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Come valutare un’auto usata

31 Maggio 2019 | Autore:
Come valutare un’auto usata

Come si calcola la quotazione di un’autovettura usata? Quali fattori incidono sul suo valore? Ecco i criteri da seguire ed i parametri da verificare per valutarla bene.

Sei interessato all’acquisto di un’auto usata, oppure desideri vendere la tua vecchia auto. La prima cosa che ti chiedi è: quanto vale l’auto che sto cercando o offrendo? Il mercato delle autovetture usate è liquido e frequentato, eppure le quotazioni variano parecchio. Bisogna quindi conoscere i criteri attraverso cui si formano i prezzi di riferimento e poi personalizzarli per quella precisa macchina.

I listini delle riviste specializzate e dei rivenditori non ci aiutano molto, perché, pur essendo aggiornati e facilmente disponibili, offrono quotazioni standard: si basano sull’anno di fabbricazione e considerano un’auto generica, di media percorrenza ed in buone condizioni. Non tengono cioè conto delle vicende concrete di quella specifica macchina (chilometri percorsi, condizioni, accessori, incidenti pregressi, danni, necessità di riparazioni, ecc.). Le offerte dei privati che troviamo sui portali di annunci internet, invece, spesso ci disorientano, perché sono molto eterogenee e talvolta inaffidabili; spesso i dati sono incompleti e non ci illustrano bene le condizioni reali del veicolo.

La tua esigenza è quella di capire quanto vale quella specifica auto che hai trovato e da qui riuscire a spuntare il prezzo giusto ed adeguato alle concrete condizioni in cui si trova e che devi saper verificare anche perché spesso non vengono dette. Come si fa quindi a conoscere il valore di questa autovettura, quali elementi occorrono per giudicare se il prezzo è conveniente o per proporlo tu stesso se sei il venditore? Ti serve sapere tutto su come valutare un’auto usata: vediamo allora come farlo, conoscendo tutti i fattori che incidono sul suo valore e come si fa a riconoscerlo ed a stabilirlo nella maniera corretta. Vedremo che non è sufficiente una stima generale dei prezzi di quel tipo di autovettura (per marca, modello e anno di produzione) ma occorre andare ben oltre e più in profondità per sapere quanto vale proprio quella macchina a cui sei interessato tu.

Sia che tu voglia comprare un’auto usata – che può essere un ottimo affare, se sai valutare bene il prezzo che ti viene proposto per l’acquisto rispetto al valore del veicolo – sia che tu stia per vendere la tua vecchia auto, devi innanzitutto individuare il suo valore di mercato, partendo dal presupposto che ogni auto usata è diversa dall’altra, in quanto la sua storia l’ha differenziata portandola alle condizioni attuali; ma, salvi casi particolari, per fare questo non è affatto necessario ricorrere a quotazioni a pagamento o perizie specializzate.

Tieni presente che la valutazione di un’auto è la base per formare un prezzo che non decidi solo tu ma sarà valutato dalla tua controparte, che esaminerà la proposta per verificare se è davvero conveniente o no anche per lui. Il mercato delle auto usate segue le stesse regole di tutti gli altri mercati economici: vince chi è più informato, chi ha più dati a disposizione, chi ha più competenze per giudicare tutti gli elementi, perché in questo modo può trattare meglio, formulare l’offerta più adatta e così alla fine riesce a concludere l’affare ed a spuntare il prezzo migliore per la compravendita.

Valutare un auto usata: i dati di base 

Per stabilire una prima, ma generalissima, quotazione, è sufficiente sapere la marca, il modello e l’anno di produzione – che nel nostro caso coincide con quello della prima immatricolazione – ed iniziare a consultare i cataloghi delle testate specializzate (Quattroruote, Al Volante, Auto.it, ecc.) che sono disponibili sia acquistando le riviste in edicola sia consultando i loro siti internet. Per fare ancora prima, se hai a disposizione la targa dell’auto, puoi inserirla in uno dei molti portali dedicati alle quotazioni ed il sistema preleverà automaticamente i dati di marca, modello e anno di fabbricazione dalla banca dati della Motorizzazione.

