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Nuova rottamazione per chi non ha pagato le tasse

31 Maggio 2019
Nuova rottamazione per chi non ha pagato le tasse

Salvini propone la dichiarazione integrativa speciale e una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali per riscuotere i 50 miliardi che servono per la flat tax.

Non è ancora finita la lunga saga dei condoni e dei perdoni, delle rottamazioni e della pace fiscale. L’asso nella manica – se così lo vogliamo chiamare – lo ha appena sfoderato Salvini nel suo nuovo programma di governo, quello che dovrebbe segnare il corso del 2020. Una nuova rottamazione per chi non ha pagato le tasse: è questo l’intento del rappresentate della Lega. Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Dichiarazione integrativa speciale

Si chiama dichiarazione integrativa speciale ed altro non è che una possibilità, a chi non ha presentato la dichiarazione dei redditi negli anni passati o l’ha presentata tralasciando qualche incasso, di mettersi in regola. Il tutto ovviamente pagando solo una parte delle sanzioni. La misura, già tentata con la Legge di Bilancio 2019, era poi saltata per la contrarietà del M5S all’ennesimo condono che avrebbe consentito, ai grandi evasori, di ottenere un perdono difficilmente giustificabile all’elettorato. Ma ora che il leader del Carroccio ha assunto le redini della regia e che – nonostante la mano tesa – sta imponendo la sua linea, la dichiarazione integrativa speciale diventerà a breve realtà. 

L’intento è quello appunto di consentire ai contribuenti di correggere errori od omissioni delle denunce dei redditi e Irap già presentati negli scorsi anni, versando una percentuale al posto delle maggiori imposte dovute (Irpef, Ires, sostitutive o Irap) evitando così l’applicazione delle sanzioni). Il tutto con una serie di limiti. Il primo: non si potranno fare emergere più di 100mila euro di nero e comunque non oltre il 30% di quanto già dichiarato. Il secondo: bisognerà pagare un forfait pari al 20% di quanto si sarebbe altrimenti versato in condizioni normali. 

Nuova rottamazione

Oltre alla dichiarazione integrativa speciale si prevede anche una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali, ritagliata appositamente per le imprese (leggi: Piano Lega: tagliare detrazioni e agevolazioni fiscali). “I termini della pace fiscale verranno prorogati dalla fine di luglio perché contiamo di incassare alcune decine di miliardi di euro per liberare gli italiani dalla gabbia di Equitalia”. L’obiettivo principale, però, è alimentare con le risorse ottenute dal nuovo condono l’introduzione della flat tax, la tassa piatta, che secondo i primi calcoli costerà non meno di 50 miliardi. 

I dubbi sulla tenuta del Governo

«Non ho più voglia di perdere tempo» ha detto Matteo Salvini con riferimento ai pungenti “no” degli alleati di Governo. Se M5s accetta di fare come dice la Lega non c’è il rischio di elezioni anticipate: «Non si va al voto, a settembre si prepara la manovra», ha detto Salvini. 

Intanto proprio ieri il quotidiano Il Messaggero sosteneva che ci sarebbe già un tacito accordo sulla data delle prossime elezioni (ovviamente anticipate) fissate per il 29 settembre o, al massimo, per il weekend successivo. Con la benedizione di Mattarella. Leggi Governo in crisi: elezioni anticipate il 29 settembre.

Potrebbe essere proprio la rottamazione il terreno di scontro per far cadere “concordemente” l’esecutivo. Difatti i Cinque Stelle hanno appena dichiarato il loro secco no a nuovi condoni e alla dichiarazione integrativa speciale. «Ci sarà la proroga dei termini della pace fiscale» ha precisato ieri il sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci. Ispiratore, tra l’altro, dell’emendamento al decreto legge Crescita, ora all’esame delle commissioni Finanze e Bilancio della Camera, con cui la Lega ha rimesso in corsa fino al 31 luglio prossimo tutti i contribuenti che non avevano aderito alla rottamazione ter delle cartelle entro il 30 aprile scorso. 

Una proroga che porterà, ha sottolineato sempre ieri il leader del Carroccio, Matteo Salvini, «decine di miliardi nei prossimi anni». Per l’esattezza non meno di 21 ha chiarito il sottosegretario: «Gli incassi della pace fiscale – ha detto Bitonci – arriveranno nei 5 anni previsti dall’operazione a 21 miliardi di euro» e questo alla luce del «risultato eccezionale e sopra le attese» della definizione agevolata delle cartelle «per cui ad oggi sono arrivate 1,7 milioni di domande di adesione».



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