Diritto e Fisco | Articoli

Debitore: cosa può fare e cosa non può fare

29 Maggio 2019
Debitore: cosa può fare e cosa non può fare

Mezzi di tutela del debitore contro ipoteche e pignoramenti: come gestire la casa di proprietà e il conto corrente.

La ricchezza privata del popolo italiano è una tra le più alte d’Europa. Le nostre famiglie sono più ricche di quelle francesi e inglesi. Può sembrare un paradosso in un Paese dove il debito pubblico è impazzito e gli stipendi sono fermi dalla fine degli anni 90, ma è esattamente così (leggi Gli italiani sono tra i più ricchi d’Europa). Ciò nonostante i debiti restano ancora il problema principale di ogni cittadino. Spesso si vive al di sopra delle proprie possibilità ricorrendo al credito bancario e ai prestiti delle finanziarie. Si campa grazie al sommerso che, tuttavia, proprio in quanto tale, è una fonte di reddito precaria. Ci si trova così, sul più bello, ricoperti da bollette, rate insolute, avvisi di pagamento inviati dall’Agente della Riscossione. Cosa deve fare chi si trova in questa situazione? Cosa può fare e cosa non può fare un debitore?

Ci sono molte cose che non vengono dette quando si parla di debiti. E questo perché non è politicamente corretto dire che i debiti non vanno pagati. Eppure, se la legge prevede delle tutele per il debitore è anche giusto informare quest’ultimo dei suoi diritti, dei tempi necessari alla riscossione, delle possibilità di presentare ricorso, dei limiti che la giustizia incontra tutte le volte in cui una persona è, di fatto, nullatenente.

La giustizia ha un costo e dei tempi e chi ha già ricevuto una “fregatura” per aver incontrato una persona impossibilitata a pagare, difficilmente rischierà una seconda volta.

Abbiamo voluto scrivere un articolo con i consigli che un debitore dovrebbe seguire e che non troverà mai scritti da nessuna parte proprio perché si parla più spesso di ciò che la legge dice che non di ciò che la legge può concretamente fare.

Procediamo dunque con ordine e vediamo cosa può fare e cosa non può fare un debitore.

Il suicidio e la depressione

Quando si parla di debiti si parla, a volte, di suicidi. Tant’è che la stessa legge sul sovraindebitamento è stata battezzata volgarmente “legge salva suicidi”. In questi casi è la depressione ad avere, il più delle volte, la meglio. Paradossalmente invece la legge sembra favorire il “grande debitore”. Tanto più è elevato un debito rispetto al patrimonio del debitore tanto minori sono le possibilità di recupero da parte del creditore che non troverà di che soddisfarsi e, pertanto, resterà a mani vuote. Senza contare che il recupero del credito è più costoso proprio laddove il debito è elevato e non tutti sono disposti a spendere tanto in spese legali quando un’esecuzione forzata non è in grado di dare certezze.

Il tempo 

Il tempo, poi, ha la sua importanza: con il tempo i debiti si cancellano da soli. È quella che viene detta prescrizione e che riguarda qualsiasi tipo di obbligazione. Si va da prescrizioni di sei mesi a quelle di 10 anni. Leggi La prescrizione dei debiti. Più passano gli anni, più si evita il rischio di essere aggrediti dai creditori.

Leggi anche I diritti del debitore

Pignoramento immobiliare

A ciò si aggiunga peraltro che nessun procedimento di pignoramento è tanto veloce da non consentire di trovare soluzioni alternative. Ad esempio un pignoramento immobiliare può durare anche sei o sette anni, in alcuni casi – quando il bene non si vende – viene chiuso per sempre. Senza contare che, per via di una recente riforma, il titolare dell’immobile pignorato può continuare a vivere all’interno fino all’eventuale aggiudicazione senza dover pagare un canone di affitto.

Nel frattempo che si svolge l’esecuzione forzata, il debitore potrebbe ricorrere proprio alla procedura di sovraindebitamento e cancellare una buona fetta delle passività. Potrebbe riacquistare la casa all’asta per il tramite del coniuge il quale non ha alcun divieto a partecipare alla procedura.