Quella che otterrai in questo modo, però, sarà soltanto una quotazione grezza, di massima ed indicativa; avrai cioè una prima stima, senz’altro utile ma del tutto insufficiente per stabilire il valore reale dell’auto usata che hai davanti. Anzi, se ti limiti semplicemente a questa, potresti avere brutte sorprese dal concessionario al quale intendi venderla o dai potenziali venditori se stai cercando di acquistarla, perché scopriresti che ci sono parecchie altre cose che incidono e che fanno variare moltissimo questa stima iniziale. E’ meglio dunque sapere tutte queste cose in anticipo: esaminiamo allora quali sono i criteri di valutazione.

Quali sono i criteri per valutare bene un’auto usata?

Per arrivare alla quotazione esatta e definitiva ti occorre molto di più della prima stima che abbiamo visto sopra e che rappresenta solo il punto di partenza. Vediamo dunque quali sono i principali fattori per determinare il prezzo di un’auto usata e precisamente di quell’auto usata che hai individuato e stai esaminando. Bisogna considerarli tutti, uno per uno, per arrivare alla quotazione finale adeguata e rappresentativa delle caratteristiche di quel veicolo: ce ne saranno infatti alcuni che possono far accrescere la quotazione ed altri che, invece, la deprimono. Ciascuno di essi ha un’incidenza che contribuisce a formare la valutazione complessiva di quel veicolo.

Tutti i fattori che stiamo per indicarti vengono considerati nei listini di quotazioni delle auto usate utilizzati in commercio: dal noto Quattroruote, valido soprattutto per le compravendite che avvengono tra privati, all’Eurotax che è utilizzato dalle concessionarie e dai rivenditori professionali ed è diviso in una parte blu, per chi vende, ed una parte gialla, per chi compra (nella differenza tra i due valori sta il margine di guadagno dell’intermediario che realizza la vendita).

Questi listini, però, prendono a base dei valori medi, che rappresentano un riferimento da integrare con i parametri che ora ti indicheremo e che ti consentiranno di arrivare alla valutazione congrua per quella specifica auto. I criteri di base per la formazione del prezzo di un’auto usata sono i seguenti e valgono in tutti i casi, tranne che per le auto antiche o per i modelli fuoriserie che seguono altre regole particolari (edizione limitata, pezzi originali o sostituiti, ecc.).

L’anno di immatricolazione

Un’autovettura nuova perde circa il 20-25%, a seconda dei modelli, nel primo anno di vita, per il solo fatto di essere stata immatricolata e messa in circolazione, a prescindere da quanti chilometri abbia fatto e da come sia stata tenuta.

Negli anni successivi la discesa può essere più o meno accentuata e dipende dalla marca e dal modello: in genere, le auto di lusso o comunque di marchi prestigiosi tendono a perdere meno valore nel tempo rispetto alle utilitarie o alle marche più economiche. Di solito, poi, quando un modello esce dalla produzione, le sue quotazioni subiscono un brusco calo, a meno che non si tratti di un tipo particolarmente riuscito e diffuso nel pubblico, nel qual caso manterrà la quotazione precedente.

Le auto prodotte nei quattro o cinque anni più recenti hanno sui listini dell’usato una quotazione distinta in base al semestre di immatricolazione, cioè prezzi diversi a seconda che si tratti del primo o del secondo semestre di quell’anno. Fai attenzione al fatto che se l’auto che ti interessa ha più di 20 anni le regole generali di quotazione non valgono più: i modelli antichi e le auto d’epoca possono valere ben di più rispetto ai prezzi commerciali se sono di interesse storico o hanno un mercato per i collezionisti e gli appassionati. Fanno, quindi, quotazione a sé in questi mercati appositi e specializzati.

In certi casi i pochi esemplari residui di modelli di auto diffusi in passato, se sono ancora in buone condizioni, non si deprezzano ma al contrario valgono ben di più dopo 30 o 40 anni ed oltre: pensa, ad esempio, alle Fiat 600, 850 o 1100 degli anni ’60 e 70, alle Alfa Romeo Giulia, Giulietta e Gran Turismo, alle Lancia Fulvia, Flavia o Delta e a molte altre auto riuscite di quell’epoca.

