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Crisi di coppia: cause e soluzioni

30 Maggio 2019 | Autore:

> Donna e famiglia Pubblicato il 30 Maggio 2019



E’ possibile superare una crisi di coppia? In che modo? Per scoprirlo, leggi il mio articolo.

Poeti, scrittori, pittori, musicisti si sono sempre interrogati sul significato dell’amore ed hanno dedicato versi, tele e canzoni a quel sentimento irrazionale che pervade l’anima, accende la passione e il desiderio, occupa i pensieri più profondi e fa avvertire palpiti di pura magia. Un sentimento travolgente che può portarti a compiere la più dolce follia. Ma cosa succede quando svanisce tutta la poesia? Quando i problemi quotidiani si insinuano nella coppia e trasformano le piccole incomprensioni in grandi discussioni? Cosa accade quando la serenità viene meno e ci si annoia anche solo a litigare? Quando le delusioni prendono il sopravvento e non hai più fiducia nel partner, avverti una rottura, improvvisamente qualcosa si distrugge. E’ la crisi! Allora, due sono le possibili alternative. Dalla crisi possono emergere i problemi, le diversità di vedute, le differenze caratteriali e allora può instaurarsi un confronto costruttivo. La coppia può decidere di affrontare tutto ciò e trovare la forza di crescere insieme. Oppure, dopo vari tentativi, si arriva ad una triste conclusione: la fine del sentimento. Ma l’amore può svanire da un momento all’altro? Magari in questo momento stai vivendo un periodo di crisi con il tuo partner e vorresti saperne di più sulla crisi di coppia: cause e soluzioni.

Può darsi che col tempo, dopo tutti i rospi che hai buttato giù, sei arrivato/a al limite di sopportazione e ritieni che non abbia più senso investire in una relazione che non ti porta da nessuna parte e non ti regala più quelle belle emozioni di un tempo. Hai pensato che fino a quel momento probabilmente esisteva solo l’illusione di un sentimento? Magari eri innamorato/a dell’idea che avevi del tuo lui o della tua lei. Tutto può succedere!

Ma quali sono le cause della crisi di coppia? A volte, la routine, l’abitudine, le delusioni, il tradimento, la mancanza di attenzioni sono tra le cause che possono accendere la miccia di una crisi. Molti sono d’accordo nel ritenere che non bisogna mai dare per scontata la persona che si ha accanto senza preoccuparsi di ciò che prova e non curandosi delle sue difficoltà quotidiane, delle sue aspirazioni e dei suoi successi. C’è chi dice che talvolta l’amore non basta; chi, al contrario, pensa che con l’amore si supera tutto. Per qualcuno il fatto di decidere se portare avanti o meno un rapporto, nonostante la crisi, dipende dalle situazioni, dalle delusioni, dai problemi da affrontare. Insomma, i casi possono essere i più disparati e una coppia in crisi che ha intenzione di recuperare il rapporto ha diverse strade davanti per ritrovare la propria complicità.

Se vuoi saperne di più sulle cause e sulle soluzioni della crisi di coppia, continua a leggere il mio articolo. A seguire, troverai l’intervista alla psicologa e psicoterapeuta Francesca Zoppi, responsabile dell’area prevenzione dell’istituto Reich.

Quali sono le fasi evolutive di una coppia?

Intanto, occorre definire cos’è una coppia. Si tratta di un sistema vivente complesso, un bio-sistema nel linguaggio psicocorporeo. Le due persone della coppia, diverse tra loro, nello stare insieme, nel comunicare, nel relazionarsi, creano questo bio-sistema complesso chiamato coppia. La relazione di coppia si co-costruisce ogni giorno con amore e rispetto, edificando così reciprocità e benessere.

Le fasi evolutive non sono identiche per tutte le coppie. Solitamente, si attraversa una fase iniziale d’innamoramento, in cui l’altro non viene visto per quello che è realmente, ma per l’idealizzazione fatta da lui o da lei. Sicuramente, è una persona bellissima, affidabile, tutta dedita all’altro/a. Nel tempo, iniziano ad apparire limiti e difetti del partner o, meglio, si inizia a vedere l’altro così com’è. Spesso si cade nella tentazione di volerlo cambiare o tentare di plasmarlo sul modello ideale che ci siamo fatti di lui o di lei. E’ qui che spesso appaiono le prime crisi e conflitti.

Dopo l’attraversamento di periodi d’allontanamento e di riavvicinamento, di difficoltà e litigi, si passa, nel tempo, all’accettazione dell’altro/a così com’è. La coppia può così raggiungere fasi più stabili di co-costruzione e di rispetto reciproco.

Come capire se è amore o solo abitudine?

L’amore e l’abitudine hanno origini assai diverse. Se si ama una persona solitamente c’è reciprocità, cioè ci si sente amati, compresi e sostenuti dall’altro. Lo stare in coppia è piacevole. Solitamente, tali sensazioni facilitano nel percepirsi  aperti con gli altri e con  tante energie da spendere in   progetti ed attività diverse.

