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Bonus asilo nido 2018: cos’è e come funziona

26 Gennaio 2018


Bonus asilo nido 2018: cos’è e come funziona

> Business Pubblicato il 26 Gennaio 2018



Bonus nido 2018: vediamo cos’è, come funziona, quali i requisiti richiesti, a quanto ammontano le agevolazioni, chi può richiederle,  come  e quando fare domanda

Ai figli nati o adottati dal 1° gennaio 2016 spettano importanti agevolazioni economiche per il pagamento delle rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati. Sono, inoltre, previsti dei contributi in favore dei bambini che necessitano di assistenza domiciliare. Si tratta del cosiddetto Bonus asilo nido che potrà essere richiesto a partire dal 29 gennaio 2018.  Vediamo, dunque, cos’è e come funziona il bonus asilo nido 2018 ed in cosa consiste il bonus per le forme di supporto presso la propria abitazione, quali i requisiti richiesti, come fare domanda ed in cosa consistono le agevolazioni.

Bonus nido 2018: cos’è   

Nell’ambito degli interventi normativi a sostegno del reddito delle famiglie, la legge [1] ha disposto che ai figli nati dal 1° gennaio 2016 spetta un contributo di massimo mille euro, per il pagamento delle rette degli asili nido pubblici e privati. Sono previste, inoltre, forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da patologie croniche. Il bonus richiesto – sia che si tratti del bonus asilo nido, sia che si tratti del bonus per forme di supporto presso la propria abitazione – è corrisposto direttamente dall’Inps su domanda del genitore.

Bonus asilo nido 2018: come funziona

Il bonus asilo nido viene erogato con cadenza mensile, parametrando l’importo massimo di mille euro su 11 mensilità, per un contributo massimo di 90,91 euro per ogni retta mensile pagata e documentata. Il contributo mensile erogato dall’Inps non può eccedere la spesa sostenuta per il pagamento della singola retta.

Il bonus per le forme di supporto presso la propria abitazione viene erogato dall’Istituto a seguito di presentazione da parte del genitore richiedente, che risulti convivente con il bambino,  di un attestato rilasciato dal pediatra  che attesti per l’intero anno di riferimento «l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica».

In questo caso l’Inps eroga il bonus di mille euro in un’unica soluzione direttamente al genitore richiedente.

Bonus asilo nido 2018: quali requisiti

La domanda può essere presentata dal genitore di un minore nato o adottato dal 1° gennaio 2016 in possesso dei seguenti requisiti [2]:

  • cittadinanza italiana;
  • cittadinanza Ue;
  • permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo;
  • carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea;
  • carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell’Unione europea;
  • residenza in Italia;
  • con riferimento al bonus asilo nido, il richiedente è il genitore che sostiene l’onere del pagamento della retta;
  • relativamente al contributo per forme di assistenza domiciliare, il richiedente deve coabitare con il figlio e avere dimora abituale nello stesso comune.

Tutti i requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda.

Bonus asilo nido 2018: quando non può essere più chiesto

Il richiedente deve confermare ogni mese  l’invarianza dei requisiti rispetto a quanto dichiarato nella domanda. L’erogazione del bonus, infatti, decade in caso di perdita di uno dei requisiti di legge o di provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell’affidamento preadottivo.

L’Inps interrompe l’erogazione dell’assegno a partire dal mese successivo all’effettiva conoscenza di uno dei seguenti eventi che determinano decadenza:

  • perdita della cittadinanza;
  • decesso del genitore richiedente;
  • decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda (affidamento del minore a terzi).

Il verificarsi di uno di questi eventi, tuttavia, non impedisce il subentro nel beneficio da parte di un soggetto diverso, qualora per quest’ultimo sussistano i presupposti di legge. I termini previsti per il subentro sono fissati improrogabilmente entro 90 giorni dal verificarsi di una delle cause di decadenza sopra elencate.

Bonus asilo nido 2018: quando fare domanda

A partire dalle 10 del 29 gennaio 2018 e fino alle 23,59 del 31 dicembre 2018 è possibile presentare domanda online attraverso il servizio dedicato.