La categoria Euro di emissioni inquinanti

Da più di 25 anni ogni veicolo prodotto è inserito in una specifica categoria Euro che misura le emissioni inquinanti misurate secondo gli standard della normativa europea: dalla più antica Euro 0 per i mezzi fino a tutto il 1992, Euro 1 per le auto dal 1993 al 1996, Euro 2 dal 1997 al 2000,  Euro 3 dal 2001 al al 2005, Euro 4 dal 2006 al 2010, Euro 5 successivamente, fino alla più recente ed attuale Euro 6 per i veicoli immatricolati dal 1 settembre 2015.

Il dato è riportato nella carta di circolazione dell’autoveicolo, ma basta sapere l’anno di avvenuta omologazione del tipo e di prima immatricolazione per individuarlo, tenendo presente che se l’auto è dotata di FAP (filtro antiparticolato) può rientrare nella categoria Euro superiore anche se era stata prodotta prima, a condizione che sia stato omologato correttamente e risulti dal libretto.

In effetti, ai fini delle quotazioni la classe Euro è in buona parte già “inglobata” nei dati relativi all’anno di fabbricazione ed immatricolazione del mezzo, ma può avere un valore separato considerando i sempre più numerosi divieti di circolazione nei periodi di elevato inquinamento nei centri urbani delle maggiori città per le auto che appartengono alle categorie Euro 3 od Euro 4 e a quelle inferiori; le Euro 5 e 6 invece non incontrano alcun limite.

Questi blocchi si vanno estendendo e la tendenza è che saranno sempre più diffusi in futuro. Se l’auto che intendi acquistare dovrà circolare in queste zone, dovrai evitare un modello che non rispetti queste caratteristiche. Il problema del futuro dei motori diesel rientra anche in questa problematica. Quindi, la categoria Euro di appartenenza incide parecchio nella valutazione concreta dell’auto, in relazione alle esigenze dell’acquirente ed all’uso che egli intende fare del mezzo.

La marca, i modelli e le versioni

Ogni casa automobilistica possiede diversi marchi e per ciascuno propone in vendita una vasta gamma di modelli diversi, che vengono quasi ogni anno rinnovati o sostituiti con nuove versioni. L’elencazione è davvero molto ampia: i listini plurimarche sono dei veri e propri libri ed anche su internet i menu a tendina sono lunghissimi ed occorre pazienza per orientarsi. Inoltre devi porre attenzione al fatto che a parità di modello possono cambiare le versioni, l’alimentazione (benzina, diesel, gpl o metano, ibrida o elettrica), gli allestimenti e gli equipaggiamenti e le eventuali dotazioni diverse da quelle di serie.

Devi quindi conoscere bene la marca e il modello al quale rivolgi la tua attenzione e saperlo distinguere dalla varietà dei modelli apparentemente simili, perché tutto questo si traduce in quotazioni molto eterogenee: ad esempio non basterà individuare semplicemente una Fiat 500, perché una Fiat 500 “L” avrà quotazioni ben diverse da quelle di una 500 “X” ed inoltre ciascuno di questi modelli avrà decine di versioni diverse, a volte prodotte nello stesso anno di fabbricazione.

Gll allestimenti e gli optional

A questo punto, una volta focalizzato il modello e la versione, bisogna verificare a quale allestimento corrisponde la vettura cui sei interessato e di quali accessori ed optional dispone.

Gli allestimenti sono gli equipaggiamenti standard che la casa costruttrice fornisce in base alle varie linee messe in vendita per ciascun modello (i nomi possono essere i più vari: economy, pop, business, sport, luxury, class, elegance, executive, ecc.); gli optional comprendono invece eventuali dotazioni ulteriori e diverse da quelle di serie, quindi aggiuntive rispetto alla linea standard.