Se è abitudine o routine, spesso non si prova amore  e non ci si sente amati, compresi e sostenuti. Spesso ci si chiude emotivamente verso gli altri per non sentire il dolore che provoca tutto questo e, conseguentemente, non si ha tanta voglia di fare. C’è tristezza.

Come vincere l’abitudine e la monotonia nella coppia?

Un modo per affrontare abitudine e routine è mantenere sempre una buona comunicazione emozionale ed affettiva con il proprio partner.

Mancanza di dialogo: quanto e come incide in un rapporto di coppia?

La comunicazione è molto importante nella coppia. Ciò che è veramente importante non è tanto la comunicazione di ciò che si fa, ma  di ciò che si sente. In altre parole, saper comunicare all’altro le proprie emozioni, sensazioni e pensieri. Parliamo quindi della comunicazione del proprio mondo emozionale ed affettivo.

Sia se è un buon momento che un momento critico, è importante avere sempre il coraggio di esprimere all’altro/a il proprio stato d’animo anche se sentiamo rabbia o dolore.

Crisi di coppia: quali sono i campanelli d’allarme?

I campanelli d’allarme sono sempre e soprattutto emotivi. Sentirsi trascurati, delusi o non amati, può innescare pensieri d’incertezza sulla stabilità affettiva data dall’altro/a. Questi pensieri ne innescano altri ancora e c’è la crisi.

Quali sono le dinamiche della crisi di coppia?

Il distacco emotivo e il desiderio di allontanarsi provato da uno dei due partner o da entrambi fa sì che si interrompa la co-costruzione del benessere nella coppia e, contemporaneamente, si tenta di compensare individualmente il disagio percepito. Il distacco affettivo poi può creare la premessa per qualsiasi cosa che possa minare la relazione di coppia: un tradimento, un lavoro che porta lontano o altro ancora. Può accadere che l’evasione prenda la mano ed è difficile rientrare.

Crisi di coppia: come uscirne?

Per molti la parola crisi vuol dire che la coppia è ad un passo dalla separazione, vuol dire cioè che già possiamo prevederne la fine. Nell’antica Grecia la parola crisi rimandava al concetto di  decisione, scelta. Possiamo dire che per i greci antichi la crisi, invece, era occasione di trasformazione e di cambiamento. Oggigiorno, non c’è coppia che non abbia problemi o che non abbia attraversato momenti critici. Spesso le crisi si risolvono in modo naturale e funzionale e sono anche passaggi evolutivi della coppia.

Può, invece, capitare che i problemi non diminuiscano, ma aumentino e quindi le crisi non vengono superate ma perdurano nel tempo. In questo caso, le crisi divengono sempre più forti emotivamente. Quando ciò accade, è necessario chiedere aiuto all’esterno, ad un professionista che abbia la capacità e le competenze necessarie per riportare i partner a sentirsi e a percepirsi nuovamente amati dall’altro/a, il tutto nello spazio protetto del setting terapeutico.

Crisi di coppia: quali sono le cause più frequenti?

I motivi più frequenti per cui possono innescarsi difficoltà e crisi nella relazione di coppia sono molti e diversi. Secondo me, i più frequenti sono:

  • separazioni non compiute con le famiglie d’origine. Solitamente, la relazione di  coppia, soprattutto nel momento in cui si stabilizza nella convivenza, nel matrimonio o nell’attesa di un figlio, necessità di serenità, stabilità e fiducia. Se lui o lei o entrambi non hanno compiuto una separazione con la famiglia d’origine, tali legami possono prevalere e creare delle interferenze. Può succedere che giudizi, incomprensioni, futili litigi tra parenti, possono interferire nello stabilizzarsi della relazione di coppia e minare una buona intimità;
  • traumi interni o esterni alla coppia. I traumi interni sono la forte possessività e gelosia di uno dei due partner, tradimenti, comunicazioni importanti non date ed altro ancora, possono incrinare la chiarezza, la trasparenza, la sincerità della relazione. I traumi esterni sono: lutti inattesi, licenziamenti, difficoltà economiche improvvise, malattie, possono mettere in luce fragilità nascoste dei partner e della coppia stessa;
  • lunghi allontanamenti. Oggi, è frequente sia per necessità economica o per carriera accettare soluzioni lavorative che portano alla separazione di fatto dei partner. La lontananza non è facile da gestire emotivamente. A volte, basta una parola detta dall’altro a innescare fantasie di disamore o peggio ancora di tradimento;
  • difficoltà relazionali con i figli. Spesso nel percorso della genitorialità s’incontrano momenti di forti incomprensioni tra partner, nella gestione e nell’educazione dei propri figli. Se non espressi ed elaborati, questi possono diventare veri conflitti interni alla coppia;
  • squilibrio tra i partner. Può succedere che solo uno/a nella coppia evolve a livello culturale, lavorativo e professionale. Questo può far nascere nell’altro/a competizione, invidia e   gelosia. Conseguentemente, ci si allontana dalla costruzione dell’armonia e della reciprocità.