Insomma, ci sono strumenti che consentono di vivere dignitosamente anche con un debito elevato sulle spalle.

Una cosa è però certa: una volta iniziato il pignoramento immobiliare il debitore non può né vendereaffittare la casa. Tali atti non sarebbero opponibili al creditore.

Se invece c’è solo un’ipoteca, la vendita ha effetto (ma l’ipoteca deve essere comunicata all’acquirente altrimenti il contratto può essere sciolto dall’acquirente). Il creditore però potrà espropriare il bene anche in capo al nuovo proprietario proprio perché ha iscritto l’ipoteca prima della vendita. Si può invece liberamente affittare l’appartamento nonostante l’ipoteca.

Si può vendere o affittare la casa anche prima che un creditore iscriva ipoteca, ma se il debito è già sorto, il creditore ha cinque anni di tempo per agire con l’azione revocatoria e rendere inefficace tale cessione. Nulla di più difficile però se l’acquirente è un terzo sconosciuto: il creditore dovrebbe dimostrare che questi era a conoscenza del debito.

In più non si può revocare una vendita se il patrimonio del debitore presenta altri beni utilmente pignorabili.

Se il creditore è l’agente della riscossione e il debitore ha solo una casa di proprietà e vi vive all’interno può evitare il pignoramento se non acquista altri immobili o non li accetta né in eredità, né in donazione. Leggi Come evitare pignoramento prima casa.

Il conto corrente

Prelevare dal conto corrente prima che arrivi un pignoramento non è un atto revocabile. Il creditore non può fare alcunché se, notificando l’atto di pignoramento in banca, non trova nulla sul conto corrente.

Cointestare il conto a un familiare configura una donazione del 50%: questo significa che il creditore potrà pignorare non più della metà del deposito, a meno che dimostri che la cointestazione è fittizia, ma a tal fine dovrebbe intentare una causa.

Se riesci a non far transitare sul conto altre somme oltre allo stipendio o alla pensione, il creditore può pignorare solo la parte del deposito che eccede il triplo dell’assegno sociale e un quinto delle successive mensilità che vengono accreditate.

Le carte prepagate non servono per evitare il pignoramento, ma è più improbabile un pignoramento di un conto Paypal.

Le polizze vita

Chi investe i propri soldi in polizze vita non può subirne il pignoramento. Lo stesso discorso vale per i sussidi per malattie o per maternità, per gli assegni familiari e quelli di mantenimento (i cosiddetti crediti alimentari). Leggi Quali somme non si possono pignorare.

La donazione

La donazione è certo l’atto più facilmente aggredibile da parte del creditore. L’oggetto di una donazione immobiliare infatti può essere pignorato entro un anno dalla donazione stessa senza bisogno di azioni revocatorie. Dopo l’anno, invece, è necessario che li creditore agisca con l’azione revocatoria entro 5 anni dal rogito.

Se il debitore non ha i soldi per difendersi

Se il debitore ha un reddito inferiore a 11.528,41 euro annui, ha diritto a un avvocato pagato dallo Stato. L’avvocato non gli viene assegnato dal tribunale, ma lo sceglie lo stesso soggetto interessato, tra quelli iscritti negli elenchi presso il locale consiglio dell’ordine. È quello che viene chiamato gratuito patrocinio.

I beni dei familiari

Il creditore non può pignorare i beni dei familiari del debitore, anche se facenti parte dello stesso nucleo familiare. Così, per esempio, non può pignorare i beni dei genitori o dei figli. L’unica eccezione è per il coniuge, ma solo se in regime di comunione legale e, comunque, nei limiti del 50% sui beni rientranti nella comunione stessa.

Anche gli eredi devono pagare i debiti del defunto, sempre che abbiano accettato l’eredità. Essi però non devono pagare le sanzioni amministrative.

Come rateizzare il debito con il Fisco? GUARDA IL VIDEO



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube