Altro che diminuzione, l’Irpef sta aumentando segretamente

30 Maggio 2019
Altro che diminuzione, l’Irpef sta aumentando segretamente

Aumentano le tasse: gran parte dei contribuenti quest’anno pagherà l’aliquota massima.

Mentre Salvini parla di tagliare l’Irpef, in realtà l’imposta sta aumentando. Aumenta grazie alla norma introdotta dal Governo che consente ai Comuni di aumentare i tributi locali. E, come già sta succedendo per l’Imu, ora anche le addizionali Irpef stanno aumentando. Aumentano segretamente e i contribuenti se ne accorgeranno al momento del saldo con il Fisco. Perché sono già 469 i sindaci che hanno ritoccato all’insù il balzello, raggiungendo l’aliquota massima loro consentita. Sono in tutto 3.173 i Comuni italiani dove le addizionali Irpef hanno raggiunto la soglia. 

Pressione fiscale in aumento

Aumentano quindi anche quest’anno le tasse per i contribuenti, al di là delle promesse fatte dai partiti. A conti fatti, quest’anno si aggiungono i rincari delle due imposte sulla casa, già attuati in numerosi centri (leggi Aumento Imu e Tasi 2019) e ora anche l’incremento delle addizionali Irpef. Ed ora, al conto, si potrebbe aggiungere anche la revisione integrale del sistema di deduzioni e detrazioni fiscali, nel piano della Lega per recuperare le risorse per la prossima legge di Bilancio (leggi Piano Lega: tagliare detrazioni e agevolazioni fiscali).

Cosa sono le addizionali Irpef

Ma cosa sono le addizionali Irpef? Come noto l’Irpef è l’imposta sul reddito delle persone fisiche: è la “tassa” per eccellenza, quella che paghiamo ogni volta che presentiamo una dichiarazione dei redditi e viene parametrata allo stipendio o ai compensi ricevuti nell’anno. Come noto, è un’imposta per scaglioni che va a finire allo Stato. Tuttavia, per finanziare gli enti locali, la legge consente alle Regioni e ai Comuni di richiedere una parte dell’Irpef ai propri residenti. È questa l’addizionale Irpef, che versiamo quindi al Comune di residenza e alla Regione, che si aggiunge all’Irpef che versiamo all’erario tramite l’Agenzia delle Entrate. Abbiamo così le addizionali Irpef comunali e le addizionali Irpef regionali. Per quanto riguarda le addizionali regionali, l’aliquota può variare tra l’1,23% e il 3,33%.

I cittadini possono trovare le addizionali Irpef direttamente in busta paga, nel loro cedolino mensile.

I Comuni possono deliberare l’applicazione di un’addizionale non superiore allo 0,8%. In caso di mancato rispetto del patto di stabilità previsto per i bilanci degli enti locali, l’aliquota è aumentata ulteriormente dello 0,3%, anche se nel Comune è stata deliberata l’aliquota massima dello 0,8. I Comuni possono anche stabilire più aliquote.

L’aumento delle addizionali Irpef

A confermare l’aumento delle addizionali Irpef è il rapporto 2019 della Corte dei Conti. Vengono così confermati i timori di un incremento della pressione fiscale innescati dalla decisione, assunta da Governo e Parlamento nella legge di bilancio per il 2019, di non confermare il blocco delle aliquote. E c’era da prevederlo: dopo tre anni di stasi, gli enti locali non vedevano l’ora di rialzare l’asticella delle tasse. Ad oggi, quasi un Comune su due incamera lo 0,8% dei redditi dei propri cittadini, soglia massima consentita dalla legge. 

Non solo: come scrive Italia Oggi questa mattina in edicola «aumenta anche il numero degli enti che hanno deciso di passare da aliquote differenziate ad una monoaliquota, ovvero hanno incrementato la misura delle aliquote applicabili per uno o più degli scaglioni inferiori a quello più elevato. L’effetto è sempre lo stesso: aumentare il prelievo, anche perché l’addizionale è un’entrata sicura e poco percepibile, a differenza delle imposte immobiliari, su cui si registrano tassi di malcontento ed evasione assai più elevati». 



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