Una macchina di una linea alta e, quindi, più accessoriata, oppure dotata di diversi optional utili o lussuosi, varrà ben di più di una che ne è priva: ad esempio la vernice metallizzata, i cerchi in lega, il cambio automatico, il tettuccio apribile, i fendinebbia, i fari a led, la climatizzazione, gli interni in pelle, i comandi al volante, i sistemi di assistenza alla guida, di controllo di stabilità o di ausilio alla frenatura ed ai parcheggi (sensori e telecamere), il navigatore satellitare, un impianto audio potente, ecc, incideranno tutti sulla quotazione specialmente se sono “appropriati” alla classe di quel veicolo, facilitandone l’utilizzo e migliorandone il comfort o lo stile di guida.

Alcuni optional particolari possono valere ben poco se non sono diffusi (ad esempio un volante in pelle leopardata o un allestimento fortemente sportivo con spoiler e cerchioni ribassati su un’auto di classe media interesserà pochi acquirenti che amano quel genere, ma non incrementerà la valutazione generale). Però in tutti i casi anche i migliori optional contano poco se l’auto è vecchia: la loro presenza alza la quotazione soprattutto quando l’auto ha meno di cinque anni di vita.

Lo stato e le condizioni dell’auto

Si tratta di esaminare bene lo stato e le condizioni sia meccaniche sia di carrozzeria e dei pneumatici. Una macchina che è stata ferma ed inutilizzata per lunghi periodi e magari è rimasta parcheggiata in luoghi scoperti, subendo intemperie e grandinate, varrà di meno rispetto ad una che ha circolato regolarmente ed è stata custodita in garage; un’auto che richiede un cambio gomme perché i battistrada sono consumati quoterà di meno rispetto ad una che ha pneumatici in condizioni normali.

Quanto alla meccanica, un’auto che necessita di riparazioni, specie se importanti per poter circolare nelle necessarie condizioni di sicurezza (ad esempio, vanno rifatti i freni, le sospensioni, gli ammortizzatori, l’impianto elettrico) varrà molto meno rispetto ad un’altra che è in condizioni perfette. Devi, quindi, considerare tutti i particolari, a partire dai liquidi dei circuiti (olio motore, acqua e freni devono essere freschi di cambio, limpidi e senza perdite). Nulla è meglio di un giro di prova per scoprire eventuali difetti che non possono essere riconosciuti da fermo, a partire da quelli ai freni e del cambio.

I danni alla carrozzeria possono essere lievi e superficiali, in modo che basti qualche semplice “ritocchino” per eliminarli, così la quotazione non ne risente; oppure possono richiedere interventi più profondi (sostituzione di paraurti, cofano, sportelli, riverniciatura di alcune parti, ecc.) e dunque deprezzeranno molto il valore di vendita.

Una macchina incidentata sconta sempre questo evento nella valutazione: anche se è stata già riparata e riverniciata prima di essere messa in vendita, ma aveva subito danni gravi, la quotazione rimarrà depressa perché la sua stabilità e affidabilità difficilmente riuscirà ad essere considerata pari a quella di un’auto che non ha mai subito incidenti.

La manutenzione del veicolo ed il precedente proprietario

Un’automobile che è stata sempre regolarmente tagliandata, che è stata custodita abitualmente in un garage o in un parcheggio coperto, che è stata revisionata con la dovuta regolarità (dopo quattro anni la prima ed ogni due anni le successive: il dato è riportato sulla carta di circolazione) e magari ha avuto un unico proprietario che ha sempre curato il veicolo senza sforzare il motore eccessivamente ed ha compiuto percorsi consueti e regolari avrà molto più valore rispetto ad una maltenuta nel corso del tempo o che ha compiuto abitualmente tragitti disagiati (strade sconnesse, di montagna ecc.).

L’impianto di scarico deve trovarsi in buono stato di funzionamento, con marmitta in ordine ed emissioni di fumi in regola (questo dato viene controllato periodicamente in sede di revisione). Anche gli interni (tappezzerie, cruscotti, sedili) devono essere in buone condizioni, altrimenti la quotazione ne risentirà.

