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Quanto può costare una causa di risarcimento?

30 Maggio 2019 | Autore:
Quanto può costare una causa di risarcimento?

Quali spese devi sostenere se vuoi fare causa? Qual è la differenza tra spese processuali e spese legali? Cos’è e quanto costa il contributo unificato?

La giustizia italiana è, purtroppo, lenta e costosa: oramai chi vi ricorre lo fa solamente perché costretto da una grave ingiustizia che ritiene di aver subito. Quando si tratta, invece, di piccoli torti di scarso valore, il più delle volte si lascia correre pur di evitare di rimanere intrappolati nei contorti labirinti della giustizia. Ci sono delle volte, però, in cui proprio non si può soprassedere: in casi del genere, bisogna farsi forza, andare dal proprio avvocato e intraprendere la via del processo. Ti sei mai chiesto quanto può costare una causa di risarcimento?

La risposta a questo domanda muta a seconda del tipo di causa che intendi affrontare; in particolare, come ti dirò nel prosieguo di questo articolo, il costo di un procedimento può variare a seconda dell’importo che chiedi a titolo di risarcimento: maggiore è la somma che pretendi dalla controparte, maggiori saranno le spese che dovrai sostenere inizialmente, a solo titolo di spese di giustizia. Se sei in procinto di intentare una causa civile e vuoi avere un’idea di quanto ti potrà venire a costare, sei nel posto giusto: ti spiegherò quanto può costare una causa di risarcimento danni.

Causa per risarcimento danni: quali sono le spese?

I costi di una causa di risarcimento sono legati essenzialmente alle spese processuali (o di giustizia) e alle spese legali che bisogna pagare per sostenere qualsiasi tipo di giudizio. Cosa sono queste spese? In cosa consistono? Te lo spiego subito; prosegui nella lettura.

Spese processuali o di giustizia: cosa sono?

Le spese processuali (definite anche spese di giustizia o di lite) in una causa di risarcimento corrispondono a tutti quei costi che servono a sostenere la giustizia italiana. Per spese processuali si intendono quindi tutte quelle che riguardano l’attivazione della giustizia.

Nelle spese di giustizia, inoltre, possiamo far rientrare anche tutte quelle legate alle notifiche e alla richieste di copie (conformi e non) in cancelleria.

Spese legali: cosa sono?

Le spese legali di una causa di risarcimento si identificano con l’onorario da corrispondere all’avvocato. Se intendi bussare alle porte della giustizia, non dovrai solo pagare il costo dei tribunali, ma anche quello del legale che ti consentirà di chiedere il risarcimento dei danni, visto che (salvo casi eccezionali) non puoi difenderti senza l’assistenza di un difensore abilitato al patrocinio.

A meno che non abbia diritto al gratuito patrocinio, sarai tu a dover pagare il tuo avvocato, salvo poi rivalerti sulla controparte processuale nel caso di vittoria: ed infatti, in base al principio di soccombenza, chi perde la causa paga per tutti, anche per le spese legali dell’antagonista e le spese processuali eventualmente anticipate.

In estrema sintesi, ciò significa che, se vinci una causa di risarcimento, potrai ottenere dalla controparte non solo l’importo chiesto a titolo di risarcimento, ma anche il rimborso delle spese, legali e processuali, che fino a quel momento hai dovuto sostenere.

Quanto costa una causa?

Fatte queste necessarie premesse, spiegato che il costo di una causa è dato dalla somma delle spese processuali e di quelle legali, vediamo ora, molto più concretamente, quanto può venirti a costare una causa per risarcimento dei danni.

Come detto in apertura, il costo di una causa è legato al valore della stessa: la legge, infatti, prevede che il contributo che devi versare allo Stato nel momento in cui cominci un processo è direttamente proporzionale al valore del procedimento stesso. Di conseguenza, più è elevato il risarcimento che chiedi, maggiore sarà il costo della causa.

Come si determina il valore di una causa di risarcimento?

Come si stabilisce il valore di una causa che ha ad oggetto una richiesta di risarcimento danni? La risposta è molto semplice: devi essere tu (o meglio, il tuo avvocato) a dichiarare, al momento dell’iscrizione a ruolo del procedimento, il valore della causa, il quale corrisponderà alla tua richiesta risarcitoria. In pratica, il valore di una causa per risarcimento corrisponde a quanto hai chiesto alla persona che hai citato in giudizio.

Il punto è come determinare la tua richiesta di risarcimento danni; la risposta varia a seconda del tipo di risarcimento che hai domandato: il risarcimento dei danni, infatti, può derivare essenzialmente da una violazione di un obbligo contrattuale, oppure da una lesione dei tuoi diritti proveniente da una terza persona con cui non hai rapporti.

Risarcimento danni per responsabilità contrattuale

Una causa per risarcimento danni derivante da responsabilità contrattuale presuppone che la tua controparte ti abbia danneggiato non rispettando un obbligo concordato in precedenza: pensa all’appaltatore che non termina i lavori di ristrutturazione nel termine fissato da contratto, oppure alla concessionaria che si fa pagare per averti riparato l’automobile ma, in realtà, la macchina funziona peggio di prima.

In ipotesi del genere, la quantificazione del risarcimento (e, di conseguenza, del valore della causa) potrebbe essere resa molto più agevole dalla presenza di determinate clausole all’interno del contratto: ritornando all’esempio appena fatto, di norma nei contratti di appalto è prevista la penale che l’appaltatore deve corrispondere al committente per ogni giorno di ritardo.