Bonus asilo nido 2018: come fare domanda

In sede di presentazione della domanda è necessario specificare il motivo per il quale si richiede il beneficio e precisamente:

  • pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati (“Contributo asilo nido”). Va evidenziato che per “asili nido privati autorizzati” si intendono le strutture che abbiano ottenuto l’autorizzazione all’apertura e al funzionamento da parte dell’ente locale competente, a seguito della verifica del rispetto di tutti i requisiti tecnico-strutturali, igienico-sanitari, pedagogici e di qualità previsti dalle vigenti normative nazionale e locale, ai fini dello svolgimento del servizio educativo di asilo nido. Sono, pertanto, escluse dal rimborso le spese sostenute per i servizi educativi integrativi all’asilo nido (ad esempio ludoteche, spazi gioco, spazi baby, pre-scuola, ecc.);
  • introduzione di forme assistenza domiciliare a favore dei bambini, di età inferiore a tre anni, affetti da gravi patologie croniche (“Contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione”).

La domanda può essere presentata online all’Inps attraverso il servizio dedicato.

In alternativa, si può fare la domanda tramite:

  • Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Bonus asilo nido 2018: se i figli sono più di uno

Qualora il richiedente intenda fruire del beneficio per più figli sarà necessario presentare una domanda per ciascuno di essi.

Bonus asilo nido 2018: cosa indicare nella domanda

Nel caso in cui il richiedente intenda accedere al bonus asilo nido dovrà specificare nella domanda se l’asilo nido frequentato dal minore sia pubblico o privato autorizzato e indicare, in tal caso, oltre alla denominazione e al codice fiscale della struttura, anche gli estremi del provvedimento autorizzativo.

Il richiedente dovrà indicare, inoltre, le mensilità relative ai periodi di frequenza scolastica compresi tra gennaio e dicembre 2018, per le quali intende ottenere il beneficio. Nel caso in cui si intenda richiedere il bonus per mesi ulteriori rispetto a quelli già indicati, anche se per lo stesso minore, sarà necessario presentare una nuova domanda.

Alla presentazione della domanda dovrà essere allegata la documentazione che dimostra il pagamento almeno della retta relativa al primo mese di frequenza per cui si richiede il beneficio oppure, nel caso di asili nido pubblici che prevedono il pagamento delle rette posticipato rispetto al periodo di frequenza, la documentazione da cui risulti l’iscrizione o comunque l’avvenuto inserimento in graduatoria del bambino.

Bonus asilo nido: la documentazione da conservare

Per poter ricevere il bonus asilo nido il richiedente dovrà conservare le ricevute corrispondenti ai pagamenti delle rette che dovranno essere allegate alla domanda entro la fine del mese di riferimento e, comunque, non oltre il 31 gennaio 2019. Per i soli frequentanti asili nido pubblici che emettano i bollettini di pagamento dell’ultimo trimestre oltre tale data, la documentazione di spesa potrà essere allegata improrogabilmente entro il 1° aprile dell’anno successivo.

In ogni caso il rimborso avverrà solo dopo aver allegato la ricevuta di pagamento.

La prova dell’avvenuto pagamento potrà essere fornita tramite: ricevuta, fattura quietanzata, bollettino bancario o postale e, per i nidi aziendali, tramite attestazione del datore di lavoro o dell’asilo nido, dell’avvenuto pagamento della retta o trattenuta in busta paga.

La documentazione di avvenuto pagamento dovrà indicare:

  • la denominazione e la partita iva dell’asilo nido;
  • il codice fiscale del minore;
  • il mese di riferimento;
  • gli estremi del pagamento o la quietanza di pagamento;
  • il nominativo del genitore che sostiene l’onere della retta. 

Nell’ipotesi in cui il richiedente intenda accedere al bonus per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione, dovrà allegare, all’atto della domanda, un’attestazione rilasciata dal pediatra di libera scelta, che dichiari per l’intero anno di riferimento, “l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica”. In tale ipotesi l’Istituto erogherà il bonus in un’unica soluzione.

Bonus nido 2018: come viene erogato

Il bonus richiesto, sia asilo nido che per forme di supporto presso la propria abitazione, può essere erogato, nel limite di spesa indicato (per il 2018 è di 250 milioni di euro), secondo l’ordine di presentazione della domanda online.

Nel caso in cui, a seguito del numero delle domande presentate venga raggiunto il limite di spesa, l’Inps non prenderà in considerazione ulteriori domande.

L’Inps provvede alla corresponsione del bonus nelle modalità di pagamento indicate dal richiedente nella domanda (bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con Iban).

L’utente che opta per l’accredito su un conto con  Iban è tenuto a presentare anche il modello SR163, a meno che tale modello non sia stato già presentato all’Inps in occasione di altre domande.

 

note

[1] Art. 1, comma 355, della L. n. 232 dell’11.12.2016.

[2] Cfr. Circolare Inps n. 88 del 22.05.2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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