Se si acquista l’auto da una persona conosciuta è molto più facile conoscere questi aspetti della “storia” dell’auto, così come se sei tu il venditore privato sarai favorito se ti rivolgi a chi ti conosce e sa come hai tenuto il mezzo. Se si acquista da un estraneo oppure se si tratta di un’auto che ha avuto parecchi guidatori, come ad esempio quelle delle società di autonoleggio, bisognerà controllare le condizioni dell’auto con un’esame approfondito, meglio se condotto da un meccanico specializzato di tua fiducia.

La percorrenza: come stabilire quella vera

Il chilometraggio percorso da ogni auto dovrebbe essere un dato oggettivo e facilmente rilevabile, invece talvolta è controverso e fonte di seri dubbi, perché vengono compiute manomissioni sul contachilometri (analogico o anche computerizzato) che si traducono in vere e proprie truffe. Per questo va rilevato con attenzione in modo da accorgersi se ci sono state alterazioni: da qualche anno questo dato è registrato durante le revisioni periodiche e può essere verificato con facilità quanti chilometri aveva l’auto quando è stata sottoposta all’ultima revisione.

In caso di dubbi è sempre bene far esaminare l’auto da un meccanico di fiducia o comunque da un esperto del settore, in modo da rendersi conto, ad esempio, di usura di componenti meccanici (i dischi freni, il cambio, la frizione, le cinghie di trasmissione, ecc.) che risultino incompatibili con il chilometraggio dichiarato dal venditore; anche se i chilometri fossero proprio quelli, emergerebbe che l’auto soffre di scarsa e inadeguata manutenzione ed il prezzo dovrà scendere.

Tieni presente che, anche se l’auto è in ordine, il chilometraggio può incidere comunque sulle quotazioni, nel senso che i listini presumono una percorrenza media: in genere tra i 15.000 ed i 25.000 km annui, ma il dato cambia in base al tipo del veicolo, all’alimentazione ed alla cilindrata. Se i chilometri percorsi sono di più, la quotazione scenderà, di massima il 3% ogni 10.000 km aggiuntivi rispetto alla percorrenza media del listino per quella marca e modello, così come si incrementerà (ma non nella stessa misura) se la percorrenza è stata inferiore alla media annua.

Le vetture diesel e quelle di grossa cilindrata sono più “resistenti” nelle quotazioni anche se hanno molti chilometri sulle spalle, perché i loro motori reggono di più un maggior numero di chilometri percorsi; le vetture piccole ed a benzina, invece, hanno un deprezzamento consistente rispetto alle quotazioni dei listini se hanno percorso, nei loro anni di vita, più chilometri rispetto alla media.

La garanzia: quando può incidere sulla valutazione

La garanzia sulle auto usate è prevista dalla legge, è gratuita ed automatica e quindi non deve incidere sulla valutazione del veicolo. Ci sono però altri fattori da considerare: ad esempio la garanzia di un usato sicuro, specialmente se proviene da un rivenditore qualificato, alza la quotazione perché offre assistenza, sostituzioni e riparazioni ed ovviamente ha un costo per chi la acquista ma preferisce eliminare il rischio di inconvenienti nascosti e così viaggiare tranquillo.

Tieni presente che quando acquisti da un concessionario ti è sempre dovuta la garanzia legale prevista dal Codice del consumo, che per legge è di due anni, ma potrebbe essere abbassata in contratto fino ad un solo anno e comunque a non meno di un anno.

Tutte le garanzie aggiuntive invece si pagano a parte, ma è sempre bene, nello stabilire il prezzo, tenere distinto il valore del veicolo da quello di queste garanzie, per evitare confusione e per sapere esattamente quanto costa questa vera e propria assicurazione in più che ci viene proposta.

Se, invece, acquisti da un privato, non ci sono garanzie se non quella dell’immunità da vizi nascosti [1], che il venditore deve sempre rappresentare e dichiarare al compratore sin dalla fase delle trattative, senza tacere o occultare nulla, come ad esempio il fatto che l’auto sia incidentata.

note

[1] Artt. 1490 e 1495 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com.


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