Non sempre, però, il calcolo è così facile: quando non ci sono criteri cui potersi riferire, per quantificare il proprio danno occorrerà rivolgersi ad un esperto che sia in grado, con la sua competenza, di effettuare una valutazione appropriata. Pensa, ad esempio, al medico che deve operarti e che, a causa di una sua negligenza, ti causa un danno alla salute: in un caso del genere occorrerà farsi visitare da un consulente medico che sia in grado di valutare il tuo danno.

Risarcimento danni per responsabilità extracontrattuale

Nel caso di responsabilità extracontrattuale, il danno ti è stato provocato da un soggetto col quale non avevi rapporti: classico esempio è il sinistro stradale. In un caso del genere, normalmente per quantificare il danno ci si rivolge ad un perito, cioè ad un esperto che sia in grado di valutare il risarcimento dovuto.

Contributo unificato: quanto costa per una causa di risarcimento?

La principale “voce di spesa” dei costi processuali è rappresentata dal contributo unificato. Di cosa si tratta? Il contributo unificato è un tributo che deve pagare colui che intraprende una causa civile, amministrativa o di lavoro, se non è in possesso dei requisiti che gli consentono di accedere al gratuito patrocinio.

Più nel dettaglio, il contributo unificato è un tributo che ha sostituito le imposte di bollo sugli atti, la tassa d’iscrizione a ruolo, i diritti di cancelleria e quelli di chiamata in causa dell’ufficiale giudiziario. In pratica, il contributo unificato sostituisce ogni altro tributo, di modo che il cittadino che deve adire la giustizia dovrà effettuare un unico pagamento.

A quanto ammonta il contributo unificato?

Come avrai senz’altro intuito, il contributo unificato che si deve pagare per adire la giustizia varia a seconda del valore della causa di risarcimento: esso è determinato a seconda dell’importanza (stabilita in termini economici) della causa.

Quanto costa il contributo unificato per una causa di primo grado?

Quanto può costare una causa di risarcimento? Ebbene, se hai intenzione di promuovere una causa civile, sappi che dovrai pagare un contributo unificato nella misura indicata nella seguente tabella:

Valore della Causa Contributo
Valore fino a € 1.100,00 € 43,00
Valore superiore a € 1.100,00 e fino a € 5.200,00 € 98,00
Valore superiore a € 5.200,00 e fino a € 26.000,00 € 237,00
Valore superiore a € 26.000,00 e fino a € 52.000,00 € 518,00
Valore superiore a € 52.000,00 e fino a € 260.000,00 € 759,00
Valore superiore a € 260.000,00 e fino a € 520.000,00 € 1.214,00
Valore superiore a € 520.000,00 € 1.686,00

Quanto costa il contributo unificato per una causa di secondo grado?

In sede di impugnazione, cioè di secondo grado (appello), il contributo unificato è superiore:

Valore della Causa Contributo
Valore fino a € 1.100,00 € 64,50
Valore superiore a € 1.100,00 e fino a € 5.200,00 € 147,00
Valore superiore a € 5.200,00 e fino a € 26.000,00 € 355,50
Valore superiore a € 26.000,00 e fino a € 52.000,00 € 777,00
Valore superiore a € 52.000,00 e fino a € 260.000,00 € 1.138,50
Valore superiore a € 260.000,00 e fino a € 520.000,00 € 1.821,00
Valore superiore a € 520.000,00 € 2.529,00

Contributo unificato: quando si paga in misura ridotta?

Ci sono casi in cui il contributo unificato deve essere pagato in misura ridotta della metà, cioè del 50 %. Tale agevolazione si ha:

  • nei procedimenti sommari, e cioè nei procedimenti per ingiunzione (decreto ingiuntivo), per convalida di sfratto; procedimenti cautelari o possessori e procedimenti sommari di cognizione, accertamento tecnico preventivo;
  • nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo in primo grado;
  • nei procedimenti di sfratto per morosità e per finita locazione;
  • nelle controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego, salvo le eccezioni che ti illustrerò nel prossimo paragrafo.

Quanto costa una causa civile?

Tirando le fila di quanto detto sinora, una causa di risarcimento può costare in maniera diversa a seconda del valore della controversia: in particolare, il costo maggiore è rappresentato dal contributo unificato, il quale deve sempre essere anticipato da colui che per primo iscrive la causa a ruolo. Allo stesso modo, dovrai sopportare le spese di notifica e quelle che servono per chiedere il rilascio di eventuali copie in cancelleria.

Facciamo un esempio concreto. Mettiamo il caso che tu abbia subito un danno di 25mila euro e che ne chieda il pagamento a colui che te l’ha provocato. Ebbene, per una causa del valore di 25mila euro è previsto un contributo unificato pari a 237,00 euro, a cui si aggiungono le spese di marca da bollo (27,00 euro) e quelle di notifica (variabili a seconda della modalità, cioè se a mani o per posta). Possiamo quindi dire che, per una causa di risarcimento di valore pari a 25mila euro, dovrai pagare circa 300 euro di spese processuali, alle quali si aggiungono quelle del tuo legale.

Se invece non sei in grado di quantificare l’ammontare del tuo risarcimento (pensa ai casi di lesione della privacy oppure del diritto all’immagine, oppure ancora al danneggiamento di un bene dal valore incalcolabile), dovrai pagare un contributo unificato pari a 518,00 euro: questo è l’importo che la legge prevede per le cause dal valore indeterminabile. Ovviamente, dovrai aggiungere sempre la marca da bollo (27,00 euro), le spese di notifica e l’acconto al tuo legale.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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