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Cosa vuol dire decoro architettonico?

29 Giugno 2019 | Autore:
Cosa vuol dire decoro architettonico?

L’estetica di un condominio è protetta dalla legge? In quali casi l’opera di un condomino danneggia il decoro architettonico?

In un fabbricato con tanti appartamenti, uno dei temi più scottanti è, senza alcun dubbio, quello delle modifiche alla cosa comune apportate dai condomini. C’è il titolare del ristorante al pian terreno che vorrebbe istallare una canna fumaria ovvero accade che il proprietario del terzo abbia montato una piccola veranda sul balcone della facciata principale. Oppure si osserva il condomino del quarto piano che, per avere più luce in soggiorno, ha aperto una finestra sul muro comune. Le ipotesi descritte, puramente esemplificative, sono potenzialmente in grado di modificare il cosiddetto decoro architettonico del condominio. In realtà, cosa vuol dire decoro architettonico?

Te lo chiedi perché vorresti apportare qualche modifica che possa avvantaggiarti nell’uso del tuo appartamento; tuttavia, non vorresti che l’iniziativa fosse bloccata o impugnata in tribunale. Hai saputo, infatti, che la lesione del decoro architettonico sarebbe motivo per contestare la tua opera, per riportare il tutto allo stato pregresso e per subire anche la condanna al pagamento di tutte le spese e degli eventuali danni provocati. Nel contempo, non comprendi come mai altri proprietari abbiano agito senza avere particolari problemi: la veranda presente sul balcone del tuo vicino, così come la finestra aperta dal condomino di sopra, sono state di fatto tollerate. Pertanto, perché tu non potresti fare altrettanto? Leggendo questo articolo, con buona probabilità, scioglierai ogni tuo dubbio.

Decoro architettonico condominio: cos’è?

Come potrai intuire, quando si parla di decoro architettonico, evidentemente, ci si riferisce ad un bene immateriale. Non è infatti un’opera muraria, quali potrebbero essere le scale del palazzo oppure le mura perimetrali, ma si tratta della cosiddetta estetica del fabbricato, le cui caratteristiche, ai sensi di legge, vanno tutelate.

Il Codice civile, in particolare, richiama il concetto di decoro architettonico a proposito delle innovazioni [1], cioè quelle modiche dei beni comuni, dirette al miglioramento della funzionalità dei medesimi. Si parla, quindi, di vere e proprie opere che possono essere realizzate soltanto con l’autorizzazione dell’assemblea condominiale: quest’ultima, però, mai potrebbe avallare innovazioni che in qualche modo alterino il decoro architettonico del condominio.

È per questa ragione, quindi, che l’estetica di un fabbricato diventa un bene da proteggere ed un ostacolo pratico alla realizzazione di opere modificative della cosa comune. Per questo motivo, è importante rispondere alla domanda: cosa significa decoro architettonico?

Decoro architettonico: cosa significa?

La risposta è stata data dalla giurisprudenza, cioè da quei magistrati, in primo luogo quelli della Cassazione, chiamati in causa a rispondere al predetto quesito. Secondo i giudici [2] il decoro architettonico va chiarito valutando nell’insieme gli elementi murari che caratterizzano l’estetica di un fabbricato: ad esempio, gli eventuali fregi, ma anche i semplici motivi architettonici; tutte parti in grado di definire l’armonia di un palazzo, anche se non di particolare pregio. Pertanto, se un’opera modificativa di un bene comune è in grado di alterare tutto ciò, essa è vietata e va rimossa.

Decoro architettonico condominiale: la violazione

Quando si parla di un bene immateriale come l’estetica di un fabbricato, con atteggiamento superficiale si potrebbe pensare che ogni cambiamento possa ledere il cosiddetto decoro architettonico: in fondo, qualsivoglia modifica di un bene comune sarebbe in grado di alterare le linee del medesimo. In realtà, la predetta conclusione è errata.

La Suprema Corte chiarisce che la violazione descritta non avviene quando variano semplicemente le linee architettoniche di un palazzo, ma allorché l’opera realizzata sia stata idonea a mutare l’aspetto armonico del fabbricato [3]. Seguendo queste affermazioni, quindi, l’istallazione di una canna fumaria sul retro di un condominio, peraltro nel rispetto delle linee del medesimo, non è in grado di alterare il decoro architettonico e, pertanto, non può essere rimossa [4] (per maggiori informazioni a riguardo puoi leggere l’articolo canna fumaria: posso appoggiarmi al condominio?).

Oppure ancora, con una recente decisione, gli Ermellini [5] hanno escluso che l’apertura di una finestra sulla parete condominiale possa rappresentare una trasformazione in senso negativo dell’estetica del fabbricato, lì dove il palazzo interessato sia stato già oggetto di precedenti mutamenti analoghi e senza che il condominio in questione abbia avanzato alcuna richiesta formale e giudiziale di ripristino dello stato dei luoghi. In pratica, i giudici hanno sottolineato che se il decoro architettonico è stato già leso da precedenti opere prive di alcuna contestazione, a maggior ragione quella in esame non può essere ritenuta illegittima.

Pertanto, se intendi realizzare un’opera con la quale vai a modificare un bene comune, assicurati che non alteri la destinazione originaria della cosa, che non impedisca agli altri proprietari l’uso della stessa e che non danneggi l’estetica del condominio, mutando l’insieme armonico ed architettonico del palazzo. Se dovessero essere rispettate le predette condizioni, potrai procedere senza temere contestazioni o eventuali ripercussioni negative al tuo comportamento.


note

[1] Art. 1120 cod. civ.

[2] Cass. civ. sent. n. 581/2007

[3] Cass. civ. sent. n. 6341/2000

[4] Trib. di Firenze sent. n. 189/2019

[5] Cass. civ. sent. n. 10583/2019


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