere un’autorizzazione al Comune? Vuoi mettere una tenda da sole sul balcone. E’ necessario informarne il condominio? Quali sono i casi in cui occorre il permesso a costruire?

La materia relativa alle tettoie ed in genere alle attrezzature per esterni, si rivela molto spinosa, considerato che spesso per caratteristiche, dimensioni e materiali utilizzati, non sempre si riesce a determinare la differenza esistente tra le varie tipologie di schermature e coperture. Peraltro, individuare con esattezza la categoria entro la quale ricomprendere l’opera che si intende realizzare, è importante al fine di stabilire se e quale titolo abilitativo è necessario per evitare di incorrere in abusi. In merito ai pergolati, alle pensiline, alle pergotende, ecc., le definizioni e le autorizzazioni da richiedere variano da Comune a Comune, non esistendo a livello nazionale una legge chiara e univoca. Infatti, per questi tipi di strutture comprese le tettoie, la normativa di riferimento contiene un elenco delle principali opere che sono realizzabili in regime di attività di edilizia libera, per le quali cioè non è necessaria alcuna autorizzazione amministrativa [1].

Tuttavia, sono sorti dubbi sul fatto se questo elenco sia o meno esaustivo e tassativo, in quanto le voci ivi indicate sono molto sommarie. La problematica non è stata neanche risolta a seguito dell’entrata in vigore del Glossario unico [2], il quale contiene una tabella in cui sono individuate le principali opere che possono essere eseguite senza alcun titolo abilitativo nel rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e di tutte le normative di settore. Le indicazioni contenute nel Glossario per capire se si è in presenza di un intervento di edilizia libera però, sono anch’esse generiche, vaghe e non quantificabili oggettivamente. Permanendo i dubbi già espressi in precedenza, bisogna fare quindi, delle valutazioni caso per caso, alla luce anche di come si è pronunciata la giurisprudenza negli anni.

Giurisprudenza e titoli edilizi

Quando si parla di tettoie, pergolati, pergotende e installazioni similari occorre esaminare i fattori che ne possono determinare un diverso trattamento in relazione al titolo abilitativo. Secondo i giudici bisogna innanzitutto considerare la funzione che l’installazione deve avere, se cioè deve servire per ombreggiamento o schermatura solare (vedi il caso dei pergolati), ovvero per fornire protezione da tutti gli altri agenti atmosferici (si pensi alle tende, alle tettoie e alle pensiline) o per aumentare lo spazio vivibile dell’appartamento (come nel caso delle verande). Oltre alle caratteristiche costruttive, la giurisprudenza dà molta importanza anche al tempo di utilizzo dell’opera, se è destinata ad un uso permanente o stagionale come nel caso di un’installazione amovibile. In quest’ultima ipotesi infatti, l’opera sarà esente da autorizzazioni.

Se l’intervento che si vuole realizzare ricade nelle attività di edilizia libera quindi, basterà una semplice comunicazione di inizio lavori (Cil) o una comunicazione asseverata da un tecnico (Cila) mentre in altre situazioni sarà necessario un titolo abilitativo come la segnalazione certificata inizio attività (Scia), la dichiarazione inizio attività (Dia) o il permesso di costruire (Pdc).

In maniera estremamente generale, si può dire che le opere amovibili e di modeste dimensioni possono essere installate dopo avere presentato una semplice comunicazione mentre le strutture fisse e quelle che aumentano la volumetria dell’immobile al quale ineriscono, necessitano di un titolo abilitativo.

Vediamo ora le differenti tipologie di installazioni da esterni e i titoli necessari per il loro montaggio, iniziando dai pergolati.

Pergolato

Il pergolato è una struttura aperta su almeno tre lati, costituita da due file di montanti verticali riuniti superiormente ad elementi orizzontali, posti a una altezza che permette il passaggio delle persone. La parte superiore in genere è costituita da piante rampicanti (o altro tipo di vegetazione) o da teli removibili.

Normalmente, serve come ornamento o riparo dal sole in giardini e terrazze. Questa struttura si può considerare una pertinenza in quanto è caratterizzata da un’esiguità quantitativa, nel senso che non è molto ingombrante, e dalla precarietà, tale da non alterare in modo rilevante l’assetto del territorio oltre ad essere facilmente rimovibile [3]. Proprio per questo motivo la sua installazione non necessita di alcun titolo abilitativo, rientrando nelle opere di edilizia libera.

Tettoia

La tettoia è un pergolato la cui parte superiore è coperta, anche solo in parte, da una struttura non facilmente amovibile costituita ad esempio da mattonelle, lastre in vetro, legno, ecc.; a volte può essere ancorata ai muri dell’immobile. Non è possibile stabilire a priori se la tettoia necessita o meno del permesso di costruire, dipendendo dalle sue dimensioni. Infatti, quella realizzata solo per scopi estetici o di dimensioni modeste, non richiede alcun titolo abilitativo. Viceversa quella che ha carattere stabile e fisso ed aumenta la volumetria dell’immobile, necessita del permesso di costruire.

Quindi, se le dimensioni della struttura sono di entità tali da escludere un carattere di accessorietà ed arrecano una visibile alterazione dell’edificio o delle parti dello stesso su cui vengono inserite, è indispensabile il titolo abilitativo per la costruzione [4].

Nella realizzazione delle tettoie inoltre, bisogna rispettare le distanze minime verso i fabbricati limitrofi e in caso di vincoli architettonici o paesaggistici serve il nulla osta dell’ente a cui spetta la tutela del vincolo (si pensi ai centri storici oppure alle aree di particolare pregio artistico).

Nei condomini  potrebbe essere necessario richiedere il nulla osta all’assemblea condominiale. Inoltre, anche se si ha l’autorizzazione del Comune, bisogna rispettare determinati requisiti.

