Diritto e Fisco | Articoli

Festa terrazzo condominiale

30 Maggio 2019
Festa terrazzo condominiale

Autorizzazioni da chiedere, divieto e prescrizioni da rispettare per un party sul lastrico solare dell’edificio in condominio.

Sul tuo condominio c’è una terrazza all’ultimo piano che copre l’intero stabile. Vi si accede tramite le scale e un portoncino le cui chiavi sono in possesso sia dell’amministratore che dei condomini. Nella bella stagione c’è chi vi stende i panni, chi vi lascia gli attrezzi, chi addirittura prende il sole. Un bel giorno decidi di sfruttare lo spazio per dare un party. Non intendi certo allestire una discoteca, ma invitare i tuoi amici per passare qualche ora con un po’ di buona musica e qualche drink. Lo puoi fare? A chi devi chiedere l’autorizzazione? Si può organizzare una festa sul terrazzo condominiale? Ecco cosa prevede il Codice civile a riguardo. 

Festa in terrazzo: quali norme condominiali si applicano?

La norma che devi prendere a riferimento è quella del Codice civile [1] che disciplina l’uso delle parti comuni dello stabile. «Parti comuni» significa che appartengono a tutti i condomini in base alle rispettive quote millesimali. In pratica, si tratta delle aree dell’edificio che non rientrano nella proprietà individuale dei singoli condomini. Sono, ad esempio, le scale, l’androne, il cortile, l’ascensore, il tetto e, appunto, il terrazzo condominiale.

Il Codice lascia la libertà a ciascun condomino di utilizzare tali aree secondo i propri bisogni ed esigenze, anche di carattere voluttuario, ma solo a due condizioni. 

Innanzitutto, non bisogna fare delle parti comuni un uso diverso da quello che è la loro natura e per il quale sono state create. Ad esempio, non si può usare l’ascensore per trasportare oggetti pesanti, né si possono parcheggiare i motocicli dentro l’atrio del condominio. 

In secondo luogo, bisogna rispettare il cosiddetto «pari uso»: in pratica, non bisogna impedire agli altri condomini di utilizzare anch’essi tali parti comuni. Questo concetto, ovviamente, deve essere inteso con una certa elasticità. Quando si parla di “pari uso”, infatti, non ci si riferisce necessariamente a un impiego contemporaneo della stessa frazione di bene da parte di più persone. Diversamente, nessuno potrebbe ad esempio usare l’ascensore (perché, così facendo, impedirebbe agli altri di accedervi nello stesso istante) o di installare un’antenna satellitare sul tetto (perché occuperebbe in via definitiva un’area). Insomma, non bisogna fare un uso tanto intenso della cosa comune da occuparla in buona parte e per un periodo eccessivamente lungo.

In tutto questo, ad ogni modo, bisogna sempre leggere il regolamento condominiale che potrebbe impedire determinati usi delle parti comuni dell’edificio. Se il regolamento vietasse, ad esempio, attività rumorose, la festa sul terrazzo condominiale sarebbe da ritenersi vietata. 

Se però il regolamento non pone alcun divieto, ciascuno può utilizzare l’area in questione per quelle che sono le proprie finalità, anche ricreative. Il che significa che è possibile fare una festa sul “tetto” di copertura dell’edificio senza bisogno di chiedere il permesso all’amministratore o all’assemblea. Si tratta, infatti, di un uso consentito dalla legge che regola il condomino.

Festa in terrazzo: quali norme penali si applicano?

C’è un secondo livello di norme da rispettare: quelle penali che regolano gli schiamazzi. Come certamente saprai, il Codice penale vieta il «disturbo della quiete pubblica». Chi fa tanto rumore da disturbare un numero ampio di persone – non solo quindi i condomini che abitano negli appartamenti più vicini – commette reato. Il reato è procedibile d’ufficio: significa che basta la semplice segnalazione di un vicino a farti incriminare. Possono arrivare carabinieri e polizia e importi di smettere. 

Devi quindi accertarti che la musica non possa essere avvertita dal proprietario del piano sottostante e da tutti gli altri condomini, anche quelli dei palazzi accanto. 

Se a lamentarsi della musica alta è una sola persona non sei ancora al sicuro dalla responsabilità penale. Difatti la legge dice che il reato scatta per il solo fatto che il rumore possa essere ascoltato da un numero “indeterminabile” di persone, a prescindere dal fatto che la denuncia sia stata fatta da uno soltanto.

In ultimo non dimenticarti di verificare se, nel tuo Comune, sono state approvati regolamenti che stabiliscano delle soglie o degli orari per i rumori. In alcuni centri è, ad esempio, fatto divieto di fare chiasso nelle zone di interesse storico.

Chi sporca risarcisce

Infine, avrai l’obbligo di tenere pulito il terrazzo e lasciarlo come l’hai trovato. Dovrai, quindi, farti carico di lavare la superficie del terrazzo e raccogliere le carte e i rifiuti lasciati.

Poniamo il caso che la festa si sia prolungata fino a tarda notte e, dopo l’organizzazione della serata e la preparazione di cocktail e aperitivi, tu sia estremamente distrutto. Pertanto, decidi di accompagnare i tuoi ospiti e andare a dormire. Quali problemi potrebbero esserci? Pulirai l’indomani con tutta calma. Il giorno dopo, visto che è una bella giornata, uno dei condomini sale sul terrazzo per prendere il sole o magari per stendere i panni e trova tutto il caos che hai lasciato la sera precedente in occasione della festa che avevi organizzato.Il condomino è su tutte le furie. Allora, viene a bussare alla tua porta e ti chiede spiegazioni. Ti ricorda che non ti è stata preclusa l’opportunità di dare una festa, ma almeno avresti potuto rispettare gli spazi comuni dando una ripulita al terrazzo. Dopodiché, ti dice che ha già chiamato la ditta di pulizie. Il condominio può addossarti il costo della manodopera? No, se tu lo contesti, ma dovrebbe prima farti causa. La giurisprudenza ha infatti chiarito che non rientra nei poteri dell’assemblea imporre risarcimenti ai condomini se non c’è prima una sentenza di condanna ad autorizzarlo. 



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