Come superare le crisi e riportare la serenità nella coppia e in famiglia?

Le crisi possono avere motivazioni assai diverse, ma per attraversarle e per  superarle ciò che necessita è la fiducia e il desiderio di trasformarsi. Fiducia prima di tutto  in se stessi e poi fiducia nell’altro/a. La fiducia sostiene nei momenti più difficili, fa chiedere aiuto se necessario, fa trovare il coraggio di comunicare all’altro/a i propri sentimenti e il proprio mondo affettivo ed emozionale. La fiducia aiuta e supporta la trasformazione di se stessi e la comprensione dell’altro, entrambe  necessarie per poter superare qualunque crisi di coppia.

Crisi di coppia: quando lasciarsi? Come capire se l’amore è finito?

Sentirsi trascurati, isolati e non amati attiva, a catena, comportamenti d’allontanamento, distacco emotivo, diminuzione dell’attrazione sessuale, noia e affaticamento nello stare insieme. Alcune coppie comunicano le proprie difficoltà e riescono  a riavvicinarsi affettivamente, altre invece nel tempo tendono a peggiorare e conseguentemente le sensazioni negative prendono il sopravvento.

Esistono crisi naturali, di passaggio o fisiologiche, con le quali la coppia nell’andare avanti e nel tempo impara anche ad attraversare. Ci sono crisi che possono portare uno dei due partner o entrambi a desiderare la separazione e a tentare di ristabilire la serenità e l’armonia nella propria vita individualmente.

Quando lasciarsi? Non c’è un confine uguale per tutti. Il confine lo dà la sensazione di piacere e di benessere personale. Quando oramai conflitti, rivalse, vendette e non rispetto reciproco hanno preso il sopravvento. Quando, cioè, lo stare insieme al partner è divenuto un affaticamento emotivo, una sofferenza, un inutile litigare che non produce cambiamenti ma solo altre rivalse e altro malessere. Forse allora possiamo dire che la coppia è giunta in quello spazio di non ritorno.

Crisi di coppia: quando è possibile chiedere la separazione?

Dopo aver analizzato gli aspetti psicologici nell’intervista alla psicoterapeuta Francesca Zoppi, possiamo passare agli aspetti legali. Ti spiegherò quali sono i motivi per cui puoi porre fine al tuo matrimonio.

Se la convivenza con tua moglie o con tuo marito è diventata intollerabile, puoi chiedere la separazione. La legge non specifica quali sono i motivi dell’intollerabilità. Potrebbe trattarsi di una causa qualunque come il disinteresse reciproco; l’assenza di comprensione e di supporto morale e materiale; l’assenza di rapporti (anche sessuali); i continui litigi; il disaccordo sulla vita matrimoniale; l’infedeltà; l’allontanamento dalla casa coniugale. E se non amassi più la tua dolce metà? Il disinnamoramento può essere considerato una valida ragione per chiedere la separazione? La risposta è affermativa.

Insomma, i motivi possono essere innumerevoli. Non occorre provare che la convivenza sia diventata intollerabile, ma è sufficiente che uno dei due coniugi si sia rivolto al giudice, in quanto non desidera più restare accanto all’altro unito in matrimonio.

Inoltre, non è necessario che ci sia il consenso dell’altro coniuge che, al contrario, vorrebbe proseguire il rapporto. Pertanto, in tal caso, si potrà procedere ad una separazione giudiziale e non consensuale.

E se volessi chiedere l’addebito a carico dell’altro coniuge per le sue condotte contrarie al matrimonio? Occorrerà dimostrare che ha violato uno dei doveri coniugali: fedeltà, convivenza, assistenza morale e materiale, rispetto, collaborazione nell’interesse della famiglia.

note

Autore immagine: 123rf com.


1 Commento

  1. Ottimi consigli. Credo che sia un articolo davvero completo perché analizza il problema nel dettaglio e poi offre diversi spunti di riflessione e soluzioni dal punto di vista psicologico, grazie all’intervista ad uno specialista, e dal punto di vista legale. Mi trovo in piena crisi con il mio compagno e non so se il nostro rapporto ad oggi stia proseguendo per amore o semplice abitudine e affetto. Da un lato non vorrei prendere decisioni avventate mandando all’aria tutto, ma dall’altro lato avverto l’esigenza di ritagliarmi i miei spazi e dedicarmi a me stessa… Mi sono sempre preoccupata del benessere di chi sta al mio fianco, ma ogni tanto mi soffermo a pensare se è il caso che mi prenda una pausa da tutto e mi focalizzi solo ed esclusivamente su ciò che voglio io e non su quello che può accontentare gli altri… Grazie per i vostri preziosi consigli e per il vostro lavoro per offrirci sempre notizie interessanti!

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