Più precisamente non si deve:

  • pregiudicare la stabilità dell’edificio;
  • ledere il decoro architettonico dello stabile.

Nel caso di montaggio di una tettoia abusiva, per la quale cioè non è stato richiesto il permesso per costruire, bisognerà demolirla per evitare di subire un processo penale per abuso edilizio. E’ possibile richiedere la sanatoria solo se l’immobile al quale è collegata, è in regola con le norme del piano regolatore urbano. Bisogna considerare però, che se il Comune non avrebbe comunque rilasciato il titolo abilitativo in quanto la tettoia è contraria agli strumenti urbanistici, allora la sanatoria non può essere richiesta.

La condanna penale per abuso edilizio può essere evitata solo se il reato si prescrive, ossia se sono decorsi quattro anni mentre se c’è stato il rinvio a giudizio, il termine per la prescrizione è di cinque anni. In ogni caso, il Comune può ordinare la demolizione della tettoia abusiva.

Pensilina

La pensilina è una struttura sporgente, che viene ancorata alla facciata dell’edificio, la cui funzione è quella di proteggere le finestre o le porte finestre dagli agenti atmosferici. Nel caso in cui la sua installazione dovesse comportare una variazione del prospetto dell’edificio, è obbligatorio ottenere il rilascio di un’autorizzazione del Comune (ad esempio una Scia). Se poi, la pensilina dovesse estendersi troppo oltre il prospetto dell’edificio, potrebbe essere necessario un altro tipo di autorizzazione (in ipotesi un permesso a costruire).

Inoltre, bisogna considerare che la pensilina deve rispettare le distanze minime tra costruzioni, stabilite dal regolamento comunale. Quindi, prima di installarla è opportuno verificare le norme vigenti nel proprio Comune ed interpellare un tecnico di fiducia.

Pergotenda

La pergotenda è un’opera che si pone a metà strada tra una tettoia e un pergolato. Dal punto di vista della struttura infatti, si avvicina alla prima perché è costituita da un’impalcatura con montanti verticali ed elementi orizzontali. Tuttavia non è coperta con materiali rigidi bensì con tessuti o con altri materiali impermeabili ed è facilmente removibile. Trattandosi di un arredo di modeste dimensioni, che non modifica la destinazione d’uso degli spazi esterni, la sua installazione è da ricomprendere nella categoria delle opere di edilizia libera e non necessita di alcun autorizzazione [5].

Tenda da sole

La tenda da sole è composta da una struttura metallica, ancorata alla parete o al soffitto, che sorregge un telo di copertura per la protezione dell’ambiente sottostante dal sole o dagli agenti atmosferici. Non avendo una autonoma conformazione strutturale, in genere rientra nelle opere di edilizia libera poiché se da un lato può alterare la facciata dell’edificio, dall’altro è un elemento di arredo che non incide sulla volumetria dell’immobile principale. Di conseguenza per l’istallazione di tende da sole potrà essere necessaria una semplice comunicazione di inizio lavori.

Per quanto riguarda i condomini potrebbe essere necessario richiedere l’autorizzazione per il montaggio, all’assemblea, considerato che il regolamento condominiale può stabilire che per il decoro architettonico della facciata vengano scelte tende tutte dello stesso colore o modello. Se poi, l’edifico è di particolare pregio storico-artistico è necessaria l’autorizzazione della Soprintendenza ai beni culturali.

Gazebo

Il gazebo è una struttura leggera, non aderente ad altro immobile, coperta nella parte superiore e aperta ai lati, realizzata con un portante in ferro, in alluminio o in legno strutturale, talvolta chiusa ai lati da tende facilmente rimovibili. Se di limitate dimensioni e non infisso al suolo, per la sua installazione non è indispensabile richiedere alcuna autorizzazione, rientrando tra le opere di edilizia libera. Spesso il gazebo è utilizzato per l’allestimento di eventi all’aperto, anche sul suolo pubblico, e in questi casi è considerata una struttura temporanea. In altri casi, il gazebo è realizzato in modo permanente per la migliore fruibilità di spazi aperti come giardini o ampi terrazzi.

Veranda

La veranda è una struttura chiusa, la quale aumenta la volumetria dell’edificio oltre a modificare la sua sagoma. In genere quelle che si realizzano sui terrazzi, attici, balconi e giardini hanno dei profili sottili ed ampie vetrate, che all’occorrenza si possono anche aprire. Per la realizzazione di una veranda occorre il permesso di costruire, la cui mancata richiesta determina un abuso.

La veranda è considerata una struttura fissa, fatta per rimanere nel tempo, a prescindere se sia realizzata o meno mediante vetrate apribili. Se la veranda va realizzata in un condominio, è necessario il parere positivo di tutti i condomini, da allegare alla richiesta da presentare in Comune. Nelle zone con vincolo storico-artistico o paesaggistico, bisogna chiedere l’autorizzazione all’ente competente.


note

[1] Art 6 TU n. 380/2001.

[2] DM del 2.03.2018.

[3] Consiglio di Stato, sez. VI, n. 19 del 4.01.2016.

[4] Tar Piemonte, sez. II, sentenza n. 435 dell’8 aprile 2016; Tar Salerno, sez. II, sentenza n. 9 del 7 gennaio 2015; Tar Lazio, sez. I Roma, sentenza n. 13449 del 27 novembre 2015; Tar Napoli, sez. II, sentenza n. 4959 del 22 ottobre 2015; Tar Perugia, sez. I, sentenza n. 377 dell’11 settembre 2015.

[5] Cons. Stato, sent. n. 5008/2018.

Autore immagine: 123rf com.


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